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The X-Born


  Scritto da: Antonio "No More" Bocchino | Data: 2008-04-30

Come l’ingresso di Microsoft ha cambiato il modo di intendere il videogioco moderno

Quando ci ritrovammo a concepire il progetto che ha poi preso vita in questo sito web pensammo che a fianco di Gamecube meritava un ampio spazio anche Xbox, la prima console realizzata da Microsoft. Lo scatolo nero dall'immane peso nascondeva all'interno una tecnologia di prim'ordine e una serie di aggiunte tecnologiche davvero di nota; il parco software invece è ancora oggi poco considerato e sono in molti a ridurre il fenomeno Xbox ai due Halo, ma in realtà la console ospitò un numero semplicemente impressionante di piccole perle, snobbate dal grande pubblico, ma idolatrate da pochi appassionati. Siamo qua per concedere una seconda occasione a questi grandi titoli, piccoli per popolarità, ma ricchissimi per idee, trovate e manifestazioni ludiche... 
 
Microsoft: gli esordi all’E3 2001

Correva l’anno 2001 ed alla fiera di Los Angeles denominata l’E3 (la fiera dedicata ai videogiochi più importante fino al 2006) l’ingresso di Microsoft nel campo videoludico era ormai realtà presentando quella che veniva definita qualche tempo prima Project Midway, ormai in forma e col nome definitivo di XBox.
In quello stesso anno, il panorama videoludico vedeva una Playstation 2 che era divenuta già una realtà affermata aumentando sempre più velocemente le vendite, Nintendo togliere i veli al suo Game Cube privato della famosa cortina di fumo che tipicamente avvolge ogni prodotto o quasi della casa di Kyoto e Sega col Dreamcast che purtroppo era sul viale del tramonto tanto che quell’E3 per i fan della casa di Sonic fu una mezza delusione.
L’entrata in scena nel panorama videoludico della casa di Bill Gates era vista con sospetto ed astio nonché con una certa freddezza ed i motivi erano tanti: il fallimento di ogni console occidentale che ha preceduto la prima XBox, l’astio riservato dagli utentiPC verso Microsoft stessa con la paura dell’insorgere di un nuovo monopolio grazie alla disponibilità economica colossale della quale la casa di Gates dispone, la forma ingombrante di XBox e la cacofonia del nome stesso non in linea con i gusti dettati dalle case come Sony e Nintendo, l’inesperienza di Microsoft nel campo console che faceva apparire la loro creatura un PC travestito dunque non una vera console.

Console o PC???

Anche se quell’anno vennero presentati molti giochi interessanti, come Dead or Alive 3, Project Ego (alias Fable), Halo, Medal of Honor: Allied Assault ed altri ancora, la maggior parte di questi però sembrava provenire direttamente dal mondo PC creando quella sorta di “confusione” alla quale andavano incontro i potenziali acquirenti di Xbox: console per giocare o PC castrato?
Inoltre proprio le caratteristiche tecniche indicavano XBox come un’architettura non creata appositamente per il videogioco ma un derivato del mondo PC che sulla carta rendeva la console Microsoft la più potente sul mercato ma che poi come si vedrà non essendo sfruttata al 100% non dimostrerà mai una netta superiorità rispetto ad esempio a quella che si presentava come la meno performante delle tre (sempre su carta) ovvero la console Nintendo.
Ma molte furono comunque le domande che i detrattori della casa di Redmond e non, si ponevano come se la fine del Plug and Play (ovvero inserisci il gioco e gioca) tipica caratteristica del mondo console rispetto al mondo PC, fosse arrivata a causa di un Hard Disk presente di serie sulla console che faceva ipotizzare l’installazione dei giochi prima di poterci giocare, cosa che poi paradossalmente si riscontra oggi sulla console Sony ovvero la Playstation 3.
 
 

La prova sul campo.

