Retroclub presenta il puzzle game che insidiò Tetris
I politici si mettono sempre in bocca paroloni e l’opinione pubblica non fa altro che esclamare stupita “poverino”, “il paese va a rotoli” e disfattismi del genere. Noi che ci occupiamo soltanto di videogiochi, passatempi e distrazioni lievi e leggere, fatichiamo per forza di cose a considerare temi politici nei nostri scritti. Per una volta, però, facciamo uno sforzo e vediamo di produrre qualcosa di moralmente sensato. Mi riallaccio al tema iniziale, il cui pessimismo tentava almeno di condurvi fino a questo punto, e introduco l’argomento del giorno: sanità! Ahia, tema scottante; soprattutto per chi ha a che fare con le aziende ospedaliere per vincoli lavorativi o farmacologici sta particolarmente a cuore questa discussione.
Ci sarebbe la questione delle infrastrutture di degenza, della leggerezza di certi medici ed infermieri e anche di problematiche etiche legate alla biogenetica. Converrete che dopo aver letto il titolo ed il sottotitoli sfoggiati in homepage, lo sproloquio risulta bislacco e totalmente fuori luogo, beh, avete pienamente ragione; i videogiochi dopotutto preferiscono fare del sarcasmo e parodiare gli aspetti della vita quotidiana, piuttosto che analizzarli a fondo nella loro amara e sconsolata veridicità.
Dr. Mario alla fine della fiera non si prende nemmeno giuoco del sistema sanitario giapponese, né tantomeno della classe lavoratrice con diploma e laurea in branchie scientifiche, eppure suscita del riso, spontaneo e sottile nella sua manifestazione. Il look colorato della presentazione elide qualsiasi qualunquismo e coinvolge il giocatore in un clima divertito, ma più a fondo il fan Nintendo non può che abbozzare una finissima risata al pensiero del nuovo impiego dello sturatubi/salvatore del mondo made in Kyoto. Ne esce una prima celebrazione nell’eclettismo di Myamoto nel plasmare i mondi e le situazioni del buon Mario ad esigenze di gameplay, perché la genuinità giocabile e la valida originalità da sempre sono costituenti del sublime stile Nintendo.
Dr. Mario può essere interpretato come l’ennesimo colpo di mano della grande N di propagandare una propria IP inedita grazie alla sua mascotte, in modo non dissimile dal ruolo arbitrale svolto in Punch Out o in Tennis, Pinball…, tutti titoli dell’era NES. Mi permetto di giudicare questa teoria come erronea, dato che l’eroe italo-americano in questo caso non è una mera comparsa, ma estende il proprio stile burlone ed ironico a tutto il gioco, che assume di conseguenza connotati scemi e disimpegnati. Da questa burlona operazione ne deriva un prodotto assuefacente e creativo, che prova ad inserire in un contesto fantasioso la rigida algebra di Tetris.
La voglia da parte della società nipponica di emergere in un contesto espressivo internazionale con una prorompente briosità e fantasia va a collidere in questo caso con la rigidità socialista russa. Pajitinov, però, illustre paparino di Tetris, si era staccato dalla madrepatria e aveva iniziato un gustoso sodalizio con Nintendo: le sue idee, slegate dal contesto geo-politico, ottennero validità tra il fermento culturale insito fra le mura squadrate del quartier generale in Kyoto: per questa volta, però, l’ingegnere sovietico si mantiene lontano dallo sviluppo di Dr. Mario, che risulta di fatto una produzione totalmente realizzata da EAD/Nintendo R&D1(una branchia di Intelligent System), ennesimo colpo di genio di un Miyamoto all’apice creativo.
Dr. Mario non fu solo il primo puzzle game di successo realizzato da Nintendo, ma anche un titolo fondamentale all’interno della line up del NES; la sua uscita nel 1990, a ridosso del lancio del Super Nintendo, sancì un nuovo “boost” nelle vendite e nella popolarità dell’8 bit. Il gioco ebbe successo in ogni parte del mondo e fu particolarmente promosso da Nintendo, che vedeva in questa variante del “pozzo verticale” una grandiosa opportunità di successo, anche grazie alla mirabolante popolarità assunta solo un anno prima da Tetris. Sommando a questo il discorso svolto nel paragrafo precedente otterrete un sunto dell’importanza ideologica assunta da un titolo del genere, che in un certo qual modo supera la sua validità ludica. Il progetto di cui il titolo si fa fautore è indubbiamente interessante: donare vita e veridicità ai “blocchetti”, far trasparire la loro vena bastarda e duale cromaticamente. Nintendo però non vuole caricare eccessivamente il prodotto e lo riconduce a una esperienza arcade, “easy to play”, semplificando lo stile grafico; ciononostante le cromie impiegate nel capostipite su NES sono valide ed appaganti tutt’oggi, rimaste invariate nei successivi remake, avvicendatesi negli anni.
