Le Verità Dell’animus torna estrapolando dall’omonimo blog un articolo, questa volta su Quelli Venuti Prima chiamati più di frequente con l’acronimo QVP per ragioni di praticità.
Come sempre prima di procedere vi ricordiamo che quanto segue è un alto concentrato di spoiler!
Quelli Venuti Prima
Le domande più frequenti tra chi ha giocato Assassin's Creed II riguardavano fondamentalmente il finale, nello specifico la prima parte, riguardante la rivelazione de La Cripta a cui Ezio giunge: chi è Minerva? Da dove arriva? Come fa a sapere di Desmond? Dato che fino a ora abbiamo preso in analisi solo argomenti limitrofi per creare delle premesse esaustive è bene ora addentrarsi veramente nel nucleo del discorso offrendo un’ipotetica visione dei fatti.
In virtù delle informazioni raccolte fino a ora cercheremo di rendere il quadro più nitido e di fornire a chi legge uno spunto di discussione e di contraddittorio.
Per chi non si ricordasse bene il momento di cui parliamo ecco un video per rinfrescarvi la memoria:
Cominciamo dal rispondere a Chi è Minerva? E da dove arriva?
Seguendo quanto afferma, Minerva fa parte di un gruppo di individui venuti prima ma più avanti nel tempo. Gli uomini hanno sempre cercato di comprenderli ma in vano.
Ciò lascia intendere una comprensione differente del tempo rispetto all’uomo, decisamente più dilatata e in virtù dei costrutti paradosso-temporali decisamente meno lineare.
Sembra quasi che il loro scorrere degli eventi abbracci il nostro in una grande curva, che noi a una visione frontale vediamo lineare, ma che è esterna al nostro tempo; in questo modo "gli dei" possono osservare da fuori. Ed è plausibile pensare che proprio grazie a questa visione esterna, quelli che noi chiamiamo “dei”, possano essere riusciti a intervenire nello scorrere dei nostri eventi.
Non c’è da dimenticare infatti che quella che si presenta di fronte a noi non è la reale Minerva, ma un’intelligenza artificiale progettata con lo specifico di reagire all’unione dei due frutti dell’eden e di inviare un messaggio a un destinatario.
Affrontiamo ora la domanda più spinosa: come faceva Minerva a sapere di Desmond?
Domanda controversa e possibile di molteplici interpretazioni.
Cercando tuttavia di mantenere la linea filosofica ed escludendo dunque ogni possibilità di viaggi nel tempo nel passato o nel futuro, evitiamo vaneggi fantascientifici troppo dispersivi e cerchiamo di ottenere una spiegazione esaustiva in virtù delle nostre attuali conoscenze (il concetto di paradosso temporale che su VGN vedremo più avanti con un apposito spazio, ma già disponibile sul blog).
Tenendo conto di quanto detto sopra sappiamo che gli “dei” hanno una visione dilatata del tempo, differente ed esterna alla nostra, il che implica possibilità di intervento.
La conseguenza palese di un vaso delicatissimo che cade verso il suolo ci è nota ancor prima che esso vada in mille pezzi. Salvo interventi esterni. Tutto cambia in funzione della percezione di quell'attimo (la velocità dei riflessi con la conseguente possibilità di evitarne la rottura).
Desmond fino a prova contraria è un semplice nome, fattore dunque controllabile, indirizzabile. E se dunque quello di Minerva fosse soltanto un input somministrato per ridefinire lo scorrere degli eventi?
Stiamo cioè supponendo che Minerva in linea di massima non avesse uno specifico destinatario, ma un nome a cui riferirsi, un metro di valutazione, un limite a cui potersi rivolgere. Stiamo supponendo cioè che Minerva non conosca Desmond ma nell’attimo in cui lo nomina ne segni l’esistenza.
Il quadro sfortunatamente è incompleto per ora e solo i prossimi capitoli potranno dare la risposta effettiva, ma se è vero che la teoria del paradosso sussiste, se è vero che Ezio ha con se il frutto che Minerva ha toccato (vediamolo per renderti grazie, che Ezio mostrandolo abbia attivato qualcosa? Lo vedremo a breve) cosa vieta all’aquila fiorentina di indirizzare i suoi pronipoti a chiamare in un dato momento, in una data generazione, un figlio col nome Desmond?
In effetti nell'incipit di Brotherhood, quando Ezio racconta quello che ha visto a Zio Mario e compagni sembra proprio che abbia ben fisso in testa l'eco del nome di Desmond.
Ai posteri l’ardua sentenza.
L’articolo di oggi è breve ma coinciso. Un’analisi del finale molto criptico di Assassin’s Creed 2 (come molte cose in questa serie abbiamo visto… E che vedremo).
Vi diamo appuntamento alla prossima puntata de Le Verità Dell’Animus.