Volgarr the Viking

Rise, Hero!
Scritto da Mail@ ilFed2508il 19 novembre 2014
Volgarr the Viking Recensione

Dobbiamo essere sinceri. Da quando abbiamo iniziato il test per la recensione di Volgarr the Viking, action platformer prodotto e sviluppato da Crazy Viking Studios, nato grazie a Kickstarter ed arrivato nelle nostre Xbox One gratuitamente grazie al programma Games With Gold, non siamo ancora riusciti a terminare una volta il gioco. Nonostante i molti tentativi portati avanti in questi giorni, tante volte facevamo un passo in avanti – una nuova area, o un nuovo oggetto equipaggiato – altrettante volte un lucertolone rosso, o un ragno salterino, spuntavano fuori e ci trucidavano amaramente, facendo schizzare le ossa del corpo – virtuale, ovviamente – del povero Volgarr quasi fuori dallo schermo. Per farla breve, Volgarr the Viking è un videogioco difficile. Maledettamente difficile. Ma se per molti la caratteristica può rivelarsi totalmente negativa, andando ad inficiare nella valutazione finale complessiva, per altri assume una valenza diversa o, addirittura, fondamentale. Gli sviluppatori di Crazy Viking Studios, infatti, non hanno mai nascosto la reale natura del loro Volgarr, mettendo le cose in chiaro subito, sin dalla campagna Kickstarter che, di fatto, ha poi permesso la nascita del titolo. Ma non indugiamo oltre, dunque, e andiamo subito a vedere come si comporta Volgarr the Viking pad alla mano.


Per gli amanti dei cabinati

Volgarr the Viking è un action platformer bidimensionale a scorrimento orizzontale, dove guideremo in varie ambientazioni l’aitante vichingo che presta il nome al gioco, il tutto condito da una graziosa grafica in stile 16 bit che tanto ricorda i cabinati presenti nella sale giochi degli anni ottanta e novanta. D’altro canto, non è certamente un mistero il fatto che Volgarr the Viking sia, a tutti gli effetti, una vera e propria ode ai giochi arcade di quel tempo. I ragazzi di Crazy Viking Studios hanno deciso di puntare forte su questa componente sin dall’inizio, confezionando un gioco tutto sommato fedele ai canoni arcade di un tempo. E se l’aspetto tecnico generale dona un feedback decisamente retrò, stessa cosa possiamo dire per il secondo punto fondamentale su cui si basa tutta l’esperienza ludica di Volgarr: il gameplay. Come già accennato in precedenza, Volgarr è terribilmente difficile da portare a termine, ma la difficoltà così elevata è voluta proprio dagli sviluppatori ed è completamente funzionale al feeling che vuole ricreare, vale a dire quello tipico da cabinato a cui il titolo si rifà. Come in ogni buon classico che si rispetti, i nemici che affronteremo – che variano da lucertoloni a ragni, da giganti a serpenti e via dicendo – arriveranno ed attaccheranno in massa, cercando in tutti i modi di sconfiggere il nostro Vichingo muscoloso. Di contro, per contrastare tutti questi nemici, il nostro eroe potrà contare su un equipaggiamento di tutto rispetto. Armato di spada e lancia, gli oggetti equipaggiabili saranno fondamentalmente quattro: uno scudo in legno, uno in ferro, un elmo ed una spada infuocata. Ognuno di questi equipaggiamenti ha il proprio peso specifico nella gestione del personaggio: ad esempio, lo scudo di legno permette di subire due attacchi prima di distruggersi, lo scudo di ferro, invece, è indistruttibile e viene acquisito se abbiamo già attivo lo scudo di legno. Nel caso, però, subissimo un attacco che non siamo riusciti a parare, perderemo entrambi gli scudi, trovandoci di fatto ad un solo colpo dal KO. L’elmo viene attivato una volta posseduto lo scudo di ferro, e permette di subire un colpo extra prima di quello che ci farà salutare definitivamente – con una sequela di improperi di contorno – i due scudi salva vita. La spada infuocata, ovvero l’ultimo dei potenziamenti, acquisibile dopo l’elmo, aumenta la portata dell’arma e raddoppia il danno inflitto. Gli equipaggiamenti vengono raccolti da alcuni scrigni disseminati per i livelli. Questi ultimi, solitamente divisi in una zona all’aperto ed una al chiuso, portano a scontrarsi, oltre che con i vari mostri già citati in precedenza, anche con dei boss di fine livello che possono essere sconfitti solo ed esclusivamente adottando la giusta strategia. Il tutto viene ovviamente inframezzato da fasi platform più o meno complicate in cui ci troveremo a superare ostacoli o, più semplicemente, avanzare nelle varie aree di gioco. Discorso a parte per quanto riguarda il comparto narrativo del titolo: in Volgarr non c’è una trama vera e propria, ma c’è solo la divinità che ti risveglia all’inizio di ogni partita ad indicarti la via da seguire. L’unico scopo, per noi e per Volgarr, è quello di affettare quanti più nemici possibili, ed evitare che loro facciano lo stesso con noi.