Superato il periodo di lancio e con vari ritocchi verso il basso per il prezzo, XBox divenne sempre più una console sulla quale crescevano e proliferavano sviluppatori occidentali basti pensare alla francese Ubisoft che all’epoca della prima Playstation era solo una piccola software house ma su XBox principalmente crebbe dando il meglio di se con lo sviluppo di titoli che hanno lasciato il segno sul mercato come Splinter Cell, Rainbow Six che seppur convertito in precedenza su Nintendo 64 e Playstation era prerogativa del mondo PC, o l’entrata in scena di Software House che lavoravano solo in ambito PC come Lionhead Studios di Peter Molyneux il creatore di giochi come Black and White e del discusso Fable o ancora Bioware con Jade Empire e Star Wars: Knight of the old republic, GDR occidentali poco diffusi se non per niente in ambito console.
Pian piano dunque, l’utenza XBox si accresceva e contava da una parte utenti dai gusti “PC” che magari non potendo permettersi un PC di fascia medio trovavano nella console Microsoft un ottimo compromesso e che amavano generi come FPS genere poi dominante sulla console e dall’altra, alcuni fan Sega che dopo la caduta del Dreamcast trovarono in XBox una specie di “erede spirituale”.
Difatti Sega dopo l’annuncio di voler diventare soltanto una Software House, seminò molto su XBox portando la conversione di titoli come ShenMue 2, un seguito per il mai dimenticato Panzer Dragoon, Jet set Radio Future, Phantasy Star Ondine ep.1 e 2.
Microsoft a quei tempi, comprendendo l’errore di aver sottovalutato il radicamento del marchio Playstation che si faceva sempre più difficile da raggiungere in termini di vendite e popolarità, comprese che per non essere tagliata fuori dal mercato videoludico doveva puntare su di un marketing aggressivo cosa che fece a suo tempo Sony con la sua prima console ed infatti, il marchio XBox soprattutto negli USA diventava sempre più popolare mentre in Giappone non incontrava dei riscontri significativi a causa principalmente dello scarso supporto di case giapponesi come Capcom e Konami in primis impegnate altrove ed il supporto di Tecmo non bastò a colmare queste lacune nonostante la popolarità dei suoi brand.
In Europa invece, XBox proliferava ma a rilento sia per la forte presenza di Sony ed in parte Nintendo, sia per la mancanza di giochi come la serie Pro Evolution Soccer e Grand Theft Auto appannaggio della Playstation 2.

L’ascesa del gioco Online.


Ma Microsoft non si diede per vinta e dopo aver riparato ad errori commerciali come il primo ed ingombrante pad dell’XBox sostituito dopo poco dal così detto pad “S” più leggero ed abbordabile, lettori difettosi ed aver puntato su di una Rareware sottotono, investì su quello che nessuna concorrente aveva pensato di realizzare seriamente ovvero il gioco Online.
Il gioco Online era una realtà affermata da anni nel mondo PC mentre nel mondo console (a parte il Satellaview di Nintendo per Super Nintendo prerogativa però solo giapponese) solo Sega con il suo Dreamcast aveva creduto seriamente in questa feature e dunque Microsoft forte della sua esperienza tentò di lanciare ed imporre come standard il suo servizio Online denominato XBox Live promettendo di portare a nuovi livelli di divertimento i titoli per la sua console.
Dopo ovviamente una fase di rodaggio il servizio, supportato sempre più seriamente sia da Microsoft che dalle stesse Software House prese sempre più piede culminando in giochi come Halo 2, Dead or Alive Ultimate (remake del secondo capitolo della serie picchiaduristica Tecmo), Steel Battalion (uno dei pochissimi titoli di Capcom per la console), Conker Live and Reloaded (remake realizzato da Rareware dell’omonimo titolo per Nintendo 64), Splinter Cell 3: Chaos Theory,... , facendo trovare spiazzata Sony che tentò timidamente soprattutto negli USA di contrastare l’ascesa di Microsoft con un servizio Online che però non si rivelò all’altezza di quello offerto dalla rivale mentre Nintendo non sembrava affatto interessata a questa possibilità non tentando neanche un supporto a tale feature nonostante la sua console fosse predisposta per un modem da lei stessa commercializzato.
Ma non fu tutto, Microsoft non badò a spese e riuscì oltre ad acquisire validi team interni che le procurarono oltre alla pluripremiata serie Halo anche serie oggi famosissime come Project Ghotam Racing di Bizzare Creations, serie sportive validissime come Links e Top Spin Tennis, (misteriosamente cedute alla 2Kgames diventando poi multipiattaforma) il rivale della serie Gran Turismo di Sony ovvero Forza Motorsport della stessa Microsoft Game Studios, riuscendo anche ad accaparrarsi serie che poi contribuiranno a rendere la successiva console molto più completa e popolare come le precedentemente nominate Pro Evolution Soccer e Grand Theft Auto facendo così perdere a Sony due dei suoi cavalli di battaglia più importanti.
La casa di Gates non riuscì mai come è noto nè a raggiungere le vendite stratosferiche di Playstation 2 come prefissato (ma riuscì nell’intento di superare Nintendo anche se di poco, che era di certo più favorita agli occhi dei videogiocatori ad inizio generazione), nè a guadagnare un dollaro sulla console perennemente venduta in perdita anche a causa di problemi di royalities con Nvidia produttrice della scheda video della console inoltre, dopo lo sviluppo di Halo 2 vera KA di XBox, il colosso di Redmond tirò i remi in barca non supportando più direttamente la console lasciata in agonia con alcune conversioni da PC come quelle di Half Life 2 e Doom 3 e tutto ciò a soli quattro anni di vita commerciale per dedicarsi alla successiva console ed anticipare le rivali sul tempo.
Quella di Microsoft nonostante tutto non fu una sconfitta, ma un modo di divenire più efficiente sotto il profilo videoludico ciò reso possibile dalle spalle coperte economicamente che le hanno consentito di non cedere e dai grandi guadagni sul fronte Software garantiti dall’incredibile ed inaspettato successo della serie Halo.
Forte dunque dell’esperienza accumulata con la prima Xbox ed un marchio che era riuscita a almeno in parte a radicare e far conoscere alle masse, era pronta per tornare e cercare di fare meglio riparando agli errori di “gioventù” commessi in passato e rafforzando quanto di buono avesse realizzato fino ad allora.
 
