Tom Clancy's Rainbow Six: Siege

Hulk distrugge
Scritto da Mail@ FedeGiacoil 08 dicembre 2015
Tom Clancy's Rainbow Six: Siege Recensione

Alla fine ci siamo, è giunto il momento di recensire il tanto discusso (ma forse neppure così tanto, perlopiù ignorato ndr.) Rainbow Six: Siege. Premetto che non sono mai stato un fan hardcore della serie, nonostante abbia giocato parecchi dei capitoli precedenti, ma non avere un attaccamento “morale” forte a Rainbow Six mi ha anche permesso di sorvolare bellamente le polemiche riguardo i cambiamenti operati da Ubisoft in questo nuovo episodio della storica saga, con l'eliminazione del single-player a favore di un'esperienza totalmente multiplayer.


Il classico che torna di moda

La prima cosa che ci tengo a dire riguardo Rainbow Six: Siege è che, sembrerà banale, ma funziona! Se ci si concentra su ciò che c'è (il multiplayer) e non su ciò che non c'è (il single), ci si accorge che il gioco creato dai talentuosi ragazzi di Ubisoft Montreal non è nulla di completamente innovativo a livello di gameplay, ma è invece una formula multigiocatore classica arricchita di tante trovate fresche e divertenti, prima su tutto il nuovo sistema fisico che permette la distruzione procedurale dei livelli di gioco e dona una marcia in più ai match.

Le modalità di gioco sono sostanzialmente due, ovvero lo scontro 5 vs 5 e la caccia ai terroristi. La prima si commenta da sola e consiste in una serie di match attacco/difesa con compagni ed avversari umani, mentre nella caccia ai terroristi una squadra di massimo 5 persone è impegnata contro nemici comandati dalla CPU. Entrambe le modalità presentano diversi “obbiettivi”, infatti è possibile che una volta sia richiesto di disinnescare una bomba, altre volte salvare un ostaggio, altre volte ancora bonificare un barile di materiale pericoloso, ma il succo – salvo leggere variazioni di gameplay – è sempre lo stesso.

Adesso qua in molti potrebbero obiettare: ma con solo due modalità di gioco non ci si annoia? Beh, sapete una cosa, la risposta è no. Sarà che io sono tra i milioni di giocatori che hanno giocato a Counter Strike Source per anni sulle stesse 4 o 5 mappe ed alla stessa modalità senza stufarsi, ma nei titoli multiplayer non ho mai sentito il bisogno di avere una montagna di modalità diverse, infatti se una funziona bene – come accade in Rainbow Six: Siege – la longevità è automaticamente estesa all'infinito.


Strategia di gruppo o lupo solitario?

Inutile negare che Rainbow Six: Siege sia un titolo fortemente incentrato sul lavoro di squadra e giocando con un team di amici il gameplay può esprimersi al suo massimo. Scambiandosi informazioni con il microfono, parlando agli altri membri ed organizzandosi le offensive o le difese, automaticamente diventa molto più semplice riuscire a portarsi a casa la vittoria. Obbiettivamente però, almeno per quella che è la mia esperienza, non è affatto semplice riuscire ad avere a disposizione un gruppo di amici disponibili a giocare, vuoi perché si hanno orari diversi, vuoi perché ad altri può non interessare il gioco. Ed allora che si fa? Beh, “fortunatamente” pare il problema sia comune ed i server sono pieni di giocatori solitari. Il clima che ho riscontrato giocando in questi giorni è stato veramente buono (tolte un paio di occasioni) e mi ha spinto a continuare a giocare, infatti quando si è fatta un po' di esperienza col titolo, molti comportamenti sono naturali e non c'è neppure bisogno di chissà quale intesa per tirare fuori azioni collaborative degne di nota.


Attacco e difesa

Come anticipato, a grandissime linee tutto il gameplay di Rainbow Six: Siege può essere riassunto in due squadre contrapposte, una deve attaccare e raggiungere l'obbiettivo, l'altra deve impedirglielo, ma scendiamo nei dettagli.

All'inizio di ogni match c'è una fase di preparazione. Gli attaccanti hanno la possibilità d'infiltrarsi nel luogo presidiato dai terroristi con dei piccoli droni radiocomandati, così da cercare d'individuare l'obbiettivo posizionato in modo randomico sulla mappa prima dell'inizio della partita ed iniziare già con una marcia in più, senza dover stare a girare tutte le stanze per capire dov'è il punto d'interesse. Allo stesso modo, i difensori devono sfruttare il tempo a disposizione prima dell'inizio per fortificare la zona attorno all'obbiettivo, barricando porte, finestre, muri e piazzando trappole in ogni dove, così da rendere il più difficile possibile la vita agli avversari. A mantenere interessante il tutto ci pensano i gadget che sono veramente tantissimi e dei più variegati, ogni classe ha la propria dotazione e che ci si trovi in attacco o in difesa, non è mai scontato capire come si approccerà il nemico.

