U is megl che uan.
Wii U è la nuova console della grande "N". Stupiti? Emozionati? Esterrefatti? Arrapati? Bene, anche noi, specie quando abbiamo visto l'annuncio all'E3 di Los Angeles. Punto forte della conferenza Nintendo, il nuovo Wii U offre due principali innovazioni: tecniche e di controller. Al di là del prevedibilissimo upgrade tecnico per stare al passo con gli altri, quindi, Nintendo ha voluto giocarsi una carta d'eccezione: il nuovo, rivoluzionario controller. Chi si lamentava del primo controller per Xbox, dicendo che fosse troppo grande da tenere in mano (gli erotomani sono pregati di non utilizzare questa frase per trarne sconcissime conclusioni, grazie), avrà una bella (?) sorpresa con il nuovo Wii U. Il controller, difatti, sembra una console portatile a sé stante, anche piuttosto grande - schermo da 6,2", mica roba di poco conto! - il quale offre una caterva di soluzioni di gameplay che nemmeno vi potete immaginare. Perché? Scopriamolo insieme.
Sì, controllami tutto.
Wii U non è altro che un Nintendo Wii potenziato sotto il profilo tecnico, quindi con grafica HD, maggiori dettaglio e - soprattutto - un controller che funge anche da "console-satellite". Il nuovo "pad" che terremo in mano, somiglia tanto ad un DSi XL, con un grande touch-screen, il quale è collegato indissolubilmente alla console principale. Non stiamo nemmeno a dirvi che le potenzialità di utilizzo e sviluppo sono tendenti a infinito: come già mostrano i primi tech-video, il controller consente di allargare la profondità del campo di gioco a quasi 360°, permettendo al giocatore di visualizzare il mondo intorno a sé e non solo quella porzione delineata dal televisore di casa. E' poi fantastico sapere che se nostro padre (o fratello o fidanzata) romperà le scatole per vedersi la TV, allora potremmo concederglielo e fare uno "switch" tattico sul controller, che in quel caso sarà il nostro campo di gioco, sostituendo la TV che ci è stata sottratta.
Senza considerare che è possibile usarlo anche per giochi in modalità cooperativa o Versus (uno contro l'altro), magari in un "nascondino" virtuale dove chi fugge col controller nuovo è inseguito dagli avversari, Wiimote alla mano. Insomma, è facile scatenare la fantasia su un dispositivo simile, così come è complesso realizzare dei titoli che catturino tutto e tutti, per meccaniche e possibilità di gioco. Siamo però fiduciosi, perché con tutte queste opzioni (sensori di movimento, telecamere integrate, touch-screen e quanto altro) a disposizione, sarebbe assurdo non trarne un beneficio immenso.

Et voilà, monsieur le "controller"
Continua a leggere >>
pagina 1 | pagina 2 | pagina 3