Wooden Sen'SeY

Non toccate l'alcol!
Scritto da @ DjPrallail 26 settembre 2014
Wooden Sen'SeY Recensione

Cosa succede se si ruba la scorta d’alcool di un boscaiolo dell’antico Giappone? Ovviamente quest’ultimo si lancerà a capofitto in un’avventura al limite dell'assurdo per recuperare il prezioso bottino. Questa è esattamente la storia di Goro, un pupazzo di legno senza arti che si esprime solamente col pizzetto e il diabolico ghigno che gli spuntano dal cappello che gli copre parzialmente il volto. Uno sfortunato giorno degli esseri oscuri decidono di privarlo dei suo SeY, l’alcolico del titolo, e gli svuotano la cantina; ma il nostro eroe non si perde d’animo e, imbracciate le sue fidate asce, inizia un lungo viaggio attraverso diversi mondi per punire chi gli ha causato questo maltolto. E ovviamente recuperare tutto l’alcool.


Il dramma all’improvviso

La storia imbastita dai due ragazzi di Upper Byte è molto semplice e più che adeguata allo scopo: gli elementi classici di avventura, follia e nonsense sono ben presenti e riconoscibili, come nei vecchi action 2D. Il mood generale fa tornare alla mente le grandi glorie del passato, ma rivisitate condendo il tutto con una buona base di umorismo. L'associazione di qualcosa di così profondamente spirituale come il Giappone antico con la disperata vendetta per l’alcool produce un risultato molto simpatico e mai irriverente, anche se il tutto non arriva da Giapponesi, bensì da Francesi.

Nel corso dei nove livelli di cui è composta l'avventura di Goro avremo modo di esplorare ambientazioni sempre diverse tra loro, peculiari e ben riconoscibili. Ogni ambientazione ha un tocco personale e i disegni sono veramente piacevoli: ciò rende Wooden Sen'SeY un bel vedere, nonostante il tasso tecnico non impressionante.

Le musiche funzionano molto bene, andando a ripescare i motivetti tipici del Giappone antico, ma rivisitandoli in chiave moderna con tanto di chitarre elettriche e quant’altro.


Il ninja boscaiolo

Sul versante del gameplay, invece, si è scelto per una semplificazione dei comandi, lasciando all’abilità del giocatore risolvere le situazioni più complesse. Più precisamente, avrete a disposizione solamente le asce che potranno essere usate in un attacco singolo o in una combo di tre colpi (con tanto di piroetta finale). Non ci sono parate, schivate o acrobazie assortite; l’unica mossa particolare è data dalla possibilità di scagliare le asce a terra mentre si è in salto: questa tecnica (eseguibile anche scuotendo verso il basso il GamePad nella versione per Nintendo Wii U, che è quella da noi testata) dà un’ulteriore spinta verso l’alto e, allo stesso tempo, riesce a infliggere danni anche ai nemici corazzati, rivelandosi ben presto non solo indispensabile per avere la meglio sui nemici, ma anche per le importanti fasi di platforming. Il passaggio da una piattaforma all’altra è in alcuni casi al limite del pixel perfect e quindi la possibilità di aggiustare l’andamento in volo è particolarmente gradita.

Infine ci sono le armi che si possono raccogliere e che hanno un numero definito di utilizzi: sono i classici shuriken, che di tanto in tanto sprecherete nel nulla, e le bombe le quali invece tornano utili per creare varchi oppure eliminare i nemici nei momenti più critici.


Mannaggia al pixel

Se, quindi, l’atmosfera è simpatica, i disegni sono particolarmente apprezzabili e il gameplay è semplice, dove stanno i problemi? La più grossa magagna risiede nella distribuzione della difficoltà, che potremmo definire altalenante assai: si alternano sezioni quasi di “passaggio” e veri e propri labirinti di nemici; non che essi affollino lo schermo, ma in alcuni frangenti si viene rinchiusi in specie di arene in cui si devono affrontare un tot prestabilito di nemici prima di poter proseguire.

Anche nelle fasi di platforming la necessità di fare salti perfetti al pixel può portare alla noia e alla frustrazione in diversi frangenti, soprattutto se associate all’utilizzo del rampino, il quale ha un andamento difficilmente prevedibile. Forse questo tipo di difficoltà altalenante è stata una scelta ben precisa degli sviluppatori, visto che in alcuni casi si può già iniziare a pescare tra le imprecazioni quando si trova una vita poco dopo un check point.

COMMENTO
@ DjPralla

Wooden Sen’SeY è un gioco discreto, soprattutto considerando che si tratta dell’opera prima dei due ragazzi di Upper Byte. Un buon mix tra una veste grafica indovinata e un gameplay semplice ma con dei risvolti profondi. Peccato per la distribuzione pazzerella della difficoltà, che vi farà lanciare improperi o annoiare, ma anche per una longevità che non va oltre le tre o quattro ore per la prima run.

GRAFICA:7.5Le ambientazioni sono molto carine con alcuni guizzi, ma alla fine non ci sarà nulla che resterà indimenticabile.
SONORO:7Musichette da antico Giappone rivisitate in stile moderno. Simpatici i versetti di Goro.
GIOCABILITà:6.5Semplice e immediato, si svela interamente sin dall’inizio e non da progressione. Se solo fosse stata tarata meglio la difficoltà...
LONGEVITà:5Un playthrough richiede poche ore e gli stimoli a rigiocare non sono molti, anche se c’è la modalità contro il tempo.
VOTO FINALE7
PRO:- Simpatico!
- Grafica e sonoro gradevoli
- Controlli semplici
CONTRO:- Si finisce in tre o quattro ore
- Difficoltà altalenante
Rayman Legends ( Wii U )Il paragone con il re indiscusso dei platform di questa generazione forse è un po’ impietoso. Però se vi è piaciuto Wooden Sen'SeY fate l’upgrade!
Guacamelee!: Super Turbo Championship Edition ( Wii U )Se vi piace il platforming e tirare mazzate, beh il massimo è farlo in compagnia di un luchador.
SCHEDAGIOCO
Cover Wooden Sen'SeY

Wooden Sen'SeY

Scheda completa...
Wooden Sen'SeY2014-09-26 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/wooden-sen-sey-47180/Non toccate l'alcol!1020525VGNetwork.it