Star Wars: Il risveglio dei Nerd

Speciale Cinema: ecco cosa ne pensiamo noiScritto da Eugenio FiumiMail@ eugeniofiumiil 08 gennaio 2016
Star Wars: Il risveglio dei Nerd Speciale

Star Wars: Il risveglio della Forza è uscito nei cinema ormai da settimane, come previsto è campione d’incassi nel mondo e tutti voi che state leggendo l’avrete sicuramente visto. Questo Episodio VII ha scatenato discussioni infinite fra i fan, portandoli ad illazioni più o meno papabili e quindi ci è sembrato giusto chiedere ad ogni appassionato della redazione di VGNetwork.it cosa ne pensasse di questo film con una domanda mirata ad ogni nerd del mondo di George Lucas.


Steven

​Partiamo da Steven, che aspetta di vedere Episodio VII in home video e che quindi non ha ancora visto il film. Quali sono le aspettative di un nerd della prima trilogia su questo Star Wars: Il risveglio della Forza?

Le aspettative di ciascun fan di Star Wars riguardo Episodio VII sono innumerevoli e diversissime, forse perfino eccessive considerato che sono trascorsi 10 anni da Episodio III. Lecito pensare che il desiderio maggiore sia che J.J. Abrams, essendo a sua volta fan dell'opera di Lucas, non cada nel tranello del citazionismo facile e della guest star messa lì giusto per rievocare i fasti del passato. Ma d'altra parte fare un film di Star Wars senza rientrare in certi canoni e schemi che la saga stessa ha creato e con cui si definisce è molto difficile. Inoltre ne Abrams ne la Disney partiranno da zero con Jedi, Sith e fazioni in guerra, affidandosi piuttosto a richiami e situazioni che il grande pubblico conosce già. Dunque cosa attendersi da questo nuovo capitolo? Un film nella tradizione dei precedenti, ma con una storia nuova e originale da sviluppare nei prossimi, con personaggi carismatici e interessanti, che la Forza scorra potente in loro ma che questa non sia l'unico cardine su cui ruoti la pellicola. Sarebbe bello seguire una storia diversa, che esuli dalla classica rivalità padre/figlio e Impero/Repubblica. Ma soprattutto che non sia realizzato con l'assillo di piacere per forza a tutti e che quindi abbia una direzione precisa e decisa da seguire, in modo che una volta terminato il mio Bluray io possa dire di essere veramente in pace con la Forza.


Scanna

Uno dei compiti più delicati per Abrams è stato gestire il cast: da una parte la scelta dei nuovi volti protagonisti e dall’altra l’inserimento delle vecchie glorie. Scanna, come giudichi le scelte di Rey, Finn e Poe? E com’è stato ritrovare Han, Leia e Luke?

Per molti versi, il bellissimo Episodio VII può essere considerato un nuovo inizio per Star Wars, più che un vero e proprio sequel. E infatti, bene o male tutti i protagonisti della nuova – decadente – galassia post Impero stanno ricevendo il testimone dai corrispettivi eroi del passato, riveriti e inseriti nelle vicende di Il Risveglio della Forza come vere e proprie leggende. Abrams gioca molto sulle emozioni nei locali e nei props del film, ma anche grazie agli attori mutuati dalla trilogia originale, tornati a ricoprire ruoli importanti anche in questo capitolo. Harrison Ford e il suo Han Solo sono chiaramente la presenza più di rilievo dell’intera pellicola (o almeno, tre quarti di essa…), mentre Luke sarà altrettanto sicuramente il fulcro di Episodio VIII dopo la comparsata finale (ah ma quanto l’hanno pagato Mark Hamill? Sono curioso… ndr). Tuttavia, a rubare la scena sono, con mia grande sorpresa e idillio, le new entries. Finn/Boyega è senza dubbio il profilo più originale di tutta la produzione Disney e dona una nuova luce sui silenti e anonimi Stormtroopers, mentre il pilota Poe Dameron risulta forse un po’ sottosviluppato, ma certo splendidamente caratterizzato e con grande carisma. L’arma segreta di Abrams però è un’altra: la splendida, sinuosa e talentuosa Daisy Ridley (Rey). La sua carica e movenze da Jedi in divenire sono l’anima del Risveglio della Forza. Brava, bravissima.


Erika

Il regista ha pensato di introdurre tutti in una volta ben quattro antagonisti: il Generale Hux, Captain Phasma, Kylo Ren ed il Leader Supremo Snoke. Tutti hanno un design davvero accattivante, ma a parte il figlio di Han Solo, sono stati poco approfonditi. Erika cosa ne pensi di questi villain?