 Il videogioco oggi...

Oggi la nextgen è realtà e conseguentemente lo è la Xbox 360 che nonostante abbia riscontrato diversi problemi di affidabilità ha riparato per buona parte agli errori passati ed imposto l’Online come standard (complice la maggiore diffusione dell’ADSL soprattutto in territorio europeo) non solo per giocare ma anche per scaricare contenuti video, giochi concepiti appositamente per questa “piattaforma virtuale” chiamata XBox Live Arcade, la possibilità di chattare sia vocalmente che scrivendo con la tastiera, scaricare patch e contenuti aggiuntivi per i giochi o aggiornare i firmware delle console per aggiungere nuove funzionalità…
Bene o male le altre Hardware House si sono adeguate offrendo servizi simili per quanto ancora “giovani” e non completi come quello offerto da Microsoft, si guardino ad esempio il PSNetwork di Sony o la Wi-fi Connection di Nintendo, avvicinando ulteriormente il mondo console a quello PC senza però sconfinare del tutto, preservando la funzione di console per giocare e per i giochi come caratteristica primaria almeno per quanto riguarda Xbox 360 e Wii mentre un discorso a parte meriterebbe Playstation 3...
Certo alla lunga si vedrà se ciò è un bene o un male dato che i giochi odierni prediligono basse longevità in singleplayer e priorità alla modalità Online facendo storcere il naso ai puristi del medium videoludico o a coloro che comunque non amano o non hanno il tempo di dedicarsi a tale modalità, ma questa è un’altra storia e si potrà fare un resoconto completo alla fine di questa generazione. 
In compenso però l’azione di Microsoft ha portato alla crescita delle Software House occidentali ed al passaggio di quelle impegnate prevalentemente sui lidi PC, creando maggiore concorrenza con le software house giapponesi che sono sempre state numericamente superiori in ambito console trovandosi adesso a non poter adagiarsi sugli allori ed in generale, ha ridistribuito “il potere” commerciale facendo cadere il monopolio quasi assoluto di Sony a causa delle numerose perdite di esclusive del brand Playstation a suo favore complice anche l’aumento drastico dei costi di sviluppo che ha portato ad un numero di giochi multipiattaforma nettamente più elevato che in passato, creando quindi una situazione più equa dove tutte le console hanno la possibilità di “dire la propria” senza venire oscurate dall’ombra di una sola, e se ciò può essere visto come un male in quanto le differenze soprattutto tra le offerte di Microsoft e Sony si assottigliano rendendo le line up tra i due sistemi molto “condivisa”, dall’altro questa situazione va a vantaggio dell’utenza che ha maggiori possibilità di scelta senza dover effettuare grandi rinunce in termini di brand e tipologia di giochi accontentando un po’ tutti su entrambe le piattaforme di gioco.
Discorso a parte per Nintendo che con il suo Wii che ha intrapreso ed aperto nuove strade distaccandosi per certi versi dalla “console war” e dalla corsa al fotorealismo, puntando sull’immediatezza del gameplay.

In definitiva, l’ingresso di
Microsoft ha contribuito più di quanto si potesse inizialmente ipotizzare a cambiare la tendenza e la visione del mercato potendo dettare anche lei degli standard secondo una sua logica di marketing ed affermarsi per bene nell’attuale generazione di console cosa non facile ma sicuramente meritevole data la sempre maggiore difficoltà di entrare nei cuori dei nuovi videogiocatori in balia purtroppo di pubblicità o del “sentito dire”.
Se il cambiamento apportato da
Microsoft sia stato un bene o un male non trova risposta se non in ognuno di noi, con le proprie esigenze e le proprie visioni ma è indubbio che il mercato videoludico grazie al suo contributo abbia preso una direzione che qualche anno fa era solo ipotizzabile e che potrebbe ulteriormente ampliarsi, nel bene e nel male.
 
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