[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 2) - Das Komabrutale Duell

Enter At Your Own RiskScritto da Federico "Kikorin" GiacobinoMail@ FedeGiacoil 04 marzo 2016
[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 2) - Das Komabrutale Duell Speciale

Bentornati alla rubrica meno attesa della settimana, quella dove l'impossibile rimane impossibile ed il possibile ti passa la voglia di farlo. Dopo un inizio “soft” - l'altra settimana abbiamo infatti discusso il capolavoro visionario "Scannati Vivi" - è ora d'immergersi davvero nel fango ed il candidato che ho scelto per quest'iniziativa proselitistica è nientepopodimeno che “Das Komabrutale Duell”, film (o quello che è, accozzaglia d'immagini forse è più indicato) tedesco del 1999 diretto, scritto, interpretato, distribuito e probabilmente anche acquistato solo da Heiko Fipper, che non è l'incrocio tra un giapponese ed un delfino, ma piuttosto un regista che ha fatto della macchina da presa il mezzo perfetto per rovinarsi la reputazione e rovinarla anche a tutti i suoi fan (tre persone al mondo, compreso me). 

Das Komabrutale Duel” è un lungometraggio (dura solo 1 ora e 20, ma vi assicuro che sarà l'ora e venti più lunga della vostra vita) che esprime al massimo il genio di Heiko: il film, infatti, è nato unendo diversi corti girati dal 1994 al 1999 e purtroppo è anche l'ultima opera del regista, che dopo aver toccato le vette massime della cinematografia mondiale ha deciso di ritirarsi (o forse no, sto inventando, ma tanto chi volete che venga a smentirmi).


The Hateful Eight

Quando Tarantino ancora non aveva pensato neppure per sbaglio agli “odiosi otto”, un virgulto di regista stava già creando gli 8 più temibili figuri che la storia del cinema non ricorderà, s-conosciuti ai più (anzi, ai meno) come “La mafia degli otto”. Non pensate che abbia idea di cosa sto dicendo, del resto neppure il regista deve averci mai capito qualcosa della trama che stava partorendo, figuriamoci io che sono solo un semplice spettatore. Comunque, dicevamo, all'inizio del film ci sono sti otto signori, minacciosi come il tizio che sta dietro il bancone delle poste il giorno delle pensioni e quello al centro si diletta in uno sproloquio che penso nessuno al mondo abbia mai seguito, difatti è totalmente inutile ai fini della storia (il fatto che non ci sia una storia aiuta in questo senso).

Vabbè, la scena iniziale abbiamo capito che non serve a nulla, ma diventerà famosa in quanto rappresenta l'unica scena di tutto il film durante la quale non si vedono sangue e budella. Da quel momento in avanti, però, diventa chiaro per cosa sta quel “Duell” nel titolo, infatti i duelli mortali saranno il focus della telecamera per la restante ora e un quarto (e adesso non venitemi a dire che “Duell” in Tedesco non significa duello perché ne sarei shockato). 

Il film è, per l'appunto, solamente un collage di scene di morte senza alcuna logica definita, anche se ogni tanto si fanno degli accenni ad una presunta trama, ma fortunatamente chi tenta di parlare viene ucciso seduta stante. Das Komabrutale Duell è la fiera dello splatter, ma non lo splatter ben fatto o quello che provoca ribrezzo, piuttosto quello veramente cheap e visionario tipico di chi gira i film senza un euro di budget, nato sul filone di Violent Shit (ne parleremo in questa rubrica, tranquilli) o volendo andare ancora più indietro, Blood Feast, anche se qua siamo a livelli ben superiori.


La morte ti fa bella

Giuro che utilizzare titoli di film per i paragrafi non era mia intenzione all'inizio, ma trovo che “La morte ti fa bella” di Robert Zemeckis abbia qualcosa in comune con “Das Komabrutale Duell”. Se non teniamo conto del fatto che gli attori di “Das Komabrutale Duell” sono brutti anche prima di morire e la morte non influisce più di tanto sulla loro estetica, il punto in comune tra i due film (ma questo è un volo pindarico clamoroso, non lo nego) sta nell'immortalità o presunta tale dei protagonisti. I tizi coinvolti nei duelli infatti si sparano, si picchiano, si fanno a fette e si provocano ogni sorta di ferita possibile ed immaginabile, ma non muoiono mai, o quasi. 

La cosa divertente, forse solo per me, sta però nellereazioni esagerate delle parti coinvolte, nell'interpretazione da recita dell'asilo e nei fiotti di sangue che schizzano dalle ferite stile pompa idraulica

In particolare io amo ricordare tre scene che dovrebbero darvi un'idea del livello generale del film.

Ad un certo punto un ragazzo che fa parte di un gruppo composto da tre persone muore, tragicamente colpito alla testa da un proiettile di revolver che gli fa esplodere il cervello. I suoi due amici, in preda alla disperazione, vogliono assolutamente rianimarlo e quindi hanno bisogno di un nuovo cervello da sostituire a quello appena disintegrato (credo che a livello medico abbia poco senso, ma in fondo chissenefrega). Dato che il tempo è poco – ma chissà poi cos'avranno da fare – decidono che non è conveniente assalire uno sconosciuto a caso in strada per asportargli in cervello, però uno dei due sopravvissuti ha la fantastica idea di farsi togliere la testa, farsela aprire, donare metà del suo cervello all'amico e poi far richiudere il tutto con la colla a caldo. Il piano, ovviamente, va a buon fine, avevate dei dubbi?

In un altro momento ricco di pathos un ragazzo (quello che si è fatto togliere metà cervello) sta morendo dissanguato (sono le controindicazioni del farsi asportare la testa a mani nude e richiuderla con la colla), allora – colto da un'altra delle sue idee geniali – decide di prendere una cannuccia di plastica da una lattina buttata a terra, piantarla nella pancia di un malcapitato e succhiarne il sangue per rimettersi in sesto. L'idea funzionerà? Si.

Infine, quando lo spettatore è oramai colto da spasmi e visioni mistiche data la musica morbosa costantemente sparata in sottofondo e gli effetti sonori realizzati stritolando i pacchetti di patatine, ecco che osserviamo un tizio assaltare una donna incinta seduta su una panchina. Questo gli apre la pancia in due, ne estrae dei feti gemelli e li butta a terra per calpestarli, ovviamente il tutto con la donna che urla “il mio bambino!” e questo paio di pupazzetti che il regista neppure ha provato a far passare per credibili presi a pestoni in un tripudio sanguinolento e fuori di testa.


Ora basta eh!

Già, potrei parlare di questo film per ore senza stancarmi (e non ho nominato gli zombi!), ma direi che è abbastanza. “Das Komabrutale Duell” è veramente qualcosa d'insensato, brutto, petulante, ossessivo e morboso, ma ha un forte potere ipnotico per me. Non dico di vederlo tutto di seguito, quello forse sarebbe troppo, ma preso a piccole dosi onestamente lo trovo divertente. Non c'è un filo logico, non è girato bene e non è per tutti, questo lo rende un perfetto esponente della qui presente rubrica “Nuovo Cinema Spazzatura”. Se quanto avete letto vi ha incuriosito, dateci un'occhiata in attesa della prossima puntata, del resto al peggio non c'è mai fine, per fortuna.

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