La touch generation, inaugurata con Nintendo DS, è stata una vera e propria genialata a livello commerciale. Non solo la console portatile a due schermi si è letteralmente imposta in praticamente ogni mercato, ma è andata a penetrare tra fasce d'età e tipologie di persone prima totalmente estranee al mondo videoludico come ragazze, anziani ed adulti di ogni età ed estrazione sociale.
Milioni e milioni di console vendute (si parla di oltre 100 milioni) con l'annessa e spropositata quantità di software che, ricordiamolo, spazia tra i più disparati titoli mai prodotti. Simulatori di cuccioli (e Nintendogs ha generato una quantità spaventosa di emuli), platform, GDR orientali, puzle games, gestionali, guide per la cucina, software per l'apprendimento di lingue straniere, personal trainer, corsi di yoga... Insomma, di tutto e di più! La parola d'ordine per tutto questo? Beh semplicità d'utilizzo naturalmente, ottenuta grazie ad interfacce pulite, software immediato ma sopratutto il touch screen, vero perno attorno a cui ruotano tutti questi prodotti, che fanno dell'user friendly il loro principale obiettivo.
Uno schermo tattile in effetti è una vera e propria comodità, non solo per i giochi ma anche per le normali applicazioni: non è un caso che infatti stiano nascendo sempre più dispositivi dotati di questa tecnologia. In particolare, le aziende produttrici di cellulari quali Nokia, Samsung, HTC, Palm, LG ecc vi stanno dedicando sempre più attenzioni. L'apparecchio che però sta ormai regnando incontrastato questo settore, sopratutto per qualità, è senza ombra di dubbio iPhone, lo smarth phone che più di tutti incarna la filosofia del touch screen.
Ora si sa che i cellulari, in un modo o nell'altro, hanno sempre cercato di intromettersi nel mercato del mobile gaming: l'esempio più lampante lo abbiamo avuto con Nokia alcuni anni fa, quando lanciò un ibrido chiamato Ngage. Inutile dire che fu un vero e proprio fallimento, a causa anche della discutibile praticità di quella che doveva essere una console portatile ma che in realtà, della praticità ed immediatezza dei famosi Game Boy aveva veramente poco. Qualche anno più tardi, complice anche la diffusione del digital delivery, Nokia ci ha riprovato lanciando un servizio dal medesimo nome ed usufruibile questa volta direttamente da cellulare.
Il destino che ha portato il gaming sul cellulare Apple (e lettore MP3, ricordiamo che iPod Touch è un iPhone senza le chiamate) è stato in effetti simile: appena lanciato il servizio App Store, oltre ad applicazioni di stampo classico quali convertitori, previsioni meteo, messaggistica sono comparsi numerosi videogiochi che seppur molto semplici, avevano alla base idee estremamente interessanti. Ad un anno di distanza, cosa è cambiato e cosa ancora necessita di una revisione? Ma sopratutto, il gaming sui dispositivi Apple costituisce realmente una minaccia per le console portatili quali DS e PSP?
Choose the imput!
In occasione della recente conferenza Apple, tenutasi il 9 settembre, l'azienda tramite le parole di Steve Jobs (che è tra l'altro tornato sulle scene dopo un delicato trapianto di fegato) ha fatto sapere come si stia sempre più dando spazio al mobile gaming, concretizzando tutto ciò con l'annuncio di un abbassamento di prezzo del vecchio iPod Touch 2G da 8Gb, così da rendere il dispositivo appetibile ad un bacino d'utenza ancora più vasto. Come da rumor poi, è stato annunciato il nuovo iPod Touch 3G, dotato della medesima tecnologia utilizzata per iPhone 3GS ed in grado quindi di offrire un comparto tecnico ancora più all'avanguardia.
