Anno 2009, diario del Capitano Meghar. In tutto il tempo passato, da Gennaio ad oggi, il Nostromo della VGNave, Black Duke, si è occupato di schivare meteore ed evitare comete, ed ha svolto un compito eccellente, senza ombra di dubbio, ma quello che più mi soddisfa è il lavoro di tutto l'equipaggio: l'addetto alla sorveglianza Kaiserfranz, il mozzo - e mia concubina selezionata - OnafetS, il pensatore di bordo White Lhio (noto "golosetto"), il portafortuna interstellare instancabile Kratos90, il cartografo Leon, il tecnico informatico polifunzionale Alpha&Omega, l'artistico Ibra, l'estroso Sketch, l'imperturbabile Marcus, il ninja Shady ed il pimpante Revengal. Il loro lavoro, unito a quello di tutti gli operatori, ha reso possibile questo straordinario viaggio attraverso la galassia videoludica di questo ultimo anno. E' giusto, quindi, far fruttare tutti gli sforzi e donare all'intero universo questi "consigli per gli acquisti", o quantomeno riepilogo generico di titoli e videogames meritevoli della nostra pecunia. La vera fortuna di un Capitano, in questi casi, è poter esser orgoglioso del proprio staff, attraverso il quale ogni incombenza può esser superata con un balzo interstellare. Grazie ragazzi, e grazie a tutti i lettori.Uncharted 2: Among Thieves A due anni di distanza dal primo episodio,
Naughty Dog ci ha graziato con un titolo assolutamente eccezionale. Ciò che più sorprende, oltre alla grafica che rappresenta senza ombra di dubbio il top in ambito console - sia come polygon count che come pura gioia visiva di colori e ambientazioni - è il modo unico in cui tutta l’esperienza di gioco è amalgamata in una formula fantastica. Non c’è un momento di calma, l’azione è sempre ai massimi livelli, l’adrenalina scorre a fiumi, tra battute sarcastiche e personaggi assolutamente ben caratterizzati pur nella loro semplicità. In parole povere,
Naughty Dog è riuscita ad infilare la solidità di un blockbuster americano in un’esperienza ludica totalmente interattiva. Rispetto alla formula di
Uncharted: Drake’s Fortune poco è cambiato: il sistema di combattimento corpo a corpo è stato rivisto, è stato aggiunto un lato stealth che funziona molto bene, e la neonata modalità online promette al giocatore svariate ore di gioco addizionali, una volta completata l’ennesima caccia al tesoro di
Nathan Drake (a dir la verità, non eterna purtroppo).
Insomma,
Uncharted 2 rappresenta davvero il top degli action-adventure per come li conosciamo oggi. Non possiamo immaginare cosa si possa fare di più.
Naughty Dog, sorprendici con l’inevitabile
Uncharted 3.
Call of Duty: Modern Warfare 2 La serie di
Call of Duty torna ai conflitti moderni dopo l’incredibile successo del quarto episodio.
La formula è rimasta praticamente la stessa, ma è stata tutta potenziata da ottime aggiunte. La campagna in single player cerca di fare sempre meno ricorso agli script, pur mantenendo alto, anzi altissimo il livello di spettacolarità dell’azione. Il gioco continua direttamente la trama del primo
Modern Warfare, con anche qualche personaggio redivivo. Il conflitto questa volta si è fatto ancora più esteso, fino a colpire il “sacro” territorio americano. La campagna, pur durando davvero poco, è comunque tutta concentrata e promette tensione alle stelle per gran parte del tempo.
Ovviamente, l’immancabile modalità online è stata anch’essa potenziata, con l’introduzione di nuovi elementi che non possono che fare la felicità dei giocatori che hanno spolpato il primo
Modern Warfare. In più, se avete un amico compagno di divano,
Infinity Ward vi propone una serie di missioni ad obiettivi con crescente livello di difficoltà, le Special-Ops. Tanta carne al fuoco per garantirvi mesi di divertimento online.
Assassin’s Creed 2 Ezio Auditore da
Firenze è un
Altair elevato alla seconda. Un personaggio molto meglio delineato, più caratterizzato e anche più umano. Un assassino questa volta alle prese con tradimenti e complotti del
Rinascimento italiano, nello splendore artistico del nostro bel paese, da
Firenze a
Venezia. Tutto nel gameplay di questo
Assassin’s Creed II è stato potenziato e integrato con tante novità, pur mantenendo le basi del titolo originale. Abbandonata la struttura eccessivamente limitativa del primo episodio, questo seguito fa della varietà il suo punto di forza, regalandoci un mondo di segreti da svelare e di oggetti da trovare. Qualche cambiamento anche nei combattimenti, che ora sono un tantino più ostici e sicuramente più movimentati.
Tecnicamente il titolo è ottimo sotto il profilo stilistico mentre soffre di qualche problema (soprattutto su
PS3) sul lato puramente grafico, ma nulla che possa compromettere l’immensa quantità di dettagli usata da
Ubisoft per descrivere artisticamente e graficamente l’Italia della seconda metà del
XV° secolo. Borderlands Borderlands è un esperimento assolutamente innovativo, che non può che far piacere in un 2009 costellato di semplici seguiti. I ragazzi di
Gearbox sono riusciti infatti a mischiare assieme uno stile grafico un pochino fuori dall’ordinario, ovvero un ottimo Cell Shading, con un gameplay all’apparenza da
FPS, ma che si rivela in fin dei conti un
GDR, sulla falsariga di
Fallout 3. Ad ogni colpo andato a segno il giocatore guadagnerà punti esperienza per poi poter salire di livello e potenziare le proprie abilità. Buona la varietà di missioni, alta la longevità, aiutata anche da una modalità online esclusivamente cooperativa.
