Vanquish

PlatinumGames cala il Poker
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 01 novembre 2010
Vanquish Recensione

La quarta meraviglia di PlatinumGames. Vanquish è l’ultimo frutto dell’accordo maturato tra l’ex Clover Studio e “mamma” Sega per la pubblicazione di quattro titoli nel corso del 2009-2010. Un titolo che fa parte di un genere, quello dei TPS, da anni in piena ascesa, ma che non si limita ad aggiornare una formula già vista: la prende, la stravolge, ne aumenta il ritmo, toglie il superfluo. Il risultato è un titolo dal forte tratto orientale, sia nello stile che nel gameplay, occidentalizzato quel che basta per farlo gradire anche a noi. Dopo Bayonetta, che ha posto nuovi standard al genere action, sarà il turno della nuova creatura di Shinji Mikami (papà di Resident Evil, Devil May Cry...) di riscrivere le basi per i TPS futuri? La risposta? Ve la diamo subito: no.


Guerra Fredda… nel futuro

Il protagonista dell’intera vicenda è Sam Gideon, membro della DARPA Americana. Un soldato speciale, addestrato in modo da essere incredibilmente preparato sul campo di battaglia, ed equipaggiato con una tuta altamente tecnologica, l’armatura ARS (Augmented Reaction Suit). Sam è in definitiva il classico “pezzo da 90” dell’esercito americano, un soldato in grado da solo di affrontare le missioni più rischiose e portarle a compimento. Con stile. Difatti, Sam non è il classico omone tutto muscoli e testa rasata: sembra più un semplice ragazzo, di media corporatura, con il vizio della sigaretta. Caratterizzato in modo riuscito (e accompagnato da un doppiaggio, anche in lingua italiana, davvero convincente), il protagonista prende vita sia nelle cut-scene che – soprattutto – tra le mani del giocatore, come pochi altri riescono a fare. La sua parlantina veloce quanto ironica, il suo essere un ragazzo dalla battuta facile, anche quando la situazione non lo permetterebbe, ricorda per certi versi sia il (Viewtiful) Joe dell’omonimo titolo che il Dante che abbiamo imparato a conoscere in Devil May Cry (e che purtroppo sembra essere destinato a scomparire).

La storia vera e propria, più un pretesto per premere i grilletti che altro, vede una Terra ormai in crisi per problemi di sovrappopolazione (una tematica interessante, anche in prospettiva futura) lacerata da un conflitto “old-style” tra le grandi superpotenze di Russia e USA. Il solito russo-comunista-cattivo che prende il controllo delle armate russe con un colpo di stato e attacca gli Stati Uniti, di fatto distruggendo San Francisco con un potente attacco effettuato tramite una stazione spaziale orbitale americana armata, chissà come, di un cannone a microonde. Gli USA hanno ben (si fa per dire) 8 ore di tempo per arrendersi incondizionatamente (se il tempo sembra poco tranquilli, il gioco dura effettivamente di meno). Ovviamente gli orgogliosi americani non ci stanno, e comandati da un Presidente donna (?!), decidono di rispondere inviando una flotta di navi e un intero esercito a riprendere il controllo della stazione orbitale, chiamata Providence. La DARPA ne approfitta per inviare il suo uomo migliore, Sam, per aiutare l’attacco alleato e per salvare un importante scienziato, inventore del sistema a microonde in questione. Il tutto offre la perfetta possibilità per testare il sistema ARS contro i nemici. L’intreccio narrativo è in definitiva semplice, gestito da una manciata di personaggi tutti abbastanza caratterizzati. Mai troppo invadente, la narrazione avviene sia tramite cut-scene che tramite dialoghi via radio. Non è fondamentale, anzi, ma è comunque interessante e si lascia seguire con tranquillità, tra una sparatoria e l’altra.


