Tre tuffi nei PokéRicordi

I Pokémon anni '90 arrivano sulla Virtual Console di 3DSScritto da La PokéRedazioneil 26 febbraio 2016
Tre tuffi nei PokéRicordi Speciale

Oggi si festeggia il ventennale dei Pokémon ed è anche la giornata nella quale scopriamo il futuro del franchise con una speciale Pokémon Direct. Domani, 27 febbraio invece, arriveranno sull’eShop di 3DS tre titoli in Virtual Console davvero speciali: Pokémon Rosso, Blu e Giallo, quelli che hanno cresciuto molti di noi in sostanza.

Con questo articolo abbiamo voluto andare “al di là” di una semplice recensione e mettere in ballo le nostre emozioni di post-adolescenti commossi, riprendendo in mano un pezzo d’infanzia. Speriamo di suscitare in voi le stesse sensazioni e farvi ritrovare in quello che scriviamo, con la passione di sempre.

Tre giochi, tre redattori, Tre Tuffi nei PokéRicordi.


Pokémon Rosso by Edri

Ne sono passati di anni da quando attesi con impazienza l'arrivo dei piccoli mostri tascabili in Europa. Essendo da sempre amante dei giochi Nintendo non vedevo l'ora di avere tra le mani quello che già era diventato un fenomeno in Giappone. L'annuncio dell'arrivo dell'anime in Italia fu un momento di estrema gioia per me, tant'è che ricordo ancora che poco dopo aver sentito la notizia corsi in tutte le stanze della casa urlando dalla felicità (vabbé capitemi, ero ancora giovincello ndr). L'attesa dell'arrivo del gioco fu così snervante che alla fine cedetti all'acquisto della versione americana che inspiegabilmente si trovava nei negozi. Alla prima accensione fu amore a prima vista per il sottoscritto e l'immersione totale nel mondo Pokémon mi ha accompagnato per parecchi anni, fino ad oggi anche se il tempo libero scarseggia.

Certo, riprendere in mano Pokémon Rosso al giorno d'oggi lascia un attimo sconvolti, ma per l'epoca ci si trovava davanti ad un piccolo miracolo di game design. Semplice nella sua complessità, facile da padroneggiare e ricco di consigli utili, provvisto di interfaccia chiara ed esaustiva; insomma un lavoro enorme era stato fatto per quel progetto iniziale, uno tra i più ambiziosi dell'epoca per Nintendo. Infatti, se qualcuno non se lo ricordasse, tutto ciò girava su Game Boy, una console che come processore montava una variante del mitico Z80, ricordato dagli appassionati di informatica per l'uso del linguaggio Assembly, tutt'altro che semplice. Ancora oggi mi chiedo come diavolo ci siano riusciti a ricreare un ecosistema così complesso su un sistema così povero… 

A parte ciò, Pokémon Rosso con il suo maestoso Charizard a capeggiare in copertina è ancora oggi ricordato da tantissimi videogiocatori, testimonianza del fatto che i primi capitoli Pokémon hanno davvero lasciato un segno indelebile nella storia. Rigiocare al titolo su Virtual Console mi ha fatto tornare alla mente tanti ricordi, dai primi scambi con gli amici alla cattura di tutti e 151 Pokémon della prima generazione, fino al tempo infinito speso nell'inutile tentativo di catturare Mew con il trucco della nave S.Anna. Ho apprezzato anche la ricomparsa di quegli effetti grafici di apparizione/sparizione degli sprite su schermo tipici del Game Boy, che mi hanno realmente fatto ricordare quei giorni.

Tutti dovrebbero giocare almeno una volta questo capitolo (come gli altri usciti sull'eShop Nintendo), soprattutto se in passato non lo si è mai fatto visto che si tratta del 20esimo anniversario della serie. Su Nintendo 3DS si ha anche la facilitazione degli scambi senza fili, cosa che all'epoca era possibile solo attraverso il cavo link (ah, quanti ricordi… ndr). Sia però chiara una cosa: non aspettatevi le miriade di features e la grafica 3D degli ultimi capitoli; 151 mostriciattoli, 8 medaglie ed una grafica 2D a scala di grigi si farà comunque apprezzare, siate fiduciosi.


Pokémon Blu by Zio Gigietto

A differenza dei mie colleghi, forse, non mi sono appassionato sin da subito al mondo dei Pokémon: sebbene nella mia scuola media la moda dilagasse già da un po’, non fu amore a prima vista. Ricordo però il momento della scintilla quando, durante una cena qualsiasi, in TV c’era il cartone ( o anime) e vidi la puntata dedicata a Farfetch’d. Da lì in poi fu un turbinio di emozioni tra figurine, carte collezionabili e, ovviamente, Pokémon Blu, scelto rigorosamente per il colore che preferivo e perché Blastoise mi piaceva più di Charizard. Dai, noi bimbi anni ’90 andavamo più a copertine che a giochi.