Un pozzo, un idraulico in camice da chirurgo, una schermaglia di virus e pillole bicolori: così si presenta Dr. Mario al primo sguardo sul terreno di gioco. Un look tendenzialmente spartano, ma chiaro ed efficace: non abbandona le forme geometriche di Tetris, ma le addolcisce e le valorizza con una interessante cromia. Al di là del mero comparto tecnico, il gameplay in sé è piuttosto affascinante: in numero variabile a seconda del livello di difficoltà si presentano all’interno del pozzo alcuni virus (la loro quantità è determinata dalla seguente equazione matematica: n° virus=(livello di gioco+1)*4), il cui colore varia in modo casuale; il nostro prode dottore estrae di volta in volta dalla sua magica valigetta alcune pillole anch’esse di colore variabile (giallo, blu o rosso), composte di due parti a cui corrisponde una certa cromia secondo opportune combinazioni (ad esempio: giallo ad una estremità, rosso ad un'altra; può comunque capitare che una pillola possieda una uniforme colorazione). Allineando quattro “parti di pillola” o virus del medesimo colore del virus sia in linea orizzontale che verticale si assiste alla scomparsa dell’infido batterio; scopo ultimo del gioco è quindi eliminare ogni opposizione all’interno del quadro, evitando al tempo stesso una sovrapposizione di pillole che porterebbe al totale riempimento del pozzo con conseguente “Game Over”.
La maledizione del tradurre a parole delle meccaniche che in realtà sono banali ed elementari si ripropone anche questa volta… Circa la difficoltà di gioco possiamo dire che è ben bilanciata e oscilla tra un livello zero con quattro “virus” da sterminare ed un livello venti con ottantaquattro batteri da sgominare; la velocità di gioco, impostabile dal giocatore prima di calarsi nel “pozzo”, permette un più comodo livellamento della difficoltà e ciò consente un livello di frustrazione minore rispetto a Tetris, ma anche una sfida più consona alla situazione e alle proprie capacità. Ora che abbiamo fissato le basi del gameplay, le comunanze con i puzzle game del periodo, l’importanza “storica” e il comparto tecnico del titolo passiamo ad una disamina approfondita di buona parte delle versioni in commercio.
Dr. Mario-Nintendo Entertainment System-1990
Il precedente discorso si è mantenuto per lunghi periodi sul vago, ma in realtà le righe precedenti le abbiamo formulate con ben in mente questa prima versione per l’8 bit Nintendo. In realtà i prodotti appartenenti al brand usciti negli anni a seguire non hanno mai rivoluzionato la formula originaria, ma la hanno perfezionata sotto il profilo estetico ed acustico, andando a sfruttare le precise potenzialità dell’hardware su cui giravano. Per il resto Dr Mario su NES era già un prodotto maturo, che si inseriva nel boom scatenato da Tetris e ne esaminava le più recondite potenzialità. Graficamente rimane tutt’ora squisito, in particolare circa le scelte cromatiche e le animazioni (le smorfie dei virus in basso a sinistra generano ilarità in chiunque). Il comparto audio, di una orecchiabilità disarmante e di una ricercatezza sublime, che trascende i limiti tecnologici dell’hardware a 8 bit, è opera di Hirokazu "Hip" Tanaka, compositore in Nintendo da tempo immemore e curatore del sonoro di moltissimi prodotti Nintendo per NES.
