Farewell My Portable Friend - Quarta Puntata

Oggi parliamo di JRPG!Scritto da Guitar Hero, Black Duke, Daghelor, Plutarcoil 18 Marzo 2012
Farewell My Portable Friend - Quarta Puntata Speciale

Eccoci di nuovo al nostro appuntamento domenicale con i grandi successi di PSP, per la nostra quarta e penultima puntata. Dopo aver affrontato il vasto argomento “titoli first party e second party”, senza peraltro averlo esaurito, ora ci concentreremo su un aspetto caratterizzante della line-up PSP: parlo ovviamente dei JRPG, che sono spuntati come funghi nella seconda metà del ciclo vitale della console. Tale tendenza rivela un po' il paradosso di una PSP che è stata molto spinta da Sony (come abbiamo visto nelle scorse puntate), ma che poi ha trovato la sua vera dimensione nelle produzioni di nicchia, principalmente JRPG e in un secondo momento anche visual novels, genere che si è spostato gradualmente da Xbox 360 – che in Giappone è stata per lungo tempo la console degli otaku, con una vasta concentrazione anche di danmaku, tra cui i vari Doponpachi e Deathsmiles – al nostro handheld con qualche uscita anche in Occidente (vedi Hakuoki: Demon of the Fleeting Blossom).Anche in questo caso, sei titoli/serie (sette, contando anche Final Fantasy, di cui abbiamo parlato al nostro primo incontro) non sono sufficienti a riassumere una situazione florida come quella che si è verificata e sta continuando a verificarsi su PSP, che anche nel corso del 2012 vedrà qualche uscita di un certo rilievo, come ad esempio Fate/EXTRA. Dedichiamo, dunque, questa pagina introduttiva ancora una volta alle menzioni d'onore, che sono davvero tante: innanzitutto abbiamo i porting/remake di Square Enix, come Valkyrie Profile: Lenneth, Star Ocean: First Departure e Star Ocean: Second Evolution; proseguendo nell'area delle riproposizioni dobbiamo sicuramente citare Lunar: Silver Star Harmony, i primi due Disgaea, Phantom Brave, Mana Khemia, Tales of Eternia e Breath of Fire III. Anche tra i titoli originali abbiamo tralasciato moltissimo: Z.H.P., i due ClaDun, Kingdom Hearts: Birth By Sleep e Gods Eater Burst ne sono esempi.Citiamo ancora Disgaea Infinite e Corpse Party, che non sono JRPG, bensì visual novels: tale genere è poco conosciuto in Europa e conta appassionati soprattutto fra i JRPGisti.Buona parte di questa corposa line-up è reperibile a prezzi davvero bassi, anche e soprattutto via digital delivery: in tal proposito, è doveroso ricordare un recente price cut che ha portato a soli € 9,99 molti titoli di qualità, tra cui veri capolavori come Ys: The Oath in Felghana. Occasioni da non perdere, tanto per gli appassionati, quanto per i curiosi che non vogliano fare investimenti esosi.TACTICS OGRE: LET US CLING TOGETHERTactics Ogre: Let Us Cling Together (2011)Ormai l'avete capito un po' tutti che Tactics Ogre ci piace da morire: dopo avergli assegnato un sontuoso 9.5 in sede di recensione e averlo scelto come GOTY PSP 2011, non avremmo potuto per nessun motivo al mondo escluderlo da questa carrellata di commiato in onore della prima console portatile di Sony.Fra i tanti pregi di questo titolo possiamo annoverare una trama adulta e dallo svolgimento non lineare che porta la firma del mitico Yasumi Matsuno, un character design fuori parametro curato dal leggendario Akihiko Yoshida e una colonna sonora strepitosa di Iwata e Sakimoto. Nomi che hanno composto quasi vent'anni fa una squadra straordinaria (la Quest Corporation); nel 2010 si sono riuniti e hanno dato nuova vita al loro vecchio tattico, già di suo eccellente, che è stato reso quasi perfetto in questa sua ultima incarnazione su PSP.L'unico rimpianto risiede nel comparto tecnico, che non ha subito modifiche sostanziali rispetto alla prima versione del gioco, che risale ai tempi del Super Nintendo: evidentemente il progetto per Square Enix non era prioritario (a riprova di ciò, il gioco non è stato tradotto in Italiano), quindi il budget a disposizione di Matsuno e soci doveva essere piuttosto limitato. Ciò non gli ha comunque impedito di aggiungere nuove classi, nuovi personaggi e una mole impressionante di testi che vanno a completare un quadro veramente ricco e complesso.Consigliare Let Us Cling Together è facile: perfetto per i veterani che hanno adorato Final Fantasy Tactics (che deve davvero molto a Tactics Ogre), ma anche per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al genere, grazie agli esaurienti tutorial e alle completissime spiegazioni