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Speciale Aion

Aion - Quattro mesi dopo


  Scritto da: Daniel "Dà" Litewczuck | Data: 2010-01-30

Un'analisi dettagliata del MMORPG di NCsoft, a quattro mesi dalla sua uscita

L'esperienza occidentale di Aion dura da ormai più di 4 mesi. Il MMORPG più atteso dell'anno ha raccolto i riconoscimenti più disparati, come un triste “Biggest Disappointment of 2009” da Massively.com, in perfetta contrapposizione con il “Best New Game of 2009” di MMORPG.com.
Il vasto bacino d'utenza a cui la NCSoft ha attinto si trova ora diviso tra i detrattori e gli spassionati estimatori. C'è chi si sente preso in giro e, se non l'ha già fatto, minaccia di abbandonare il gioco, e chi invece giura ad esso eterna fedeltà.
 
Aion, tra occidente ed oriente
 
La release ufficiale (25 settembre) è stata preceduta da un'intensissima hype, figlia dello straripante successo di Aion in oriente. Basti pensare che, stando a stime ufficiose, questo gioco detiene oltre il 30% dell'utenza MMORPG asiatica.
Ed effettivamente, forte degli esodi massivi dell'utenza del settore, Aion è stato l'oggetto d'un vero e proprio boom iniziale. Su questo gioco si sono riversate orde di giocatori desiderosi d'innovazione, prevalentemente profughi di altre esperienze massive poco gratificanti.
I difetti sono incominciati ad emergere sin da principio. Oggi, a distanza di 4 mesi, le lamentele sono sempre le stesse. E c'è da dire che, chi si aspettava il nuovo messia, il mitologico “WoW killer”, probabilmente ha preso la più colossale cantonata della propria carriera videoludica.
 
Lo stress del grind
 
Lo si è già detto, ma è sempre bene ripeterlo: Aion è un gioco coreano, ed i gusti coreani sono nettamente differenti da quelli occidentali. Nella versione orientale del gioco la maggior parte delle persone preferiscono continuare il farming intensivo ed il grind pure superato il livello 50 (l'attuale livello massimo). Nonostante il gioco sia orientato al pvp massivo, davvero poche persone vi prendono parte.
L'impronta del gioco è la seguente: per avanzare di livello, o ottenere equipaggiamento decente, o semplicemente guadagnare qualche kinah (la moneta corrente), è richiesta un'enorme pazienza e perseveranza. Dimenticatevi quindi oggetti leggendari a profusione, e preparatevi a sudarvi ogni singolo traguardo.
Proprio per questo, Aion non è affatto un gioco per casual player, e forse nemmeno per gente con poco tempo libero.
Moltissima gente si lamenta dell'eccessivo grind (dopo circa i primi 30 livelli di gioco, l'unico modo per livellare rapidamente è proprio quello di inchiodarsi in una location particolarmente fertile ed uccidere npc in continuazione, per molte ore). Cosa ancora peggiore, sembra che il grind rimanga una componente primaria del gioco pure superato il livello 50. Basti pensare agli Abyss Point, i famosi punti pvp (utili per comprare pezzi d'equipaggiamento speciale) che tuttavia risultano troppo difficili da ottenere negli scontri pvp. In effetti, tutti i player con un buon rank Abyss, hanno ottenuto almeno il 90% dei propri Abyss Point dal grind di npc. Senza contare che alcune istanze richiedono una somma in denaro per accedervi (nel caso di Dark Poeta, l'istanza finale di livello 50, questa somma equivale a più di 100.000 kinah, per nulla troppi per un giocatore al top, ma che richiede comunque un po' di grind nel caso non li si abbia da parte).
 
