Leggi l'articolo
Speciale

Sounds of The Games: Jet Set Radio


  Scritto da: Nicolò "Cocò" Pellegatta | Data: 2010-03-11

Grindiamo sulle note beat di Jet Set Radio

Per un'industria che matura sempre di più, che va sempre più specializzandosi, che forma addetti ai lavori specifici per essa, il ruolo del compositore di musiche per videogame, beh, è un mestiere molto importante. Perchè non basta conoscere nei dettagli note, spartiti, sonorità, strumentazioni, ma è obbligatorio armonizzare il tutto allo svolgersi del gameplay, agli estetismi grafici, a un imperativo di servilismo al gioco. Solo così si inciderà maggiormente il messaggio nelle menti dei giocatori.
VgNetwork ha ben pensato di trattare in maniera precisa alcune grandi colonne sonore dei videogame, sempre ponendole in relazione con il titolo in questione: trattasi di grandi pezzi di musica sinfonica, funky, techno, metal, ecc..., capaci di farsi valere anche al di fuori del contesto videoludico.
Vi auguriamo buona lettura e, perchè no, buon ascolto!
 
Suoni tecnici, melodie forsennate, campionamenti sperimentali. La Tokyo che Jet Set Radio dipinge è così atipica, instabile, frammentaria, e il comparto sonoro riflette un desiderio di imporsi, di annichilire la mente del giocatore con ritmi molto ricercati, atipici in qualsiasi contesto. L'urbanistica del titolo per Dreamcast sviluppato da Smilebit si fa carico di una volizione totalizzante, estendere cioè quella mentalità underground, otaku, new age (espressa da serie di culto quali GTO o Full Metal Panic Fumoffu), a tutto il contesto tokyonense. Jet Set Radio, quando uscì nel 2000, incantò il pubblico e la critica proprio per questa sua surreale visione della Tokyo contemporanea, mutata nelle sue formazioni socio-culturali attraverso un comparto grafico dotato di una personalità eccezionale, talmente invasivo da apparire anarchico: in effetti, è proprio in questo videogioco che possiamo cogliere tutti quei mutamenti nell'arte, nella moda, nella cultura cui si accennava in precedenza. L'attitudine cool dei protagonisti (di cui il principale prende proprio il nome di Beat) si esibisce in un illimitato desiderio di libertà rivendicato dai giovani nei confronti delle precise gerarchie della società nipponica: essi si aggirano per la città realizzando graffiti sui muri e lottando tanto con le gang rivali quanto con la spietata polizia. Ma è lapalissiano il fatto che pretendono molto di più che combattere l'autoritarismo e la repressione poliziesco: si battono, invero, per una maggiore libertà di pensiero, per un nuovo concetto di spazialità, per riappropriasi di spazi che altrimenti conoscerebbero degrado e amorfia. Mentale e relazionale ovviamente. Jet Set Radio è il primo videogame che valorizza la metropoli come luogo di dinamicità concettuale, come fonte inesauribile di energia, che deve assolutamente sfuggire alle maglie di una persecuzione poliziesca: una riflessione assai affascinante, che si imporrà nel mondo sportivo con la disciplina del parkour e in quello digitale con il Mirror's Edge di DICE.
 
