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Money Monster e il rapporto degli USA col denaroScritto da Claudio Caramadreil 23 maggio 2016
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Money Monster, il film cui hanno recentemente partecipato come attori George Clooney e Julia Roberts, è al cinema già da parecchi giorni e le recensioni non sono state affatto clementi con esso. Si rimproverano alla regista Jodie Foster una miriade di errori, perfino qualche buco di sceneggiatura. Ammesso e non concesso che dei buchi ci siano per davvero bisognerebbe ricordare a questi “critici” che di solito gli sceneggiatori sanno quel che fanno, perciò un buco di sceneggiatura è voluto perché la stessa sceneggiatura viene letta da talmente tante persone prima di essere approvata ed affidata ad una regia che risulta davvero difficile credere ci siano degli errori nella stessa. Certi articoli di critica avrebbero dovuto concentrarsi con più attenzione sul tema del film.

Qualcuno ha detto: “Beh, ci voleva un film per farci capire che nella finanza americana c’è corruzione?” Sicuramente no. Ma sicuramente sì. Quel che voglio dire è che difficilmente ho visto un film mettere a nudo tanto calorosamente un tema sul quale si tace spesso: l’influenza di alcuni individui sull’andamento delle borse e della finanza di Wall Street.


“Qui sono tutti corrotti”

Money Monster è un’aspra critica a un sistema che funziona benissimo ed arricchisce i già ricchi a scapito dei già poveri. Se voi avete già visto un film del genere fatemi un fischio. Come dite? The Wolf of Wall Street? Ma non presenta una visione della finanza molto più leggera e libera, un vero e proprio regno della possibilità? Ecco, il film della Foster denuncia invece il lato oscuro (ma nemmeno tanto) della finanziarizzazione del capitale che causa la dilapidazione dei risparmi a tutti coloro che, coscientemente o meno, decidono di investire in borsa. Suona qualche campanello con alcune situazioni avvenute nel nostro paese? Sarà pure un film scontato ma la verità di solito è utile quando viene enunciata, non taciuta. E allora vedere come ci siano dei grandi furbi che manovrano l’andamento della borsa a suon di fischi e rutti può essere utile per capire in che razza di mondo viviamo. Un altro ruolo centrale nel film lo riveste lo Stato americano.


Lo Stato contro il singolo

Il famoso “We, the People” (Noi, il Popolo) è lo stesso che cerca di condannare a morte il protagonista, un disperato che non ha più nulla da perdere. L’intervento dello stato è armato contro un solo, piccolo, individuo che cerca di affermare il diritto ad una vita dignitosa. Un uomo che aveva fatto delle promesse alla propria compagna, un uomo che sognava una vita giusta per sé e la sua futura famiglia. Vengono protetti gli affamatori perché esercitano un potere non indifferente sulla politica stessa mentre è lecito tentare di eliminare un cittadino che, seppur in errore visto il tentativo eclatante come quello di far scoppiare una bomba, sta soltanto cercando di far aprire gli occhi ad una nazione intera.

Altro tema fondamentale è, a mio parere, il ruolo che i media giocano in tutto questo. Il programma condotto dal cialtrone Clooney esiste davvero e non è il solo ma fa parte di una serie di appuntamenti fissi che negli Stati Uniti vengono trasmessi su vari canali e in molti Stati. Questo uso del media televisivo ciarlatano e spettacolare è lo specchietto per le allodole messo in piedi da quegli stessi squali della finanza per spingere i risparmiatori ad investire (leggasi regalare) i propri risparmi. Un gioco, tutto sommato, mortale. Dire che lo Stato è corrotto significa dire che quello stesso Stato permette a degli speculatori di sostenere l’economia dello stesso a scapito dei cittadini. Cioè: uno spinge tre a fregare mille perché quei tre tengono in piedi la follia capitalistica e il sogno americano di uno. Tragicamente logico. E la cosa peggiore risiede nel fatto che se fra quei mille ce n’è uno che sgomita per urlare la propria verità ecco che “uno” si muove per farlo fuori perché non c’è posto per il dissenso.


“Odio gli indifferenti”

La cosa più triste di tutto il film risiede però nella popolazione e nel suo atteggiamento. Un intero popolo di imbecilli che dà addosso al fuoriuscito piuttosto che ascoltarne le parole. Un popolo pronto a dichiarare folle qualsiasi deviazione dalla norma. Il quadro che Money Monster traccia non solo dello Stato ma anche e soprattutto della società è tragico e quasi senza speranza. Il nostro paese non è lontano dal quadro tracciato da Jodie Foster perché qui si recepisce come “buono”, “bello” e “giusto” tutto ciò che oltrepassa l’Atlantico a partire dai cellulari fino ad arrivare alle concezioni di democrazia e rapporto dell’individuo con la società che lo circonda. Ah ma questo quadro tragico pare essere già chiaro a tutti e soprattutto ai critici che hanno accusato il film di essere scontato ed ovvio. Mi sorge quindi una domanda: se così è, se cioè tutto questo lo sapevamo già e siamo consci del marcio del capitalismo e della finanza, della loro tendenza sistematica alla corruzione, perché non facciamo niente? Ecco, Money Monster spiega anche per quale motivo nessuno fa niente.

Come diceva Edoardo Bennato: “Per scuotere la gente non bastano i discorsi, ci vogliono le bombe”. E bombe siano.

SCHEDACINEMA
Cover Money Monster - L'altra faccia del denaro

Money Monster - L'altra faccia del denaro

  • Produttore: TriStar Pictures
  • Distributore: Warner Bros.
  • Interpreti: George Clooney, Julia Roberts, Jack O'Connell
  • Anno: 2016
  • Genere: Thriller
  • Regia: Jodie Foster
  • Durata: 95'
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