ARS: una sigla, un nuovo gameplay

Più che Sam, il vero protagonista del titolo PlatinumGames è proprio l’ARS, l’armatura indossata dall’agente DARPA. Le possibilità offerte da questa moderna corazza coincidono con il cuore del gameplay stesso. Essa ovviamente permette a Sam di resistere ad un buon numero di colpi, di cambiare armi in modo quasi istantaneo, ma non è questo quello che interessa veramente: in realtà, il sistema ARS permette, una volta attivato, di rallentare il tempo in una sorta di bullet-time. Solita storia, direte voi. E invece, è il modo in cui viene gestito lo slow-motion che cambia tutto. In pratica, Sam può attivare l’ARS per scivolare velocemente sul terreno con le ginocchia (!!!), attivando delle specie di reattori installati proprio sulle sue gambe, guadagnando così una velocità incredibile e una posizione accucciata dalla quale sparare ai nemici. Il sistema si può attivare anche semplicemente effettuando schivate, e il tutto è gestito da una apposita barra che si deve far attenzione a non consumare totalmente, pena il restare “scoperti” agli attacchi nemici. Il risultato è da lacrime agli occhi: il titolo guadagna una velocità, un’adrenalinicità, una spettacolarità davvero rare. Acquisisce un ritmo tutto suo, così come era successo per Bayonetta. Ed è un ritmo costante, interrotto solo da minime fasi di “calma” nelle quali la storia va avanti a piccoli passi. La velocità che si ottiene sul campo permette di spostarsi rapidamente da una parte all’altra del livello, andando ad aiutare i soldati semplici lì dove ce n’è bisogno o accerchiando i nemici. Nemici rappresentati, con poca fantasia, da vari tipi di robot, più o meno giganti, tutti nel classico rosso “Russo”. Perfetta carne da macello, e poco altro. La varietà di armi è buona, ma non eccezionale, e nel giro di qualche missione sarete venuti in possesso di tutte le armi disponibili nel titolo Sega. Il combattimento corpo a corpo risulta anch'esso altamente spettacolare e potente, ma richiederà il consumo istantaneo di tutta la barra ARS, lasciando quindi Sam allo scoperto: uccidere con stile ha un prezzo.

Come in ogni TPS che si rispetti, è presente un sistema di coperture, ma il gioco fa di tutto per essere giocato in un modo nuovo, più movimentato, quasi da action. Il tutto è diviso in 6 atti, ossia grandi capitoli, a loro volta suddivisi in diverse missioni. Alla fine di ogni area di combattimento, il titolo calcolerà il punteggio del giocatore: numero continue utilizzati, numero di nemici uccisi, tempo passato dietro alle coperture, tempo impiegato a risolvere la situazione…il tutto convoglia in un punteggio da confrontare con gli altri utenti sparsi per il mondo. In sostanza, Vanquish offre un gameplay fresco e divertente come pochi, che prega il giocatore di essere giocato non come un TPS ma più come un action, con ritmi incalzanti senza pause di sorta. L’inizio può essere un po’ traumatico, perché bisogna riuscire ad entrare nelle rinnovate “regole del gioco”, ma presto vi chiederete come avete fatto fino ad adesso, senza ARS.


Questione di Stile…come da tradizione!

Vedendo il pedigree di Mikami, nulla ci può sorprendere: Resident Evil, Viewtiful Joe, Devil May Cry. Vanquish non è da meno, e spruzza stile da tutti i pori. Sam è ganzo, l’armatura ARS è una figata (concedetemi il termine), la velocità del gioco è allucinante, esplosioni, laser, robot in mille pezzi, boss giganti, proiettili schivati al rallentatore, quick time event assolutamente incredibili. Il titolo vi rimarrà impresso, senza ombra di dubbio. La grafica, realizzata in un bellissimo stile sci-fi non troppo esagerato o sfrontato, sta al passo con lo stile: non punta alla qualità bruta, ma fa andare tutto incredibilmente fluido, nonostante su schermo spesso succeda il finimondo. Qualche problema di aliasing, ma nulla di drammatico. I modelli poligonali sono ottimi, così come quelli dei nemici, e anche gli ambienti di gioco, spesso un tantino troppo lineari ma raramente chiusi, più spesso rappresentati da grandi spazi aperti in continua mutazione, hanno ricevuto una notevole cura. Qualche texture non fantastica, ma per rendere il tutto fluido ci pare un sacrificio accettabile. Il comparto sonoro è di buon livello: tutto il titolo è doppiato in italiano, in modo abbastanza convincente, soprattutto per quanto riguarda Sam. Gli effetti sonori fanno il loro compito, mentre la colonna sonora utilizza brani elettronici a cui spesso non farete nemmeno caso, dato che fanno unicamente da sottofondo alla straripante azione.


