Transformers: La battaglia per Cybertron

Cosa succede quando i Transformers ritornano solo in videogame?
Scritto da Vincenzo Casconeil 09 agosto 2010
Transformers: La battaglia per Cybertron Recensione

Erano gli anni ’80 e la moda dei robot giganti, tutti forza e ingranaggi, incominciò dal Giappone ad imperversare un po’ il tutto il mondo. Fu allora che la Hasbro, incuriosita dal successo di una serie di giocattoli della casa Takara, si accordò per la distribuzione di questi strane macchine da guerra trasformabili.

Oggi, a distanza di un ventennio, si è tornati a parlare dei Transformers. Merito del regista Michael Bay che di questa fortunata serie di giocattoli, e poi di fumetti Marvel, ha voluto fare due trasposizioni cinematografiche (2007 e 2009). Merito, perché no, di Megan Fox (e la motivazione è semplice, ndr). Il mercato videoludico difficilmente si è lasciato sfuggire l’occasione di grossi incassi: nel 2004 Atari sviluppò Trasformers su PS2, dando al titolo una marcata impronta di gioco di azione; tre anni dopo fu la volta di Activision che, in concomitanza del primo film, pubblicò Transformers: The Game, titolo ispirato alla trama cinematografica.

Questa volta Activision torna alla carica con i suoi robot trasformabili preferiti, protagonisti assoluti di questo sparatutto in terza persona la cui trama non è legata a nessun altro prodotto (cinematografico o altro): la qualità del videogioco, importante sottolinearlo, ne ha risentito molto positivamente.


Due fazioni, una guerra millenaria…

Transformers: La Battaglia per Cybetron, come già lascia ampiamente intuire il titolo, (ri)porta le vicende dei robot sul loro pianeta d’origine, quel pianeta di ignota ubicazione nello spazio dal quale erano partiti alla volta della Terra. La trama rappresenta un prequel delle vicende dei Transformers narrate in altre sedi. La guerra civile imperversa sul pianeta natio. Autobot contro Deception, da qui non si sfugge.

Le due fazioni, da millenni in guerra, si fronteggiano per il controllo del pianeta e di una speciale sostanza, l’Energon oscuro, capace di potenziare incredibilmente i nostri guerrieri metallici. Altro che Elena di Troia. Qui si combatte per ciò che promette di essere l’elemento essenziale per la felicità di un guerriero (non che una bella donna non lo sia, ma stiamo pur sempre parlando di robot parlanti). Il rovescio della medaglia è rappresentato da possibili controindicazioni nell’utilizzo dell’energon. Poco importa: Megatron non aspetta. La scelta iniziale, offerta al giocatore, è proprio questa: unirsi ai Decepticon e al loro signore Megatron, o difendere il pianeta insieme agli Autobot dopo la morte del leader Zeta Prime? Da una parte Megatron e i suoi seguaci, con l’obiettivo non troppo celato di occupare una stazione orbitale e entrare in possesso di un ricchissimo giacimento di Energon. Dall’altra gli Autobot senza leader alla strenua e disperata difesa di Iacon, la capitale sotto assedio nemico, con il sogno di veder nuovamente trionfare la giustizia e la libertà contro la sete di potere dei Deception.

La trama del gioco si evolve in dieci capitoli (cinque per fazione) in cui forti ed evidenti saranno gli intrecci tra le due vicende, con una narrazione che scorre veloce e che funge da canovaccio tra una battaglia e l’altra, in un crescendo di combattimenti e scontri di gioco all’ultima pallottola. Perché in questa guerra, sul pianeta natio, i Transformers sparano, sparano e sparano…


…tanti spari, tanto sangue (si fa per dire).

Qualsiasi sia la fazione scelta, il giocatore viene catapultato nel vivo dell’azione, mentre una strenua battaglia richiede già il nostro impegno. Il tutorial è accessibile da menù. Vale davvero la pena impiegare cinque minuti nella consultazione delle utili schede del tutorial, prima di scagliarsi contro la ferraglia nemica, armi in mano. All’inizio di ogni livello è concessa la possibilità di scegliere tra tre Transfomers che da lì a poco potranno godere del loro momento di gloria ( nel multi, solo online, ognuno di questi Transformers potrà essere comandato da un giocatore). I tre robot differiscono per armi e abilità, ma ben presto ci si accorge di come, nel pieno dell’azione, queste differenze si facciano sentire ben poco. A quel punto la scelta è spinta solo dalla “simpatia” che si può nutrire per un determinato personaggio.