che vengono fornite in ogni occasione. Solo una scarsa conoscenza dell'Inglese potrebbe precludervi la fruizione di un'opera che conta ben pochi rivali all'altezza nel suo genere.YSYs: The Ark of Napishtim (2006)Ys Seven (2010)Ys: The Oath in Felghana (2011)Ys I & II Chronicles (2011)Ys è stata una delle prime serie ruolistiche giapponesi apparse nel mondo videoludico sul finire degli Anni Ottanta, in concomitanza con un altro grande esponente del genere che risponde al nome di Final Fantasy. A differenza di quest’ultimo, la serie di Falcom gode di grande fama solo in Oriente, dove ha conosciuto, nel corso dei decenni, innumerevoli incarnazioni (basti pensare che solo i primi due episodi contano venti versioni tra porting e remake). Noi poveri occidentali abbiamo dovuto vivere per lungo tempo di speranza... e traduzioni amatoriali, essendo considerati dalle case di sviluppo nipponiche un pubblico su cui non vale la pena di investire.A partire dal 2005 qualcosa finalmente si è mosso, complice il sostegno di un colosso come Konami e abbiamo potuto gustarci, dopo 13 anni di attesa dall’ultima apparizione, un nuovo episodio (Ys VI: Ark of Napishtim) localizzato finalmente in una lingua comprensibile. Per la cronaca, quella PSP è la peggiore versione su cui potreste mettere le mani.Grazie alla risposta positiva del pubblico, Falcom decise di portare la serie su PSP, rilasciando addirittura l’ultimo capitolo (Ys Seven) in esclusiva proprio per la piccola portatile. La localizzazione occidentale avvenne nel 2010, esclusivamente in digital delivery per il Vecchio Continente.

L’intera serie, con un andamento episodico e indipendente, segue le peripezie di un giovane guerriero dai capelli rossi, Adol Christin, che con un gran numero di comprimari si troverà a vivere epiche avventure nel mitologico continente di Ys. Essendo scollegate tra loro (tranne quelle di Ys I & II), le varie vicende potranno essere gustate senza prestare particolare attenzione alla cronologia ufficiale, iniziando dal punto che più ci aggrada.Ys, pur essendo considerato un esempio lapalissiano di JRPG “old school”, nel corso degli anni ha subito una inevitabile deriva arcade, rendendo in questo modo più fruibile e comprensibile la struttura di gioco alle nuove generazioni, che ancora hanno qualche problema con la parola “hardcore”.I porting su PSP, comunque, accontentano proprio tutti, dai primi episodi che mantengono la classica struttura da gioco di ruolo giapponese con grinding sfrenato ed incontri casuali, sino ad Ys Seven, molto più “facile” con nemici visibili e una crescita del personaggio più rapida e mirata.

Se avete sempre voluto conoscere la serie, è il momento giusto per recuperare questi pezzi di storia videoludica, considerando anche l’approssimarsi di un “nuovo” Ys in esclusiva per Vita, visto come una totale reimmaginazione del quarto episodio, chiesta insistentemente per un ventennio dagli appassionati di tutto il mondo.PERSONAShin Megami Tensei: Persona (2010)Persona 3 Portable (2011)Persona 2: Innocent Sin (2011)Persona 2: Eternal Punishment (2012?)Persona nasce originariamente come spin-off della serie principale Shin Megami Tensei e si caratterizza per la particolare ambientazione scolastica in cui si dipanano le vicende dei protagonisti adolescenti, costantemente alle prese con la fragilità tipica di quella fase della vita...e con forze demoniache che tentano di distruggere il mondo. Grazie ai temi trattati, questa serie è diventata il cavallo di battaglia di Altus e un vero e proprio punto di riferimento per ogni giocatore filo-nipponico che si rispetti, grazie a molte features originali (come la possibilità di “parlare” con i nemici prima di un combattimento per influenzarne le sorti) e la trama profonda e molto matura. Come di consueto accade in questi frangenti però, la diversa sensibilità occidentale alle tematiche proposte non ha mai permesso alla serie di far breccia nel cuore del grande pubblico.Nonostante ciò, Altus non ha mai disdegnato di esportare anche da noi i propri prodotti ed è riuscita, appoggiandosi a vari publisher, a mantenere una certa costanza nel corso degli anni, portando la totalità dei titoli sviluppati, sia su console domestiche (Playstation e Playstation 2) che su portatili. Le nostre PSP infatti hanno visto (o vedranno, siccome Eternal Punishment deve ancora uscire) i porting dei primi quattro titoli e il remake di Persona 4 (denominato The Golden) giungerà su PS Vita.

