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Street Fighter: oltre il videogame


  Scritto da: Nicolò "Cocò" Pellegatta | Data: 2010-06-03

Street Fighter oltre che picchiaduro è fenomeno di costume: scopriamo insieme film e gadgets prodotti su questa licenza

I vari episodi della serie di Street Fighter, in particolare il secondo capitolo, diedero vita a un vero e proprio fenomeno di costume. I teenager facevano la fila pur di accaparrarsi l’ultimo prodotto relativo al picchiaduro Capcom, e non parliamo soltanto di videogame. Infatti nel corso degli anni è così che diverse società che operavano al di fuori dell’intrattenimento videoludico chiesero alla casa di Osaka la possibilità di sfruttare i diritti del picchiaduro per la realizzazione di Action Figures, film, serie animate, gadget e cd musicali. La produzione di questi oggetti extra ludici è vasta e sconfinata, e quindi siamo stati costretti a ridurre la trattazione a una manciata di essi (ignorando peraltro merchandise e OAV ispirati a Street Fighter IV, sui quali potete trovare assai facilmente informazioni e curiosità). Quest’oggi dunque ci addentreremo verso i prodotti che hanno saputo al meglio nutrire la fanbase di sostenitori della saga di Street Fighter.

   

Street Fighter II V

La qui presente è una serie animate andata in onda nel 1995 in Giappone sulla YTV. La trama vede Ryu e Ken come protagonisti: grandi amici d’infanzia, i due si rincontrano dopo diversi anni e decidono di migliorare la propria tecnica di combattimento per apprendere quanto più possibile sulle arti marziali: avviano quindi un giro del mondo per perseguire questo obiettivo. In pratica quest’anime tenta di espandere la scarna trama del videogame impreziosendola con numerose avventure, nel corso delle quali conosceremo i vari personaggi che con il loro carisma hanno reso intramontabile Street Fighter II. Ci sarà Guile, marine nell’esercito, Chun Li, simpatica guida turistica cinese, Sagat, ex pugile di Muay Thai e ora incarcerato per colpa della mafia Tailandese, l’impetuoso Fei Long, intento a ripercorre le orme cinematografiche di Bruce Lee e poi Dalshim, Mr. Bison, Cammy e tutti gli altri. In una trentina scarsa di episodi Ken e Ryu affrontano pericoli di ogni genere, imbastendo una storia carica di amicizia, ironia, ma anche rispetto e coraggio, in cui il cattivo ha sempre la peggio, spesso malmenato duramente dai due lottatori.

I temi affrontati sono abbastanza d’attualità e maturi come ad esempio il traffico di droga, la lotta continua tra mafia e polizia e c’è spazio anche per accenni alla politica. Si ravvisa forse una certa mancanza d'originalità di fondo sia a livello di trama, che di tratto grafico, povero di personalità, ma tutto sommato Street Fighter II V rende omaggio allo strepitoso videogame. Un plauso finale alla colonna sonora, che non è di certo memorabile, ma accompagna con la dovuta atmosfera il dipanarsi del viaggio di Ken e Ryu. In ambito sonoro bisogna rendere omaggio al doppiaggio italiano, eccelso se paragonato agli standard odierni!

 

Street Fighter II The animated movie

Per commemorare il successo della serie Street Fighter II, Capcom decise di realizzare ben due lungometraggi, che uscirono entrambi nel 1994. Il primo dedicato  a una utenza prevalentemente occidentale fu quello obbrobrio di Street Fighter The movie, del quale parliamo poco sotto; il secondo, di chiaro spicco nipponico, fu realizzato secondo lo stile anime, infarcito di effetti speciali di grande qualità. Disgustata dalla produzione made in Hollywood, Capcom ha ben pensato di supervisionare lei stessa questa pellicola, aiutata da SONY nel comparto musicale, di eccellente caratura. E proprio in questa produzione vi è la maggior fedeltà alla serie videoludica, coerente alle mosse, background e character design dei personaggi; innumerevoli le citazioni al videogioco, come ad esempio la scritta “Capcom” sulla fiancata di un camion o la presenza di un Akuma dormiente al villaggio indiano (la popolarità del personaggio arrivò con la serie Alpha, da qui solo il cammeo nel suddetto film, basato su Street Fighter II Turbo).

