The Swapper

Nello spazio più profondo ci perdiamo nella solitudine
Scritto da @ EdrianoCordarail 18 agosto 2014
The Swapper Recensione

Dopo aver ben figurato sulla piattaforma Steam di Valve, The Swapper di Curve Studios giunge sulla nuova generazione di console, più precisamente sull'ammiraglia casalinga di Sony: PlayStation 4. A distanza di un anno dalla sua prima pubblicazione, The Swapper pare non aver perso quel fascino malinconico che l'ha contraddistinto dalla massa indie del 2013, riproponendo un'atmosfera desolata che stuzzica la curiosità di ogni videogiocatore. PS4 è la console degli sviluppatori indipendenti non c'è che dire, ed ognuno si è fatto una propria idea (positiva o negativa) su questo dato di fatto, ma lato nostro possiamo dire che mettere le mani su The Swapper per una seconda volta non ci dispiace. Inoltre, da sottolineare l'opzione cross-buy che permette di scaricare il titolo gratuitamente anche su PS3 e PS Vita, per un'offerta di tutto rispetto.


Spazio, ultima frontiera

Immaginate di essere da soli nello spazio infinito, con ben pochi segni di civiltà attorno ed alla scoperta di un ambiente deserto: come vi sentireste? The Swapper trasmette questa sensazione al giocatore, e ci vede impegnati a passare di stanza in stanza su una stazione spaziale senza barlume di vita, recuperando informazioni centellinate grazie a diari dei precedenti ospiti o a messaggi appartenenti ad una razza aliena. Ma questa base non lascia altro che spazio al vero catalizzatore d'attenzione del gioco, ossia il gameplay sul quale si poggia. Infatti, spesso e volentieri ritroverete riferimenti al concetto di separazione tra mente e corpo, un qualcosa di affascinante che gli sviluppatori hanno ben pensato di rendere principe nell'economia dell'avventura. Tutto ruota attorno ad un particolare marchingegno, lo Swapper per l'appunto, capace di creare cloni del protagonista attraverso un fascio laser. Sostanzialmente questi esseri sono dei burattini che ripropongono i movimenti che eseguiamo, come andare avanti o indietro, oppure fare un piccolo balzo, ma con il tocco del tasto R1 potremo “trasportare” l'anima del nostro alter ego nel suo clone, per così proseguire l'avventura con esso. Dovremo però centellinare le copie perché ne avremo a disposizione massimo 4, che risulteranno sufficienti per superare gli enigmi dei vari stage, ma sarà difficile evitare loro una brutta fine. Non dovete però preoccuparvi perché, essendo copie, il protagonista sopravviverà mantenendo tutte le ossa intere. L'aspetto macabro delle dipartite delle copie può all'inizio lasciare un po' di sgomento, ma con il susseguirsi degli stage (e degli enigmi) le etichetterete come normale routine.


Un po' di sacrifici...

Addentrarsi nella stazione spaziale non è compito semplice per la nostra mente e saremo costantemente messi di fronte ad enigmi che richiedono una certa spremuta di meningi. Grazie all'uso dei cloni ed al trasferimento della propria mente da corpo a corpo avremo tutti gli strumenti necessari per superare le stanze. Quel che sorprende è l'originalità delle prove che dovremo affrontare e che ruotano attorno al buon uso dello Swapper. Si passa da semplici passaggi sopra piattaforme a clonazioni a catena, fino a doverci scontrare con fasci di luce molto particolari. Infatti, per dare una certa varietà alle azioni, nei livelli non sarà difficile imbattersi in strane luci capaci di interferire con il funzionamento della nostra arma. Il fascio di color blu ci impedirà di creare un clone sotto la sua influenza, quello rosso bloccherà il flusso per lo scambio dell'anima mentre il viola impedirà entrambe le azioni. Sfruttando sia il collocamento certosino delle copie che gli elementi dell'ambiente (come rampe, ascensori o flussi di energia) sarà possibile raccogliere i preziosi Orb, moneta con la quale avremo modo di aprire porte altrimenti invalicabili, per proseguire così il nostro cammino. Altro trucchetto da utilizzare a nostro favore è il rallentamento del tempo che viene attivano una volta premuto il pulsanti L1, ossia quello che permette di crare una nostra copia. In alcuni enigmi sarà di vitale importanza il “bullet time” e la vostra prontezza di riflessi verrà messa a dura prova. Con concatenazioni di clonazioni ogni luogo sarà accessibile, anche ad altezze vertiginose!


