Editoriale 5: Manie di collezionismo o semplici partite con amici. Cosa accade nelle menti dei videogiocatori collezionisti?
Quante volte avete pensato a cosa potreste fare di costruttivo nella vostra vita da videogiocatore? Proprio verso la fine dell’anno scorso mi sono soffermato più e più volte su questo tema, sia per motivi che riguardano la mia vita privata sia per via degli aspetti lavorativi. La maggior parte di noi videogiocatori gioca per il semplice gusto di farlo. Spendo soldi volentieri solo per quei titoli che penso possano farmi divertire, li gioco un po’… magari li finisco… e si chiude il ciclo con la loro riposizione nella mia zona videogiochi. Chi è videogiocatore è solo questo? Un semplice fruitore e cultore del buon videogioco? Soffermandoci possiamo individuare diverse sfaccettature nel nostro ambiente. Per esempio, potremmo avere amici che pur giocando da parecchio tempo sono orientati ad una certa tipologia di videogiochi, non trovando attrazione per molti titoli di un certo spessore. Ci sono alcune persone che invece sono molto attente a ciò che comprano, arrivando solo dopo giorni e giorni di lavoro mentale alla conclusione dell’acquisto. Potremmo andare all’infinito ad elencare le mille diversità che possiamo incontrare nel vastissimo mondo dei videogiocatori; ma torniamo al nostro punto di partenza. La mia riflessione di qualche mese fa si incentrava su questa semplice domanda: Come posso far sì che il mio hobby possa diventare anche un qualcosa di costruttivo? Tralasciando una ovvia risposta che è quella di far parte di un team di sviluppo ( che ancora per un po’ rimarrà solo un idea irrealizzata ndr. ), esistono da decenni persone che a questa domanda danno una risposta più che concreta: diventare collezionista.


queste sono immagini prese dalla collezione di Stefan Larsson
Penso sia una natura insana che è sempre presente in un vero videogiocatore. Rimane nascosta fino a quando, bazzicando per gli scaffali, si nota un tale videogioco di una tale annata passato alla storia per una tale straordinaria peculiarità ( non mi sembra il caso di elencare titoli che possono far scaturire una simile reazione… ci vorrebbero troppe pagine! ndr. ). Ebbene, in questi tempi di crisi, i collezionisti possono uscire allo scoperto e rimpinzare le proprie collezioni. Perché? Semplice, la gente è più attenta a ciò che compra ed oltretutto valuta meglio quel che è necessario al suo benessere e cosa no. Se un videogiocatore deve necessariamente liberarsi di un videogioco per continuare a vivere la sua passione allora il collezionista avrà un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Dite la verità, un po’ tutti voi avete il pallino del collezionismo… ed alcuni di voi potrebbero sembrare esattamente i tipici videogiocatori collezionisti. Sia chiaro, essere collezionista non è per forza uno status a vita. Anzi, proprio come sta accadendo al sottoscritto negli ultimi mesi, è semplicemente una voglia da saziare che può nascere e durare solo per alcuni mesi per poi scomparire nei meandri della nostra mente. Cosa può farsene una persona di una manciata di videogiochi “preziosi”? A molti sembra una stupidaggine comprare un prodotto non per fruirlo ma solo per il gusto di avercelo.

Due esempi di collezioni di videogiochi presenti nel web
In realtà, l’atteggiamento del collezionista ha una base molto concreta… se compra un oggetto lo compra perché ha un valore ( che sia personale o oggettivo poi è da verificare ), ed una volta ottenuto può avere un duplice scopo. Il primo è quello di possedere un prodotto che quando avrà voglia potrà fruirne non essendo più un qualcosa di astratto, il secondo è quello che segue la principale regola del collezionismo: acquisto dell’oggetto di valore --> tempo che passa --> l’oggetto ha acquistato più valore e quindi se rivenduto si guadagna. Ora sorge una nuova domanda: Non si tratta anche questo di un ciclo? Che per giunta è dentro già ad un ciclo, quello dei videogiocatori standard? Se alcune persone ci reputano pazzi perché videogiochiamo, figuriamoci se fossimo tutti anche collezionisti! Sarebbero pronte migliaia di celle isolate nei penitenziari psichiatrici. ( e con la mentalità dell’uomo non è poi così insensato un finale del genere ndr. )
Collezionisti oppure non collezionisti? Normali videogiocatori o videogiocatori scrupolosi? Voi in che ramo del mondo dei videogiochi state vivendo le vostre giornate? Io, salvo cambiamenti dell’ultima ora, penso che rimarrò ancora per qualche mese nell’isola dei nerd collezionisti…
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