La trama vede ancora una volta M. Bison che attraverso l’organizzazione Shadalaw (evidente storpiatura in fase di adattamento del nome Shadaloo, luogo ove Bison ha il proprio quartier generale) vuole assoldare con le buone, ma anche con le cattive (cattivissime!) i migliori “Street Fighter” del pianeta. Il coraggioso Guile e la tenera Chun Li si schierano contro il malvagio conquistatore, tentando di resistere alle manovre psichiche di Bison. Nel film, però, ci sono tutti i personaggi del videogame, anche se non tutti vantano la medesima importanza; molti di essi appariranno solamente per un breve scontro e poi verranno archiviati per il resto della pellicola. Il film è dedicato a una utenza adulta vista la presenza di notevoli quantità di sangue, un linguaggio ben colorito e una serie di scene dal richiamo erotico (emblematica una scena di Chun Li sotto la doccia, al limite del pornografico!). Sfortunatamente le versioni occidentali possiedono una quantità esagerata di censure all’aspetto violento e sessuale, che infastidiscono un tantino lo spettatore. E proprio di questi tagli è costellata l’edizione presente in Hyper Street Fighter II: the Anniversary Edition per Playstation 2 e Street Fighter Anniversary Collection per Xbox, a cui vanno aggiunti qualche sbavatura nel doppiaggio italiano come la rinomina di Shoryuken in “Pugno del drago”.
Ribadiamo quanto detto in apertura dicendo che questo film è senza dubbio il miglior adattamento cinematografica della serie Capcom, sia per fedeltà al videogioco, che per qualità artistica e sonora.

 

Street Fighter Alpha- The movie

Uscito nel 1999 sulla scia del rinnovato successo infuso alla serie da Street Fighter Alpha 3, la qui presente pellicola in stile anime vede anche in questo caso la presenza di Capcom in fase di sviluppo e produzione. A capo del progetto vi sono infatti Yoshiki Okamoto e Ken Sugayama, designer anche del videogioco; effettivamente la fedeltà ad esso è garantita, ma la regia si spinge oltre le ambizioni ludiche. A dispetto delle precedenti serie animate e degli altri OAV con oggetto Street Fighter, Street Fighter Alpha the movie imposta buona parte dello stile sul senso del drammatico e della distorsione psicologica. La violenza è qui resa in modo esagerato nel suo ribollire di globuli rossi, mentre le manovre combattive e le ferite da combattimento sono realistiche e spiazzanti in grazia anche di una forte accentuazione delle stesse. E’, però, più pressante ed opprimente l’introspezione psicologica, che verte sul conflitto tra bene e male e sul legame di parentela ed amicizia. La regia segue ottimamente tanto i momenti di combattimento, prediligendo e adattandosi magistralmente a una raffinata teoria di alternanza tra campi lunghi e campi brevi, così come ricercando lo status citazionistico grazie ad una predilezione per una tipologia di inquadratura molto vicina al bidimensionale, mentre nell’aspetto più drammatico e coscienzioso si proietta in sfumature e distorsioni cromatiche, tendendo ad uniformare i dettagli sullo schermo, in sottili ed eleganti contrasti.

Fortunatamente la narrazione si prende alcuni spazi più rilassati, per prendere respiro e distendere gli animi: queste parti (brevi in numero, ma consistenti in durata) vedono in primo piano il personaggio di Sakura, ottimamente dettagliata nella sua imberbe adolescenza e travolgente carica emotiva, anche se nasconde un carattere più riflessivo di quanto non si immagini inizialmente. “Perché combattere?” si chiede la dolce Sakura e con lei gli altri protagonisti della vicenda: Ryu, Ken, Gouki (Akuma), Chun Li e Shun. Quest’ultimo è un personaggio pensato apposta per il film e la sua assenza di legami narrativi con la serie videoludica ha permesso un maggior studio circa la sua caratterizzazione: egli si presenta come il fratello di Ryu, giunto in Giappone dal Brasile per incontrarlo in seguito al decesso della madre. Shun è colui che imbastisce la trama, aprendo una serie di tematiche ed enigmi a partire dalla comparsa in lui e nel fratello dell’ ”hado” oscuro, la micidiale ed imprevedibile tecnica che ha trovato sede stabile in Gouki, trasformato a causa di ciò in un demone. Questa lotta contro il male che cerca di prendere il sopravvento assumerà risvolti drammatici, rendendo vivo e fondato il legame tra Ryu e Shun. Il character design si rifà alla serie Alpha ed assume le tendenze giovanili tipiche della serie parallela: ciononostante i disegnatori hanno approfondito ulteriormente il livello di dettaglio dei personaggi, rinvigorendo il realismo e la drammaticità della pellicola.
Street Fighter Alpha The movie segue l’ottima linea fissata da Street Fighter The animated movie e ci aggiunge una consapevole maturità di emozioni e stati d’animo, pur presentando un plot banale e lineare; di ottimo spessore la regia, così come la colonna sonora, raramente intrusiva, ma adeguatamente ispirata.
Una pellicola da vedere, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa…

 

