A Milano per l'evento di Ready at Dawn

Faccia a faccia con l'OrdineScritto da Daniele "Jabberwocky" Spelta@jabberwocky_VGNil 19 febbraio 2015
A Milano per l'evento di Ready at Dawn Speciale

A Milano, più precisamente nella splendida location della casa museo Bagatti Valsecchi, abbiamo avuto il piacere di partecipare ad uno dei vari eventi che stanno accompagnando l’uscita oramai imminente di The Order: 1886, uno dei titoli di punta della line-up di Sony in questo 2015. Tra pochissime ore stringerete il gioco fra le vostre mani, e tra pochi giorni avrete pure la nostra recensione; nel frattempo, vi proponiamo questo corposo resoconto della presentazione.

Dopo i consueti convenevoli iniziali, inclusi gli immancabili caffè e brioche, abbiamo potuto velocemente ammirare l’allestimento predisposto da Sony per l’occasione, veramente ben azzeccato e perfettamente in tono con il titolo in questione. Finiti i preliminari siamo stati introdotti in una sala più grande, adibita a tutti gli effetti per la presentazione, nella quale Andrea Pessino, co-fondatore di Ready at Dawn, team di sviluppo alle spalle di The Order, ci ha presentato in maniera più approfondita alcuni dei segreti che il gioco nasconde ma non solo. Difatti, le prime parole spese dal nostro Andrea Pessino sono state per introdurre il team di sviluppo di Ready at Dawn e la sua breve storia. Ci è stato infatti ricordato come The Order: 1886 sia il primo titolo realmente tripla AAA concepito, realizzato e rifinito da loro, mentre il passato di Ready at Dawn sia più collegato con la vecchia console portatile di casa Sony, la PSP, per la quale avevano creato due capitoli di God of War ed uno di Daxter. Nonostante non fossero certamente due IP create da Ready at Dawn, le capacità del team di sviluppo erano chiare a tutti, soprattutto per quel che riguarda l’ambito tecnico dei giochi, vista soprattutto l’incredibile realizzazione grafica dei due God of War in relazione al hardware messo a disposizione da PSP.

Dopo la storia del team di sviluppo, è toccato alla storia del progetto connesso a The Order: 1886 il quale, ha immediatamente ricordato Pessino, è nato nel lontano 2005/06 e vede in Ru Weerasuriya la principale mente creatrice. Mentre dietro alle (larghe) spalle di Pessino sfilavano una serie di slide raffiguranti il team di sviluppo a lavoro per Londra, ci veniva spiegata la cura maniacale riposta nella creazione dei dettagli narrativi, il lungo lavoro svolto nell’ambito nella scelta della location adatta per The Order e la volontà di creare un universo “storico” ma al contempo distopico, frutto della fantasia di Ru Weerasuriya, appassionato sia di storia sia di mitologia. 

IFrame


Tanti nuovi spunti sulla storia

Se fino a questo punto poco avevamo sul gameplay di The Order: 1886 (a parte qualche video trafugato e postato su internet) ancora meno sapevamo dei vari protagonisti, della trama, dell’universo di gioco e delle relazioni che intercorrono tra le varie fazioni. Pur non sbilanciandosi eccessivamente, anche per non bruciare l’hype che ancora circonda il titolo a pochi giorni dall’uscita, Andrea Pessino ha comunque dato alcuni indizi sul mondo di The Order: 1886 e sulla trama che vede al centro dell’azione Sir. Galahad e i Cavalieri dell’Ordine. Ma chi sono questi combattenti, contro quale minaccia stanno lottando e, soprattutto, da quanto tempo lo stanno facendo? Partiamo quindi con raccontarvi quanto ci è stato anticipato a riguardo di questo misterioso Ordine. I suoi componenti, pur essendo dei mortali (Pessino ha precisato che un colpo alla testa sarebbe fatale anche per loro), non sono affatto delle persone comuni ma possono anche vivere centinaia e centinaia di anni.