Una estetica frizzante
 
La colonna sonora di tale straordinario titolo si nutre della indefessa collaborazione di molti artisti della scena techno-rock nipponica. A braccetto con una visione grafica acidula, smussata dal tratto cartoon (merito di un cel shading che poi farà scuola, non già in Zelda Wind Waker e poi Okami, ma in quel filone otaku di Viewtiful Joe e No More Heroes), la colonna sonora è varia, sperimentale, aperta al dibattito, disponibile a molteplici influenze. Tra gli artisti spicca (almeno per quantità) l'impronta di Hideki Naganuma, classe 1972, artista particolarmente presente all'interno delle produzioni Sega (curerà l'audio di Jet set Radio Future, per poi dedicarsi a Sonic Rush e a Super Monkey Ball Banana Blitz). L'ispirazione gli è venuta a partire “dal funky, dai morbidi personaggi e dalle immagini del mondo di Jet set Radio”: la sua modalità di composizione si è avvalsa di un approccio multilivello, partendo da una base, aggiungendo poi il ritmo, “la partitura del basso, i riff di chitarra, ecc...” e infine la voce. Ne deriva difatti una gran confusione, tant'è che “in molti casi la musica finale di uno stage differiva dal concept originale”, proprio perchè “quando ascolto la voce o il sample musicale a volte ho una idea circa l'immagine che si vuole trasmettere attraverso la musica”.  La sua estetica lo porta a dedicarsi a una ricerca di commistione tra generi, che poi è (implicitamente o meno) uno dei cardini del j-pop: la parte migliore del lavoro di compositore per videogiochi consiste nel fatto che “le persone in tutto il mondo – aggiunge infine Naganuma – possono udire la mia musica e io posso creare musica per generi molto diversi. Quando il sonoro associa un personaggio, una visione del mondo o una rappresentazione, lo charm dovrebbe raddoppiare il potere della musica”. Il caos come flusso continuo, inarrestabile somma di commistioni e suggestioni, è ben formulato dal tema principale “Let Mom Sleep”, mentre “Humming The Bassline” e “That's Enough”, accompagnando due sessioni di gameplay, si divertono a imbastire nuovi arrangiamenti sopra una semplice base, una serie di sorde note che si rincorrono schivando fasi rap, melodiche, ecc... (il significato di bassline nel gergo musicale è fin troppo esplicito). Brani come “Sneakman” e “Moody's Shuffle”, invece, rendono con estrema professionalità un susseguirsi di acrobazie sui pattini, una idea di attraversamento del traffico cittadino, come sottolineato da quelle frasacce che si insinuano nel testo musicale della prima (del tipo “What's Going On”, rielaborate come uno scratch) o dalle sonorità cavernose della seconda. Cambia registro la calda e dolce “Sweet Soul Brother”, manifesto di una pur sempre estetica kawaii, dolce e soffice come un peluche di Hello Kitty, che si fa largo anche tra l'acidulo mondo di Jet Set Radio e il suo emblematico graffitismo dalle linee taglienti (ma dalle vive tonalità, dopotutto). Ancora diverso appare il brano “Rock It On”, improntato a spaccare, frantumare la rigida società, prendere ciascun individuo per le manina e invogliarlo a trascorrere in modo nuovo, sollevato, il vivere cittadino. Bizzarra lo è “Grace & Glory” che suggella il messaggio del gioco: con un fare da tenore eleva lo scontro finale in frequenza quasi parodica, acuendo il senso di responsabilità del giocatore: è il più chiaro manifesto di una colonna sonora che rispetta profondamente le linee di gameplay del titolo, giovandosi al contempo nel modo più esplicito possibile del forte sperimentalismo che sottende il titolo Smilebit.
 
Tutti insieme appassionatamente!

Nagaguma è assunto come compositore principale della colonna sonora di Jet Set Radio perchè da una direzione generale circa il comparto audio, ne fissa i caratteri sperimentali, li elabora in tonalità impostate tali da rispettare il prevalere dell'ambito ludico su video e sonoro: Sega, però, ha invitato altri artisti a presenziare al suo titolo per Dreamcast, i quali hanno elaborato delle sonorità molto interessanti, buona parte di queste anche cantate: sono artisti sconosciuti ai più, che si cibano delle commistioni audiovisive della metropoli di Tokyo, come i Reps (“Bout of the city”), i Castle Logical (“Mischievous Boy”), gli F-Fields (“Yellow Dream”), i Toronto (“Electric Tooth Brush”) e i B.B. Rights (“Funky Radio”). Oltre a questi si legge il nome del prestigioso compositore di musiche per videogame Richard Jacques (Daytona USA, Mass Effect, The Club, Super Smash Bros Brawl, Sega Superstars Tennis, Outrun 2 e molte altre), il quale si è ritagliato un cameo in Jet Set Radio firmando la squisita “Everybody Jump Around”, molto vicina per concezione alla Sneakman di Nagaguma, imperniata sull'anelito dell'everybody jump around, un tendere a una coesione sociale e culturale interclassista che la stragrande maggioranza dei tokyonensi pare respingere con forza.
 
