Avete presente gli X-Men? Quei supereroi che indossano costumi variopinti e che passano il tempo a lottare contro malvagi fenomeni da baraccone? Ovvio che si! Non occorre essere accaniti lettori di fumetti per conoscere i paladini della giustizia figli della Marvel Comics. Le gesta degli "Uomini X" (e delle "donne X") sono state narrate in svariate occasioni al cinema e nei videogame, con risultati non sempre apprezzabili in verità . Sicuramente uno dei giochi dedicati agli X-MEN più riusciti degli ultimi anni è Wolverine, ispirato all'omonima pellicola di cui si aspetta a breve un sequel. Ma per adesso, tocca a noi decidere le sorti degli eroi più versatili mai apparsi su carta stampata (e non solo). Come scritto in copertina, Destiny ci porterà a plasmare il futuro dei vari ciclope, tempesta, magneto ecc... Peccato che il destino, almeno stavolta, abbia riservato una brutta sorpresa ai compagni del professor X...
Tanti, tutti... troppi!
La trama prende il via dopo la morte del professor Xavier, leader degli X-men. Nonostante questo triste evento, i supereroi riescono a intensificare il proprio legame con i normali esseri umani. Durante una cerimonia per l'inaugurazione di questa preziosa alleanza, la statua d'oro eretta per l'occasione viene abbattuta e i cittadini attaccati da una forza misteriosa. Qui entrano in scena i nostri protagonisti, ma non si tratterà dei veri e propri X-men. Prenderemo infatti il controllo di perfetti sconosciuti pronti a combattere contro i terribili purificatori.
La storia principale è vissuta attraverso gli occhi di personaggi nuovi di zecca che, nel corso del gioco, interagiranno coi classici eroi dei fumetti Marvel (e con relativi villian). Abbiamo Grant Alexander, giocatore di football, Adrian Luca, figlio di un noto detrattore degli X-Men, e Aymi Yoshida, una graziosa giapponesina.
Gli eventi si svolgono col giusto ritmo, ma la regia si rivela piatta e la trama incapace di coinvolgere appieno il giocatore. Il problema principale riguarda proprio gli X-Men; sono decine e spesso si limitano a fare delle semplici comparsate senza fornirci ulteriori informazioni. Chi non li conosce tutti si troverà spiazzato dalla sequela di mostri/ciclopi/mistici/colossi che appiono uno dopo l'altro. Di conseguenza, tanti giocatori finiranno con l'annoiarsi, e lasceranno scorrere la trama senza prestarle particolare attenzione. La colpa è anche del gioco, che non si preoccupa di caratterizzare a sufficienza gli straordinari individui con indosso tute stravaganti.
Per aggiungere un po' di pepe, gli sviluppatori hanno dunque pensato di dare al giocatore la possibilità di plasmare "il destino" dei tre protagonisti. Peccato che la messa in pratica di questa idea non sortisca gli effetti sperati. Durante un dialogo, potremo scegliere quali frasi rivolgere all'interlocutore, o addirittura a chi prestare supporto nel bel mezzo di una missione. Tuttavia, le nostre decisioni raramente porteranno a cambiamenti di una certa rilevanza. Ed è un vero peccato, perché il replay value ne avrebbe sicuramente giovato.

Urgh...sei proprio brutto!
Quando arrivano le nuove uniformi?
Da un punto di vista tecnico, X-Men Destiny si colloca parecchio al di sotto della media dei prodotti moderni. Le sue uniche "qualità " grafiche son una buona pulizia video e un livello di dettaglio che rasenta la sufficienza.
Per il resto, neanche il giocatore più indulgente potrebbe chiudere gli occhi di fronte ad alcuni difetti niente affatto marginali. Le animazioni, per esempio, sono spartane, rozze e sembrano uscite da un gioco di vecchia generazione (problema ricorrente in questo X-Men Destiny). I personaggi si muovono con eccessiva rigidità , soprattutto quando saltano o corrono, e il campionario di azioni in loro possesso è veramente scarso.
La realizzazione dei livelli è allo stesso modo approssimativa; ambientazioni piatte e poco ispirate, adatte ad ospitare combattimenti con decine di nemici, ma che non riserbano in fondo particolari sorprese. Esiste una certa varietà tra una sezione e l'altra, per fortuna, ma questo purtroppo non ci salverà dalla monotonia imperante. Alla fine dell'avventura non conserverete alcun ricordo piacevole dei luoghi che avete visitato e, di conseguenza, difficilmente vorrete tornare indietro.
Non c'è molto altro da dire, in verità . I piccolissimi pregi elencati all'inizio del paragrafo non possono salvare un titolo tecnicamente e visivamente stantio. Come se non bastasse poi, l'anonima direzione artistica non offre alcuno spunto per la rivalutazione del lavoro.
Di solito, a fronte di un comparto grafico lacunoso, si dice che "sarebbe bastato" qualche piccolo accorgimento in più per rendere appetibile il prodotto. X- Men Destiny invece, avrebbe necessitato un completo restyling.
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