Il comparto audio, di una orecchiabilità disarmante e di una ricercatezza sublime, che trascende i limiti tecnologici dell’hardware a 8 bit, è opera di Hirokazu "Hip" Tanaka, compositore in Nintendo da tempo immemore e curatore del sonoro di moltissimi prodotti Nintendo per NES. Le sue influenze reggae e la profonda ammirazioni per musicista come i Beatles e Simon and Garfunkel collimano nell’Ost di Dr Mario, una delle sue colonne sonore più riuscite: lo stile melodioso e incalzante è un marchio di fabbrica per le avventure in camice dell’idraulico, ma sovente la musica tende a prendersi pause piuttosto pensose, per poi esplodere nuovamente con grande vivacità. Una intro spensierata anticipa una veloce e serrata schermata di selezione della difficoltà; in sottofondo al gioco vero e proprio si può ascoltare “Fever” (la più orecchiabile tra le musiche del titolo) o “Chill” (basata quasi interamente su sonorità metalliche). La schermata di Game Over è accompagnata da una melodia piuttosto spettrale, che, però, spreme a fondo il chip sonoro del NES, mentre a celebrare la conclusione di uno stage ci pensa una melodia breve e piuttosto anonima…
Dr. Mario-Game Boy-1990
Nessun favoritismo: la versione Game Boy di Dr. Mario uscì sugli scaffali il 27 Luglio 1990, il medesimo giorno di quella per NES. Identiche sotto il profilo contenutistico, quella per il portatile Nintendo soffre non poco dello schermo monocromatico e confonde le idee al giocatore circa la meccanica del colore, così importante nella versione casalinga. Le colorazioni di pillole e virus sono ora pensate secondo una palette monocromatica, le ridotte capacità hardware inoltre rendono troppo sfuggente la distinzione tra virus e pillola. La velocità di gioco è di molto minore a quella della versione per NES e questo ingarbuglia un tantino la faccenda; il sonoro, invece, subisce un numero consistente di tagli (pessima scelta quella di eliminare la intro) e rimaneggiamenti, sebbene la qualità generale rimane in ogni caso elevata.
Variazioni e tagli causati dalle ridotte capacità hardware e dalla giovinezza della console hanno portato una conversione misera sotto il profilo tecnologico, ma che preserva intatte le virtù del gameplay. Consigliata, ma con diverse riserve…
Tetris & Dr. Mario-Super Nintendo-1994
Il grande successo al botteghino di Dr. Mario su NES e Game Boy, secondo solo a Tetris in campo puzzle game, convinse Nintendo a proseguire nella promozione dell’IP. Questa succosa collection in realtà ha più un valore ideologico, che video ludico: accostare un titolo come Dr. Mario a IL puzzle game, Tetris, fu una grandissima conquista per il titolo Nintendo. Oltretutto il puzzle game russo in questa versione appare un tantino scialbo se confrontato a Dr. Mario. L’idraulico in camice sul 16 bit si presenta in ottima forma e non con una semplice riproposizione dell’originale: l’occasione di questa collection permise ai ragazzi di Nintendo di migliorare la colorazione ed aggiungere tutta una serie di sfavillanti effetti grafici, ma anche di remixare le tracce del gioco e gli effetti sonori, in grado di donare nuova vitalità ai vecchi brani.
L’aggiunta di una modalità “vs CPU” è la ciliegina sulla torta, dato che l’IA mette duramente alla prova il giocatore, costretto a pensare a dove piazzare quella dannata pillola in una frazione di secondo. A suggellare l’operazione, che fortunatamente va oltre la mera commercialata, ci pensa una modalità “Mixed Play”, che mette in opposizione due concorrenti in sfide ad entrambi i titoli. Forte anche di una conversione un po’ banalotta di Tetris, Dr. Mario risplende luminoso all’interno di questo pacchetto e se ci pensiamo attentamente l’importanza del titolo di Pajitinov è soltanto nominale, mentre quella di Dr. Mario è scalfita nella roccia del monumento al gameplay.
Dr. Mario 64-Nintendo 64-2001
Piuttosto inattesa la versione per il 64 bit del puzzle game in esame, la quale approdò sul mercato agli albori del nuovo millennio. Dr. Mario 64 non veicola solo un ovvio restyling grafico, tenta, abbozza perlomeno, una modifica nel gameplay. Lo stile grafico, che appare piuttosto pulito tanto nei menù, quanto nel gioco vero e proprio: Nintendo scelse di impiegare un comparto bidimensionale, sebbene qua e là fanno capolino dei modelli in tre dimensioni, gestiti con eleganza dall’hardware della console.