L'edizione Compact Disc 

Dopo aver scorrazzato per le strade di una Tokyo riletta attraverso una mentalità ben precisa e ben codificata (anche grazie all'instancabile impulso di Smilebit), abbiamo desiderato approfondire le tematiche audio di tale prodotto: la presenza di sonorità assai ricercate, nonché i molti brani cantati (o quasi) ci hanno indotto a mettere le manacce sulla “Jet Set Radio Original Sound Tracks”, pubblicata da Miya Records nel Febbraio del 2001. La versione è quella nipponica d'importazione: essa presenta soltanto le tracce accluse alla prima edizione del gioco, laddove nell'approdo in Occidente si aggiunsero alcuni brani su licenza dal vago sapore metal (tali integrazioni furono offerte ai giocatori dagli occhi a mandorla nel ricercato De la Jet Set Radio). Trovate una serie di fotografie di tale pubblicazione all'interno della gallery: nella confezione un booklet a colori e una manciata di artwork del gioco; nel cd tre bonus track assai modeste, dalla brevissima durata (meno di 10 secondi ciascheduna) riproducenti alcuni effetti sonori cittadini, già uditi sul palcoscenico ludico. A stupire in positivo, però, ci pensano i contenuti multimediali scaricabili sul proprio computer: una calendarietto ormai fuori corso (a meno che non abbiate intenzione di settare la vostra macchina del tempo nell'Anno Domini 2001), una manciata di artwork ritraenti una maliziosa Gum, alcuni effetti sonori del gioco e un divertentissimo modello di carta (in PDF) da piegare. A stupire l'archeologo videoludico che è in noi ci pensa un video proposto senza preamboli, nominato laconicamente “JET_USA”: lo uploadiamo volentieri sul nostro canale Youtube, non trovando specifici riferimenti altrove. Trattasi di una demo tecnica (un audiovisivo di presentazione) realizzata da Smilebit per mostrare le aggiunte all'edizione occidentale del titolo, una serie di livelli che abbandonano l'ambientazione nipponica per abbracciare una metropoli americana, con i suoi palazzi marroni, le sue anonime pubblicità, il suo efferato patriottismo. Come personaggi troviamo Gum e Beat, cui se ne aggiungono alcuni inediti, dal design cupo (emo?) e rapper (hip-hop?).
Guarda la gallery
Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  
Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  
Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  Sounds of The Games: Jet Set Radio  

Stay Tuned on VGNetwork.it


 
Guarda la gallery
Sounds of The Games: Jet Set Radio   Sounds of The Games: Jet Set Radio   
Sounds of The Games: Jet Set Radio   Sounds of The Games: Jet Set Radio   
Sounds of The Games: Jet Set Radio   Sounds of The Games: Jet Set Radio   
Sounds of The Games: Jet Set Radio   Sounds of The Games: Jet Set Radio   
Sounds of The Games: Jet Set Radio   Sounds of The Games: Jet Set Radio   
Sounds of The Games: Jet Set Radio   
 
Iscriviti al Feed RSS di VGNetwork.it  Accedi al canale YouTube di VGNetwork.it  VGNetwork e' anche su Facebook!  VGNetwork e' anche su Twitter!  Segui VGNetwork su FriendFeed!  Segui VGNetwork su FeedBurner!
x

VGNetwork su Facebook