In uno stato industriale meno promettente rispetto a qualche anno, in Giappone a farla da padrona è sempre e comunque Square Enix. Oggi come dieci anni fa, su Nintendo DS come su Playstation 2.
Dragon Quest e Final Fantasy sono con buona probabilità due dei brand più celebri all'interno dell'universo videoludico e continuano a mietere consensi anche a venti e passa anni dal debutto sugli scaffali. Epoca NES, tutto un altro mondo...
E c'è anche da dire che mentre altri colossi arrancano in Occidente, la casa presieduta da Yoichi Wada si fa bella dell'acquisizione di Eidos avvenuta lo scorso anno. Ivi inclusi brand non proprio japan-friendly come Lara Croft e Deus Ex...
Esiste comunque un territorio nel quale Square Enix la fa da assoluta padrona. Parliamo naturalmente di PSP, la cui primavera 2011 conoscerà un parco software allietato in gran parte dai giochi di ruolo del colosso nipponico. Quattro titoli in uscita un mese di distanza l'uno dall'altro, quattro titoli assai diversi per concept e gameplay, eppure accomunati dall'aver trovato nella console portatile Sony (e nella sua immensa base installata) un ambiente senz'altro confortevole.
Mentre Sony si pavoneggia con una lista lunghissima di software house già al lavoro sulla sua prossima piattaforma portatile (NGP), la casa di Final Fantasy preferisce andare sul sicuro e assecondare i gusti già saggiati dei possessori PSP. D'altronde la casa del quadrato con quest'ultima si attivò solo nel 2006 con Valkyrie Profile Lenneth e il primo titolo di un certo peso fu Crisis Core rilasciato solo l'anno successivo, tre anni dopo la distribuzione della console.
Non è sfiducia né diffidenza, semplicemente la saggia prudenza di chi sa piazzare i propri franchise nel posto giusto e al momento giusto.
L'inizio di Febbraio ha visto l'arrivo sugli scaffali di Lord of Arcana. Nella peggiore delle ipotesi un clone di Monster Hunter, il tentativo di sfruttare la popolarità del titolo Capcom con un proprio clone. La scelta di affidarsi a una società esterna, Access Games, non è immediatamente sinonimo di qualità, ma di certo qualsiasi giocatore un minimo navigato riconoscerà nei nomi degli artisti dietro il chara design di personaggi e creature, gente del calibro di Yoshitaka Amano, Todd McFarlane, Tetsuya Nomura, un sigillo di qualità. Di base vi è il mondo del card game per coin-op Lord of Vermillion, ma il sugo del prodotto PSP è tutt'altro. Azione action RPG, vocazione multiplayer. La recensione attesa sulle nostre pagine chiarirà ogni cosa, ma sin dai primi test emergono certe perplessità. La difficoltà di gioco è sostenuta e invoglia appieno la collaborazione tra giocatori. Ma non vi è traccia del multiplayer online, quindi solo locale, quindi ogni amico deve disporre di console e UMD di Lord of Arcana. Bella fregatura: da quando esiste il gaming portatile questo è uno dei sommi crucci e ben pochi sviluppatori si ingegnano per arginare il problema attraverso l'opzione wi-fi.
Da tutt'altra prospettiva (a riprova di varietà della line up PSP di Square Enix) ecco giungere Tactics Ogre Let us cling together, remake del fortunato strategico a turni per Super Famicom e poi convertito per Playstation. Né l'una né l'altra versione hanno visto la luce in Europa, motivo per cui il rifacimento PSP è occasione doppiamente ghiotta. Non solo tra le mani stringiamo uno dei prodotti seminali del genere e a tutt'oggi uno dei classici del gioco di ruolo nipponico, ma il lavoro svolto con il portatile Sony è di prim'ordine. Ricorda per certi versi Final Fantasy Tactics War of the Lions, il che è decisamente un bene: le ambientazioni hanno subito un restauro profondo, che ne accentua i dettagli e linee architettoniche; il character design ha conosciuto una completa rivisitazione da parte della matita che già si confrontò con il chip grafico del 16 bit Nintendo: Akihiko Yoshida.
Il sistema di controllo è stato adattato con ottimi risultati al 16:9 di PSP: il senso dell'ordine e la comodità non sono dettagli trascurabili quando si gioca a un prodotto con molte linee di dialogo e statistiche a go-go.

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Dal passato al futuro
Dissidia 012 Final Fantasy e 3rd Birthday non si fanno scrupoli nell'affermare il loro debito di riconoscenza verso il passato del nostro medium preferito. Ma fanno spallucce quando gli si accenna alla responsabilità, al gestire in maniera oculata tale eredità.
Come gli irriverenti adolescenti, come gli impetuosi diciassettenni. Come Square Enix.
La casa di Final Fantasy e Dragon Quest ha sempre cercato anzitutto una platea molto giovane, ancora in odore scolastico, rinverdendoli con storyline lineari ma pregne di sentimenti importanti e fidelizzandoli attraverso tonnellate di fan service.
Dissidia 012 risponde a quest'ultima osservazione: seguito/espansione di Final Fantasy Dissidia, quel picchiaduro sui generis uscito nel 2008, si configura come la prosecuzione di un certo pensiero action inaugurato da Square(soft) con Ehrgeiz. E ancora una volta centra il bersaglio: il fan service è garantito da monumentali sequenze in Computer Grafica, così come da una trama che coinvolge i principali protagonisti della serie Final Fantasy da Kain del quarto episodio (a proposito, arriverà ben presto in Europa Final Fantasy IV Complete Edition, ovviamente per PSP) a Lightning di Final Fantasy XIII. Picchiaduristicamente parlando si notano le aggiunte di personaggi assistenti, evocabili nel corso delle battaglie, ma questa appare come l'unica novità degna di rilievo all'interno di un battle system che già con il precedente prodotto regalava immense soddisfazioni.
Che dire invece di 3rd Birthday? Storyline matura oltremodo, a metà strada tra il thriller e l'horror alla Cloverfield (vedere l'intro in cui New York viene distrutta da enormi tentacoli per credere); l'acclamata dai fan Aya Brea per la terza volta protagonista di un Parasite Eve, anche se in questo caso non avrà memoria degli avvenimenti passati.
Essa tornerà nel passato (un apocalittico Natale 2012) per investigare su quanto accaduto in quelle fatidiche ore, antecedenti la tragedia. In realtà, dopo pochi passi avrà già imbracciato un fucile e, adeguatamente appostata dietro un riparo, rivolgerà fior fior di proiettili alle aberrazioni chiamate Twisted. Senza se e senza ma: 3rd non aggiunge più azione alla formula della serie, la rinnova attraverso i canoni di uno sparatutto in terza persona. Ma, fortunatamente, non seppellisce il senso di fragilità e inadeguatezza dell'originale, semplicemente lo riconverte nella penuria di munizioni e nella desolazione metropolitana.
Fiore all'occhiello dell'attesissimo titolo PSP (da noi il 3 Aprile) è il sistema denominato Overdive: fornisce alla bionda Aya la possibilità di sostituirsi al corpo di un altro soldato (e fare incetta di proiettili), di un inerme civile da trarre in salvo, financo di un nemico da far esplodere dall'interno. Siamo curiosi di vedere se e come tale potere verrà utilizzato nel gioco completo: da quanto provato le potenzialità sono davvero molte...

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