Una grossa differenza rispetto ai classici fps, in questo caso, la fa il sistema fisico del gioco. I livelli possono essere letteralmente fatti a pezzi in quasi ogni loro parte. Tolti i muri portanti ed alcune pareti strategicamente piazzate rese indistruttibili per non sbilanciare il design delle mappe, praticamente ad ogni stanza è piena di “punti deboli”. Se solitamente negli fps online mettersi con le spalle al muro può risultare una scelta vincente per non essere sorpresi (e passare per camper se non ci si muove ndr.), in Rainbow Six: Siege le regole classiche vengono riscritte. Più si gioca, più ci si rende conto di quanto gli sviluppatori abbiano disegnato le mappe nei minimi particolari. Che si stia giocando in attacco o in difesa, il bilanciamento è sempre ottimo e le due squadre si possono aggirare e sorprendere a vicenda in tantissimi modi diversi, aprendo varchi e sparandosi da fessure nei muri che è impossibile prevedere essendo tutto distruttibile. 


Ad ognuno il suo

La scelta dell'operatore che più si addice al proprio stile di gioco, in Rainbow Six: Siege, è fondamentale. Non siamo di fronte a differenze di poco conto tra un personaggio e l'altro, ma invece cambiamenti assolutamente notevoli. Oltre a variare la difesa e la velocità, scegliere un operatore piuttosto che un altro, come scritto in precedenza, si traduce in un cambiamento completo dell'arsenale a disposizione. Gli operatori sono parecchi e le diverse armi possono essere personalizzate, ma il tutto è da sbloccare. La valuta atta allo scopo la si guadagna giocando e vincendo le partite e nel frattempo si sale anche di livello, operazione fondamentale in quanto solamente dal livello 20 diventa possibile accedere alle partite classificate, ovvero quando si inizia a fare sul serio.

Allo stesso modo, o quasi, funzionano le partite contro la CPU, solamente in questi casi gli avversari da eliminare sono ben di più ed all'inizio è possibile scegliere la difficoltà preferita tra 3 opzioni. L'IA degli avversari, a dire il vero, non è sempre perfetta e molto spesso, soprattutto se il livello inizia ad essere parecchio “modificato” dagli scontri a fuoco, capita di vedere gli NPC spaesati che si muovo tipo anime in pena per le zone, anche se – allo stesso modo – capita facciano invece scelte molto intelligenti piazzandosi con criterio.

Infine, un breve accenno va fatto alla lodevole parte tecnica, degna di nota soprattutto per l'ottima fisica e per i 60fps (purtroppo non sempre costanti) nella modalità 5 vs 5, framerate che purtroppo viene dimezzato quando si gioca contro la CPU. Allo stesso modo, gli effetti sonori sono ottimi e realistici ed aiutano tantissimo nell'orientarsi e nel capire come si stanno muovendo i nemici oltre le pareti.


In tempo per Natale

Rainbow Six: Siege, nel complesso, è un ottimo titolo multiplayer che parte da una struttura classica e l'arricchisce con tantissime trovate innovative e realizzate al meglio. Se quello che state cercando è un'esperienza fresca e divertente, di certo non rimarrete delusi, sia che abbiate un gruppo di amici con i quali giocare, sia che siate dei soldati solitari, infatti i server sono ricchi di persone nella stessa condizione e potreste anche decidere di unirvi e formare una squadra per l'occasione. 

Se il futuro per il gioco si prospetti roseo o meno è difficile dirlo ora, ma quello che so con certezza è che il titolo è estremamente valido e può essere affossato solo dalla mancanza di una community solida, che per fortuna al momento non sembra essere un problema. 

PRO:- Distruzione procedurale degna di nota
- Soluzioni di gameplay innovative
- Ci si diverte anche senza un gruppo di amici
CONTRO:- IA della CPU con qualche svista di troppo
- Framerate non sempre perfetto
Call of Duty: Black Ops III ( XBOX ONE )L'ultimo arrivato della famiglia Call of Duty, sempre divertente.
Star Wars Battlefront ( XBOX ONE )Non ha molto a che vedere in quanto a setting e gameplay, ma è lo sparatutto multiplayer del momento.
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
Cover Tom Clancy's Rainbow Six: Siege

Tom Clancy's Rainbow Six: Siege

Scheda completa...
Tom Clancy's Rainbow Six: Siege2015-12-08 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/tom-clancy-s-rainbow-six-siege-51674/Hulk distrugge1020525VGNetwork.it