The Walking Dead: Survival Instinct

I non-morti “televisivi” approdano su console!
Scritto da @ Dagheloril 03 aprile 2013
The Walking Dead: Survival Instinct Recensione

Sono già tre le stagioni della serie The Walking Dead mandate in onda dall'emittente AMC (in Italia da FOX), capace di tenere incollati agli schermi una gran moltitudine di spettatori sia oltre oceano che nel vecchio continente, grazie soprattutto ad una trama molto spessa e ad attori decisamente carismatici, capaci di catturare l’affetto e le attenzioni di chi assista ad ognuna delle puntate del serial. Era dunque quasi certo che, prima o poi, sarebbe arrivato sul mercato anche un titolo legato alle gesta dei protagonisti di The Walking Dead, sulla falsariga di un’altra serie di culto, Lost (sebbene i risultati videoludici abbiano lasciato parzialmente a desiderare, ndr): inedito perché la serie dei Telltale Games, che risponde al nome di The Walking Dead, originariamente arrivato sul mercato e diviso in più episodi, scaricabili a pagamento dai Store online delle varie console, era un gioco dedicato prettamente alla controparte fumettosa della serie, che nulla aveva in comune quindi con gli episodi televisivi.

IFrame

Ad occuparsi della produzione sono stati questa volta i ragazzi di Terminal Reality che, partendo dalle atmosfere cariche di tensione che si respirano nelle ambientazioni della serie tv, hanno provato a confezionare un prodotto che soddisfacesse gli appetiti dei fan: ci sono riusciti? Scopriamolo insieme!


Fratelli Dixon alla riscossa!

Le avventure narrate in The Walking Dead: Survival Instinct prenderanno il via in un periodo antecedente le vicissitudini dei sopravvissuti della serie tv, ed avranno come protagonista Deryl Dixon, il cacciatore del gruppo: durante una battuta di caccia – che aprirà la storia – i giocatori impersoneranno quello che, in un secondo momento, si rivelerà essere il padre del buon Deryl; una volta attaccato dagli ozombie e lasciato in una pozza di sangue, con le budella pericolosamente in vista, spetterà al figlioccio l’ingrato compito di porre fine alle sofferenze di quello che, di lì a poco, si sarebbe trasformato a sua volta in un walker (così vengono chiamati in lingua anglofona, ndr), con lo zio pronto a farne le veci al suo tentennamento. Partirà così dapprima la ricerca di Deryl (e zio) di Merle, altro membro della famiglia Dixon (il fratello di Deryl, per chi non seguisse la serie, ndr), detenuto in un carcere ad una bella manciata di miglia dal punto d’inizio della storia, e poi il tentativo di raggiungere una delle potenziali zone salve dall’estendersi del morbo che contagia tutti coloro che vengono morsi.

Le premesse a livello di trama sono abbastanza solide, e rispecchiano più o meno fedelmente quelle che sono anche le avventure cui i telespettatori assistono ad ogni singola puntata: il gameplay sembra partire dunque discretamente, con le prime sessioni che denotano la natura da survival horror in prima persona del titolo, con il protagonista che dovrà reperire materiali ed oggetti per portare a termine le varie missioni che si pareranno sul suo cammino, come recuperare le chiavi per poter avviare un mezzo con cui mettersi in salvo, oppure fare incetta di carburante e di viveri, oppure ancora prestare soccorso a qualche malcapitato finito nelle grinfie dei morti viventi. Le prime magagne vengono però subito a galla dopo la prima manciata di minuti di gioco, con un titolo che diventa fin troppo presto ripetitivo: per evitare di farsi scoprire dagli zombie, il giocatore potrà scegliere se procedere con cautela, camminando accovacciato per non produrre rumori che attirino troppe attenzioni, ed uccidere dunque il proprio nemico con una coltellata dritta in testa, oppure può decidere di approcciare con un attacco frontale, con dispendio di energie e col rischio di essere in breve sopraffatto da altri nemici, pronti ad accorrere al lauto banchetto; nessun’altra chance sarà data ai giocatori, che potranno fare affidamento su un ristretto numero di armi, diversificate in contundenti (coltello da caccia, tubo e martello) e da fuoco (fucile di precisione, pistola, doppietta, mitragliatore e balestra), ed ognuna garantirà un proprio diverso livello di danno: ovviamente l’unica parte da colpire per abbattere definitivamente un walker sarà la testa, come la serie ha abituato a vedere e, nel caso uno di questi riuscisse ad afferrare il buon Deryl, partirà una sequenza scriptata in cui al giocatore verrà chiesto di inquadrare la testa del nemico per infilzarla, col giusto tempismo, con il proprio coltello, col rischio di ripetere meccanicamente l’operazione tante volte quante sono gli zombie nei paraggi, vista l’impossibilità, nel qual caso fossimo accerchiati, di poter scappare senza aver preventivamente abbattuto l’ultimo elemento in vena di calorosi “abbracci”.


