WWE 2K16

And that's the bottom line, cuz Stone Cold said so!
Scritto da @jabberwocky_VGNil 22 marzo 2016
WWE 2K16 Recensione

A metà strada tra lo sport, uno show di intrattenimento ed una soap opera argentina, il wrestling made in WWE conta svariati milioni di fan sparsi per tutti i continenti, i quali possono felicemente godere, con cadenza annua, della versione videoludica della loro disciplina preferita. Per anni è stata THQ a godere della licenza esclusiva WWE, ma dopo le sfortunate vicende legate al fallimento del publisher americano, l'accordo con l'azienda di Stamford è passata nelle mani di 2K Sport, la quale ha deciso di affidare lo sviluppo dei nuovi WWE 2K a Yuke's - storica firma alle spalle di alcuni celebri giochi di wrestling - affiancandole il team di Visual Concepts. Il nuovo corso intrapreso nel 2014 da 2K Sport non fece proprio spellare le mani agli appassionati, mentre WWE 2K15 rappresentò un netto passo in avanti, se non altro per l'approdo sulle console next-gen. Vediamo quindi se l'edizione 2016 è riuscita a proseguire sulla via del miglioramento.

Un breve premessa: la nostra recensione fa riferimento alla versione PC di WWE 2K16, pubblicata l'11 marzo 2016, circa 4 mesi e mezzo dopo rispetto alle edizioni per console next-gen. Nella nostra analisi, oltre al gameplay ed ai contenuti, andremo dunque a prendere in considerazioni le novità e la componente tecnica di WWE 2K16 per PC Windows.


Superstar, Divas, Legends, Manager... C'è davvero tutto

L’appassionato di calcio che acquista FIFA o PES, pretende una vasta scelta tra club, nazionali, competizioni, e così allo stesso modo, chi segue settimanalmente gli show di RAW, Smackdown! ed NXT ed acquista WWE 2K16, vuole che il roster dei lottatori sia il più completo possibile, che siano presenti tutte le arene dove si esibiscono i suoi beniamini e che non manchi nessuna stipulazione di match. Da questo punto di vista i videogiochi con lincenza WWE non hanno mai deluso, ma il nuovo WWE 2K16 si spinge oltre e fa del fan service uno dei suoi principali punti di forza. Scorrendo il lungo elenco dei lottatori presenti al suo interno, è davvero difficile trovare delle mancanze. Sono presenti le star più affermate, come John Cena, Roman Reigns, Dean Ambrose e l’oramai ritirato Daniel Bryan; non mancano le leggende come Stone Cold Steve Austin, Ric Flair e Sting in versione WCW; se tifate per gente che perde ogni settimana c’è un’infinità di “jobber” fra cui scegliere, Bo Dallas, Adam Rose, Heath Sleater e Curtis Axel su tutti. Non mancano infine le superstar che si stanno affermando ad NXT e che spesso sono in cima alle preferenze del pubblico più smart, ad esempio Sami Zayn, Finn Bàlor e, grazie al DLC Future Stars Pack incluso nella edizione PC, anche il picchiatore samoano, Samoa Joe. La lunga lista conta però almeno qualche escluso eccellente, fra tutti CM Punk - odiatissimo dal Sig. McMahon - Hulk Hogan - cancellato dalla WWE dopo le sue uscite razziste - e Alberto Del Rio - che alla data di uscita di WWE 216 ad ottobre, vagava ancora nella Lucha Underground. Infine, segnaliamo come il roster della edizione PC, ad esclusione dei lottatori aggiunti tramite DLC, sia del tutto identico a quello presente in WWE 2K16 per console: la mancanza di aggiornamenti e la corposa campagna acquisti in corso in questi mesi in WWE, fa si che manchino all’appello i vari Austin Aries, Shinsuke Nakamura, il “The Phenomenal one” AJ Styles ed anche i meno recenti Dudely Boyz e Braun Stowman. 