I filmati che impreziosiscono la modalità “Story”, in particolare, presentano fondali tridimensionali, ma personaggi in due dimensioni, appiccicati su grezzi foglietti di carta, in un effetto che ricorda molto Paper Mario. Già, a corredo della semplice modalità “Classic” vi è uno story mode, che sfrutta la rivalità tra il nostro dottore e Wario, in un alterco piuttosto folle, dal sapore contornistico, che elide ogni sviluppo serioso. Il rinnovamento che sottendo lo Story Mode (in realtà non si tratta di una piccola rivoluzione, ma di un adeguamento alla formula proposta da un gran numero di puzzle game del periodo) si espande anche in altre modalità di gioco, come ad esempio quella multiplayer: se fino al capitolo per SNES in una partita a più giocatori c’era sempre Mario a "dirigere" i lavori, con questa versione è possibile scegliere ben quindici character da impersonare, dopo averli sbloccati nello Story Mode: oltre a Mario e Wario, i restanti 13 personaggi derivano in toto da Wario Land 3, uscito nel 2000 per Game Boy Color. Tra l’altro il multiplayer è esteso a quattro partecipanti, rendendo le sfide tra amici indiavolate ed estremamente coinvolgenti. Più in generale il gameplay rimane immutato secondo la concezione del “suolo sacro e inviolabile”, ma dopotutto va bene così, perché anche in questa incarnazione sessantaquattrobittiana Dr. Mario diverte e coinvolge. L’appunto finale è riservato al comparto sonoro, il quale, come di consueto per produzioni che si distaccano notevolmente a livello temporale dal predecessore, propone brani remix degli originali, tutti piuttosto riusciti, più due inedite musiche a corredo delle arcinote “Fever” e “Chill”, denominate “Cube” e “Que Que”, anch’esse riuscite nel complesso, sebbene prive dell’importanza, oserei dire mitica, dei due temi originali.
Nintendo Puzzle Collection-Gamecube-2003
Frutto di una stretta collaborazione tra Nintendo Software Tecnology (distaccamento americano di Nintendo, autore di Wave Race Bluestorm e Mario vs Donkey Kong) e Intelligent System, questa collection giunse nel solo territorio nipponico su Gamecube. Essa comprende Dr. Mario, Yoshi’s Cookie e Panel de Pon e tra le feature più interessanti presenta un buon uso della connettività tra Gamecube e Game Boy Advance. Soffermandoci sulla versione contenuta del puzzle game con protagonista un Mario dottore, asseriamo brevemente che si tratta di un porting diretto di Dr. Mario 64 in versione statunitense, dato che l’episodio per Nintendo 64 in Giappone non ci era mai arrivato…
Dr. Mario (NES Classic)-Game Boy Advance-2005
Trattandosi di rifacimenti celebrativi, i titoli contenuti nella collana NES Classic/Famicom Mini sono sostanzialmente delle versioni povere di extra, limitandosi in più di un caso a soli miglioramenti visivi al fine di adattare al meglio il prodotto originale su Game Boy Advance. In quanto cardine della politica NES, Dr. Mario fu inserito tra le glorie meritevoli di essere convertite e giocate nuovamente: sia in Giappone che in Europa il prodotto fece parte di una seconda ondata di titoli, giunta nel Vecchio Continente nel Gennaio del 2005.
Il porting è piuttosto riuscito e non si rilevano magagne troppo evidenti; i pregi rispetto alla versione NES sono relativamente pochi, ma merita sicuramente di essere ricordato il supporto al wireless adaptor distribuito in Europa insieme a Pokèmon Rosso Fuoco e Pokèmon Verde Foglia; in generale tutti i titoli facente parte di questa seconda infornata di titoli (oltre al geniale puzzle game, trovarono posto sugli scaffali Metroid, Castlevania e The legend of Zelda II) supportavano l’adattatore wireless, ma data la natura single player di questi ultimi, il giubilo di questo inserimento tra le opzioni di gioco si restringe al solo puzzle game coi baffi.
Dr. Mario & Puzzle League-Game Boy Advance-2005
Questa terza collection in cui Dr. Mario è presente si riduce ad una mera e sciocca apparizione commerciale: il lancio del Game Boy Micro costrinse Nintendo a fingere di voler supportare ancora in modo serio il portatile a 32 bit, sebbene contemporaneamente Nintendo DS mieteva consensi in tutto il mondo sia tra la critica che tra il grande pubblico. Oltre al nome e al collaudato divertimento che i due titolo sanno generare c’è poco altro.
Puzzle League è piuttosto anonimo, complice una serie di fondali neutri e piatti (fortuna che Intelligent System corse ai ripari con una meravigliosa versione per Nintendo DS), mentre Dr. Mario si avvicina in maniera piuttosto esplicita all’episodio per Nintendo 64, almeno sotto il profilo grafico.