Il film si limita a presentare i nuovi antagonisti (ad eccezione di Kylo Ren per ovvi motivi). Al momento non sappiamo molto su di loro, ma credo che il mostrare i villan senza approfondirli più di tanto sia una manovra molto furba per stuzzicare la curiosità del pubblico: sappiamo poco o niente su di loro, ma si distinguono bene dal resto dei cattivi standard; avranno sicuramente un ruolo da giocare nei prossimi capitoli. Ho trovato interessante la figura del Leader Supremo Snoke più che altro per le sue origini. La domanda che sorge spontanea è: “Ma questo da dove salta fuori?”, personalmente avrei già delle teorie a riguardo… Per quanto riguarda Kylo Ren tutti ci aspettavamo una sorta di Darth Vader 2.0. Il villain della vecchia saga aveva una presenza intimidatoria, munito di una voce sovrumana e altisonante, dotato di un contorto carisma, l’antagonista per eccellenza. Inutile dire quanto sia difficile riempire le sue scarpe perciò ho l'idea che gli autori abbiano voluto cercare di percorrere una strada diversa per lo sviluppo di questo personaggio. Le scelte fatte per la sua caratterizzazione possono piacere o non piacere, ma di sicuro posso capirle. Anakin Skywalker è diventato un Sith perché consumato dalla paura di perdere ciò che ama ed è diventato l’incarnazione del male perché è stato lui stesso la causa delle sue perdite. Kylo Ren, in certo senso, sembra fare un percorso inverso. Ho idea che sia come intimorito dal bene fino a demonizzare i propri affetti e rifugiarsi nel Lato Oscuro. Emula Darth Vader ma sembra aver paura di non essere come lui. Kylo Ren è un cattivo “romantico”, palesemente tormentato, a tratti patetico. A conti fatti si può dire che sia stato scritto abbastanza bene, ai miei occhi ha funzionato, anche se me lo aspettavo più attraente, come penso tutto il resto del pubblico femminile. Ovviamente è un po’ presto per giudicare accuratamente ma, se ho inquadrato bene le intenzioni degli autori, questi “nuovi cattivi” possono funzionare.


Giulia

J.J. Abrams ha trollato tutti: nel trailer e nel manifesto ufficiale è Finn ad impugnare il lightsaber degli Skywalker, mentre durante il film abbiamo visto come l’erede naturale della spada sia Rey. Giulia cosa dici, un azzardo o una scelta vincente?

La policy di assoluta segretezza che caratterizza i periodi di sviluppo, lavorazione e post-produzione dei film di Adams è stata indispensabile per ottenere l’effetto sorpresa della rivelazione della Forza in Rey. La sua condizione di partenza, del resto, ricorda vagamente quella di Luke: un’esistenza sempre uguale a sé stessa, su un pianeta sabbioso e uniforme, ad aspettare qualcosa che tarda ad arrivare – e che necessita di un intervento esterno per accadere. Come Anakin, che rivela le sue capacità jedi già ne La Minaccia Fantasma, anche Rey si ritrova a sfruttare, ben prima di comprenderli pienamente, i propri poteri. L’unico elemento a differenziarla dai suoi predecessori è quindi il sesso, cosa che ha incomprensibilmente stupito molti fans, che non avevano mai contemplato – e giudicavano forse impossibile – la possibilità di un jedi donna. In realtà, al di là del disvelamento del suo ruolo centrale come custode della Forza, la chiave del successo del personaggio risiede, giustamente, nella sua scrittura: bisogna confidare nel fatto che, già dal secondo capitolo, Episodio VIII, il pubblico cominci a smettere di meravigliarsi del fatto che sia una ragazza e cominci a simpatizzare (o meno) con lei unicamente in qualità di protagonista.


Claudio

Il film è stato accusato da diversi critici di avere qualche buco di sceneggiatura. Inoltre alcuni personaggi perdono molto col doppiaggio italiano. Senza scadere in facile retorica, Claudio cosa ne pensi?

Una sceneggiatura è uno scheletro invisibile e palese dietro ogni atto artistico-comunicativo; di fatto è la macchinazione dietro il fenomeno o il trucco del mago. Dire che la sceneggiatura di Star Wars: Il risveglio della Forza presenti molti buchi significa ammettere che non si ha la più pallida idea di cosa sia una script. Abbiamo davanti a noi altri due film perciò come possiamo dire che qui ci siano buchi che non verranno riempiti, segreti che non verranno svelati e dimenticanze che gli sceneggiatori non mostreranno come atti volontari per un fine che non possiamo conoscere?