I ragazzi di Yuke’s e Visual Concepts hanno fatto un ottimo lavoro anche per le stipulazioni di match, raggiungibili all’interno di menù, dove per prima cosa viene scelto il numero di lottatori presenti sul ring, dal classico 1 vs 1, ai tag team match, per arrivare poi alla caotica Royal Rumble, da dieci, venti o trenta uomini. Naturalmente la scelta più ampia è per i match one on one, nei quali ci si può sfidare in uno steel cage match, dentro la gabbia infernale, in una lotta senza regole ed utilizzando tavoli, sedie e scale. Fra le stipulazioni speciali spiccano però la mancanza di alcune tipologie di match cancellate dalla WWE, corso PG-TV, come ad esempio il First Blood Match ed il Buried Alive, mentre per fortuna è stato inserito l’Elimination Chambers a 6 uomini. 

Il fan service continua infine con la riproduzione delle arene, dove non mancano gli stage canonici degli show settimanali RAW, Smackdown!, NXT, Superstars e Main Event, quelli dei Pay-Per-View annuali - la Royal Rumble, Wrestlemania e Survivor Series giusto per intenderci - ed infine anche alcune provenienti dal passato WWE, ma anche dell’odiata rivale WCW.


L'universo WWE è in sciopero

I cori, le storyline, la telecronaca e le spettacolari entrate dei lottatori hanno nello sport entertainment la stessa importanza di quello che poi accade sul quadrato, ma purtroppo WWE 2K16 riesce solo in minima parte a ricreare il medesimo feeling degli spettacoli televisivi. Il pubblico, durante tutta la durata dei match, mantiene costantemente lo stesso tono, non accompagna quasi mai le azioni più spettacolari con i classici “this is awesome” o “holy s*it!” e sono anche piuttosto rari i cori personalizzati indirizzati alle superstar. La stessa realizzazione tecnica e le animazioni degli spettatori non sono poi di certo gli elementi più curati del gioco. Il livello della telecronaca rispecchia fedelmente la controparte reale, ma questo non è certo un fatto positivo. Chi segue la WWE ben sa cosa ne pensa la gente dei vari Michael Cole, JBL e Byron Saxton, ritenuti da molti noiosi, senza alcuna abilità nel raccontare i retroscena delle faide e monotoni nel ripetere sempre le stesse catchphrase. A quanto pare Yuke’s e Visual Concepts si sono voluti attenere alla realtà, e la telecronaca - esclusi i lunghi silenzi - è fatta da una scarsa manciata di frasi fatte da parte del trio Cole, JBL e Jerry “The King” Lawler. Chiudiamo questa sezione con le entrare dei lottatori. WWE 2K16 non si fa mancare nulla dal punto di vista delle theme song ed anche le movenze dei lottatori virtuali sono state riprodotte cercando di emulare esattamente ciò che si vede negli show targati WWE. 


Does anybode have, a cold beer for Steve Austin??

