Scritto da: Simone "Alpha e Omega" Azzini | Data: 2010-05-06
Venghino, signori, venghino!
Sioriiiii e siore (cit.) Salve pubblico di VGN! Oggi vi proponiamo una nuova rubrica. Dopo la multimediale “Parola a VGN”, la più sobria “No Steam no party” o la tecnica “Le Prossime Uscite” arriva “Tactical VGN”. Cosa si celerà mai dietro a questo titolo (non vi dico quali erano gli altri nomi candidati... Ma ve lo dico io, Meghar: il signor Simone Azzini voleva chiamarla La Strategia di VGN. Ringraziatemi per averlo fermato... NdMeghar)?
Questo è un nuovo spazio che punta a parlare di un genere di videogiochi che ancora ben resiste su PC a scapito delle console, che hanno cominciato solo da poco a muovere i primi passi sperimentali nel genere. Ancora non avete capito? Parliamo degli strategici. Qualsiasi strategico: a turni o tempo reale che sia. Non siamo mica razzisti noi!
Perché questo spazio, vi chiederete? Perché non dedicarlo, per esempio, al florido mondo degli FPS in costante ascesa ormai da tempo? Proprio perché è un genere che non sembra decollare come vorrebbe certe volte, ma in barba a questo riesce a regalarci delle perle videoludiche degne di grande nota. Parlo soprattutto a chi questo genere già lo conosce e vuole ampliare il proprio parco conoscenze, ma anche, perché no, a chi non ha ancora mosso i passi all'interno di questa tipologia di giochi. Chi lo sa, magari scoprirete che è il vostro nuovo tipo di gioco preferito. Tengo a precisare, inoltre, che questo spazio vuole distaccarsi un momento dalla solita recensione. Forse leggerete un gergo meno tecnico del solito in favore della praticità, proprio per rivolgere l'attenzione ad un pubblico più vasto, fra cui anche i nuovi arrivi.
Chi ben comincia... ... è a metà dell'opera. O almeno così dicono. Seguiamo il proverbio e come prima volta parliamo di un titolo acclamato dalla critica e dai fan nell'ormai, ahimè, lontano 2007: World in Conflict.
Il titolo narra di una storia alternativa. Ricordate la guerra fredda? Dopotutto non è finita da molto, ma ricapitoliamo per chi si fosse sintonizzato solo ora: URSS e Forze Alleate si sono divisi il mondo in seguito alla seconda guerra mondiale. In seguito a questo le due superpotenze cominciarono ad adottare una politica molto diffidente e tesa fra di loro per la paura che una volesse annientare l'altra. La storia ci dice che in realtà tutto cominciò a finire (cominciò a finire? Simo, smettila con le droghe, NdMeghar) nel 1989 in seguito all'apertura della cortina di ferro, nonché alla poco distante (in linea di tempo) caduta del muro di Berlino, considerato il simbolo della guerra fredda.
Nel mondo parallelo di World in Conflict le cose non sono andate così: nell'89 la Russia decide di agire ed invade la parte alleata di Berlino, sancendo l'inizio della terza guerra mondiale. Per motivi che si conosceranno giocando il titolo (nonché verità storiche) il conflitto non si risolve in un lancio di bombe atomiche a tappeto su tutte le città del globo (eh, sennò il gioco durerebbe solo mezzora! Sai che divertimento...) ma in lotte ben più complesse, articolate ma soprattutto tattiche e strategiche (come piace a noi).
Come dite? Basta "bla bla"? Sì avete ragione, parlo troppo... Vediamo un momento il gameplay!
C'è da dire subito che a differenza di molti suoi simili, in World in Conflict non dobbiamo creare una base da cui produrre unità. I ragazzi di Massive optarono per un sistema più frenetico e dinamico. Semplicemente vengono assegnati dei crediti fino ad un massimo (che dipende dalla missione). Questi possono essere spesi per richiedere rinforzi che verranno pracadutati. Se una unità cade in battaglia, il suo costo verrà restituito nel tempo. Un vantaggio per chi, come chi vi scrive, ha la fissa per le basi perfette! Ammetto che talvolta impiego moltissimo tempo a finire certe mappe solo per rendere la mia base bella e sicura. Ovviamente è un sistema che ha dei pro e dei contro. La grande componente tattica risiede tuttavia nell'enorme arsenale di ausili fuori campo di cui disponiamo. Eliminando unità nemiche ci verrano infatti assegnati dei punti bonus spendibili, appunto, in queste azioni che variano dal semplice sbarramento leggero di mortaio, passando per i bombardamenti al napalm e giungendo agli attacchi chimici.
Altro da dirvi? La storyline è curata molto bene. Oltre al fatto che la location in generale una volta tanto cambia (ho sentito seconda guerra mondiale dalla platea o mi sbaglio?) i producer sono riusciti a creare una trama davvero ottima. Non solo hanno ideato un'ipotetica soluzione alternativa al solito “bombardamento nucleare, fine” (che non è cosa da poco), ma ci vengono presentati anche i personaggi in modo più approfondito, tanto che quasi ci dispiacerà per certe situazioni che vedremo solo virtualmente.
Vi avevo detto che non avreste trovato molti tecnicismi... Così è, ma per questo titolo almeno un paio si devono spendere per forza! Sì, perché World in Conflict (come anche tutti i titoli Massive Enterteiment) ha un tasso tecnico elevato. Anche un occhio esperto fatica quasi ad attribuirgli tre anni di età. Questo anche grazie al fatto che il motore grafico non è preconfezionato ma sviluppato ad-hoc. Prende infatti il nome di Masstech Game Engine.
Dunque, per concludere? World in Conflict ha fatto riscoprire, a suo tempo, il piacere di videogiocare e di non trovarsi davanti solo un opera commerciale dedita alla vendita, ma un vero gioco curato e finito nei dettagli. Inoltre è anche presente un espansione (una vera espansione, mica un DLC) che ci permette di prendere in mano le truppe sovietiche, facendoci gustare interamente anche la controparte curata praticamente quanto la principale. Consigliato? Decisamente sì! Promosso a pieni voti! Un titolo che un appassionato del genere deve aver almeno provato ma che si adatta anche benissimo ad un giocatore che semplicemente lo apprezza. Cosigliato anche ai nuovi arrivi.
Insomma, va proprio bene per tutti. Meno a chi non piacciono i giochi tattici, ma quelli dubito siano arrivati fino a qui in fondo per ovvie ragioni...