La desolazione ha un suo perché

Ben presto impareremo a conoscere il mondo nel quale i Curve Studio ci hanno immersi, grazie soprattutto all'ambientazione ed ai giochi di luce ed ombra, di sicuro impatto nell'esperienza di gioco. Questo, unito anche ad una sapiente costruzione degli enigmi porta ad avere un livello qualitativo complessivo di indiscusso spessore, forte di una difficoltà ben bilanciata e da scoperte ben dosate durante le ore di gioco. C'è da ammettere che alcuni livelli sono davvero tosti da superare, ma d'altronde che razza di gioco sarebbe se fosse tutto troppo facile? L'arma che abbiamo in dotazione, perno su cui si basa il gameplay, saprà dare più di una soddisfazione e con il passare del tempo inizierete a padroneggiarla con scioltezza. Tornando invece ad analizzare il comparto tecnico, il senso di abbandono nel profondo spazio,e tutto ciò che ne consegue, è ciò che più caratterizza The Swapper. Attraversare lunghi corridoi e stanze che traspirano storia vissuta è un esperienza unica da vivere come fosse un personale abbandono all'opera ludica. Le musiche, minimali e mai fuori luogo, aumentano l'infondersi del senso di impotenza, consapevoli che infondo noi siamo solo degli ospiti di quella che ha ospitato una particolare quanto intrigante storia passata.


L'adattamento alla next gen Sony

PlayStation 4 è evidentemente una console con un grande potenziale e tutte le conversioni viste finora di titoli indie non hanno avuto problemi sotto il profilo tecnico. The Swapper non fa eccezione e tutta l'ambientazione e l'atmosfera ricreata sono in sostanza le stesse già assaporate su PC. Banalmente, l'unica differenza notata è quella relativa ai controlli, che per ovvi motivi sono stati adattati al DualShock 4. Lo stick analogico destro muoverà il puntatore utilizzato per creare i proprio cloni, cosa che precedentemente veniva fatta attraverso il mouse, che a conti fatti risulta ancora il dispositivo migliore. Invece i tasti dorsali vengono sfruttati per il rallentamento del tempo e per le copie, il che risulta abbastanza immediato per un giocatore abituato a titoli console. Non si tratta di un sistema di controllo rivoluzionato o innovativo, bensì di un semplice adattamento che per quanto serve fa il suo sporco lavoro. Piccola parentesi doverosa anche per le versioni PS Vita e PlayStation 3, che risultano sostanzialmente identiche alla versione della sorellona.


Un titolo letteralmente sorprendente

Tralasciando considerazioni puramente tecniche o di gameplay, giocare a The Swapper è un'esperienza ludica particolare. Se si presta attenzione ai vari messaggi che mano a mano compongono la trama si capisce quanto questa apparentemente superflua componente sia in realtà di un certo spessore, tanto da portare a riflettere su alcune tematiche attuali. Inoltre, il senso di abbandono che trasuda da ogni muro è impressionante, nonostante l'inquadratura non permetta una visione tridimensionale delle stanze. Infatti, la sensazione viene iniettata nel giocatore attraverso un sapiente uso di luci ed ombre, e anche grazie alla particolare tecnica utilizzata per creare l'ambiente e gli oggetti (sembrano fatti di plastilina). In sintesi questo titoli indie è un ottima esperienza anche per i possessori di PS4, nonostante la rigiocabilità sia praticamente assente, ed è quindi doverso godersi l'avventura tutta d'un fiato.

COMMENTO
@ EdrianoCordara

Molto particolare questo The Swapper, che ho analizzato nelle sue varie parti con attenzione in quanto notavo che aveva molto da offrire nella sua semplicità. L'edizione PC è probabilmente la migliore dato il sistema di controllo più immediato, ma goderselo su un grande schermo in compagnia di PS4 (o PS3) non è affatto male. Da aspirante Game Designer sono contento di ciò che i ragazzi dei Curve Studios hanno realizzato ed il senso di desolazione che si prova giocando non è cosa semplice da scaturire nel giocatore. Bravi.

GRAFICA:9Se c'è una parte che più di altri ha deliziato i nostri occhi è il comparto grafico. Particolare e dettagliato, quasi vivo, con luci ed ombre ad enfatizzare.
SONORO:8.5Pochi effetti sonori ma quanto basta per infondere la giusta sensazione di abbandono al giocatore.
GIOCABILITà:8.5Geniale, semplice, un po' macabro ma giustificato. Il perfetto connubio tra inventiva e divertimento.
LONGEVITà:7.5Non essendoci collezionabili o bonus di sorta, una volta finito difficilmente lo riprenderete.
VOTO FINALE8
PRO:- Atmosfere e scenografia
- Enigmi mai banali
- Storia da non sottovalutare
CONTRO:- Controlli migliori su PC
- Poca rigiocabilità
Outlast ( PS4 )Avete voglia di forti emozioni ed avete un cuore abbastanza forte da sopportare qualsiasi spavento? Su PS4 non c'è niente di meglio che Outlast al momento.
Resogun ( PS4 )Titolo indie? Semplicità e divertimento? Resogun ha tutto questo ed è da molti (compreso il sottoscritto) considerato uno dei migliori giochi per PS4.
SCHEDAGIOCO
Cover The Swapper

The Swapper

  • data d'uscita: 06 agosto 2014
  • produttore: Facepalm Games
  • sviluppatore: Curve Digital
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Puzzle Game
  • Multiplayer: No
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 7+
  • Sito di The Swapper
Scheda completa...
The Swapper2014-08-18 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/the-swapper-46835/Nello spazio più profondo ci perdiamo nella solitudine1020525VGNetwork.it