La Forza è Donna

Manuale di istruzioni per personaggi femminili nel fantasy: Star Wars sale in cattedraScritto da Giulia GabanellaMailil 30 dicembre 2015
La Forza è Donna Speciale

L’universo di Star Wars non è certo nuovo alla presenza di figure femminili forti e di carattere, capaci di oltrepassare di gran lunga il ruolo passivo e statico della bella da salvare e agire in prima linea, spalla a spalla con gli eroi maschi, contribuendo in egual misura al succedersi degli avvenimenti e al dipanarsi della trama. Basti pensare a Leia, che univa prontezza di riflessi e intelligenza strategica ad abilità diplomatiche e un delizioso sarcasmo, o alla sfortunata Padme Amidala. Tuttavia, nel corso dei precedenti sei episodi, il mondo dei jedi e il dono della Forza erano stati appannaggio esclusivamente maschile. Il rigido codice morale, il distacco dalla mondanità della filosofia jedi e l’obbligo di celibato imposto ai suoi adepti, anzi, quasi veicolavano l’idea della presenza femminile come una perturbazione da cui tenersi alla larga per salvaguardare il proprio equilibrio interiore, indispensabile al controllo delle emozioni (e alla luce di ciò, non pare affatto un caso che proprio colui che ha ceduto alla tentazione di un amore terreno, Anakin Skywalker, sia passato tragicamente al Lato Oscuro nel modo in cui tutti sappiamo…). In questa nuova trilogia invece è una dei giovani protagonisti, Rey, a rivelare (forse con eccessiva precocità, come lamentano i puristi!) straordinarie abilità che la qualificano come una prescelta dalla Forza. Per la prima volta vediamo una ragazza imbracciare un lightsaber, fronteggiare i poteri mentali di un Ren e, ultimo ma non ultimo, privilegio che tutti noi abbiamo solo osato sognare nelle nostre fantasie più ardite, co-pilotare il Millennium Falcon al fianco di uno sbigottito Han Solo.


La divisa jedi è unisex: dopo trent’anni, la rivelazione!

La cosa più gratificante ed esemplare nel mostrare una donna jedi sul grande schermo è però soprattutto il fatto che la straordinarietà dell’avvenimento sia percepita esclusivamente dal pubblico.Nessuno dei personaggi manifesta incredulità di fronte alle capacità di Rey in quanto donna, neppure quel vecchio guascone di Han Solo, che, anzi, è pronto ad offrirle un lavoro a bordo del Falcon; nessuno appare meravigliato dal risveglio della Forza in una ragazza (e la rivelazione in effetti giunge proprio da un altro personaggio femminile, Maz Kanata) e ripensandoci, in effetti, non abbiamo mai udito per bocca dei grandi Maestri jedi che abbiamo conosciuto nelle precedenti trilogie, Yoda, Mace Windu o Obi Wan Kenobi che le donne non potessero entrare nell’Ordine. Con ogni probabilità, nessuno ci aveva ancora pensato. La perfetta naturalezza con cui i protagonisti della saga prendono atto dell’eredità di Rey senza contestarne il sesso o, peggio ancora, sottolinearne il merito a discapito di esso sottintende un’implicita normalità della cosa (per quanto normale possa essere il possedere poteri telepatici e telecinetici quasi illimitati!) che, a torto, ci sorprende, seppur piacevolmente.


Tra Bechdel test ed esigenze di copione: “si può fare!”

C’è di più: film ha ricevuto il plauso delle femministe per aver brillantemente superato il Bechdel test. Per chi non avesse familiarità con l’argomento, il test si origina dalla battuta di un personaggio di un fumetto del 1988, opera di Alison Bechdel, da cui prende il nome. Il test prende in esame un’opera di finzione qualunque (letteraria, teatrale, cinematografica, televisiva) pretendendo tre requisiti: la presenza di almeno due personaggi femminili, introdotti ciascuno da un nome proprio da parte dell’autore; una scena in cui i due personaggi dialoghino tra di loro; il suddetto dialogo non deve avere per oggetto un uomo. Al di là di queste prese di posizione che, va riconosciuto, non possono valere come regola canonica per qualsiasi genere, pellicola e sceneggiatura, fa certamente piacere che uno o più personaggi femminili, come in questo caso, abbiano una propria dimensione ed evoluzione che esuli l’essere semplicemente il love interest del protagonista e in un’epoca in cui le polemiche sul wage gap e sulla rappresentazione femminile nel mondo hollywoodiano tuonano e riecheggiano roboanti per i mezzi di diffusione di massa cavalcando l’onda del politically correct ad ogni costo, il viso lentigginoso di Daisy Ridley e la genuina energia vitale del suo personaggio sono una ventata di freschezza.


Rey contro lo stantio femminismo glamour hollywoodiano: il Lato ragionevole della Forza

Rey che eccelle in attività che agli occhi del pensare comune sono tipicamente maschili, come l’esperienza in fatto di pezzi di ricambio, motori e riparazioni; Rey che sa badare a sé stessa e trova ridicolo che Finn la prenda per mano durante la fuga, non perché la cosa la offenda, ma perché non ne concepisce l’utilità; Rey che ha una figura maschile come punto di riferimento (siamo onesti, chi di noi non l’avrebbe in Han Solo?); Rey che è però allo stesso tempo ingenua, affettuosa ed emotiva e non si vergogna a piangere tra le braccia di Leia.

Un personaggio che è stato inserito con grande intelligenza nell’universo mitico in cui trova spazio, che ha abilità straordinarie e che agisce non per ribellione contro un sistema ‘patriarcale’ o per desiderio di rivalsa nei confronti degli uomini, verso cui prova diffidenza, ma per istintiva e innata predisposizione, ed è proprio questa spontaneità a farla risultare vincente, nel confronto, rispetto alla tendenza all’andare controcorrente, spesso forzosa e ostentata, di tante protagoniste femminili che vogliono dimostrare di essere pari, quando non addirittura superiori, ai maschi. L’assenza di accento o attenzione nella sceneggiatura e nei dialoghi per il sesso di Rey sia in senso negativo che (falsamente) positivo è una delle grandi vittorie di questo film, così come l’assenza del processo di crescita personale e di affermazione del proprio valore nonostante il sesso e, comunque, in rapporto costante di opposizione e conflitto con gli uomini.

Il fatto che sia una femmina non viene mai menzionato dagli altri personaggi consapevoli delle sue doti, semplicemente, perché non ha alcuna importanza: Rey è un personaggio che funziona perché costruito (almeno per il momento!) con concretezza e sensibilità, e non in quanto jedi donna. Una lezione per tutti, jedi e non jedi. Anche – e soprattutto – per le femministe di Hollywood.

SCHEDACINEMA
Cover Star Wars: Il risveglio della Forza

Star Wars: Il risveglio della Forza

  • Produttore: Bad Robot, Lucasfilm, Walt Disney Pictures
  • Distributore: Walt Disney Studios
  • Interpreti: John Boyega, Daisy Ridley, Oscar Isaac
  • Anno: 2015
  • Genere: Fantascienza
  • Regia: J.J. Abrams
  • Durata: 136'
Scheda completa...