Sostanzialmente la struttura di gioco è simile in ogni capitolo ed attinge a piene mani dalla psicanalisi junghiana. Gli studenti delle superiori che ci troviamo a comandare sono alle prese con i dolori dell’adolescenza ma possiedono una parte inconscia molto sviluppata che li porta ad interagire con un universo sovrannaturale, popolato da demoni che bramano solo la distruzione della realtà umana. Per fermarli si devono evocare potenti guardiani, chiamati appunto Persona, insiti in ognuno dei ragazzi ed espressivi della loro vera anima.Come ogni buon gioco di ruolo, i personaggi del gruppo cresceranno nel prosieguo dell’avventura, con la possibilità di personalizzare e potenziare le loro abilità e gli stessi guardiani.HALF-MINUTE HEROHalf-Minute Hero (2010)Yūsha 30 Seconds (2011 JAP)Half-Minute Hero merita a pieno titolo di essere ricordato tra i migliori videogame mai usciti su PlayStation Portable per il suo essere, allo stesso tempo, un richiamo al passato quanto uno scimmiottamento del passato stesso. Graziato da uno stile grafico 8-bit che rimanda all'epoca NES, anche se molto curato, e con una colonna sonora assolutamente particolare, Half-Minute Hero vuole rappresentare tutto ciò che è stato del genere RPG (e non solo!) …in 30 secondi. Proprio così: dall’inizio del primo livello ai titoli di coda, passeranno solamente 30 secondi. Fortuna che tutto il gioco è costituito da un gran numero di missioni, tutte con un boss finale, ma tutte connesse tra di loro da una trama di sottofondo. Nei livelli, l’Eroe in questione correrà a destra e a manca, sconfiggendo mostri su mostri in combattimenti frenetici, quasi istantanei, potenziandosi, cercando di acquisire un equipaggiamento sempre migliore, interagendo con gli abitanti del posto, il tutto nel giro di mezzo minuto. Ovviamente, esistono svariati modi per riportare indietro il cronometro, così da avere il tempo per potenziarsi per bene prima di affrontare l’ennesimo, divertente boss. Il gioco è anche caratterizzato da una ottima varietà di nemici, mentre il lato RPG lascia (volutamente?) un tantino a desiderare, ritrovandosi solo nella scelta dell’equipaggiamento migliore; il battle system addirittura è praticamente inesistente, trattandosi, a tutti gli effetti di uno scontro frontale a chi “cade prima”.Un titolo perfettamente pensato per il gioco portatile e dotato di immenso carisma, che rappresenta un piccolo gioiellino della line-up di PSP. Peccato che il suo seguito (Yūsha 30 Seconds) non pare destinato a ricevere una localizzazione per i mercati occidentali. Deve aver venduto davvero poco, Half-Minute Hero, se neanche Xseed se ne è occupata...THE LEGEND OF HEROES: TRAILS IN THE SKYThe Legend of Heroes: Trails in the Sky (2011)The Legend of Heroes: Trails in the Sky Second Chapter (?)The Legend of Heroes: Trails in the Sky Third Chapter (?)Questo gioco è emblematico della situazione di PSP: dopo alcuni anni di purgatorio, l'handheld di Sony è diventato il rifugio della nicchia JRPGistica. Ciò è avvenuto non solo in patria, ma anche in Europa, dove si è raccolta una fanbase sparuta ma fedele, a tal punto da consentire a Ghostlight di pubblicare diversi titoli fra il 2011 e il 2012, molti dei quali addirittura in copia fisica oltre che su PSN, sempre più centrale in quest'ambito (si pensi ai ClaDun e agli Ys, giusto per fare un esempio).The Legend of Heroes: Trails in the Sky, in particolare, è il frutto di una miracolosa partnership fra Nihon Falcom e Xseed, che ha portato alla localizzazione sul suolo americano - ed europeo, via PSN - di Ys I & II Chronicles, Ys: The Oath in Felghana, Ys Seven e, infine, Trails in the Sky. Ghostlight ha colto la palla al balzo, occupandosi della pubblicazione del titolo in Europa, arricchendolo con un'ottima Collector's Edition.Si tratta di un nuovo inizio per la serie The Legend of Heroes, giunta così al suo terzo ciclo narrativo: narra le vicende del misterioso Joshua e di Estelle, due giovani in cerca