Già si è detto come il fulcro essenziale del gioco sia il momento dello scontro a fuoco. Diverse le armi disponibili, divise in primarie e secondarie. Se per le primarie tutto è legato alla scelta del robot di inizio livello (ogni Transformers ha un’arma primaria che non si può cambiare), diversa è la questione per le armi secondarie. Utili, distruttive, di supporto, e soprattutto intercambiali nel corso dei livelli. Cannoni e lanciarazzi, fucili di precisione e a pompa. Ma soprattutto fucili di assalto, per gli attacchi all’arma bianca e trivellare la ferraglia nemica con colpi a base di neutroni, fotoni o ioni. A completare l’arsenale dei robot concorrono le granate disseminate in appositi contenitori lungo i livelli di gioco: granate “classiche”, mine termiche, stordenti e curative (per il principio attivo dell’energon). Non c’è che dire: c’è ne davvero per tutti i gusti. Ai tasti dorsali, invece, è affidato l’utilizzo delle abilità speciali dei Transformers: ricarica ed energon. Ogni robot ha un’abilità peculiare, che lo distingue dai compagni di squadra. Le “abilità ricarica” sono utilizzabili in qualsiasi momento del gioco, a patto che tra un utilizzo e l’altro sia passato il tempo necessario per renderle nuovamente disponibili (nulla di eccessivo, in uno scontro abbastanza lungo si ha la possibilità di usufruirne più volte). Quattro le tipologie di abilità: turbo (il Transformer aumenta la velocità dei movimenti), occultamento (il Transformer diventa invisibile per un breve periodo di tempo), barriera (una speciale protezione contro gli spari nemici), volo sospeso (il Transformer si alza a qualche metro da terra per potenziare i suoi colpi). A queste abilità vanno aggiunte quelle denominate “energon”. Il motivo è semplice: dopo ogni uccisione i “cadaveri” di metallo dei nemici rilasciano un certo quantitativo di energon sotto forma di particelle raccoglibili e assimilabili dal giocatore. L’energon così ottenuto va a caricare l’apposita barra dell’abilità ad esso collegata. Abilità che, il giocatore accorto presto lo imparerà, offrono un alto potenziale distruttivo.

Le possibilità di scelta sono molteplici e legate al personaggio che si comanda dall’inizio del livello. Si va dall’onda d’urto in grado di colpire i nemici all’evocazione di sentinelle alleate, passando per l’assorbimento dell’energia dei nemici al “grido di guerra”. Più si uccide, più si ottiene energon. Più si ottiene energon, più si utilizzano le abilità. Più si utilizzano le abilità, più si uccide. Semplice, no?


Macromachines (semi-cit.).

I Transformers saranno anche robot in grado di pensare autonomamente, parlare, volare, combattere, sparare. Ma la caratteristiche peculiare che li contraddistinguono, i fan lo sapranno bene, sono altre. Con un semplice tasto frontale del pad il nostro eroe avvia una rapida procedura di trasformazione: da robot bipede dalla pistola sguainata a pratico veicolo di guerra. A seconda del personaggio scelto il giocatore si troverà a guidare una scattante automobile, un pratico camion, un robusto carro (armato), un sinuoso veivolo.Ogni veicolo è dotato di armi a lunga gittata che non fanno altro che aumentare le possibilità di gameplay nel mezzo delle numerose battaglie. Velocità e potenza: la guerra dei Transformers passa anche per questo.


Ma…questo è Halo!

Cybetron è il pianeta che fa la felicità degli amanti della fantascienza. Tutte le ambientazioni in cui i Transformers muovono le loro gesta sono altamente futuristiche, impreziosite da elementi presi in prestito direttamente da un film o videogioco ambientato nello spazio (chi ha detto Halo?).La scelta cromatica è spesso (troppo) uguale, ma ben si adatta a questo genere di location. Si va da toni di grigio e nero al blu-azzurro, passando solo talvolta per il rosso delle armature e delle esplosioni. Purtroppo, a differenza di altri titoli del genere (chi ha detto, ancora, Halo?) raramente il giocatore si trova davanti ad ambientazioni spaziose e all’aria aperta. Il più si svolge in cunicoli freddi e metallici o all’interno di strutture segnate dagli attacchi della guerra.

Astronavi spaziali che si schiantano al suolo per ignote avarie. Piattaforme metalliche fluttuanti a mezz’aria, nell’atmosfera del pianeta. Cannoni a fotoni con conseguenti esplosioni dai mille colori. Raggi laser ad impedire l’accesso a porte e portali. Passerelle che si dispiegano improvvisamente, a mo’ di ologramma. Macchine che volano su fiumi di metallo liquido. Armature scintillanti. E in mezzo il nostro Transformers, a combattere per la salvezza (o la distruzione) del suo pianeta.


Transformers in multi: azione, adrenalina e tanta Escalation.