Parlando in modo più specifico dell'ordine nel suo complesso ci è stata spiegata la sua rigida divisione per gerarchia, dove i nuovi memebri viaggiano sotto l'ala protettrice di un tutore e solo in caso di morte di quest'ultimo ne possono prendere il posto e persino il nome. Le radici dell'Ordine affondano in un passato remoto e leggendario, visto che il fondatore altro non è che re Artù in persona e i primi cavalieri dell’Ordine furono quelli che noi comunemente chiamiamo Cavalieri della Tavola Rotonda. Le ragioni della sua fondazione sono presto dette e risiedono esclusivamente nella ancestrale lotta tra la razza umana e quella degli “Half-breed”, non una qualsiasi stirpe nata da chissà quale esperimento fallito, bensì nostri “cugini” biologici, i quali però hanno seguito una linea evolutiva diversa che gli ha portati a sviluppare forza e aggressività a discapito dell’intelligenza. Per fare un confronto chiaro, Pessino ha paragonato questi ibridi all’uomo di Neanderthal. Nonostante sia una delle fazioni avversarie dell’Ordine, gli ibridi non possono esser definiti come dei cattivi a tutto tondo, la mente creativa di Ru non avrebbe mai previsto un chiaro e banale scontro tra le forze del bene e quelle del male, la situazione sarà molto più “grigia” e il confine tra giusto e sbagliato sarà molto sottile e labile. Stop, purtroppo non abbiamo potuto saper di più. Parlando di re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda è pressoché impossibile non tirare in ballo anche il Sacro Graal, che infatti appare in The Order: 1886 sotto forma di quella che viene chiamata Black Water, capace di curare e rigenerare rapidamente le ferite. Anche questo miracolo elisir ha una storia tutta sua, la quale verrà però solo scalfita in “questo” The Order: 1886. Sì, avete letto bene. 


Dopo la rivoluzione tutto è diverso

La lotta fra umani e Half-breed è radicata dei secoli ed è arrivata fino alla Rivoluzione Industriale. Durante la presentazione, Pessino ha quindi raccontato come questo evento storico reale, ripreso e rivisitato dal team di sviluppo, abbia totalmente ribaltato gli equilibri della guerra, poiché gli umani, grazie alle nuovi fonti di energia e grazie alle industrie appena nate, hanno raggiunto una nuova fase evolutiva, che ha portato con sé anche nuove armi e capacità belliche. Questo nuovo rapporto di forze ha spinto i “mutanti” a divenire ancora più aggressivi e feroci, nella speranza di evitare quella che altro non è che una estinzione di massa. Insomma, si tratta di una vera e propria lotta per la sopravvivenza e chi potrà mai biasimare questo primordiale istinto. Lo abbiamo già detto, bene e male non sono chiaramente distinti. La rivoluzione industriale non vuole dire però solo benessere e progresso, ma anche (e soprattutto) disparità sociale e differenze di classe. Proprio per questi motivi la Londra di The Order: 1886 è scossa alle fondamenta dalla fazione dei ribelli, nemici giurati dell’Ordine, visti come il braccio armato del governo conservatore, e, almeno in apparenza, alleati in qualche modo con gli Halfbreed.

Terminata questa lunga parentesi sulla storia e sull’universo di The Order: 1886, Pessino stesso, pad alla mano, ci ha mostrato due sessioni inedite di gameplay. Nella prima abbiamo ammirato una sorta di boss fight contro uno di queste bestie feroci. Le scene erano altamente cinematografiche e spettacolari dove a farla da padrone erano vari QTE, conditi però con delle ottime varianti sul tema e dove veniva lasciato in ogni caso un minimo di libertà al giocatore. Da questi pochi minuti è emersa chiara la volontà di Ready at Dawn di dare al giocatore un vero senso di immersione, grazie a scene e filmati che avrebbero fatto invidia a molti film moderni. Anche da questi pochi frangenti si è potuto comprendere il forte impatto emotivo che avranno certe sessioni di gioco (e di filmati) sul giocatore. Non per nulla Andrea stesso ha dovuto trocare il giocato nel bel mezzo di una scena che si è già potuto intuire esser cruciale nel flusso della narrazione. La seconda parte del gameplay era dedicata a delle fasi di shooting puro, dove abbiamo potuto ammirare scenari sia interni sia esterni di una villa, tecnicamente ineccepibile. Pur non presentando grandi varianti sul tema, abbiamo comunque apprezzato la diversificazione delle armi, più volte ribadita dallo stesso Pessino, e una IA decisamente ostica da affrontare.


Pad alla mano

Terminata la l’esaustiva presentazione da parte di Pessino, il quale ha cercato in ogni modo di non spoilerare nulla sulla trama, abbiamo avuto la possibilità di metter le nostri mani su una demo di The Order: 1886. Diciamolo subito, la parte del gioco messa a nostra disposizione da Sony era piuttosto esigua ed era “ambientata” in una fase abbastanza avanzata del gioco. Di conseguenza non abbiamo avuto nessun indizio sul perché o sul come mai stavano accadendo determinate vicende e come si è arrivati a quel punto. Avviata la demo siamo quindi stati catapultati all’interno di una sparatoria situata su un ponte, sul quale dovevamo farci largo attraverso varie orde di ribelli. Il gameplay ci è apparso immediatamente solido, con coperture classiche da TPS e abbiamo effettivamente constatato l’aggressività della IA, pronta ad accerchiarvi e che spesso costringe il giocatore a cambiare posizione e a correre ai ripari. Abbiamo fatto anche la conoscenza dei fucilieri, temibili avversari corazzati ed armati con fucili veramente pericolosi. Insomma, nulla di veramente rivoluzionario in termini di gameplay, ma tutti le fasi di questa seppur breve demo hanno ancora una volta dimostrato come al centro dei pensieri di Ready at Rawn vi sia la volontà di garantire al giocatore un’esperienza di gioco quanto più continua e fluida possibile.