di avventure che si imbatteranno in qualcosa più grande di loro...L'impostazione è quella del JRPG classico, con città, NPC, dungeon e tanti combattimenti a turni; il vero valore aggiunto dell'opera è il lore impressionante sviluppato da Nihon Falcom: l'ambientazione è curatissima in ogni suo aspetto, si tratta di un mondo quasi credibile per quanto è dettagliato e complesso. Tale raffinatezza è stata raggiunta grazie ad una mole incredibile di testi e a discapito forse del ritmo, più lento che in altri titoli simili: quella di Estelle e Joshua è un'epopea che va vissuta giorno per giorno, fatta di grandi avvenimenti, ma anche di piccole cose della quotidianità (le atmosfere sono molto slice of life). Insomma, un gioco non per tutti, ma di indiscutibile qualità.Purtroppo nella situazione attuale è difficile prevedere quale sarà il destino della localizzazione dei successivi due capitoli che completano la trilogia (per non parlare degli altri due che sono usciti in seguito, che comunque presentano significativi legami): la traduzione di Second Chapter è attualmente in corso, ma non è così scontato che esca per PSP, mentre Third Chapter arriverebbe in ogni caso troppo tardi per il primo handheld di Sony. Recentemente Xseed ha palesato il suo interesse per Steam (è recente l'annuncio di The Oath in Felghana), il che potrebbe comportare lo spostamento dell'intera trilogia sulla famosa piattaforma di Valve. Detto tra noi, non sarebbe affatto male. Incrociamo le dita, comunque...VALKYRIA CHRONICLESValkyria Chronicles 2 (2010)Valkyria Chronicles 3 (2011 JAP)Se c’è un genere indomitamente alimentato, questo è di sicuro quello a sfondo bellico: sia esso in salsa sparatutto (in prima o in terza persona), sia esso sotto forma di tattico o strategico a turni, non manca occasione perché torni a manifestarsi molto frequentemente al cospetto dei videogiocatori. Ma, tanto per dare un taglio alla monotonia di titoli tutti uguali tra loro, volta non si imbraccia direttamente la propria arma da combattimento, bensì si delegherà una propria squadriglia, impartendo ordini tattici per avere la meglio nello scontro con le milizie nemiche: dopo Valkyria Chronicles, titolo edito da SEGA nel 2008 per PS3, il brand torna questa volta sulla portatile PSP con il suo immancabile carico di strategia ad incorniciare le battaglie. Sono passati due anni dallo scontro che diede i natali alla serie, e lo scenario è sempre quello di un’Europa alternativa dove il piccolo stato neutrale della Gallia deve fronteggiare il pericolo di una nuova invasione da parte delle due superpotenze belligeranti e, al contempo, fare attenzione alle sommosse intestine di gruppi di facinorosi, per contrastare i quali vengono attrezzati i giovani cadetti dell’Accademia Militare di Landseal, ognuno dei quali avrà modo di presentare la propria particolare storia con il dipanarsi della matassa costituita dalla trama. Come già il predecessore, il titolo si affida al consueto gameplay già collaudato, che vedrà i giocatori impegnati nel pianificare le proprie mosse prima di metterle in pratica, sfruttando gli Action Point (AP) a propria disposizione allo scopo di eliminare nel minor numero di turni possibile il plotone nemico schierato sul campo di battaglia. Varie sono le classi di soldati a disposizione, ognuna con le proprie peculiarità offensive (ma anche con i propri particolari talloni d’achille), tutte da sfruttare per poter aver ragione della battaglia col minor numero di perdite possibile.Purtroppo, non ci sono notizie riguardanti la localizzazione del terzo episodio della serie, uscito da oltre un anno in Giappone. Lo stato di salute di PSP al momento non ci fa sperare per il meglio, ma possiamo continuare a tenere le dita incrociate, guardando con attenzione però alla fantranslation iniziata da poco, che potrebbe essere l'unico modo per giocare in una lingua a noi incomprensibile il titolo.

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