La crisi economica
 
Un altro problema è proprio quello dei soldi: praticamente tutte le azioni del gioco richiedono dei kinah, seppur spesso pochi. Spostarsi da un luogo all'altro, fare scorta di consumabili come cibi o pozioni, comprare un equipaggiamento decente e delle armi buone per non fallire miseramente contro ogni nemico, e via dicendo.
Oltre al grind, che risulta comunque uno dei modi meno rischiosi per gonfiarsi il portafogli, c'è anche il crafting, ovvero i mestieri: la possibilità di specializzarsi in una o più delle 6 discipline (alchimia, cucina, sartoria, forgiatura di armature, forgiatura di armi, artigianato). A livelli alti, sfruttare i craft (producendo pozioni/armi/pezzi d'equipaggiamento per poi rivenderli all'asta) può essere un eccellente modo per arricchirsi rapidamente, ma l'inconveniente è che un mestiere richiede un investimento molto ampio, sia per svilupparlo a livelli buoni, sia per rimediare i materiali per il singolo oggetto.
Dunque, il più delle volte, ci si ritrova a grindare selvaggiamente per tirare su una professione, o per comprare all'asta i materiali per un oggetto, sperando poi di piazzarlo bene all'asta, guadagnando sull'investimento.
Sicuramente il crafting è meno frustrante del grind puro, e sicuramente è più fruttuoso, ma non di rado capita di andare pesantemente in perdita, e non c'è da biasimare nessuno se ci si stufa di spendere continuamente soldi per livellare il proprio crafting. Tenete a mente che le cifre richieste cresceranno in maniera esponenziale, e per accedere ai massimi livelli bisognerà superare la famigerata quest expert, la cui difficoltà è un notevole scoglio per il 90% dei benintenzionati.
Il mercato, tuttavia, rimane una delle componenti più interessanti e divertenti del gioco, e la sostanziale difficoltà del crafting non è che un piccolo prezzo per le enormi soddisfazioni che esso potrà fruttare. Per esempio, quando un giocatore avrà intenzione di rifare l'equipaggiamento al proprio personaggio, senza però possedere un livello di crafting sufficiente per produrlo da sé, ha due alternative: sperare in un drop miracoloso da qualche npc (considerate le percentuali irrisorie, bisogna essere molto ottimisti, se non ingenui, per affidarsi a questa scappatoia), oppure rivolgersi al mercato, e quindi arricchire il crafter di turno.
 
Bot e goldselling
 
Ovviamente, non mancano i problemi concreti, come i bot ed i goldseller, che non sono altro che le risposte “underground” al problema del grind e dei kinah: nel primo caso, molti giocatori fanno uso di programmi estranei al gioco per automatizzare il livellamento. Questo trucco, che ovviamente entra in contrasto con il contratto di gioco, non è particolarmente rapido, ma per lo meno risparmia al giocatore le fatiche del grind.
Nel secondo caso, i goldseller sono letteralmente dei giocatori (o meglio, dei privati, che investono nel gioco adoperando numerosi account) che vendono kinah per soldi reali. Anche questa furbata è ovviamente illecita.
Sono molti i siti che si occupano di goldselling, e, per un qualsiasi giocatore, l'offerta è sicuramente invogliante: svariati milioni di kinah al prezzo di pochi euro.
Capita molto spesso di imbattersi in orde di bot, sia di “onesti” giocatori stufi della propria eccessiva onestà, che dei “cagnolini” dei goldseller, ovvero uno numerosissimi account bottati che provvedono loro i soldi da vendere.
La cruda realtà è che la NCSoft, pur esibendosi in periodiche stragi a base di banhammer, non ha ancor fatto nulla di realmente concreto per estirpare il problema. Se i bot sono semplicemente un fastidio per il giocatore onesto, i goldseller (che continuano a vedersi bannare molti personaggi, ma si ha ragione di credere che nessun account sia ancora stato sospeso permanentemente) arrivano a falsare il mercato, sballando notevolmente i prezzi.
Capita di vedere spammate dai goldseller delle armi di notevole potenza, che normalmente richiederebbero un'enorme fatica sia per essere craftate che per essere comprate. E la tentazione di provvedersele, al prezzo di non moltissimi euro, è stata sicuramente fatale a non pochi giocatori.
 