Infine, abbiamo già speso righe per tessere le lodi al comparto grafico di The Order: 1886 e anche in questa demo possiamo confermare che il titolo è realmente next-gen, con visi ed espressioni facciali perfettamente realizzati. Rispetto alle prime uscite del titolo, abbiamo anche felicemente notato come il frame rate sia stato nettamente migliorato e stabilizzato e non vi sono stati cali improvvisi causati dalle esplosioni o dai tanti dettagli presenti sullo schermo. Vorremmo davvero potervi dire di più ma, ahinoi, la demo terminava in un modo piuttosto brusco e non ci ha permesso di poter fare ulteriori valutazioni.


A tu per tu con Andrea

La giornata è proseguita tra qualche battuta ed impressione scambiata con altri colleghi del settore fino al momento in cui abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere informali in compagnia di Andrea Pessino, che si è reso disponibile a (quasi) ogni chiarimento e che ci ha dato altri elementi riguardanti il mondo di The Order: 1886. In un clima veramente disteso e rilassato, siamo riusciti a strappare ad Andrea alcune informazioni piuttosto interessanti, come la volontà da parte di Ready at Dawn di creare con the Order: 1886 un vero e proprio brand ed è piuttosto certo che quello che vedremo a breve sui nostri schermi altro non è che il primo capitolo di una saga. Anzi, l’universo stesso creato da Ru Weerasuriya verrà solo scalfito in queste prime fasi e saranno tanti i misteri irrisolti che verranno approfonditi e magari spiegati nel futuro. L’origine dei cavalieri, la storia del Sacro Graal, l’eterna lotta tra l’Ordine e gli Half-breeds...insomma, di carne al fuoco ce ne è davvero tanta e siamo certi che la mente di Ru ha concepito qualcosa di davvero unico. Andando avanti con il botta e risposta, Pessino ci ha fatto capire come ogni singolo dettaglio presente in The Order: 1886 racchiuda in se molti segreti e come nulla sia stato lasciato al caso. Volete un esempio? Persino il logo oramai ben noto di The Order: 1886 non è un mero orpello estetico, bensì ha un preciso significato collegato con l'Ordine e verrà analizzato e narrato in profondità con l'avanzare della trama. Andrea non ha poi nascosto le chiare ispirazioni cinematografiche e letterarie che il team di sviluppo ha riversato in The Order: 1886. La stessa regia, il taglio fortemente cinematografico e in qualche modo il concept hanno avuto come fonti di ispirazione famosi film indimenticabili di fantascienza degli anni passati, come Alien e Bladerunner. Andrea ha più volte ribadito che nessun artista, sceneggiatore, regista o creatore di videogame è esclusivamente figlio di sé stesso, bensì ha per forza di cose attinto da quelli che sono venuti prima di lui sotto molti punti vista.

Nonostane questa più volte ribadita volontà di dare al giocatore una vera storia e nonostante la presenza di numerosi filmati, Pessino ci ha confidato che comunque Ready at Dawn è una casa di sviluppo di videogiochi e i videogiochi sono fatti in primis per divertire. Ci ha quindi assicurato e rassicurato sul fatto che possiamo tranquillamente scordarci un film interattivo: in The Order: 1886 c’è un vero gameplay solido, frenetico e divertente e gli stessi QTE da più parte criticati, definiti da molti come il diabete secondo Pessino, sono stati rivisitati e rimodellati per dare al giocatore più libertà e possibilità per risolvere le varie sessioni. Insomma, non si tratta semplicemente di schiacciare il tasto giusto al momento giusto. Tra parole e qualche risata sono venuti anche fuori alcuni dettagli sul prossimo futuro di Ready at Dawn e soprattutto su The Order: 1886, come ad esempio il fatto che non siano ancora stati pianificati per il momento DLC. Questo non vuol dire affatto che non ve ne potranno essere, ma tutto dipenderà da come il pubblico accoglierà il progetto The Order.

Purtroppo, il tempo a nostra disposizione non era moltissimo e l’agenda di Sony e di Pessino era davvero fitta di appuntamenti. In ogni caso siamo stati veramente felici di aver potuto scambiare opinioni e confrontarci con Andrea. The Order: 1886 è finalmente alle porte e molti segreti dell’Ordine stanno per esser svelati. Che altro dire se non che potrete scoprirli a breve assieme a noi ed assieme alla nostra recensione.

SCHEDAGIOCO
Cover The Order: 1886

The Order: 1886

Scheda completa...