DOOM: le prestazioni su PC

DOOM si presenta su PC potente e versatileScritto da Stefano "Deschain" Savoldiil 23 maggio 2016
DOOM: le prestazioni su PC Speciale

Ed eccoci qui, nel 2016, a parlare quasi inevitabilmente si potrebbe dire, di un remake di DOOM. Uno dei giochi che più ha contribuito a definire il genere FPS arriva quindi in chiave next-gen e ovviamente PC a ben 23 anni dal capitolo originale. Definirlo remake, reboot o tributo a quel gioco è un compito arduo dati i ricordi che ognuno conserva delle proprie esperienze videoludiche, ma diciamo che senza dubbio regge il paragone e poi diciamocelo, quando c'è da sparare come degli ossessi, DOOM è pur sempre DOOM, ossia un FPS arena solo all'apparenza “ignorante” dato il livello di sfida proposto dalle difficoltà più elevate.

Andiamo a vedere come si comporta un titolo di questo calibro su PC.


Grafica da Incubo

Diciamo subito che i requisiti minimi e consigliati riportati su Steam sono rivolti a chi gioca in Full HD. Con una GTX 970 od una AMD R9 290 l'esperienza di gioco risulta in larga parte fluida e stabile a 60fps anche a livello Ultra e scegliendo un filtro di AA poco invasivo si riesce a tenere un buon framerate anche in 2K. Permangono ancora, ed ormai sono tempi immemori (Rage-2011) quei problemi di texture-popping che hanno afflitto in maniera più o meno grave molti dei giochi di Bethesda e id Software degli ultimi anni, sopratutto Wolfenstein the Old Blood. DOOM comunque è davvero pieno zeppo di opzioni grafiche avanzate per cui, se nessuno dei quattro preset presenti vi soddisfa, è comunque possibile agire su una miriade di filtri e parametri per trovare il giusto compromesso tra qualità e framerate. Inoltre è presente un quinto livello grafico per alcune delle opzioni avanzate, chiamato Incubo e attivabile solamente se il gioco se rileva nella configurazione dell'utente una scheda video con più di 6GB di memoria VRAM. Si tratta di una manciata di flitri che apportano ulteriore migliorie all'impatto grafico globale, ma non nel modo netto che ci si aspetta e che comunque richiedono un ulteriore lavoro da parte della GPU.

Tornando al punto centrale, DOOM si dimostra un titolo godibilissimo anche ai settaggi grafici medio bassi, merito anche di una l'ottimizzazione ben riuscita. Le cose si fanno decisamente più interessanti su configurazione high-end dove impostando tutto ad Ultra, il gioco diventa veramente uno spettacolo. Avvisaglie di quello che poi sarebbe stato le si potevano vedere già in Wolfenstein: The New Order, specialmente per quanto riguarda il livello di dettaglio delle armi. Sebbene gli sviluppatori non siano gli stessi ed il motore grafico nemmeno (id Tech 5 per Wolfenstein) tutta la serie dei motori id Tech è tecnologia proprietaria di id Software, che per il nuovo DOOM inaugura per l'appunto l'id Tech 6 e, come dicevamo, sembra proprio che tutto quello che si potesse evolvere, sia stato veramente evoluto. Partiamo quindi con il rendering delle armi, realistico, animato e dettagliato in modo davvero pregevole: ogni strumento di morte presenta parti mobili, finiture precise ed animazioni molto piacevoli alla vista nonché un comparto sonoro ben campionato e che tra le altre cose riesce più che mai a trasmettere l'immedesimazione ed il realismo di imbracciare veramente l'arma del nostro alter ego virtuale. Di pari passo troviamo una estrema cura anche nel level design, sia al chiuso che nelle sezioni all'aperto. I canyon e le strutture marziane che li occupano sono percorse da un vento costante, che solleva polvere e sposta le fiamme contribuendo in maniera netta a creare la giusta atmosfera di gioco. Sullo stesso livello la scenografia degli interni che offre un colpo d'occhio davvero magnifico sia negli effetti di fumo e nebbia che nei giochi di luci ed ombre. Ovviamente molto ben fatti tutti gli ambienti, con textures in alta definizione molto curate e tutta una serie di oggetti, animazioni e dettagli che di nuovo rendono l'atmosfera di DOOM più realistica che mai. Rispetto ad altri giochi con ambientazione simile, seppur molti diversi come genere, diciamo che manca forse un pizzico di dinamismo in più per quel che riguarda la gestione dell'illuminazione come accade ad esempio in Alien Isolation o nel primo Dead Space, ma non è certo una cosa di cui lamentarsi dato che tutto il resto è veramente a livelli altissimi.

