The Technomancer alla prova del PC

Come si comporta il titolo di Spiders?Scritto da Stefano "Deschain" Savoldiil 09 luglio 2016
The Technomancer alla prova del PC Speciale

Dopo le alterne fortune di Mars Wars Logs, Spiders ritorna a visitare Mate con The Technomancer, Action-RPG dal sapore steampunk e con evidenti richiami ad una atmosfera post-apocalittica nel solco di Mad Max, mixata a tratti con aspetti ed escamotage tipici di un qualsiasi titolo della saga di Deus Ex. Tenuto presente che The Technomancer non è certo un titolo AAA con relativo budget, ma comunque pur sempre un gioco con un discreto budget di sviluppo, vediamo quindi come si comporta su PC.


Ultra Wide grazie

Il titolo patrocinato da Focus Home Interactive supporta nativamente i monitor 21:9, il che nel caso della nostra prova si concretizza con una risoluzione di 3440x1440. E' inoltre possibile aumentare di una buona percentule anche il Field Of View (FOV) in modo da adeguare la porzione di ambiente inquadrata alle diverse risoluzioni. Purtroppo le opzioni di personalizzazione non sono molto numerose, contemplando solamente i classici livelli di AA, del SSAO e del livello di dettaglio delle textures. Comunque una manciata di opzioni che, seppur non profondissime, rientrano nella norma e consentono una buona scalabilità anche su sistemi meno performanti, complice anche la possibilità di attivare una risoluzione dinamica che può aiutare nei momenti critici. Il colpo d'occhio della risoluzione massima è davvero notevole nonostante la grafica non sia proprio di ultima generazione, e la possibilità di disattivare l'AA compensando con una risoluzione maggiore, consente in certi frangenti di raddoppiare il framerate del gioco. Un framerate che però risulta spesso ballerino per quasi tutta la durata dell'avventura su Marte (40 ore giocando con scaltrezza e dedicandosi alle sub-quest) nonostante, dicevamo, una grafica non proprio di ultima generazione. Chiariamo subito, non che sia brutta a vedersi, anzi, l'impatto globale è senz'altro buono. Scendendo però nel dettaglio si notano parecchie incertezze e cali qualitativi, compensanti abilmente da discreti giochi di luce ed animazioni tutto sommato buone, ma che comunque collocano The Technomancer in una sorta di limbo: una qualità globale superiore alla controparte console che quindi permette di definirlo più che un semplice porting, ma al contempo l'impressione che la grafica stessa sia ormai un po' vecchia e priva di tutti quei filtri tipici dei giochi più recenti.


Statico e leggero

Una delle peculiarità di The Technomancer è una sorta di staticità di fondo: il gioco maschera la sua natura di corridoio presentandoci ambienti molto ampi, tre diverse città e varie ambientazioni. Il tutto in maniera molto artificiosa: non è possibile entrare in quasi nessuno degli edifici circostanti, l'interazione con altri personaggi è ridotta all'essenziale compravendita dai mercanti e acquisizione delle sub-quest ed in generale si ha la sensazione di muoversi in un mondo fittizio, in cui solo il giocatore e gli oggetti legati alle missioni sono realmente “vivi”. Appunto per questo immobilismo diffuso rimane un po' di amaro in bocca per un comparto grafico che, viste le richieste non troppo esigenti, avrebbe potuto essere un po' più dettagliato. Certo, le tre maxi-aree di gioco sono ben diversificate però non si ha l'impressione di agire in una città come in Fallout 4 ad esempio. E se il paragone non può essere fatto per via della enorme differenza di budget nello sviluppo dei due giochi, rimane comunque assodato che una città in cui si possono visitare solo gli edifici principali implica per il motore grafico meno dettagli da calcolare, e quindi sarebbe gradito portare ad un livello di qualità superiore tutti gli ambienti in cui si interagisce.


Audio Ex

La colonna sonora di The Technomancer è chiaramente ispirata a Deus Ex. Sebbene non troppo originale ed a tratti davvero molto simile ai capolavori con protagonisti JC Denton e Adam Jensen, riesce tuttavia a sottolineare discretamente bene i momenti salienti e determinate aree del gioco. Un gradino sotto il doppiaggio (solo in inglese) del titolo, con dialoghi a volte insufficienti e battute, sopratutto quando il personaggio viene chiamato per nome, che sembrano pronunciate con la grazia di una bomba a mano. Tutti i dialoghi ed i menù, in verità molto fruibili nonostante una certa macchinosità, sono tradotti in italiano. È, possibile giocare anche con un pad, ma nonostante tutto la combinazione di mouse e tastiera si fa preferire per l'immediatezza con cui si compiono certe azioni. Giungendo dunque al giudizio finale, possiamo dire che pun non brillando certo per originalità e avanguardia tecnica, The Technomancer è un gioco che si lascia comunque apprezzare pur non sfoggiando una grafica da ultimissima generazione. Un prodotto forse un po' di nicchia data l'impostazione, ma nel complesso con una ottimizzazione più che sufficiente ed un buion grado di divertimeno una volta fatta la mano alle prime ore di gioco. 

SCHEDAGIOCO
Cover The Technomancer

The Technomancer

Scheda completa...