Dr. Mario & Bacteria Extermination-Wii-2008
Nonostante la nostra materia sia essenzialmente il retrogame, la redazione di Retroclub cerca sempre di far coincidere determinati articoli con l’attualità videoludica. Questo asserto vale anche per il qui presente Dr. Mario, che qualche mese fa ha potuto godere di una terza versione per Wii, dopo quelle per NES e Nintendo 64. Ma non è tutto, dato che il titolo sviluppato da Arika (già responsabili del melanconico ed incantato Endless Ocean/Forever Blue, sempre per l’ultima piattaforma Nintendo) ha vivamente partecipato al lancio giapponese del servizio di digital delivery denominato Wiiware. Grafica nuova, modalità inedite ed ennesimi remix dei brani celebri della serie: Dr. Mario & Bacteria Extermination è un grandioso adattamento delle meccaniche di gioco del ’90 agli standard visivi e ludici attuali. La schermata iniziale è già di per sé un manifesto dello stile con cui è confezionato il prodotto: domina il colore bianco, cromia predominante nei recenti esperimenti “touch generation!” di Nintendo, ma anche i virus ed il nostro illustre dottore hanno subito un restyling poligonale, mentre la vecchia melodia iniziale risuona arricchita da affascinanti schiocchi di dita, replicati con grande senso del ritmo dai nostri cari batteri, innocenti, ma al tempo stesso bastardi come gli infanti di “South Park”… Il gioco consta di due modalità principali: la prima non è altro che la riproposizione del gameplay della serie giocabile mediante il wiimote o il Classic Controller appoggiandosi alla croce direzionale; una seconda, sviluppata per l’occasione, verte sulle capacità di puntamento del controller della console. Corpose serie di pillole cadranno senza sosta dall’alto in modo non dissimile da Puzzle League, il giocatore dovrà acchiapparle ed indirizzarle nella giusta posizione al fine di eliminare i virus. Tutto sembra piuttosto originale e divertente, soprattutto se affrontato in compagnia di quattro amici, siano essi stravaccati sul vostro comodo divano o si trovino nelle sperdute montagne dell’Himalaya. Già perché il titolo oltre ad un multiplayer locale sfrutta in maniera massiccia la Wifi Connection per sfide emozionanti online: ironia della sorte, siamo partiti su NES con un faccia a faccia con le nostre potenzialità ed ora ci troviamo a misurarci costantemente con avversari da tutto il mondo. I tempi e le tecnologie cambiano ragazzi miei, ma la giocabilità solida e inossidabile rimane e non sbiadisce mai…
Nintendo ha fatto scuola nel genere dei puzzle game e con facondia ed invettiva ha esplorato le derive più recondite: Picross, Panel de Pon, Puzzloop, Kirby's Avalanche, Kuru Kuru Kurin, Polarium, Wario’s Woods e Yoshi’s Cookie. Una carriera piuttosto prolissa e generosa, che ha trovato terreno fertile nella democratizzazione del videogioco portata avanti con solerzia dal Nintendo DS, sul quale si sono avvicendati con notevole successo riusciti revival di vecchi “spremi meningi” Nintendo; la stessa serie Brain Training è la più elevata rappresentazione odierna di quella voglia di trasmutare il prodotto ludico in qualcosa di remunerativo per il giocatore. Il Dottor Kawashima adotta un approccio matematista alla faccenda e attribuisce ai numeri quella gioiosa fruizione tipica del videogioco; Dr. Mario, invece, è puro ludus ed infantil stupore, evita “score” troppo appariscenti per presentare la tipica assuefazione da puzzle game, quella dipendenza da “ancora una partita” che ti impedisce di alzare le chiappe dal pensatoio o dal sedile del bus/tram. E’ quindi pura formalità a questo punto premiare con tutti gli onori il riuscito puzzle Nintendo, che ancora oggi incanta e stupisce con le sue rigide regole algebriche, ma anche con tutta la sua cordiale genuinità ed affabile bonarietà. Il Mario dottore è ora come ora un vecchietto arzillo, dalla solida esperienza, ma dalla puerile affabilità: un vecchietto che tutt’ora è capace di amministrare la propria professione, sebbene si limiti a misurate consulenze nel suo studiolo. Ma soprattutto, lo sturatubi in camice e sfigmomanometro non chiede un compenso eccessivo e questa è la cosa importante…