PlayStation VR @MilanGamesWeek: Provato!

Il futuro VR di PlayStation, provato con manoScritto da Edoardo "Black Duke" RascitiMail@ BlackDukeITAil 26 ottobre 2015
PlayStation VR @MilanGamesWeek: Provato! Speciale

In occasione della Milan Games Week ho avuto la possibilità di provare con mano (e testa) l’attesissimo PlayStation VR (aka Morpheus per gli amici di vecchia data), il visore per la Realtà Virtuale di Sony, in arrivo sul mercato nel corso del 2016. Quelle che seguono sono le mie impressioni, più o meno a caldo, su quella che personalmente è stata una esperienza tecnologica davvero straordinaria. Lo ammetto, la VR mi ha sempre affascinato sulla carta - ne ho parlato anche sulle pagine digitali del mio blog -, ma non la avevo mai provata sulla mia pelle, ed è con un pizzico di timore che mi sono approcciato all’appuntamento con i simpatici ragazzi scelti da Sony per introdurre la periferica ai neofiti come me.

Lo stand interamente dedicato a PlayStation VR era davvero imponente, più grande di tanti altri stand nei dintorni, segno della volontà di Sony di mettere nelle mani (e sulle teste) di quanti più utenti possibile il visore in questione. Perché non c’è nulla più della Realtà Virtuale che necessiti di essere provato per essere realmente compreso. Tanti erano anche i titoli/demo a disposizione: The London Heist è probabilmente l’esperienza più completa del lotto e che si candida per prima ad essere un potenziale titolo di lancio; The Deep è invece poco più di una tech demo a base di gabbie sottomarine e squali affamati; Battlezone è un simpatico titolo a base di carri armati (e non solo). Sul fronte terze parti erano presenti CCP Games con Eve: Valkyrie, simulatore di battaglie spaziali, oltre a The Kitchen, l’esperienza horror sviluppata da Capcom, che a giudicare dai movimenti dei malcapitati giocatori riusciva effettivamente a creare della gran paura.

Potendo scegliere solo una di queste intriganti esperienze VR, la mia scelta è ricaduta subito su The London Heist perché, come dicevo, pare quella che più ha possibilità di trasformarsi in titolo completo. Sviluppato dai London Studios (già autori di The Gateway ma anche di tante esperienze motion gaming), The London Heist vede il giocatore immedesimarsi in una serie di sequenze d’azione, gestite oltre che da PlayStation VR anche dalla combo di due PlayStation Move. Una volta indossato il – leggerissimo, e piuttosto comodo – casco/visore, adattato alla mia circonferenza cranica e alla lunghezza del mio fuoco ottico, aggiunte un paio di cuffie, appoggiato il mio deretano su di una comoda poltrona e presi in mano i due Move, ero pronto – si fa per dire – per il mio battesimo VR.

Primi secondi di spaesamento.

Qualche secondo ancora per rendermi conto che in realtà sono seduto su di una poltrona con un casco in testa, due controller simil cono gelato in mano e della gente che mi guarda incuriosita.

Poi, immersione completa: dovunque giro la testa c’è Videogioco. Tutto intorno a me.

Mi ritrovo all’interno di un abitacolo. La guida è a destra, d’altronde siamo a Londra, come il nome lascia intendere. Alla guida c’è un tizio davvero poco rassicurante: non riesco a seguire il suo discorso perché son troppo preso dal guardarmi intorno e ad utilizzare le mie mani virtuali (i Move) per esplorare il – pur limitato – ambiente. Allungo istintivamente la mano per aprire lo sportello davanti al posto del passeggero, e cosa ci trovo dentro? Dei caricatori. Non promette bene! Noto poi che sopra al cambio è posata una borsa altrettanto piena di caricatori. Continuo a manipolare, letteralmente, l’ambiente: davanti a me c’è un contenitore per bibite da asporto, lo prendo e lo giro prima di gettarlo via. Scopro poi che allungando la mano verso la radio al centro del cruscotto posso girare la rotella per la ricerca delle frequenze.

Questo è forse il primo momento mind-blown, perché mi è sembrato tutto dannatamente istintivo: allunghi la mano, giri il polso, cambi frequenza. E’ solo un piccolo dettaglio, ma di straordinaria importanza e impatto.

Poco dopo, finalmente si passa all’azione. Il tipo alla guida mi passa una mitraglietta e via, si inizia a sparare. I nemici a bordo di moto e macchine ci vogliono decisamente morti, e ci affrontano da tutti i lati senza risparmiare pallottole. Il simpatico autista travolge un cattivone, che finisce direttamente sul parabrezza sfondandolo. Sparo con una mano puntando in modo assolutamente naturale l’arma e svuotando caricatori su caricatori, che raccolgo ed inserisco in totale autonomia con l’altra mano. Ad un certo punto passo anche l’arma nell’altra mano, ma non son buono con la sinistra: la ripasso alla destra senza problemi. Come qualsiasi inseguimento a base di sparatorie che si rispetti, punto dritto ai pneumatici dei miei nemici, così da farli schiantare o cadere dalle loro moto. Chiaramente, il tasso tecnico non è al livello di altre produzioni PS4, ed il tutto ha un po’ il sapore di quei cabinati da sala giochi (tutto relativamente parlando ovviamente), ma alcuni effetti mi colpiscono molto, come il fumo che inizia ad uscire dal cruscotto. Quel che conta è il risultato complessivo, che è assolutamente più che sufficiente per una buona immedesimazione.

La demo si conclude un po’ brutalmente, proprio quando iniziavo a gustarmela appieno, ma la sensazione finale è davvero di sorpresa e stupore. La sensazione di aver provato qualcosa di davvero innovativo nell’ambito del videogioco. Rimango qualche secondo stordito – in senso positivo – sulla poltroncina, prima di congedarmi definitivamente con una sola convinzione: non so se la Realtà Virtuale sarà veramente il futuro prossimo del videogioco, ma quel che è certo è che va provata per capirne davvero il potenziale.

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