Battlefield 3 visto su console

Meglio su Xbox 360 o su PlayStation 3?Scritto da Fabio "Dartagnan" Cecco D'Ortonail 08 Novembre 2011
Battlefield 3 visto su console Speciale

Non scopriamo di certo ora, dopo la recensione per la versione di punta, che il mondo di gioco di Battlefield 3 è stato sviluppato a partire dalla versione per personal computer. Eppure nelle ultime settimane prima del lancio, i tanti amanti degli FPS (molti dei quali fin troppo ossessionati e preoccupati per una eventuale “caduta” dell'amato Call of Duty Script) hanno sollevato polveroni e scatenato pareri durissimi su bug e problemi riscontrati durante il rilascio della versione beta. Tutto questo, a conti fatti, ha certamente fatto bene al lavoro di DICE, già a oltre 5 milioni di copie vendute grazie anche ad un'offerta videoludica di assoluto spessore, ulteriormente migliorata dopo la fase di open beta che ha fatto registrare numeri impressionanti.

Sebbene in singolo non abbia rivoluzionato alcunché, se non il fare uso di un sistema di illuminazione dinamico mai visto prima d'ora su console, la strada seguita dagli sviluppatori svedesi è stata in un certo senso “copiata” da quella che la serie Call of Duty ci ha fatto vedere negli ultimi anni: script a palate, molti ben riusciti e che creano un'atmosfera ed un pathos incredibile, altrettanti di discutibile utilità. Se a questo aggiungiamo la presenza di semplici quanto inutili Quick Time Event in sporadici tratti della campagna in singolo, i fan di lunga data di Battlefield, prima di tutti gli altri, trarranno le loro conclusioni più o meno condivisibili: la lotta silenziosa tra EA e Activision, anche se non lo si direbbe viste le reazioni durante le manifestazioni dell'E3 e del GamesCom, ha influenzato sicuramente il modo di realizzare il prodotto, visto che per la prima volta assistiamo ad un single player dallo stampo tipicamente “codiano”.

Il predominio degli FPS di Activision nel mercato non lo abbiamo scoperto con Call of Duty: Black Ops, che ha superato in vendite anche l'ottimo Call of Duty: Modern Warfare 2 (e questo meriterebbe un discorso a parte su quanto i milioni di vendite siano sinonimo di qualità del prodotto...), ma EA dopo il mezzo tonfo avuto con Medal of Honor, indicato da tutti come il “predestinato” a prendersi una rivincita su Call of Duty (che poi non c'è stata), aveva bisogno di un gioco del genere, che rispettasse determinati criteri e che si avvicinasse quanto più possibile alle (poche) ore di single player che da anni quelli di Activision “regalano” ai loro fan. Il risultato è di quelli incoraggianti, sebbene la trama non sia cosi forte ed interessante. Va comunque riconosciuta a DICE l'abilità di essere riuscita a confezionare un prodotto con un buon numero di momenti esaltanti, accompagnando il tutto con una grafica ed un comparto sonoro degni di nota e che si avvicinano alla perfezione anche su console (tralasciando il doppiaggio in italiano, buono per carità, ma non così tanto). Tutto ciò è ottenibile grazie alla texture pack, opzionale per Xbox 360 e auto-installante su PlayStation 3, che elevano a dismisura i poligoni e la risoluzione di molti degli elementi, di contorno e non, restituendo grafiche in prima persona ottime e una cura dei dettagli principali maniacale; al contrario di molti altri aspetti quasi secondari, che non mostrano il loro meglio, almeno non come riesce a fare la versione PC.