Graficamente il gioco è una gioia per gli occhi, pur scostandosi dai canoni della maggior parte dei titoli di questo 2009 che fanno della bruta potenza grafica il loro principale vanto. Una sola grande pecca affligge il titolo: i tempi di caricamento, troppo, troppo lunghi.
NBA2K10 Dopo 10 anni dall’uscita del primo episodio, la serie cestistica di
2K Games si è ormai irrimediabilmente imposta come unica degna simulazione di basket giocato su console.
Ogni singolo aspetto è curato nei minimi dettagli, dalle tattiche in campo alle caratteristiche fisiche dei giocatori. Viene sacrificata un po’ di immediatezza a favore di un gameplay più realistico possibile. Unica pecca: il comparto grafico non regge, purtroppo. Troppi scatti e qualche lag di troppo online. Immancabile nella collezione di ogni amante del basket, giocato e videogiocato.
Killzone 2
Guerrilla Games e l'attesa,
Guerrilla Games e i finanziamenti di mamma
Sony,
Guerrilla Games ed i precedenti dubbi. Era (l'ormai lontano) Febbraio, quando il popolo videoludico ha potuto avere tra le mani
Killzone 2:
FPS atteso, desiderato, carico di aspettative. Pienamente rispettate, del resto, perché
KZ 2 ha saputo essere quello che il precedente episodio non era nemmeno lontanamente. Lo sparatutto di
Guerrilla, forte dei toolkit e dei "dindini" di
Sony, è uno dei migliori esponenti del genere, immersivo come pochi e coinvolgente come ancor meno. Un ottimo acquisto per questo Natale, specie se si considera l'edizione
Platinum ormai disponibile...
FIFA 10 Il gioco del calcio come non lo avete mai visto. Il titolo di
EA Sports supera ogni limite, per quanto riguarda realismo, animazioni e sistema di gioco. Naturalmente non è un titolo perfetto, in quanto alterna eccezionali performances ad altalenanti risultati, come il sonoro che non è impeccabile o i giudizi dell'arbitro che sono quantomeno discutibili - quando non incomprensibili. Tutto sommato, però, si può dire (senza paura di sbagliare) una cosa fondamentale:
Fifa 10 è il miglior simulatore calcistico mai creato. Per giocare in compagnia, online o da soli contro tutti, il gioco è da lode, vista la presenza di coppe, campionati, carriera allenatore e modalità professionista. Un investimento decisamente azzeccato, per Natale.
Prototype
Alex Mercer: da tranquillo ragazzo, abitante di una metropoli mai sazia di crimini e violenze, diviene
Prototype, un miscuglio genetico di
DNA ricombinante, capace di far fare ad
Alex cose straordinarie, fuori da ogni immaginazione umana. Scoprire perché il povero
Mercer è in queste condizioni, sarà compito vostro, così come girare in cerca di guai per una città ottimamente costruita e caratterizzata. Titolo dal buonissimo comparto tecnico-grafico, non eccelle nel sonoro, ma garantisce longevità grazie a tutte le missioni e sotto-missioni a disposizione del giocatore. Il nostro
Alex, insomma, avrà tutto fuorché una vita semplice. Un free-roaming a tinte fortemente "violence-horror", come se
GTA incontrasse improvvisamente
Resident Evil.
Brutal Legend Ironia a tonnellate, metal come se piovesse, personalità a go-gò, carattere in quantità industriale e la regia di
Tim Schafer. Cosa si potrebbe volere di più? Magari un titolo che non sia così dispersivo o così anonimo nelle sue - seppur splendide - ambientazioni, ma non cavilliamo:
Brutal Legend, ultimo figlio della malatissima (ed immensa) mente di
Schafer, è l'erede di quella comicità videoludica andata ormai perduta nei meandri delle avventure grafiche, esclusa dai cine-polpettoni-tragicomici, volti a drammatizzare, esasperare e stordire il videogiocatore.
Brutal Legend fa un passo indietro, saltando in avanti. Come si fa, poi, a resistere al fascino di
Eddie Riggs, quando ad interpretarlo è
Jack Black?
Infamous Lui e
Prototype, sostanzialmente, possono stringersi la mano. Il clan è sempre quello:
action-adventure-free-roaming. Super-poteri elettrici che fioccano come se piovesse, una città devastata ed atmosfere cupe e ben concepite. Non è facile valutare
Infamous, il quale se la cava parecchio bene in alcuni settori (longevità e giocabilità su tutti) e decisamente peggio su altri (grafica e sonoro non sono ai livelli delle produzioni più blasonate); rimane il fatto, però, che bisognava riporre più attenzione, visto che di esclusive in giro ne sono rimaste ben poche.
Infamous ed il suo protagonista,
Cole, sono comunque validi come regali di Natale, sia che vogliate farlo ad altri, sia che vogliate farlo vostro.