5 cose che ci sono piaciute di Overwatch

La rivoluzione dello sparatutto?Scritto da Francesco "Zio Gigietto" Paternesiil 14 maggio 2016
5 cose che ci sono piaciute di Overwatch Speciale

Ogni volta che Blizzard muove un passo, lo fa sempre assicurandosi di farsi sentire per bene. Overwatch, da questo punto di vista, non fa eccezione, soprattutto alla luce del grande successo della open beta, la cui durata è stata anche prolungata di un giorno, ma anche su altri fronti, come dimostra un’impennata di ricerche effettuate dagli utenti di Pornhub della parola “overwatch” proprio durante lo svolgimento della stessa.


Blizzard Entertainment

Definire Blizzard uno sviluppatore come tanti sarebbe un insulto, non solo alla compagine che vi lavora, ma anche verso l’industria videoludica che tanto deve a questa compagnia. Autrice agli albori di giochi di guida, come RPM Racing e Rock ’n’ Roll Racing, ha poi rivolto i suoi sforzi verso la serie Warcraft, che consta di ben tre capitoli ufficiali ed una deriva fantascientifica, Starcraft. Warcraft è poi diventato World of Warcraft, un MMORPG che dopo oltre 12 anni continua ancora oggi ad essere giocato, mentre lo spin-off Heartstone, un gioco di carte free-to-play, è riuscito a conquistare tantissimi fan dei trading card games e non solo. Infine, resta da citare sua maestà Diablo, hack’n’slash che rivoluzionò il genere su PC diventando icona assoluta. Con un curriculum del genere, dunque, è difficile essere diffidenti nei confronti di Overwatch: nonostante questa sia la prima prova di Blizzard nel campo degli FPS, la grande esperienza maturata nell’online gaming rappresenta sicuramente una garanzia per i giocatori, se non altro grazie anche ad un precedente di spicco inaspettato come  Nintendo che, con Splatoon, ha dimostrato che anche uscendo dal seminato ci possono essere dei bei frutti da raccogliere.


Design

Un’altro motivo di vanto di Blizzard è la potenza del design: ogni titolo Blizzard che si rispetti presenta un alto tasso di qualità artistica, partendo da filmati in CGI mozzafiato e arrivando a un design di gioco sempre molto accattivante. Overwatch fa del design uno dei suoi punti di forza, con personaggi perfettamente caratterizzati e che, pur non avendo dettagli sul loro background, rimangono già nella mente, siano essi dei ninja cibernetici, pistoleri, maiali punk o robot da battaglia. O più semplicemente Tracer, ragazza-immagine del gioco la cui polemica riguardo pose relativamente svergognate hanno infiammato Internet, costringendo Blizzard a rimuovere una delle sue esultanze per inserirne una anche più provocante. Si, a Blizzard sono anche dei gran mattacchioni. Anche il design dei livelli è ottimo: ogni arena di gioco è ispirata a diversi luoghi del mondo, permettendoci quindi di spaziare dai villaggi messicani alle dune sabbiose dell’Egitto, passando per le isole greche e i set cinematografici di Hollywood, mappe spesso e volentieri speculari ma che si sviluppano anche verticalmente per aumentare l’adrenalina generale. Ogni area ha tratti distintivi specifici e anche qualche easter egg divertente, insomma, quanto basta per essere il luogo perfetto per una mattanza multiplayer.


Studio

Qualcuno una volta diceva che gli esami non finiscono mai. Personalmente trovo che siano punti di vista, tuttavia lo studio è qualcosa di cui raramente ci libereremo in questa vita e Overwatch in tal senso ci offre una grande lezione. Il gameplay del gioco fonde infatti alcune meccaniche MOBA con una forte struttura da FPS mutuata da giochi del calibro di Team Fortress, sicuramente una delle ispirazioni più lampanti e non solo per la giocabilità generale: partendo infatti da quattro classi base composte da classici topoi del combattimento online come tank, personaggi di supporto, genieri e di difesa, avremo a disposizione ben 21 personaggi, tutti più o meno unici e con abilità parecchio divergenti fra loro. Ogni personaggio ha delle armi specifiche che possono essere tanto da fuoco quanto da mischia, e dispongono di almeno due abilità speciali attive da utilizzare con la pressione dei dorsali. Inoltre, avremo un’abilità Ultra, un attacco speciale devastante che si caricherà durante la partita, più o meno velocemente anche in base alla qualità della nostra partita e delle uccisioni effettuate. Poiché ogni giocatore è diverso, sarà difficile buttarsi a capofitto nel gioco senza prima aver dedicato un po’ di ore a provare e riprovare ogni personaggio, alla ricerca dell’unico in grado di rispecchiare la nostra filosofia di gioco, dandoci allo stesso tempo la possibilità di scoprire nuove vie che magari non avevamo mai preso in considerazione.


Equilibrio

Ogni partita prevede lo scontro di due squadre da sei giocatori ciascuna, ponendo l’accento non solo sulla competizione nuda e cruda ma anche su una cooperazione attiva dei vari membri, pur non esistendo alcun obbligo di appartenere a classi diver-se: ogni personaggio può essere usato liberamente, permet-tendo dunque specializzazioni multiple e, cosa ancor più particolare, è possibile cambiare eroe senza limiti, sia rimanendo nell’area di spawn oppure dopo essere morti in combattimento, una possibilità che permette ad ogni partita di spostare l’ago della bilancia e fare quindi la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Per adesso le modalità provate sono tutte molto di stampo FPS con un pizzico di MOBA, come dimostrano l’assalto o la difesa di punti di controllo strategici delle mappe oppure la scorta di un veicolo in movimento da portare in un determinato spazio dell’arena, ma pensiamo che le sorprese su questo argomento non siano finite. È bastato questo, però, per comprendere quanto frenetica possa essere una normale partita e quanto siano divertenti le numerose schermaglie che si creeranno inevitabilmente sul campo di battaglia, regalando un gameplay davvero entusiasmante e ricco di colpi di scena, grazie anche ad un gunplay già ottimo e che soddisferà ogni amante degli sparatutto in prima persona. Queste peculiarità permettono a Overwatch di essere giocabile tanto in solitaria quanto con un gruppo di persone: più si è e maggiore sarà la dose di strategia richiesta, laddove il corretto equilibrio nella squadra può rivelarsi molto più utile alla vittoria della forza bruta.


Tecnica

Gli elogi si sprecano anche sul piano visivo: una palette di colori vivace conferisce al gioco un aspetto quasi innocente ma che non stride assolutamente con la ricca mattanza in campo, mentre l’ottimizzazione del titolo permette prestazioni granitiche su tutti gli ambienti di gioco, inclusa Xbox One che è stata la nostra piattaforma di riferimento per questa prova. Sulla console Microsoft abbiamo sempre giocato ad alti livelli con rarissimi cali di framerate sostanzialmente impercettibili e che non rovinano in alcun modo l’esperienza di gioco e sempre in Full HD, ennesima dimostrazione che simili risultati sono alla portata di tutti con il giusto lavoro di ottimizzazione e Blizzard, in questo, è una sicurezza. Anche l’impianto sonoro del gioco gode di un doppiaggio italiano completo e ben realizzato, già zeppo di frasi iconiche da citare un po’ ovunque e con musiche sempre di buona qualità che accompagneranno le nostre schermaglie in giro per il mondo.

SCHEDAGIOCO
Cover Overwatch

Overwatch

Scheda completa...