Dove si ha ben poco da recriminare è nelle tre modalità principali presenti in WWE 2K16, vale a dire il My Career, lo Showcase e il WWE Universe. La prima di queste tre, presente anche nella passata edizione, ha subito un restyling in WWE 2K16, pur mantenendo ferma l’intelaiatura, fatta dalla creazione del personaggio, dalla partecipazione agli show secondari ed infine dalla scalata alla cintura di WWE World Heavyweight Champion. Avviando My Career, la prima cosa che ci si trova ovviamente a dover fare è creare il proprio lottatore, dove sono due le vie percorribili. Se si vuole definire nel minimo dettaglio tutti i particolari del wrester, il tool di editor messo a disposizione lascia carta bianca al giocatore, sia per quel che riguarda impostazione fisica – altezza, peso, vita, definizione della massa muscolare – sia per quel che riguarda il ring attire, dove è possibile scegliere sia la tenuta da combattimento, sia l’abito civile da indossare fuori da quadrato. Complessivamente, se si ha la pazienza di metter mano anche sulla ampiezza del polpaccio sinistro, l’editor non pone davvero alcun limite. Una volta terminato di creare il wrestrler nel suo aspetto, bisogna anche dargli un moveset. Anche in questo caso, la lista di mosse fra cui scegliere è praticamente infinita e sono presenti tutti gli attacchi che hanno reso celebri le supersar WWE, con molte varianti anche della stessa mossa. Infine, oltre al moveset di base, vanno poi impostate sia le special che le finisher, con le quali chiudere gli scontri. Tutte queste procedure possono anche richiedere parecchi minuti e sono una gioia per l’appassionato, il quale è in grado di racchiudere in un unico lottatore le movenze e le abilità sul ring dei suoi wrestler preferiti, ma capiamo anche chi non abbia tutta questa voglia di perdere tempo in svariati dettagli: per fortuna in WWE 2K16 sono presenti anche molti preset fra cui decidere, vere e proprie nuove superstar già impacchettate. Terminati i preparativi, la carriera del proprio lottatore inizia partendo dal Perform Center, dove sotto l’occhio vigile di Albert/A-Train/Tensai vengono un po’ alla volta spiegate tutte le nuove meccaniche di gioco e si inizia a sgomitare nel rooster di sviluppo NXT, facendosi le ossa contro altri giovani leoni che come noi ambiscono ad una chiamata dei un roster principale. In My Career si va oltre le semplici lotte sul ring, e le faide vanno costruite e coltivate nel backstage, decidendo a quali cinture ambire e soprattutto con chi schierarsi e contro chi andare: attraverso le interviste e le reazioni, il nostro atleta può così divenire sia un face, idolo del pubblico, o al contrario, uno spietato heel che non guarda in faccia a nessuno. 

La seconda delle modalità, WWE Universe, può essere paragonato ad un manageriale (piuttosto basilare), nel quale si gestisce come un’entità terza tutto quello che si svolge in RAW, Smackdown!, Main Event ed NXT, senza ovviamente dimenticare i Pay-per-view. Le decisioni possono possono essere prese a tutti i livelli, e così sono impostabili le rivalità e la loro durata, quali wrestler si esibiscano nello show rosso o nel blu ed anche i tag team sono smantellabili e ricreabili a piacere. I campioni delle varie categorie sono sostituibili al volo ed inoltre si possono riportare alla luce anche le vecchie cinture del passato, in modo tale da avere più difese dei titoli durante gli eventi. Impostando anche tutti questi parametri, WWE Universe vive comunque di vita propria e non sono rari i casi di faide piuttosto bizzarre e difficilmente credibili: se un Neville VS The Miz è perfettamente in linea con quel che accade nella realtà, assistere alla faida dell’anno tra Triple H e Santino Marella, con tanto di difesa del titolo a Wrestlemania, appare per lo meno strano.

La terza ed ultima modalità di gioco è dedicata a tutti i fan di vecchia data, quelli cresciuti durante la Attitude Era, e permette di rivivere la carriera della star più iconica di quella seconda metà degli anni ’90. Non facciamo troppo i misteriosi, anche perché è piuttosto semplicere capire di chi stia parlando, visto che sulla copertina di WWE 2K16 appare proprio la sua figura: Stone Cold Steve Austin. In un viaggio che inizia dagli albori della carriera di Austin, quando ancora in WCW e ECW non era conosciuto con il nome di Stone Cold, verranno ricreate tutte la fasi della ascesa e poi discesa del wrestler, passando quindi per alcuni dei match e delle rivalità che fanno tutt’ora parte della storia di questa disciplina. Jake “The Snake” Roberts, Bret “The Hitman” Hart, Mankind, The Undertaker e The Rock sono solo alune delle più celebri tacche sul fucile del Rattlesnake e WWE Showdown mette in scena, sia attraverso decine di match – inframezzati da scene scriptate – sia attraverso molteplici filmati, i momenti più caldi di questi feud. La ricostruzione storica è però vittima di un revisionismo e di una censura abbastanza marcata, e molti degli atteggiamenti decisamente sopra le righe di Stone Cold sono stati brutalmente tagliati.