Pokémon fu comunque una grande esperienza: per me fu innanzitutto tra i primissimi approcci ai giochi di ruolo, genere solitamente relegato ai giocatori “vecchi” e che invece diventava alla mia portata con comandi intuitivi e semplici. Una storia che non ricalcava fedelmente il cartone (a quello ci penserà Pokémon Giallo) ma permetteva di immedesimarsi perfettamente, rendendoci tutti dei fieri allenatori virtuali, almeno finché non toccava cambiare le batterie o andare a mangiare.

Ancora oggi il gioco riesce ad essere più che giocabile, denotando inoltre delle radici solidissime che dopo vent’anni non mostrano segni di cedimento, pur mancando in verità delle tantissime features introdotte fino al giorno d’oggi. Oltretutto vanta una longevità ancora niente male: pur con un quinto dei mostri da catturare ci sarà davvero tanta strada da fare prima di poter ricevere il benedetto attestato del Professor Oak. In più, grazie alle nuove tecnologie, sarà comunque possibile scambiare Pokémon e lottare con i nostri amici in wireless, anche se nulla batterà il Link Cable nei nostri ricordi.

A tal proposito, non mi aspettavo che sotto il profilo grafico Pokémon Blu potesse ancora fare una buona figura: col senno di poi si può dire che la scelta di sviluppare il gioco su Game Boy fu azzeccatissima, anche se all’epoca non pochi addetti ai lavori storsero il naso, visto che nell’anno di commercializzazione del gioco Nintendo aveva già messo sul mercato il Nintendo 64 e Sony aveva cominciato la sua avventura nel mondo dei videogiochi con la PlayStation. I compromessi a livello grafico furono non pochi, ma la scommessa della grande N si rivelò vincente, abbastanza a permettere al gioco di essere il titolo più venduto del mattoncino portatile con oltre trenta milioni di copie.


Pokémon Giallo by Scanna

Difficile pensare a un videogame che abbia significato così tanto nella mia vita come Pokémon. Dall’emozione tornando quel giorno fatidico dall’IperCoop con la mia copia di Pokémon Blu nella borsa della spesa, alla luce dei lampioni che intervallata al buio scandiva le partite a Cristallo nei lunghi viaggi in macchina, fino ad arrivare a quando ho fatto mio Pokémon Diamante in un Gamestop di New York, proprio sotto al Rockfeller Center.

20 anni di pile ricaricabili, 20 anni di Fulmisguardo, di “cries” in midi, di sprites e di storie ripetitive e stereotipate. Ma soprattutto vent’anni d’un amore incondizionato, che oggi mi ha fatto apparire un sorriso da qualche parte sotto la barba, quando è partita “quella musichetta” e “quella intro” con tanto di “Pika”, registrato malissimo e gracchiato dalle casse del 3DS.

Poi Pokémon Giallo è speciale per tanti, incluso me, ma forse non per i motivi che pensate. Lo ho infatti desiderato in maniera quasi perversa, per anni. E solo un giorno, dopo aver consumato la cartuccia di Pokémon Oro con il mio invincibile Butterfree, i miei genitori sono tornati a casa con un pacchetto parallelepipedo che poteva voler dire solo una cosa: UN NUOVO GIOCO DEL GAME BOY!!1ONE!NINTENDOSIXTYFOOOURR!

E dal pacchetto è uscito il faccione di “fat” Pikachu, l’ammiraglio della flotta Poké, che mi ha portato a rivivere le vicende di Kanto in un’avventura leggermente diversa da quella originale. Colpo di fulmine: un adorabile Pikachu ti segue in giro ed è l’unica scelta come compagno di battaglie iniziale, ci sono Jessie e James del Team Rocket, e, in generale, si tratta di un omaggio all’anime, che nel frattempo aveva raggiunto le nostre TV, facendoci impazzire tutti. Tuttavia, credo che fossero le illustrazioni dei Pocket Monsters, a questo giro realizzate dall’illustre Ken Sugimori, a fare la differenza, almeno all’epoca. L’invidia per chi aveva Pokémon Giallo nel giardino della scuola, con Charmander e compagnia bella disegnati come nel cartone animato, era notevole.

Oggi, l’avventura Poké lanciata in Italia addirittura nel 2000, chiaramente è invecchiata. Ma penso che – del pacchetto di release in Virtual Console di quest’oggi su Nintendo 3DS – sia appunto il titolo dedicato alla mascotte #25 del Pokédex quello a mantenere un livello di interesse più alto e un appeal più “moderno”. Tutto questo sempre ricordando il passo in avanti pazzesco fatto dalla serie in termini di funzionalità e gameplay con l’avvento di quegli storici giochini con Lugia e Ho-Oh in copertina, che si fa sentire. E anche il lavoro sempre all’osso di Nintendo nel rilasciare queste “rom” su Virtual Console non è che mi faccia impazzire, viste le splendide versioni dei suoi classici che SEGA rilascia ogni volta; qui l’unica aggiunta è la possibilità di fare scambi tramite bluetooth invece del rimpianto cavetto, senza manco il supporto all’online, che avrebbe reso questa release molto più interessante.

Ma alla fine chi se ne frega, appena vedrete il topolino elettrico seguirvi scodinzolando nella palestra di Brock, vi scioglierete, lo so.

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