Tra le opzioni grafiche avanzate è possibile attivare un ottimo tool per il benchmark in-game: suddiviso in 5 impostazioni di complessità, quest'ultimo permette di visualizzare dal semplice numero di frame al secondo, a grafici e valori in tempo reale per monitorare l'impatto del gioco su CPU e GPU in modo da verificare in modo immediato quale sia il filtro da variare per ottenere la prestazione ottimale. E tra quelli che realmente impattano sulle prestazioni e quelli di puro abbellimento ce ne sono davvero molti, tra cui una opzione per giocare col filtro pellicola cinematografica e 3 diversi tipi di rendering che incidono direttamente sui colori, rendendo tra l'altro il gioco di una affascinante cupezza in certi tratti, mentre in alcune sezioni il realismo è così vivido da sembrare quasi di stampo cinematografico.


Fa caldo all'Inferno

Tutto questo ben di Dio è ovviamente molto esigente in termini di risorse di sistema ed essendo basato su un motore id Tech, ossia con OpenGL e il supporto alle nuove Vulkan API, anche DOOM digerisce male le configurazioni multi-GPU, siano esse SLI o Crossfire. Per assurdo, potrebbe quindi capitare di ottenere un framerate più stabile disattivando la relativa opzione nel pannello di controllo della GPU. Per lo meno il gioco supporta nativamente le risoluzioni 4K dei monitor 21:9 che ultimamente stanno prendendo piede tra i gamers più esigenti, offrendo anche la possibilità di estendere il FOV da 90 (il classico predefinito) fino a 130, anche se in questo caso le textures ai margini del campo visivo appaiono leggermente distorte o sfocate. Parlando in termini puramente numerici con una configurazione di fascia media in 2K ci si attesta sui 60fps relativamente stabili. La configurazione usata per questo speciale, composta da 2 GTX Titan X, un monitor 4K G-Sync ed un I7 6700K consente di giocare con tutti i dettagli ad Ultra senza texture popping e ad una risoluzione di 3440x1440 (VSync chiaramente disattivato) con un framerate stabile attorno agli 80fps che cresce in maniera esponenziale al calare della risoluzione, rivelando che DOOM, per quanto possa essere ben ottimizzato, rimane comunque un gioco piuttosto esigente ed in grado di surriscaldare più di una GPU. Ma poiché una configurazione simile non rientra in quella che potremmo definire “comune” ripetiamo ancora una volta che la presenza di numerosi filtri e vari livelli per ciascuna opzione possono portare il gioco a girare con risultati piacevoli anche sulle configurazioni meno spinte. Parlando di Inferno, anche il livello ambientato nella dimensione ultraterrena presenta lo stesso livello di cura dei livelli marziani. Geometrie alternative e costruzioni arcaiche sono la dimora ideala per la gran quantità di demoni che popolano il gioco, rendendo anche questa sezioni molto interessante da giocare, nonché piacevolissima a vedersi.

Lasciando da parte le opinioni tipiche di una recensione, possiamo sicuramente dire che dal punto di vista tecnico, DOOM è un gioco perfettamente riuscito, adatto a più configurazioni grazie ad una grande scalabilità, ma sopratutto, è l'esempio lampante di come dovrebbe essere un gioco per PC spinto al massimo, quando cioè non è castrato da esigenze di multi-piattaforma next-gen.

SCHEDAGIOCO
Cover DOOM - 2016

DOOM - 2016

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