Per un'industria che matura sempre di più, che va sempre più specializzandosi, che forma addetti ai lavori specifici per essa, il ruolo del compositore di musiche per videogame, beh, è un mestiere molto importante. Perchè non basta conoscere nei dettagli note, spartiti, sonorità, strumentazioni, ma è obbligatorio armonizzare il tutto allo svolgersi del gameplay, agli estetismi grafici, a un imperativo di servilismo al gioco. Solo così si inciderà maggiormente il messaggio nelle menti dei giocatori.
VgNetwork ha ben pensato di trattare in maniera precisa alcune grandi colonne sonore dei videogame, sempre ponendole in relazione con il titolo in questione: trattasi di grandi pezzi di musica sinfonica, funky, techno, metal, ecc..., capaci di farsi valere anche al di fuori del contesto videoludico.
Vi auguriamo buona lettura e, perchè no, buon ascolto!
Difficile affezionarsi a Final Fantasy Crystal Chronicles. Il capostipite della serie Square Enix, quell’action RPG che oltre a sciogliere i nodi di un rapporto teso tra Nintendo e la casa di Final Fantasy doveva anche aprire nuove vie al collegamento Gamecube-Game Boy Advance. Inutile dire che dopo essersi premuniti di un certo numero di cavi di collegamento, di aver implorato due o tre amici possessori di GBA a spendere qualche ora della loro vita di fronte a un giochino di poche pretese, l'eccitazione scema completamente. Poi si rimpacchetta tutto e si lascia la confezione a marcire per i mesi a venire.
Dell’impasto videoludico si salva solo un comparto tecnico d’eccellenza, sfumato e fanciullesco, tale da tratteggiare ambienti fiabeschi, radure incontaminate, ruscelli cristallini e cristalli trasparenti. E con esso un comparto sonoro di grande prestigio.
Il Medioevo è tra noi
L’audio di Final Fantasy Crystal Chronicles è stato curato da Kumi Tanioka, compositrice trenta senne responsabile di larga parte della serie Final Fantasy Crystal Chronicles (inclusi i capitoli più recenti) e di Final Fantasy XI. Rispetto ai suoni di Nobuo Uematsu, responsabile della serie principale, la Tanioka sfiora appena i tasti del pianoforte producendosi in suoni ben più lievi. Non c’è per fortuna lo sfarzo e la imponente pressione di un Final Fantasy VII, ma un richiamo a suoni deboli e infantili. Il plot stesso parla di fanciulli alle prese con il sempiterno compito di salvare il mondo.
E a caratterizzare il design sonoro ci pensa quel tratto europeo che fa capolino proprio grazie alla colonna sonora. Tra flauti, poderose schitarrate (sono i liuti) e tamburi di contrada pare di trovarsi nel Medioevo europeo, anziché in un mondo squisitamente nipponico. Tutto ciò è ben condensato nel brano Caravan Crossroads e in Setting Out.
I “vecchi strumenti” del repertorio cavalleresco europeo ritornano anche in Clouds reflected on the River, molleggiato tema dal carattere estremamente pacifico. E come dimenticare la rilassata The Water of Life, summa di un approccio onirico dato al gioco: flauti traversi e rari pizzicare di corde concorrono a regalare tale sensazione.
E infine come dimenticare l’ottima Kaze no Ne che accompagna il filmato introduttivo in CG: cantata dalla giapponese Yae, racconta dell’incredibile viaggio che i quattro protagonisti stanno per intraprendere. Nel Compact Disc è inserita anche la versione inglese dell’intro, tradotta e performata da Donna Burke, cantante australiana da tempo residente in Giappone e voce di molte colonne sonore video ludiche (ultima il tema Heavens Divide di Metal Gear Solid Peace Walker).
Le edizioni Compact Disc

| L’ost di Final Fantasy Crystal Chronicles uscì in Giappone nell’Agosto 2003, a pochi mesi dall’uscita del videogioco. Spalmata su 2 CD essa offre tutte le musiche pensate dalla Tanioka per il debutto su Gamecube del franchise. Discorso differente per quanto riguarda la pubblicazione occidentale, quella da noi presa in considerazione. Rilasciata in concomitanza con l’uscita sugli scaffali del mini DVD (Primavera 2004) essa contiene solo un CD e sei miseri brani. Un misero sample della cura e ricerca profusa dalla compositrice nell’audio di gioco. La particolarità è che quest’ultima non fu venduta nei consueti negozi di dischi o in store online, ma in certi Stati regalata come preorder, in altri legata a particolari punti vendita (in Italia alla catena Mediaworld) e infine inserita tra i premi dello Star Catalogo. Questo comporta una certa rarità del disco audio, anche se all’appassionato consigliamo la più completa versione nipponica.
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