Street Fighter: Alpha Generation

Nel 2005 la stessa Capcom ha realizzato uno spin off del film prodotto nel 1999, incentrato sulle vicende della serie Alpha. Non a caso Street Fighter Alpha Generation vede una lunga introspezione sul passato di Gouki (il nostro Akuma), personaggio di spicco di Street Fighter Alpha, al quale Ryu risulta collegato. Il maestro del lottatore nipponico è stato proprio ucciso da Gouki e per questo Ryu è sulle sue tracce, per scovarlo e sconfiggerlo in combattimento. L’OAV è della durata di quarantacinque minuti e per la sua breve durata non sfoggia chissà che intreccio, rimanendo fisso sul tema della vendetta di Ryu. In un ruolo di secondo piano compaiono anche i personaggi di Ken e Sakura. Il tratto grafico tende molto al realismo, ma rimane più somigliante agli artwork della stessa serie Alpha: concreto, ma non molto dettagliato. Il film è stato prodotto per il mercato americano, per poi essere esportato in Giappone assumendo il titolo di Street Fighter Alpha, quindi il film è disponibile solo in inglese e giapponese. Con grosse probabilità non sarà mai riadattato per il mercato nostrano...

Street Fighter Tribute Album

Di Compact Disc che commemorassero degnamente le gesta dei combattenti di Street Fighter ne sono usciti purtroppo pochi. Un motivo può essere ricondotto al fatto che la qualità dell’OST dei vari capitoli è talmente eccelsa da scoraggiare chiunque dal poterla solamente emulare. Per i quindici anni della serie, Capcom ha deciso di sfatare questo mito realizzando una compilation che racchiudesse delle versioni remixate dei temi che accompagnavano ciascun personaggio presente in Street Fighter II. Le musiche racchiuse all’interno del CD sono davvero favolose, ma anche altrettanto stranianti: partendo dalla semplice base presente all’interno del gioco i vari musicisti la hanno rielaborata, ottenendo dei risultati strepitosi. Altamente sofisticate e complesse, con addirittura alcune parti cantate: notevoli anche i generi musicali esplorati come il rock, il jazz, il melodico, fino a giungere addirittura all’house. Qualora non bastasse il richiamo musicale è necessario, e altamente doveroso, elencare i nomi di alcuni musicisti che han collaborato al progetto, su tutti Yasunori Mitsuda (Chrono Trigger, Xenogears) e Yuzo Koshiro (Street of Rage, Shenmue e Actraiser).

   

 

 

Street Fighter: The movie

Il prodotto extra ludico più famoso inerente al franchise Capcom è molto probabilmente il film di produzione Hollywoodiana del 1994. La pellicola era infarcita di tutto ciò che un’adolescente medio desiderava all’epoca: guerrieri carismatici, cattivi psicopatici e megalomani, graziose donzelle (la cantante Kylie Minogue nelle vesti di Cammy fa la sua porca figura, ma non di certo come attrice!), tecnologie fantascientifiche, dozzinali battute e tanta, tanta azione. Non a caso il regista Steven Souza ha scritturato nel cast Jean Claude Van Damme, protagonista del film nelle vesti del palestratissimo Guile, anche in questo caso caparbio nelle battute basate su volgarità assortite. La regia, così come la recitazione si attesta su medi livelli, ma la demenzialità involontaria di alcune scene diminuisce di netto il valore della pellicola. L’edizione italiana non è malaccio, nonostante una fastidiosa storpiatura del nome di Ryu. La trama vede il malvagio M. Bison intento a cospirare per ottenere uno staterello nel sud asiatico; contro di lui si schierano le truppe alleate del generale Guile. Punto. Nulla di originale a quanto sembra…

Le analogie con il videogioco ci sono, comprese diverse citazione all’iconografia di Street Fighter II, ma diversi elementi sono fuori posto, buona parte dei quali sono davvero di cattivo gusto. Per una inspiegabile necessità diversi personaggi del videogame hanno modificato aspetto e alleanze: Dalshim è un essere umano di origine europea che di lavoro fa lo scienziato, Blanka vede mutato il proprio nome in Charlie per una inspiegabile scelta narrativa, Honda e Balrog sono due operatori televisivi dalla parte della giustizia. Vi è dell’ambiguità anche nei restanti personaggi del film, in particolare combattenti come T. Hawk e Deejay hanno dei ruoli nettamente di secondo piano, quasi a dichiarare una presenza solo per accontentare i fan del videogame. I personaggi riproposti in modo più che sufficiente sono Cammy, Vega e M. Bison e per questo non ci sentiamo di estendere le critiche di qui sopra all’intero cast. Sommariamente, però, Street Fighter The movie è un prodotto osceno, trash e privo di valore artistico, contrariamente alla produzione videoludica. Insulso e insulto!

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