Mettendo a confronto le due versioni per console, pare evidente come nella versione Xbox 360 manchi del tutto “l'effetto trauma” osservabile su PlayStation 3 durante alcune fasi di gioco (vedi immagine sotto); una situazione che, tuttavia, si ribalta nei tempi di caricamento (maggiori di un paio di secondi sulla console Sony), nonostante il sistema di illuminazione appaia un poco più solido e convincente nella versione Xbox 360. Insomma, di vincitori e di vinti non ce ne sono a conti fatti, anche perché le differenze sono davvero microscopiche, ma la possibilità di poter godere di un ottimo sparatutto, anche senza avere un computer performante con cui giocarlo, è certezza. Piuttosto, è chiaramente discutibile ed attaccabile la scelta di non includere più Battlefield 1943 nella copia PS3 del gioco, dopo l'annuncio in pompa magna avvenuto durante l'E3 2011. Sia EA che DICE non hanno aggiunto altro, evidenziando una grande caduta di stile, in particolar modo nei confronti di tutti coloro che avevano già pre-ordinato il gioco, dando, magari per la prima volta, una chance alla serie.

Come mostrato nella demo del GamesCom, Battlefield 3 include, fin da subito, la modalità cooperativa, che in Battlefield: Bad Company 2 arrivò dopo qualche mese (e a pagamento) sotto il nome di Onslaught Mode, o modalità Carneficina. Le differenze tra le due paiono sostanziali, almeno sotto alcuni aspetti: innanzitutto si è passati dalle 4 mappe presenti in BC2 alle 6 missioni coop di BF3, poi pare proprio diversa la struttura e lo svolgimento degli eventi. Sebbene, alla fin fine, si tratti comunque di accoppare tutti i nemici e raggiungere determinati obiettivi e postazioni, la modalità cooperativa del nuovo arrivato porta approcci e situazioni di gioco assolutamente più varie. Cosa che non avveniva nella modalità Carneficina, dove era, sì, importante cooperare sempre, ma veniva a galla con molta facilità la mancanza di qualcosa che spronasse i giocatori a dare il meglio di sé. Sempre.

Cosa che in Battlefield 3 avviene, grazie a missioni su mezzi, approcci stealth e tante altre situazioni che donano quella varietà ed il giusto richiamo a chi vuole “respirare” dalla modalità multigiocatore. Il peccato principale è quello di poterla affrontare soltanto in due, e difficilmente il numero dei partecipanti verrà esteso a quattro, come per la modalità coop di Bad Company 2.

Ciò non toglie che le fasi di gioco, soprattutto se affrontate con un amico, sono assolutamente divertenti, dandoci un bel po' di filo da torcere se affrontate a livello difficile. A corredare l'offerta, sperando che in un qualche futuro DLC gli sviluppatori aggiungano ulteriori missioni (non è detto che siano a pagamento visti i contenuti free a cui DICE ci ha sempre abituato), la possibilità di sbloccare delle armi esclusive da poter poi utilizzare in multiplayer, tramite la somma dei punteggi realizzati. Non è facile sbloccarle tutte, e serviranno più tornate sui singoli incarichi per superare le proprie perfomance e godere di armamenti extra. L'aspetto più importante, trattandosi pur sempre di una modalità online, è che su console non abbiamo avuto alcun problema né di lag e né di disconnessioni.

Ma è il multiplayer l'aspetto che, decisamente, merita più attenzione. A differenza della versione computer che prevede match fino ad un massimo di 32vs32 giocatori, le versioni Xbox 360 e PlayStation 3 sono limitate a “soli” 24. Un limite dettato principalmente da quelli che possono essere i comportamenti delle attuali console (superate già da tempo per hardware e potenzialità) al dover gestire un numero di players troppo elevato, computando al contempo i nuovi effetti luce, il nuovo Frostbite 2.0, tutti i rivisti e ultra migliorati effetti di distruzione e i tanti veicoli presenti soprattutto nelle grandi mappe di gioco. Il team di sviluppo ha quindi operato per rendere fluido ed impeccabile il prodotto anche su console, merito anche dei 30fps stabili che non portano all'esasperazione le due piattaforme “next-gen”, migliorando ulteriormente la guidabilità dei veicoli e bilanciando come non mai i giocatori in aria con quelli impegnati a terra, su altri mezzi o meno. Un aspetto fondamentale quest'ultimo, visto che fin troppo spesso si assistevano a veri e propri match in cui i “grandi piloti di elicottero” (in Bad Company 2 i jet non erano presenti) realizzavano punteggi esorbitanti, lasciando pochissimo spazio al respawn nemico visto che lo schieramento base non era protetto dal limite di “area inaccessibile”, al contrario di adesso.