Insomma, Apple sembra proprio intenzionata ad affiancarsi alle grandi aziende quali Nintendo e Sony, ma di fatto come si gioca su iPhone/ iPod Touch? Inutile dire che il principale strumento di input sia lo schermo tattile, che, a seconda delle occasioni, è in grado di adattarsi simulando più o meno bene dei tasti fisici direttamente sullo schermo. In un FPS per esempio avremo due simil analogici per controllare la visuale, in un titolo di guida una specie di volante mentre in un platform una pratica croce direzionale e relativi tasti per il salto. Soluzione vincente? Non sempre, a volte tutto ciò risulta assai scomodo, a volte invece l'esatto contrario: titoli come Dropship o Minigore hanno dimostrato che la simulazione degli analogici a schermo, se ben implementata, è in grado di offrire più che discrete prestazioni e la bontà di questi è quindi il più delle volte questione di abilità degli sviluppatori. Non di solo touch screen però è dotato il piccolo gioiello: l'accelerometro è un'altra periferica molto utilizzata nei titoli a disposizione, con risultati interessanti e piacevoli.
Promosso a pieni voti l'input su iPhone/ iPod Touch? Si e no: nel globale si riesce a giocare, e anche bene, a volte però, non lo neghiamo, si sente la necessità di qualche pulsante fisico in più in quanto le interfacce a schermo tendono talvolta ad essere invasive; sia chiaro, niente di così eccessivo ma si sa che uno schermo chiaro ed intuitivo, soprattutto in certi generi videoludici è fondamentale!
Line up
Inutile girarci attorno, numericamente la line up dell'App Store è mostruosa: si parla di qualcosa come 20000 giochi disponibili per il download, che spaziano tra i più disparati generi. Simulatori di volo, sparatutto, gestionali, sportivi, puzle e tanto altro ancora: insomma la varietà di sicuro non manca. Ma sono davvero così belli i giochi? Qual'è la chiave del successo quindi?
Innanzitutto uno dei principali motivi per cui i giochi su iPhone/iTouch stanno spopolando è senza ombra di dubbio il prezzo: si va da titoli completamente gratuiti ad altri del costo di circa 4/5 €, fino ad un massimo di 14. Tali prezzi, se paragonati a quelli del software delle altre due console concorrenti (che si aggirano a circa 30/40€ a titolo) sono veramente irrisori e abbordabili per un bacino notevole di pubblico. Insomma, se un giochillo te lo trovi a 80 cent, non ti fai tanti problemi ad acquistarlo no? Una manna per gli acquirenti, ma anche per gli sviluppatori: si perché il kit di sviluppo per creare applicazioni ha un costo irrisorio ed oltretutto, tramite il digital delivery si azzerano totalmente i costi di distribuzione e pubblicità, permettendo a tantissimi developer anche poco famosi di farsi un certo nome e guadagnare visibilità.
Passiamo poi alla questione scottante: la qualità dei giochi. Se è vero che la quantità è ottima, lo stesso non si può dire della qualità: purtroppo in quei 20000 titoli è logico che di feccia ve ne sia a bizzeffe, fortunatamente però ne esistono anche tantissimi degni di nota come i già citati Minigore e Dropship, ma anche Real Racing, Poket God, Zenonian, Alive 4 Ever e gli imminenti Lumines e Earthworm Jim.
Inoltre, molte delle big del mondo videoludico stanno mostrando un notevole interesse alla questione, con una Rockstar che annuncia la conversione anche per iPhone/iTouch di GTA Chinatown Wars, piuttosto che una Ubisoft che mostra un interessantissimo Assasin's Creed 2 o un'EA che sviluppa una versione tascabile del bellissimo Mass Effect. Insomma i riflettori sui dispositivi Apple è chiaro che sono stati puntati, resto solo da vedere se la qualità, già tutto sommato buona, riuscirà ad elevarsi ulteriormente, potendo così raggiungere quella di NDS e PSP.
Cosa ci riserva il futuro?
Esatto, come si evolverà la situazione del mobile gaming su iPhone/iTouch? Per ora sembra essere stata percorsa la giusta strada e per un dispositivo che come console portatile è nata giusto da un anno, si stanno ottenendo risultati impressionanti. Il supporto degli sviluppatori sta diventando sempre più grande, la cura nella produzione incrementando e gli interessati all'acquisto crescono ogni giorno di numero.
Apple ha etichettato il suo iPod Touch, oltre che come un lettore multimediale anche come una console da gioco e sinceramente, stando a quanto abbiamo tra le mani, non c'e la sentiamo proprio di darle torto!