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Speciale

[Gamescom09] Conferenza Microsoft


  Scritto da: Kevorex | Data: 2009-08-24

La favola continua

Microsoft e Lionhead Studios. O meglio, Microsoft e Peter Molyneux. Un binomio che, nell'ultimo periodo, ha catalizzato l'attenzione dei giocatori di tutto il mondo, annunciando prodotti che paiono destinati a portare il concetto di interazione videoludica in una nuova dimensione. Ma non è solo il Project Natal, non è solo l'evoluzione tecnologica che sta alla base dell'innovazione. È la filosofia che sta dietro i progetti di Molyneux a scatenare la fantasia del pubblico, filosofia che, manco a dirlo, esce enormemente potenziata dall'incontro con il nuovo dispositivo progettato da Microsoft. Ma voliamo bassi: non è dato sapere, ad oggi, se Fable 3, annuncio principe del GamesCom 2009, farà uso del Natal. Si sa solo che la fiducia riposta dall'azienda di Redmond nella terza creatura di Lionhead è immensa. E lo è a tal punto che Molyneux ha tenuto banco dall'inizio alla fine della conferenza, parlando praticamente solo del mondo di Fable e delle sue nuove meccaniche. Un vero e proprio monopolio, insomma, scelta piuttosto controversa che, tuttavia, si è dimostrata vincente grazie alle indiscusse qualità oratorie del genio britannico e alle effettive novità introdotte dal terzo atto della “favola”.
Facciamo un passo indietro, dunque, e scopriamo insieme quali sono stati i punti salienti di un monologo ricco di enfasi e spunti di riflessione.
Si parte piano, ma neanche troppo, con una novità relativa a Fable 2: viene annunciato Fable Episodic, una serie di 5 episodi periodici che espanderanno il mondo di Albion a partire dal 29 settembre. Il primo di essi sarà scaricabile gratuitamente, mentre i successivi, disponibili sempre su Xbox Live, si potranno pagare singolarmente. Zero indicazioni sulla trama, altrettante sugli eventuali legami con Fable 3. La sensazione che si tratti di una sorta di rito di passaggio ben confezionato, comunque, è piuttosto accesa.
"Let's move on to talk about something else... Fable 3". Ecco come Molyneux introduce il nuovo progetto. Il terzo capitolo di una serie videoludica, aggiunge, è sempre il più problematico; la gente si stufa dei personaggi, del mondo, e vuole qualcosa di “new, fresh and different”. La meccanica fondante di tutti gli RPG, Fable compreso, ha qualcosa di sbagliato: una pietra di fondazione che deve essere gettata via e sostituita con un nuovo punto di partenza. Tutto, come da tradizione, girerà attorno al potere, all'importanza del sentirsi qualcuno (e qualcuno di potente) all'interno del mondo di gioco. Fable 3, a quanto pare, eleverà questa sensazione a un livello mai raggiunto prima. Basta con eroi, maghi e combattenti: Albion ha bisogno di un nuovo re, e quale simbolo migliore della corona per sperimentare il nuovo senso del potere? Ecco che viene proiettato un breve teaser.



Il punto chiave è sempre lo stesso: le decisioni del giocatore influenzeranno il mondo circostante e i personaggi con cui egli andrà ad interagire. Solo che stavolta, data la posizione di regnante, l'area soggetta alla sua influenza sarà enormemente più vasta; sarà praticamente l'intera Albion. Volete eliminare il problema della povertà facendo affidamento sul vostro tesoro? Perché no. Volete interpretare il ruolo di tiranni dispotici e spietati, spargendo il terrore sul vostro regno? Ne avrete facoltà. Nel far ciò sarete appoggiati (od ostacolati, chi lo sa) da una vera e propria famiglia, composta da una regina e da un numero imprecisato di figli.


Chiaramente, non si potrà impugnare lo scettro sin dalle prime battute di gioco. Nei panni del figlio dell'eroe di Fable 2, si dovrà dapprima guidare una rivoluzione contro il re tiranno di Albion, seguendo l'esempio di leggende del calibro di Giovanna D'Arco, Riccardo III e Gengis Khan. Una volta conquistato il trono, sarà necessario fare delle promesse; promesse che, nelle vesti di re sovrano, bisognerà fare di tutto per mantenere, anche a costo di subire gli effetti collaterali di decisioni rischiose ed impopolari. Scomodando Obama, Molyneux afferma che i leader della nostra epoca sono costantemente soggetti al giudizio delle masse, le quali valutano l'operato dei potenti proprio in base alla loro capacità di mantenere le promesse iniziali. Ecco, in sostanza, qual è la responsabilità che graverà sulle spalle del giocatore in questa parte di Fable 3, denominata guarda caso “Journey to Rule”.