On the road

A fare il paio con un gameplay decisamente ripetitivo che, in fin dei conti, chiede sempre le stesse cose, ci sono le varie ambientazioni teatro degli eventi: dopo la foresta iniziale, ci saranno numerose cittadine da esplorare alla ricerca di viveri e munizioni, ma tutte risulteranno essere fin troppo simili le une alle altre, con una mancanza di personalità disarmante, che nulla ha a che vedere con la serie tv; anche durante i vari spostamenti da un insediamento all’altro, le location che si andranno a visitare – da fattorie abbandonate a strade con macchine da spostare per sgomberare il passaggio – non regaleranno mai sorprese, frustrando così violentemente la voglia di scoperta degli utenti. Anche la scelta delle strade da percorrere risulta fin troppo lineare: si potrà infatti scegliere se percorrere stradine secondarie, strade principali oppure autostrade, a seconda del proprio desiderio di esplorare postazioni abbandonate in cerca di rifornimenti oppure di arrivare il più velocemente possibile a destinazione, ma le soste, talvolta forzate a causa di guasti del veicolo, sembrano quasi imporre al giocatore il ritmo dell’azione, senza che questi abbia effettivamente alcun potere sullo scorrere degli eventi.

Una delle poche note positive in un titolo che risulta essere decisamente mediocre sotto ogni aspetto è costituito dal comparto sonoro: nonostante l’assenza di un’utile localizzazione in italiano, il gioco presenta un ottimo doppiaggio in lingua inglese ad opera degli stessi attori della serie, e questo, unito al sapiente uso delle musiche di sottofondo, regalano una piccola gioia ai fan di Deryl e soci. Per il resto, una grafica scarna ed il più delle volte dozzinale, con poligoni mai definiti quanto si dovrebbe, ed un ritmo di gioco che non permette di prolungare le sessioni di gioco oltre la mezz’ora causa mancanza di mordente, fanno di questo The Walking Dead: Survival Instinct una buonissima occasione sciupata: un vero peccato, perché le potenzialità c’erano tutte, ed il numeroso nugolo di fan della serie non si sarebbe lasciato scoraggiare dall’acquisto, ma in questo caso, l’istinto di sopravvivenza (videoludico) spingerà la stragrande maggioranza dei videogiocatori a passare oltre.

COMMENTO
@ Daghelor

Un titolo che, da fan di The Walking Dead, mi ha lasciato l’amaro in bocca: le premesse sembravano buone, e la presenza di personaggi carismatici come Deryl e Merle lasciavano presagire grandi cose che, puntualmente, come in altre produzioni su licenza, non si sono materializzate: un vero peccato, perché il gameplay poteva essere maggiormente curato e, soprattutto, il comparto grafico necessitava di maggiore pulizia, con una resa che, allo stato attuale, sarebbe stato degno di un titolo di fascia media per PlayStation 2. Mungere un brand per produrre introiti, nei fan, produce più dolori che gioie. Così non va!

GRAFICA:4Poco definita e decisamente dozzinale, degna di una produzione PS2.
SONORO:8Attori originali al doppiaggio inglese e musiche di sottofondo suggestive.
GIOCABILITà:4.5Sempre la solita solfa, dall’inizio alla fine, con una linearità disarmante.
LONGEVITà:4.5Dura una manciata di ore, ma chi riesce a portarlo a termine e/o a rigiocarlo?
VOTO FINALE5
PRO:- Doppiatori originali e musiche di sottofondo suggestive
CONTRO:- Gameplay frustrante
- Tecnicamente non sufficiente
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SCHEDAGIOCO
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