Altro discorso merita il doppiaggio. Un doppiatore non può limitarsi ad andare a tempo con le labbra del suo personaggio, dev’essere credibile. Chi ha scelto i doppiatori di questo Episodio VII ha commesso i veri errori che, secondo me, pesano ai fini della fruibilità da parte del pubblico italiano. In Episodio III, in particolare nel duello finale fra Obi-Wan e Anakin Skywalker succede la stessa cosa al contrario. La versione originale presenta una voce, quella di Hayden Christensen, non adatta al personaggio che Anakin diventa nel finale, mentre si sposa perfettamente con tutte le scene in cui il jedi mostra tutta la sua dolcezza. A questi tratti ha posto rimedio il doppiaggio italiano, che ha scelto la voce di Francesco Pezzulli, più sicura di sé seppur non completamente matura.

In Episodio VII sono i doppiaggi di Kylo Ren e del Generale Hux a non convincere. Mentre sul primo si può tranquillamente soprassedere in quanto Kylo Ren è un cattivo atipico volutamente creato in quel modo quasi a dire “il cattivo vero e proprio è di là da vanire”, la voce di Simone D’Andrea non è proprio quella che avremmo voluto sentire per il doppiaggio di Hux. Anche Capitan Phasma non ha il tono serio e severo che ci si aspetterebbe da una donna di quel rango. Sembra di essere davanti alle voci dei migliori cartoni animati targati Disney e questo non può far piacere a nessuno, tranne forse ai bambini che non percependo violenza nel tono dei personaggi possono appassionarsi molto più facilmente alla trama. In definitiva le voci sembrano gommose, attutite, come se la violenza di ciò che accade durante la pellicola e la drammaticità degli atti cui assistiamo fossero una barzelletta e tutto l’universo un teatrino per burattini di pezza che anche quando si danno le mazzate (a parole) non si fanno male.


Edry

Edry qual è stato l’approccio al mito, ossia il rapporto con la vecchia trilogia ’77-’81?

J.J. Abrams non ha avuto certo vita facile nella creazione della storia narrata in Episodio VII. Star Wars è probabilmente uno dei miti cinematografici per eccellenza e le aspettative dei tanti fan sparsi per il globo erano altissime. Ciò che ci si attendeva da questa nuova produzione non era affatto scontato: stupire lo spettatore con emozioni “al passo coi tempi” ma nello stesso tempo rispettare la tradizione. Ebbene, Episodio VII ha proposto risposte per entrambe le caratteristiche! Il nuovo è identificato da un nuovo set di protagonisti, tutti caratterizzati da particolari innovativi che ampliano le sfumature dell'universo di Star Wars mentre il mito è stato rispettato grazie ad alcuni cliché nella storia e dall'ambientazione nella quale il tutto si svolge, che ricorda molto da vicino la vecchia trilogia. A proposito di storia… In molti stanno criticando l'opera di Abrams sotto questo aspetto reputandola fin troppo simile nei punti chiave all'evoluzione di Episodio IV. Queste critiche paiono fondate da una visione superficiale del film, ma le novità proposte sono talmente tante che le assonanze possono passare in secondo piano se esse sono le basi ritenute necessarie per una nuova lunga trilogia.


Kikorin

In redazione abbiamo anche chi non ha mai visto un episodio dell’esalogia: Kikorin. Cosa si aspetta chi si approccia a Star Wars per la prima volta? E cosa riesce a dire questo Episodio VII sul mondo ideato da George Lucas?

Eh si, nonostante il cinema sia una mia grande passione, devo ammettere che della saga di Star Wars non avevo mai visto nulla prima di una settimana fa e le mie conoscenze non andavano oltre al sapere che i neri erano i cattivi ed il tizio con la voce roca ed il mantello era il super-cattivone.