Ma non si tratterà solo di sfamare la popolazione, sanare la povertà e frenare la criminalità. I confini di Albion non sono quelli che ben conosciamo, ma si estendono verso territori mai esplorati nei capitoli precedenti. “You haven't seen all of Albion... We'll be unveiling more of that world in Fable 3”. I legami con Fable 2, comunque, saranno più che evidenti, tanto che alcuni personaggi “celebri” faranno la loro comparsa nella nuova storia, così da dare agli eventi un indispensabile senso di continuità.
Uno degli elementi su cui Molyneux sembra puntare maggiormente è la drammaticità di alcune vicende, la capacità di creare “storie nella storia” che suscitino un profondo coinvolgimento emotivo, proprio grazie ad interazioni intense e credibili con i personaggi non giocanti. Ciò che in Fable 1 e 2 non erano stati in grado di fare, verrà inserito in Fable 3 per mezzo di un vero e proprio lavoro di regia e sceneggiatura. Nel seguente video, proiettato durante la conferenza, si possono ammirare scene tratte da un backstage con attori veri che recitano alcune parti del plot narrativo del gioco. Tutto questo, afferma Molyneux, allo scopo di inserire con cognizione di causa esperienze realistiche, personali ed emozionanti come mai prima d'ora.
Ecco che si comincia a parlare di gameplay. L'argomento verte subito su una meccanica particolare di Fable 3, pomposamente denominata “Judgements”, ma che in pratica non fa che riassumere quanto è stato espresso sinora. Immaginate di trovarvi nella stanza del trono per giudicare una ragazza accusata di furto; in qualsiasi momento, sarà possibile ascoltare le testimonianze dei presenti, interrompere il processo ed emettere un verdetto, o parlare direttamente con la ladra e ascoltare le sue motivazioni; sarà possibile investigare personalmente sulla vicenda, recandosi a casa della ragazza e visitando i suoi parenti, per valutare obiettivamente il suo stato di famiglia. Il messaggio di Molyneux in sostanza è “fate quel cavolo che volete”, ricordando però che ogni singola decisione avrà le sue conseguenze, piccole o grandi che siano.
Il passaggio successivo è ben più interessante. Viene introdotta una nuova meccanica di gioco, denominata “Touch”, che riguarda l'immersione “fisica” del giocatore all'interno delle vicende narrate. Traducendo Molyneux, “in molti giochi il personaggio principale si sente distaccato dal mondo, è raro vederlo toccare fisicamente le persone”. L'obiettivo, insomma, è quello di elevare il sistema di espressioni di Fable ad un nuovo livello, garantendo un inserimento il più possibile “fisico” (sarebbe meglio dire “meta-fisico”) nel mondo di gioco, specialmente per quanto riguarda i contatti e le relazioni con i PNG. “When you meet someone, you can shake their hand or refuse to. Later on you can turn that into a hug. Later on that can turn into an embrace”. Stringere mani, abbracciare... Insomma, un approccio “tattile” alle relazioni, qualcosa che va oltre il consueto sistema di dialoghi e che, ad oggi, non è mai stato sperimentato in alcun videogame. “Immaginate di poter abbracciare il vostro bambino. Come vi fa sentire ciò?”.
Molyneux propone anche usi dinamici del “Touch”. Ogni volta che vorremo, potremo andare da qualcuno, prenderlo per mano e portarlo con noi. Potremo portare la nostra amata, giusto per fare un esempio, sulla cima di una collina ed ammirare insieme a lei un romantico tramonto. Ma potremo anche salvare un bambino portandolo fuori da una casa in fiamme, non più semplicemente premendo un tasto del gamepad come avveniva in Fable 2, ma servendoci proprio della tecnica di contatto dinamico appositamente progettata per Fable 3.
Please enjoy the sense of power we're going to give you with Fable 3”.
Le luci stanno per spegnersi. La presentazione di Fab... ehm, la conferenza Microsoft sta per terminare, ma Molyneux ha ancora un paio di preziose informazioni da elargire. La prima è relativa alla data d'uscita di Fable 3, previsto in esclusiva Xbox 360 per il 2010 avanzato; la seconda riguarda la conferma che Lionhead Studios sta spremendo le proprie risorse sul progetto Milo & Kate, tutt'altro che una tech demo, come si poteva supporre inizialmente, ma un gioco completo che, visti gli attuali tempi di sviluppo, potrebbe essere pubblicato addirittura in contemporanea al lancio del Project Natal.
La sensazione conclusiva è che questo 2009 sia stato un anno di transizione per la piattaforma Microsoft, ma che, al contempo, mai transizione sia avvenuta su binari tanti dorati. Attendiamo fiduciosi.

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