Nell’anteprima di Tropico 4 ci eravamo chiesti se questo quarto episodio del city-builder di Kalypso Media e Haemimont Games valesse veramente il numero 4 che porta dopo il nome o se fosse l’unica discriminante per distinguerlo dal suo predecessore. Dopo aver provato la versione completa questa è la nostra impressione.
La vita di un presidente
Tropico 4 ci mette nei panni del presidente di una piccola nazione sud-americana fatta esclusivamente di piccole cittadine su delle isole dalle varie conformazioni. Il nostro obiettivo principale è quello di risolvere i molti problemi di queste isole, sfruttare le risorse a nostra disposizione per creare un flusso di denaro importante con il quale far progredire la civiltà . Per adempiere a questo compito avremo diverse opzioni e vie da percorrere, alcune più semplici e dirette, altre più controverse e discutibili.
Come prima cosa ogni popolazione richiederà un minimo di autonomia alimentare, costruendo coltivazioni di grano, banana e papaya si risponderà al fabbisogno della popolazione. Si continuerà poi cercando di soddisfare tutti i bisogni primari che il popolo richiede, come la sanità , l’istruzione, la spiritualità , il divertimento e la qualità delle case. Soddisfare tutti questi bisogni richiede un certo quantitativo di denaro, che ogni isola potrà guadagnare in modi diversi a seconda delle risorse naturali a sua disposizione. Se il terreno lo permetterà si potranno coltivare diverse cose come il tabacco, lo zucchero, ed altri generi alimentari tipicamente tropicali, o magari sfruttare le miniere di ferro, oro, bauxite o sale che potremo trovare. Queste materie prime potranno essere esportate nei paesi esteri che ne faranno richiesta, così, ogni volta che una nave merci attraccherà nel nostro porto, potremo guadagnare un buon gruzzolo, a seconda del tipo di materiale venduto, della quantità e del prezzo di vendita.

Il sistema economico di Tropico 4 è sicuramente molto più complesso di tanti altri city-builder dove gran parte dei guadagni si ottengono dalle tasse cittadine. A Tropico i guadagni saranno più alti a seconda della qualità delle merci d’esportazione. Se ci limiteremo a vendere materie prime grezze dovremo faticare il doppio per poter ottenere abbastanza soldi per soddisfare tutte le esigenze della popolazione; vendere materie prime risulterà utile soltanto nelle prime fasi di una partita, quando non si avrà abbastanza liquidità per mettere in piedi la nostra macchina industriale.
L’impronta decisamente gestionale di Tropico 4 farà sì di dover porre attenzione anche alle catene di produzione per sfruttare al meglio ogni nostra risorsa. Costruire delle fabbriche costerà parecchio ma, se ben avviate, varranno ogni dollaro speso. Ad esempio l’esportazione di pesce fresco appena arrivato dalla capanna del pescatore non ci farà guadagnare molto e consumerà molte delle nostre scorte, ma se invece questo pesce fresco, invece di finire direttamente al porto per l’esportazione, finisse in una nostra fabbrica in grado di trattarlo ed inscatolarlo potremo vendere un prodotto di più alta qualità ad un prezzo più alto, e le nostre casse ne sarebbero felici. Si possono fare molti altri esempi di catena produttiva: caffè che può essere tostato o congelato, ferro che viene trasformato in armi, tabacco che diventa sigari, tronchi che diventano mobili, e tanti altri ancora. Gli sviluppatori hanno aumentato il numero di edifici rispetto al capitolo precedente, cercando di fornire una certa varietà ed una maggiore possibilità di scelta al giocatore.
Scambio reciproco
Restando ancora un po’ sull’aspetto gestionale ed economico di Tropico 4 non possiamo non spendere una parola per un lato fondamentale ed indispensabile di tutto il gioco, ovvero i lavoratori. Saranno i lavoratori della nostra città a far funzionare tutte le strutture e gli edifici dell’isola, siano queste fabbriche, fattorie, coltivazioni o edifici governativi. Ogni edificio richiede particolari lavoratori con diversi gradi d’istruzione, a partire dalla discarica che necessita di un paio di lavoratori non istruiti, fino ad arrivare alle centrali elettriche o alle università che richiedono personale qualificato con almeno una laurea. Se la nostra città non disponesse di personale qualificato ci sarà la possibilità di farne arrivare dai paesi esteri via mare pagando una somma ingente, ma alle volte necessaria. Dopo che avremo costruito gli edifici per l’istruzione della popolazione potremo contare su lavoratori qualificati di casa nostra, senza essere costretti ad attingere all’estero. In poche parole la gestione della forza lavoro ci permetterà di guadagnare ingenti somme di denaro che poi tornerà indietro ai lavoratori in forma di servizi pubblici ed edifici utili.
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