Un lieve senso di smarrimento nelle nove mappe presenti al lancio lo si può avvertire soltanto alla prima prova, quando c'è ancora bisogno di rodare e capire com'è effettivamente quella mappa, oppure in alcune delle più grandi come Caspian Border o L'Isola Kharg. Niente che un po' di esperienza non compensi dopo i primi match, regalando fasi di gioco superlative, che elevano Battlefield 3 a migliore FPS multiplayer di sempre, anche se con soli 24 utenti a contendersi punti e promozioni. Ovviamente son presenti mappe anche per coloro che prediligono scontri più ravvicinati: Grand Bazaar e Operation Metrò (sebbene la planimetria di quest'ultima evidenzi una lunghezza globale abbastanza rilevante), sono due validi esempi, tanto da poterle definire mappe à la Call of Duty e che gli amanti del prodotto Activision probabilmente apprezzeranno più delle altre. Questo perché paiono meno dispersive e certamente sviluppate in meno metri quadrati virtuali. Ad amplificare l'esperienza, non si possono dimenticare il fuoco di soppressione che ha i suoi effetti a livello di gameplay (features lanciata per la prima volta dagli americani di Tripwire Interactive nella serie Red Orchestra), i veicoli che possono tornare a guadagnare punti “salute” e la possibilità di stendersi a terra come avveniva in Battlefield 2, visto che in entrambi i capitoli di Bad Company non era consentito.

Vanno però annotati alcuni disguidi avuti nei primi giorni dal lancio (e solo in Europa), ora risolti. Innanzitutto la presenza di un fastidioso lag, che non ha influenzato l'esperienza di tutti, e del fatto che in molti si son ritrovati kickati fuori dai server senza una ragione specifica. Problemi a cui il team di sviluppo ha posto rimedio tramite un paio d'ore di manutenzione straordinaria dei server di gioco, successivamente interessati da altri piccoli update che hanno permesso, ad oggi, di avere un'affidabilità e velocità di connessione invidiabili. Lo stesso è avvenuto per la creazione della squadra nel menu principale, ora perfetta se si segue alla lettera questa guida ufficiale (per poterla visualizzare bisogna essere loggati sia su Origin che su Battlelog).

Insomma, per gli amanti degli FPS Battlefield 3 è un gioco irrinunciabile, anche in virtù del fatto che il vero punto debole, evidenziabile nelle passate produzioni in una scarsa profondità degli sbloccabili in ambito multiplayer, è stato finalmente eliminato grazie a decine e decine di gadget ed accessori per ogni arma e veicolo presente nel gioco, in modo tale che personalizzare il proprio equipaggiamento, per non parlare dell'aspetto del soldato, diventi un modo ulteriore per buttarsi nella mischia e salire di livello a colpi di mitra o lanciarazzi che sia! E l'innalzamento del level cap al grado 145, fissato a 50 per Battlefield: Bad Company 1 e 2, fa capire quanto lavoro sia stato fatto per questa produzione, sia in termini di accessori sbloccabili che di garantita longevità dell'aspetto multigiocatore.

Ci lasciamo con un trailer gameplay riguardante il multiplayer. Un trailer che in circa un minuto e mezzo racchiude tutto quello per cui Battlefield 3 vale l'acquisto, ricordandovi, inoltre, che il titolo è multilingua per entrambi le versioni console; se quindi siete alla ricerca del risparmio, visto anche il periodo pregno di uscite, sappiate che il mercato UK potrà darvi una grossa mano a riguardo.

SCHEDAGIOCO
Cover Battlefield 3

Battlefield 3

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