Endgame
 
Molte persone hanno malamente sopportato il grind, le difficoltà e lo stress del livellamento con una sola consolazione: raggiunto il cap level, il fantomatico endgame, quando non ci saranno più barre xp da riempire, ci si potrà finalmente dedicare al divertimento puro. Tutto quel che è stato promesso, dalle vorticose battaglie aeree ai mastodontici assedi.
I primi livelli 50 si sono incominciati a vedere già dalla terza settimana di gioco. Molte persone hanno deciso di riversare molte delle proprie energie nell'impresa di raggiungere l'endgame al più presto, peccato che chi ci è riuscito è stato forse anche uno dei primi ad abbandonare il gioco.
Non è un caso che, dei tanti giocatori che in quattro mesi hanno raggiunto il 50, i primissimi abbiano abbandonato Aion dopo poco, lasciando in sospeso un eventuale ritorno.
Il motivo? La noia. Ed è pure comprensibile che l'endgame, quando la totalità del server è ancora a 10 livelli di distanza dal proprio giocatore, sia davvero molto noioso.
Il consiglio è sempre quello di non farsi catturare più di troppo dalla frenesia del grind: finché il gioco non sarà pieno di livelli 50, sicuramente l'endgame non può nascondere nulla di eclatante. Dunque, tanto vale prendersela comoda e godersi i singoli intervalli di gioco, ovviando pure al problema dello stress del grind.
Allo stato attuale, il numero dei giocatori al 50 è sensibilmente aumentato, tanto che la chat comune si sta lentamente riempiendo di richieste per Dark Poeta. Gli assedi si fanno sempre più movimentati, competitivi e dinamici, e tutto lascia presagire che il gioco stia acquisendo velocità.
C'è sicuramente chi rimarrà deluso, o chi si stuferà prima di raggiungere il 50. Ma anche chi, percorso in tranquillità il proprio sentiero di livellamento, riuscirà a godersi tutto Aion.
 
Prospettive di miglioramento
 
A giudicare dal quadro dipinto fin'ora, si potrebbe avere l'impressione che la NCSoft rimanga impassibile davanti ai problemi del proprio gioco. Eppure, nonostante il problema dei bot e dei goldseller sia ancora profondamente radicato, si sono viste molte iniziative che lasciano pensare che la release occidentale non sia stata affatto lasciata a sé stessa.
Sicuramente l'evento più interessante è stato il double xp weekend, 4 finesettimana in cui tutte le ricompense xp sono state raddoppiate. Inutile descrivere la gioia dei giocatori più appassionati, che sono riusciti finalmente a portare avanti il proprio personaggio quando vi faticavano da giorni con risultati scoraggianti.
Visto il successo dell'iniziativa e le continue lamentele per l'eccessiva lentezza del livellamento, sono stati promessi dei weekend double xp a intervalli regolari, circa due al mese.
Oltre a questo, la NCSoft ci ha offerto delle vere e proprie prospettive di miglioramento, delle promesse che (se mantenute) potrebbero donare molto più divertimento ai propri clienti. In concomitanza con il recente fix settimanale, è stata rilasciata la notizia di “importanti aggiunte al gioco nel corso del 2010, riguardanti sia la fase di livellamento che l'endgame”. C'è quindi da sperare che il gioco possa decollare una seconda volta, e che i più fiduciosi non siano dei semplici ingenui.
 
Vision
 
Vision sicuramente può meritare un discorso a parte, ma dal momento che ci si è calati nell'argomento “prospettive di miglioramento”, citarlo è quantomeno giusto.
Cos'è Vision? Sicuramente chi se lo chiede non è un fan di Aion, perché chiunque abbia a cuore le sorti del gioco avrà sentito parlare del fantomatico video di Aion Vision.
 
 
 
 
Si tratta di un trailer, anche se non lo si può propriamente definire come tale (diciamo, per l'appunto, una visione), diffuso dalla NCSoft. Esplicitamente, è quello in cui vorrebbero trasformare Aion in un futuro indefinito. Non si tratta né di un'espansione in cantiere né di feature previste a breve. Semmai, quello in cui si può sperare.
Molte persone si sono sentite prese in giro dal presapochismo di casa NCSoft: all'insorgere delle lamentele, la software house pretende di ovviare il problema con un video molto curato, che subito dopo viene quasi letteralmente smentito. Eppure, è difficile non lasciarsi impressionare dallo spettacolo di Vision, a partire dal considerevole boost grafico, e passando per i mostri, le armi e le nuove animazioni mostrate.
Non si sa quanto di questo verrà realmente implementato in un remoto futuro, e non si può realmente sapere quali siano le intenzioni della NCSoft. Ma, a quanto ha dimostrato fin'ora, Aion vale, e sicuramente non poco.
Per il resto, il gioco rimane pur sempre un'esperienza soggettiva, per la quale rimane difficile dispensare consigli mirati.
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