Biondi Norreni a 16 Bit

La grafica di Volgarr the Viking, pur ricreando abilmente la resa dei videogames a 16 bit, risulta essere claudicante sotto alcuni punti di vista. A livello generale funziona e riesce perfettamente nell’intento dichiarato di restituire il feeling da coin-op, ma alcuni elementi, come i personaggi e qualche ambiente sono scarsamente definiti, e sugli schermi dei televisori HD di casa saltano subito all’occhio. Anche il sonoro, pur essendo ben registrato, non si distingue per grande varietà: la colonna sonora di accompagnamento e gli effetti sonori fanno il loro discreto lavoro. Tutto sommato, comunque, Volgarr the Viking non è un cattivo gioco, anzi. E’ sicuramente un titolo particolare, che fa dei giocatori semi hardcore e dei fanatici dei cabinati anni ottanta e novanta il proprio bacino d’utenza ideale. Lo consigliamo a chi è in cerca di un titolo impegnativo al punto giusto, e se poi ci aggiungete il fatto che è anche uno dei titoli del programma Games with Gold di Xbox One di questo mese (novembre 2014, ndr), scaricabile gratuitamente dallo store di Microsoft, provarlo diventa quasi un obbligo.

COMMENTO
Mail@ ilFed2508

Oltre a crescere a pane e NES, spesso mi concedevo anche degli interi pomeriggi in sala giochi, dove potevo giocare a titoli da coin op di cui ho memoria ancora oggi, dopo tanti anni. Per questo, una volta iniziato a giocare a Volgarr the Viking, i miei ricordi sono andati subito a quei bei tempi. L’unica cosa leggermente imbarazzante è stata il dover spiegare a mia moglie il motivo per cui, dopo qualche partita, cercavo di infilare delle monete nell’Xbox One!

GRAFICA:7.5Lo stile 16 bit che trasuda da ogni pixel riporta ai bei vecchi tempi delle sale giochi. Qualche ambientazione e personaggio migliorabile.
SONORO:7Discreto comparto sonoro, svolge il suo lavoro alla grande ma senza eccellere.
GIOCABILITà:8La difficoltà è elevata ma ben bilanciata e la progressione del personaggio attraverso l’equipaggiamento funziona e diverte.
LONGEVITà:7.5La voglia di proseguire dopo ogni morte di quest’ultimo è direttamente proporzionale alla quantità di maledizioni che eleverete al nemico killer di turno.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Si respira l’aria delle vecchie sale giochi
- Gameplay divertente e ben congegnato
- Tasso di sfida elevato
CONTRO:- Non è per tutti
- Trama completamente assente
Ultimate Ghosts 'n GoblinsIl più vicino alle meccaniche di Volgarr the Viking è sicuramente questa pietra miliare degli Action Platformer del mondo dei cabinati.
Rogue Legacy ( PS Vita )Perma Death, castelli generati proceduralmente, personaggi fuori di testa, tasso di sfida elevato e grafica a 16 bit. Dobbiamo aggiungere altro?
SCHEDAGIOCO
Cover Volgarr the Viking

Volgarr the Viking

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Volgarr the Viking2014-11-19 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/volgarr-the-viking-47714/Rise, Hero!1020525VGNetwork.it