Combattimenti con della ruggine

Passiamo a parlare del combat system di WWE 2K16, da sempre uno dei punti deboli di tutti i videogiochi di wrestling. Se nel passato si era tentato di ricreare le acrobazie e gli attacchi dando un’impronta molto più arcade e confusionaria, che lasciava spazio a non poco button mashing, da quando la palla è passata nelle mani di 2K Sport, il gameplay ha subito una svolta verso una maggiore tatticità, causando così un rallentamento generale dell’azione. Le fasi di combattimento dove sono maggiormente visibili le novità sono le prese di sottomissione, dove per far cedere o, al contrario, fuggire da una submission, si deve giocare con gli analogici, con un paio di sistemi che però, alla prova dei fatti, sono risultati tutt’altro che comodi. Torna poi l’oramai classico rock-paper-scissor, utilizzato per rendere più veritieri – almeno ad occhio – le fasi iniziali di clinch al centro del ring, scelta anche questa che non entusiasma al 100%. Complessivamente ci è parso un po’ eccessivo l’utilizzo di tutti questi mini-giochi, che da un lato riescono a rendere più simulativa l’azione, ma dall’altro azzoppano il ritmo del gioco, già di per sé compassato, specie utilizzando due pesi massimi. Permangono anche delle criticità nelle contromosse, le quali richiedono la pressione al momento giusto del tasto RT/R2: anche quando eravamo convinti di avere avuto un tempismo perfetto, la nostra manovra difensiva non andava a segno, mentre la CPU, specie giocando al livello di difficoltà più elevato, riesce ad incasellare contromosse una dopo l’altra, causando in tal modo non poca frustrazione. 

Concludiamo la nostra analisi andando a parlare della realizzazione grafica di WWE 2K16. Da questo punto di vista, la produzione di 2K Sport vive di molti alti e bassi, specie nei lottatori. Se le superstar di primo livello sono curate fin nei minimi particolari, e le loro espressioni del volto rasentano il realismo grazie all’uso del face capture, molti dei lottatori di seconda fascia lasciano piuttosto a desiderare e danno l’impressione di essere dei pupazzi di plastica. Le arene, il pubblico, il trio al commento ed in generale tutti gli scenari non spiccano poi di certo per le texture particolarmente curate, ed anche nella versione PC da noi testata, la situazione non è di molto migliorata. Inoltre, le opzioni grafiche su cui agire sono piuttosto scarne e comprendono solo la risoluzione, una generica qualità delle texture, la densità del pubblico ed i filtri antialiasing FXAA ed MSAA. WWE 2K16 è gioco che può tranquillamente girare su PC di fascia media, anche non recentissimi, ed il motore grafico appare in ogni caso solido e non soffre di alcun calo di framerate. Discorso leggermente diverso per quel che riguarda la fisica del gioco: durante gli incontri non sono rari i casi di compenetrazioni tra i poligoni e se le collisioni studiate hanno degli effetti realistici, quelle più casuali spesso hanno come conseguenza degli esiti piuttosto tragicomici. 

PRO:- Tantissimi lottatori di ogni epoca
- Le 3 modalità di gioco garantiscono una ottima longevità
- Editor ampio
- Tante stipulazioni per i match
CONTRO:- Atmosfera abbastanza piatta
- Tecnicamente altalenante
- Combat system da migliorare
EA Sports UFC 2 ( PS4 )Più sport che spettacolo, UFC 2 è un ottimo picchiaduro sportivo.
Street Fighter V ( PC )Un altro genere di gioco, ma dove ci si mena comunque.
VOTO FINALE7.5
SCHEDAGIOCO
Cover WWE 2K16

WWE 2K16

  • data d'uscita: 30 ottobre 2015
  • produttore: 2K Sports
  • sviluppatore: YUKE'S
  • Genere: Sport
  • Multiplayer: Online, Locale e Coop.
Scheda completa...
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