[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 4) - Medley - Brandelli di Scuola

La scuola è come un tiro di dadi, se ti esce dal 5 in giù sei fottutoScritto da Federico "Kikorin" GiacobinoMail@ FedeGiacoil 16 marzo 2016
[V.M. 18] Nuovo Cinema Spazzatura (Ep. 4) - Medley - Brandelli di Scuola Speciale

Ve lo avevo promesso la scorsa puntata ed una promessa è una promessa! Questa volta parlerò di un film che è perfetto per tutta la famiglia (ah, scherzavo! Se lo vedete con i vostri genitori vi fanno internare).

Ma facciamo un breve recap; fino ad oggi vi ho sempre parlato di film che facevano della bruttezza il proprio punto di forza, girati e montati malissimo, in ordine:

Adesso, invece, è arrivato il momento di parlare di qualcosa bello davvero, spostandoci in Italia.

L'Italia è da sempre maestra dello splatter (purtroppo non negli ultimi anni), tra guru dell'horror quali Dario Argento, Lucio Fulci, Mario Bava e così via, possiamo vantare una schiera di registi che il mondo ci ha invidiato ed ai quali personaggi del calibro di Tarantino tutt'oggi si ispirano. Ma una decina d'anni fa muoveva i primi passi un altro personaggio che ad oggi è ancora abbastanza nell'ombra, anche se, a mio modesto parere, meriterebbe molto di più: il suo nome è Gionata Zarantonello.


Brandelli d'infanzia... o infanzia a brandelli

Se vi interessa sapere vita, morte e miracoli di Zarantonello, Wikipedia soddisferà tutte le vostre curiosità più torbide, ma in questa sede a me interessa parlare del film protagonista di oggi, “Medley – Brandelli di Scuola”. Il lungometraggio è stato girato nel 1996 ed è il film d'esordio del regista; dopo alcuni anni di “gavetta” passati tra un festival e l'altro, la pellicola venne finalmente acquistata e proiettata nelle sale italiane, mentre in USA fu distribuita – udite udite – dalla Troma! (Proprio lei, se non la conoscete siete brutte persone).

Il film, ad oggi, è praticamente introvabile, ma all'epoca (correva l'anno 2000 ed i ragazzi iniziavano a smaltire i postumi tossici del decennio precedente) era possibile reperirlo a fatica nelle peggiori videoteche di Caracas. Io ricordo ancora bene il giorno in cui entrai nella mia videoteca di fiducia, dove affittavo solitamente le VHS (sembrano passati 16 anni... ah no, sono passati davvero) e, sfogliando il catalogo, il mio occhio cadde su questo “Brandelli di Scuola”. La trama suggeriva una sorta di strage scolastica ai danni dei professori ed io, allora bambino di 11 anni circa con un radicato odio per la scuola (non che con gli anni sia iniziata a piacermi, anzi) ne fui molto attratto, per cui decisi di portarmelo a casa, ignaro del fatto che da li a breve avrei assistito al mio primo “splatter”. 


Visione fanciullesca

La visione del film fu per me una sorta di rivelazione. Era la prima volta che vedevo mixati in un solo lungometraggio ironia, violenza spropositata e (quello che credevo fosse) nosense. La produzione, lo capivo persino nei miei panni di bambino, era a budget bassissimo, ma mi divertii come un pazzo a vedere tutta la follia ed il delirio che si consumavano sullo schermo nell'ora e 10 che il film durava.

La trama? Col senno di poi ho capito di non averci capito nulla, ma quello che mi parve di vedere furono un gruppo di ragazzi in una scuola che a turno torturavano e facevano sadicamente a pezzi i loro insegnanti nei modi più fantasiosi, mentre il sangue colava copioso e non si lesinava sulle budella più “cheap” che la storia ricordi.

Tutto qui e nonostante – lo ripeto – non avessi capito nulla di quello che il film voleva comunicare, le immagini mi rimasero in testa per tantissimo tempo (se ve lo state chiedendo, no, non ho mai avuto in mente di fare a pezzi i miei professori).


Visione adulta

Proprio pochi mesi fa, come un fulmine a ciel sereno, le immagini del film sono tornate a farsi un giro nella mia mente ed a distanza di circa 15 anni mi è venuta grande voglia di guardare una seconda volta questo Medley, sia perché me lo ricordavo divertente, sia perché ho seguito la carriera del regista fino ad oggi ed ero molto curioso di scoprire nuovamente i suoi esordi.

Ed allora ho compreso. Si. Ho compreso la genialità della quale la pellicola è intrisa

Il film è strutturato, per l'appunto, come un medley e per chi non sapesse cos'è, cito testualmente da un dialogo: <<è quando si suonano brani diversi collegandoli tra loro con dei passaggi, senza fermarsi...>>. Proprio come in un medley, il lungometraggio si compone di diverse scene unite tra loro da passaggi e movimenti di telecamera del tutto particolari. Ogni scenetta racconta una diversa situazione scolastica che certamente tutti avranno vissuto almeno una volta nella vita. Si passa dal compito a sorpresa proprio l'ultimo giorno del primo quadrimestre, all'interrogazione per la quale nessuno studia perché un compagno aveva detto si sarebbe offerto volontario, ma poi – proprio quel giorno – si “ammala” e sta a casa, mettendo nella merda tutti gli altri. E dov'è il genio in tutto questo? La pellicola è assolutamente sperimentale e per molti aspetti surreale, infatti nessuno si stupisce che i ragazzi girino per i corridoi armati di fucili, pistole, coltelli e mitragliatori

Quello che Medley – Brandelli di Scuola riesce a ricreare alla perfezione sono le atmosfere tipiche delle scuole, ma non quelle americane dove lo sfigato alla fine si mette con la cheerleader ed il 99% dei ragazzi sono modelli ben vestiti e pettinati, piuttosto la classica oppressione del doversi nascondere in bagno per fumare una sigaretta, l'inventare i peggiori modi per imboscarsi i bigliettini prima di una verifica, il sadismo innato che molti insegnanti provano nel tirare a sorte un malcapitato da interrogare a sorpresa quando chiaramente nessuno ha studiato nulla e così via.


Leggere tra le righe e sopra le righe

Il vero punto di forza di Medley, però, sta nella caratterizzazione dei personaggi e nell'ironia che permea dialoghi e situazioni. Ogni volta che ci viene introdotto un nuovo professore, è stupendo vedere come il regista abbia saputo dipingerne la personalità schizzata e sadica con pochi semplici accorgimenti e trovate d'antologia, la rappresentazione perfetta del fatto che bastino davvero pochi mezzi per produrre qualcosa di altamente godibile per lo spettatore.

Il film scorre via rapido tra battute divertenti, colonne sonore azzeccate, qualche momento blasfemo e violenza a profusione.

Quello che alla fine emerge è un film intelligente, probabilmente di difficile comprensione, ma che critica aspramente diversi aspetti dell'organismo scolastico e per una volta si mette nei panni dei ragazzi oppressi dagli insegnanti e non viceversa. Il fatto che, quando girò il lungometraggio, Gionata Zarantonello avesse circa 18 anni chiarisce anche il perché di questa presa di posizione.

Insomma, Medley è certamente uno dei film trash che, per chi vorrà andare oltre la violenza, ha davvero molto da dire... e visto che ci siamo, vi anticipo che la prossima settimana parlerò di un altro film che rientra perfettamente nel filone trash che tanto mi/ci piace, ma anche in quel caso il sangue e le budella faranno da contorno ad una produzione davvero validissima. Alla prossima!

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