Che cos'è che dura da anni, è ambientato nello spazio profondo di un futuro lontano e per proseguire ha bisogno di gas vespene e cristalli a non finire? L'indovinello è presto risolto: è Starcraft. Nell'attesa del secondo capitolo che pare concretizzarsi (speriamo) all'orizzonte parliamo del primo grande, unico ed inimitabile capitolo di quella che è ormai diventata una serie.
Certo, Blizzard è conosciuta per fare centro con tutti i suoi titoli (Warcraft e Diablo sono conosciuti da chiunque almeno di fama) ma quello che certamente può vantare record come vendite e longevità nel tempo con solo un titolo capostipite ed una sola espansione è senza dubbio Starcraft.
Un po' di azione
Di cosa parla? Inizialmente il tutto parte dalla solita avanguardia umana per colonizzare nuovi pianeti. Da qui gli umani si trovano a lottare contro una popolazione indigena aliena, i Protoss, dalla civiltà e tecnologia molto avanzata e sofisticata. La vera incarnazione del male di questo titolo restano tuttavia gli Zerg: animali privi di intelletto mossi soltanto da un unico grande cervello detto “unica mente”. Il loro scopo è soltanto quello di cibarsi e moltiplicarsi utilizzando fino all'ultima goccia di risorse presenti sui pianeti incontrati sul loro cammino. Aspettate, ma quelli non erano gli umani? Che analogia interessante...
In ogni caso tutto questo funge da trampolino di lancio per una trama dai risvolti interessanti. Se nella campagna principale tutti sembrano lottare contro gli Zerg e l'Unica Mente, nell'espansione Brood War si combatte più per la libertà.
Un successo ancora senza eguali
Ovviamente il titolo non ha avuto un successo così enorme solamente con il singleplayer. La vera chiave del successo è la componente multiplayer.
La cura che è sempre stata messa nell'online è stata ben ripagata nel tempo. Con le sue 11 milioni di copie vendute, stiamo parlando di quello che forse è il titolo più longevo nella storia PC. Ancora oggi gode di una florida e variegata community che si da battaglia non solo al livello amatoriale ma anche professionale.
Già, perché in altre parti del mondo, come la Corea, c'è chi ci campa e può vantare una schiera di fun come un nostro sportivo. Tant'è che durante i World Cyber Games del 2005 il famoso e rinomato canale National Geographic aveva fatto un vero e proprio documentario sulla vita da progamer.
Insomma nulla da lasciarsi sfuggire. Chissà come mai Blizzard decise di non spremere questa gallina dalle uova d'oro per concentrarsi unicamente su
Warcraft. Il franchise avrebbe potuto raggiungere i medesimi livelli, ma la direzione intrapresa divenne chiara dopo che
Blizzard chiuse il progetto
Starcraft: Ghost annunciato solo pochi mesi prima. Il gioco in questione avrebbe avuto il compito d'intraprendere tutt'altra direzione dal titolo originale, in quanto sarebbe stato un
FPS ambientato nelle vicende prima descritte. Scelte di marketing più o meno condivisibili.
Volete comunque ingannare l'attesa del secondo capitolo o riempire semplicemente del tempo estivo?
Starcraft sarà in grado di offrirvi divertimento assicurato per ore ed ore.