[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 3) - Violent Shit

Drop that sh*tScritto da Federico "Kikorin" GiacobinoMail@ FedeGiacoil 10 marzo 2016
[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 3) - Violent Shit Speciale

“Il pubblico vuole vedere sempre gli stessi film: bisogna deluderlo, sennò non si farebbe nulla di interessante nell’arte.” (Woody Allen)

Forse Andreas Schnaas (un altro tedesco, sarà un caso? Anche il regista di Das Komabrutale Duell, protagonista dell'episodio scorso, lo era) aveva appena sentito la sopracitata frase di Woody Allen quando, insieme ad un manipolo di coraggiosi, decise di girare quello che sarebbe diventato il blockbuster del cinema trash, Violent Shit (ok, non parlo di una fama ai livelli del Vendicatore Tossico, tanto per citare un altro eroe del trash, ma comunque un discreto seguito).

Effettivamente Violent Shit, negli anni, si è guadagnato una notevole fama, tanto che Schnaas ha realizzato successivamente altri due capitoli canonici, anche questi piuttosto conosciuti, che prendono il nome di Violent Shit II e Violent Shit III: Infantry of Doom. C'è poi un quarto episodio, sconosciuto ai più dato il cambio di nome, cioè Nikos The Impaler ed un quinto film più recente, Karl The Butcher vs Axe, anche questo poco conosciuto, che onestamente risente un po' dell'affaticamento del franchise (no, davvero, gli altri sono brutti, ma l'ultimo lo è di più). Ciliegina sulla torta, nel 2014 un regista italiano, Luigi Pastore, ha acquistato i diritti del film ed ha realizzato “Violent Shit: The Movie”... e già il fatto che ci abbia aggiunto “The Movie” è indicativo di come gli altri capitoli siano considerabili a fatica dei film (mentre quest'ultimo non l'ho visto, quindi mi riservo dal giudicarlo).


Me*da d'artista

A Piero Manzoni bastò cagare in un barattolo ed etichettarlo per far si che la sua merda venisse venduta a peso d'oro (anzi, di più), allora perché Violent Shit, che la parola con la “M” se la porta nel titolo, non dovrebbe essere considerato vera arte? Eh, come mai? (Più ci penso e più mi vengono in mente motivazioni plausibili, meglio che smetto o devo riscrivere tutta la prima parte...).

Coooomunque... potrei parlarvi dell'intera saga di Violent Shit, che – e non ne vado fiero – conosco parecchio bene (per non dire che so quasi a memoria), ma sarebbe futile a mio avviso, infatti certi prodotti (era l'unico termine non offensivo che mi veniva in mente) vanno vissuti in prima persona per essere apprezzati al massimo. Allora che si fa? Beh, ovvio, vi parlerò del capostipite della saga, il film che ha dato i natali all'eclettico (ma anche no) personaggio di Karl The Butcher, il simpatico macellaio che si diverte a vagare senza meta per i boschi e fare a pezzi le sue vittime, spinto da un'ispirazione divina (ci arriveremo).

Il primo Violent Shit si apre con una scena girata magnificamente (in un mondo dove “magnificamente” significa “alla cazzo”) nella quale è possibile osservare un bambino in un prato intento a giocare a palla o comunque a fare delle "robe", difficile capirlo dati i filtri osceni applicati all'immagine ed i 3 fps che caratterizzano tutta l'intro. Questo bambino sale poi a casa ed insomma, uccide sua madre con una mannaia, così perché si.

Fatto questo, la “storia” fa un balzo di vent'anni nel futuro e ci vengono mostrate tre guardie carcerarie (o almeno, ipotizzo lo siano dato che stanno su un furgoncino con su scritto “POLIZEI”) che stanno trasportando in un bosco il nostro amico Karl il macellaio, che sarebbe il bambino dell'intro cresciuto. Piccolo appunto, il bosco sarà un posto ricorrente perché probabilmente era l'unica location dove il regista poteva girare le scene senza che qualcuno chiamasse davvero la polizia. Ad un certo punto il guidatore ferma il mezzo per andare a svuotare la vescica ed è in questo momento che Karl si libera e, entrato per grazia divina in possesso di una mannaia di cartone, fa a pezzi i suoi aguzzini che avrebbero dovuto tenerlo a bada.

Da qui in avanti il film sarà solamente un collage di scene di morte totalmente ridicole e fuori di testa, accompagnate da qualche blando momento di cannibalismo fino a culminare in un climax inaspettato.


Il corpo di Cristo

Le scene degne di nota in Violent Shit sono troppe per descriverle tutte; alcune off-limits per queste pagine (non perché siano fatte bene, anzi, però coinvolgono mutilazioni genitali di ogni sorta e vorremmo evitare di chiudere baracca ancora per un po'), ma altre decisamente più politically correct. Una che mi fa sempre sbellicare dal ridere (e qua si potrebbe obiettare sul mio umorismo, ma passerei oltre...) è anche la scena dove facciamo la conoscenza del regista. Per anni si è pensato che Andreas Schnaas interpretasse Karl The Butcher, ma col tempo è poi venuto alla luce che così non era, infatti egli interpreta una delle vittime del killer, ovvero colui che viene buttato a terra e tagliato in due con un decespugliatore in un delirio di sangue, stoffa, cartone e plastilina d'antologia, davvero un nirvana del trash

Il picco artistico, però, Violent Shit lo raggiunge verso il minuto 48:42 (sono andato a vedere eh, non so a memoria pure questo. No giuro!), infatti è in quel momento che Karl verrà colto da una visione mistica di Fantozziana memoria e, dopo essersi accasciato al suolo, inizierà a vedere immagini oniriche e religiose di ogni sorta, le quali culmineranno nell'apparizione, in mezzo al bosco, di Gesù in croce in carne ed ossa

Il nostro amico macellaio finirà per prostrarsi ai suoi piedi, ma ben presto sentirà il divino impulso di vestire i panni del Signore. Il resto è storia, infatti sfido chiunque a negare che ci sia del genio nella figura di Karl The Butcher che apre in due Gesù per poi infilarcisi dentro perpendicolarmente, sfidando qualsiasi concezione fisica e geometrica che ci era stata imposta fin dalla giovane età.


Si, si, è il diaulo!

Passata anche la deriva divina, il film avrà ancora spazio per qualche smembramento, un'apparizione satanica che onestamente mi mette i brividi tutte le volte che la vedo (oh, non so se sono solo io, ma ditemi se questa faccia non è raccapricciante)

per poi culminare nella morte apparente di Karl, non prima di aver dato alla luce – in una sorta di gravidanza aliena – un pupazzetto diabolico (non che la cosa abbia un senso, eh, non sforzatevi neppure).

Ebbene, anche questo terzo episodio della rubrica è giunto al termine. Se il film già lo conoscevate, spero vi abbia fatto piacere ricordarlo, se invece ne avevate solo sentito parlare, magari potrebbe esservi venuta voglia di recuperarlo. Oltre a Violent Shit, per un completo viaggio nell'uber-trash, vi consiglio caldamente i 3 episodi successivi, mentre a tempo perso potreste pure recuperare Karl The Butcher vs Axe, che però perde un po' lo spirito goliardico e blasfemo degli altri in favore della demenzialità ed il soft porno.

E per la prossima settimana, state pronti, ho già in mente qualcosa di veramente godibile, da vedere senza vergogna con tutta la famiglia riunita

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