La questione longevità

Nelle ultime settimane Vanquish è stato al centro di polemiche per una presunta scarsa durata del titolo. E’ arrivata l’ora di dire la nostra! Personalmente, giocando il titolo a livello Difficile (al quale segue un altro livello di difficoltà ancora più elevato), ho completato il gioco dopo 7 ore. Non è tantissimo, è vero, soprattutto per un gioco che non ha alcuna modalità online, se non quella delle classifiche dei punteggi. Bisogna considerare, però, che Vanquish va giocato come un titolo dei vecchi tempi, ovvero va finito, ri-finito, ancora ri-finito cercando sempre un punteggio migliore. Uccidere i nemici in modo sempre più raffinato, usare l’ARS al massimo, aiutare i compagni guidati dalla (buona) I.A. della console, risolvere le situazioni in breve tempo: tutto è punteggio, tutto è sfida. Visto in quest’ottica, Vanquish non risulta poi così tanto corto. Per quelli che non hanno intenzione di rigiocare il titolo più e più volte, solo per migliorare un punteggio, bisogna però dire che sono pure poche ore, ma sono tutte graziate da un ritmo dannatamente elevato. Non c’è un attimo di pausa, l’azione è sempre ai massimi livelli, non ci sono enigmi, non c’è (quasi) esplorazione. Niente di niente: solo proiettili, bullet-time, esplosioni e un ritmo da cardiopalma. Non sarà lunghissimo, ma è un’esperienza ben più densa e concentrata di quella di molti altri titoli. Si poteva comunque fare di più, questo è ovvio, e speriamo in futuri DLC che ci intrattengano fino all’uscita del seguito.


E allora, perché quel No?

Ad inizio articolo ci chiedevamo se Vanquish potesse settare nuovi standard del genere TPS, così come Bayonetta ha fatto per gli action. La risposta, già riportata sopra, è negativa in quanto Vanquish è un titolo a sé, assolutamente particolare. Non rappresenta un nuovo modo di vedere il genere, quanto un modo diverso di intenderlo. Sarà difficile, se non impossibile, trovare un nuovo TPS con il ritmo imposto da PlatinumGames, ma di sicuro non sarà questa la strada da seguire in futuro. Vanquish rimane un titolo incredibilmente riuscito, drammaticamente veloce e assolutamente spettacolare. È corto, ma non si perde un solo secondo di gameplay in inutili chiacchiere. Peccato per l’assenza di una componente online, o di un numero maggiore di modalità: Vanquish va rigiocato solo per migliorare la propria tecnica e il proprio punteggio. Come i cari e vecchi giochi di una volta. Il tutto, ovviamente, con Stile.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Vanquish è un ibrido di stile orientale e giocabilità occidentale molto ben riuscito. Diverte e stupisce dal primo fino all’ultimo istante, grazie al suo ritmo e alla sua vivacità di fondo. La trama non sarà da Oscar, ma garantisce quel minimo interesse che spinge a continuare a giocare, tra orde di nemici da fare in mille pezzi e giganti robot da ridurre in cenere. Un titolo pieno di stile almeno quanto corto. Vi farà strabuzzare gli occhi, poco ma sicuro. In attesa di un - un tantino più lungo - sequel.

GRAFICA:9Stile impeccabile e realizzazione tecnica di buon livello. Vedere tutto in movimento fa ancora più effetto, senza alcun problema di frame-rate.
SONORO:8.5Buono il doppiaggio in italiano e gli effetti sonori. Un tantino anonima la colonna sonora, sovrastata dalle esplosioni e dalla confusione su schermo.
GIOCABILITà:9.5Richiede un po’ di pratica per entrare nei suoi ritmi, ma successivamente regala momenti entusiasmanti. Ritmo da cardiopalma.
LONGEVITà:7Dura pochino, e non c’è molto da fare oltre alla modalità single player. Il sistema di punteggio aiuta, ma solo per i più tenaci.
VOTO FINALE9
PRO:-Velocità di gioco ai massimi
-Gameplay divertente e spettacolare
-Stile da vendere
CONTRO:-Molto corto
-Qualche texture non perfetta
-Scarsa varietà di armi
Uncharted 2: il Covo dei LadriIl massimo dei TPS odierni, con una buona componente avventurosa a fare da contorno ad uno dei titoli graficamente più impressionanti di sempre. Anche online.
Bayonetta ( X360 )Altro titolo Platinum Games, altro capolavoro. Bayonetta è la nuova regina degli action.
SCHEDAGIOCO
Cover Vanquish

Vanquish

Scheda completa...
Vanquish2010-11-01 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/vanquish/PlatinumGames cala il Poker1020525VGNetwork.it