Mi sono approcciato a questo Episodio VII, in ogni caso, con aspettative piuttosto alte per due motivi: da un anno mi propinavano al cinema il consueto Disney Pre-Show con qualche stralcio del lungometraggio e del dietro le quinte e secondo, ancora più importante, J.J. Abrams è il regista che è riuscito a farmi piacere Star Trek, saga che ho sempre “odiato” a pelle. Il risultato? Beh, a mio modesto parere mi sono trovato davanti ad un film che naviga nella mediocrità più assoluta. Tolto il fatto che i rimandi ai vecchi episodi su di me non hanno sortito alcun effetto per ovvi motivi, mi è sembrato di guardare una sorta di film super-buonista e politically correct fino al midollo dove il cattivo non esiste. Insomma, di Kylo Ren se ne fanno beffa tutti i personaggi (ok che dopo averlo visto senza maschera è comprensibile), sto losco figuro che dovrebbe spaccare il mondo viene battuto come nulla da un disertore qualunque ed una mercante di bulloni. Ma, ancora peggio, tutta la fazione nemica non ha alcun ideale se non conquistare l'universo o uccidere Luke Skywalker... Davvero? Ma se tanto se ne sta tranquillo su una montagna e non nuoce a nessuno, perché disturbarlo? Questo e mille altri interrogativi hanno attanagliato la mia mentre mentre osservavo il film, ma senza dilungarmi troppo posso solo dire che le mie aspettative di non-fan sono state ampiamente deluse.


Luca

Come tutti i film, Episodio VII è destinato a non piacere ad una fetta di pubblico. Quali potrebbero essere i motivi di ciò Luca?

Il film di J.J. Abrams non è perfetto, neanche un po’, per quanto alla fine riesca a funzionare – colpevole anche la passione sfrenata per la saga – e ad intrattenere. Il problema principale del film è quello di lasciare un sapore di incompiutezza al termine della visione, come fosse l’episodio pilota di una serie tv. Ok, è il primo di una trilogia, ma dovrebbe funzionare anche stand alone. Secondo punto importante, il citazionismo: bello, bellissimo strizzare l’occhio ai fan di vecchia data, ma qui si esagera, con una quantità smodata di situazioni che ricalcano la vecchia trilogia con una precisione che deforma il concetto di citazione. Passiamo ai personaggi, e soprattutto al main villain, che sembra un bambinone lacrimoso, e che così viene trattato anche da chi dovrebbe stare dalla sua parte. Il super mega cattivo di Star Wars è un bambinone. Seriamente? Chiudiamo con un mini appunto sulla colonna vertebrale di Star Wars, la Forza: secoli di Jedi che si applicano anni a imparare come si controlla e come si usa, e in questo Risveglio della Forza, invece, questa si sveglia così prepotentemente che tutti ondeggiano spade laser con una maestria che neanche Yoda alla fine di Episodio II.


Eugi

​Una personale conclusione - Il Risveglio della Saga

Siamo giunti alla fine di questo lungo speciale; cosa aggiungere a quanto detto? Personalmente, da una parte credo che il film sia riuscito, dall'altra non ne nascondo i difetti. Abrams ha calcato la trama di Episodio IV ed è stato accusato di aver fatto un reboot/remake, ma se ci soffermiamo sui dettagli ci sono diversi elementi che differiscono dalle vecchie trilogie ed elevano questo Episodio VII. Lo stormtrooper che capisce cosa è giusto e cosa sbagliato e diventa un protagonista della storia; l'antagonista tentato dalla luce e non il contrario (tremendamente affascinante); una protagonista femminile carismatica. Le principali figure femminili delle due trilogie passate, Carrie Fisher nella prima e Natalie Portman nella seconda trilogia, sono sempre state trattate da donne nel senso dispregiativo del termine, a differenza di Daisy Ridley. 

Riguardo la vecchia guardia ed all'inserimento nella storia di Han Solo, Luke e Leia è stata fatta una scelta intelligente. Avendo tutti gli attori in vita Abrams ha ben pensato di dar loro ruoli chiave in questa nuova avventura evitando banali operazioni nostalgia o fastidiose comparsate. Tutto senza tralasciare i nuovi protagonisti Rey e Finn, che funzionano alla grandissima. La fine di Han, seppur dolorosa, è ad uno sguardo attento necessaria: la sua presenza sarebbe stata una zavorra nel prosieguo della storia ed i personaggi hanno un motivo in più per evolversi.

Nonostante questi pregi potremmo stare ore a parlare di quanto sia stato stupido creare una Morte Nera alla terza con lo stesso punto debole per distruggerla in un modo già visto. Oppure quanto sia stato poco intelligente creare un villan vestito di nero, con la maschera e con la voce di Darth Vader, ma con un quinto del suo carisma.

Detto ciò i film non possono piacere a tutti, non esiste il like universale, siam come ghiaccioli, senza gusti saremmo tutti uguali.

SCHEDACINEMA
Cover

  • Produttore:
  • Distributore:
  • Interpreti:
  • Anno:
  • Genere:
  • Regia:
  • Durata:
Scheda completa...