Il titolo Activision si difende benissimo sul versante multiplayer, offrendo un’esperienza di alto livello ai giocatori che si cimentano nelle diverse ed interessanti modalità messe a disposizione. Tutta la trama (sia Autobot che Deception) è giocabile in multi, per un massimo di tre giocatori. Purtroppo, però, il gioco non supporta lo split-screen, quindi non è possibile condividere l’esperienza sulla stessa console.Esperienza che diventa molto adrenalinica e coinvolgente nelle modalità offerte dal matchmaking: deathmatch in singolo e a squadre, partite “Conquista” e “Lotta per la supremazia” in cui si dovranno occupare posti strategici della mappa, “Conto alla rovescia” (piazzare bombe per giungere alla vittoria) e “Codice della forza” in cui i giocatori sono chiamati a difendere il possesso di un particolare martello.

Nulla di innovativo o eclatante, ma tutto impreziosito da un’ottima realizzazione, da meccaniche di combattimento uguali a quelle della modalità in singolo, da una crescita del livello giocatore in base a punti esperienza accumulati a suon di vittorie, buone prestazioni e una serie di obiettivi da sbloccare direttamente sul campo. Ad un comparto multiplayer di tutto rispetto si aggiunge la modalità “Escalation”, una delle meglio riuscite. Per i veterani di Gears of War, si potrebbe definire come la modalità “Orda” ambientata nelle ambientazioni futuristiche di Transformers. Di fronte ad una serie di ondate di nemici sempre più numerosi, forti e resistenti, i giocatori dovranno coalizzarsi e fare della strategia la loro carta vincente, soprattutto di fronte alle ondate più elevate. Ad ogni uccisione, inoltre, è legato un quantitativo di punti da spendere per acquistare dalle apposite macchine dislocate nella mappa munizioni, armi, salute, ma anche per sbloccare porte e accedere a nuove aree. In questo senso, la collaborazione sarà un elemento importante per giungere alla vittoria.


Cosa succede quando i Transformers ritornano solo in videogame?

Ci riponiamo la domanda iniziale e, questa volta, diamo anche la risposta: succede che i ragazzi di High Moon Studios riescono a sfornare un buon titolo, non vincolato a trame e sviluppi cinematografici e forse, proprio per questo, con un trama ancor più allettante. La realizzazione tecnica si attesta su buoni livelli, peccato solo per qualche texture meno riuscita rispetto ad altre (e che proprio per questo si notano di più). Transformers: La Battaglia per Cybetronè il gioco che non ti aspetti. Coinvolgente. Con un comparto online ben congeniato e curato. Con qualche piccolo difetto, ma possiamo anche perdonarlo: la strada intrapresa dagli sviluppatori lascia ben sperare per un titolo futuro. Un po’ troppo monotono però alla lunga, dal momento che l’unica cosa che si può fare è sparare anche se con l’arsenale messo a disposizione diventa un vero piacere.

COMMENTO
Vincenzo Cascone

Non posso definirmi un fan della serie, e in virtù dello scetticismo iniziale la sorpresa di scoprire che il gioco c’è, ed è anche buono, è stata ancora più piacevole. Se dovesye essere fan della serie, ma anche fan di buoni sparatutto, fateci un pensierino. La campagna è di buon livello, con qualche piccolo difetto che, si spera, in futuro possa essere risolto. Ciò che colpisce, in particolare, è il multiplayer online. Tante modalità, tanta cura, tanta azione. Il resto è un costante trivellare armature metalliche.

GRAFICA:8Buona la grafica, peccato per qualche texture un po’ slavata e riuscita peggio di altre. Apprezzabili le esplosioni e i giochi di luce.
SONORO:7.5Si sente la mancanza di una colonna sonora portante, ma buoni sono gli effetti sonori della battaglia (in particolare delle esplosioni e degli spari). Ottima la ricostruzione delle voci metalliche dei Transformers.
GIOCABILITà:8.5Il sistema di combattimento risulta preciso e puntuale, così come il sistema di telecamere che si “allargano” quando necessario. Talvolta, però, l’azione risulta troppo caotica.
LONGEVITà:8Buona longevità del single player ma il titolo dà il meglio di sè nel multi!
VOTO FINALE8
PRO:- Vasto arsenale
- Buona giocabilità
- Online ben curato
CONTRO:- Texture un po’ slavate
- Multiplayer sono online
Bayonetta ( X360 )Bayonetta è un ottimo action game, sfacciato, divertente ed inimitabile!
God of War IIIAltro action game davvero di successo: uno dei migliori prodotti di quest'anno!
SCHEDAGIOCO
Cover Transformers: La Battaglia per Cybertron

Transformers: La Battaglia per Cybertron

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