Beat 'em Up vs. Reality - Parte 1

Un'analisi comparativa tra i personaggi dei picchiaduro e chi li ha ispiratiScritto da Matteo Pisapiail 03 agosto 2016
Beat 'em Up vs. Reality - Parte 1 Speciale

Ci sono diversi motivi per cui amo i picchiaduro. Uno di questi è certamente la presenza di una varietà di personaggi ampia e diversificata, che spesso e volentieri attinge a piene mani dalla cultura pop, da altri media, dalla storia, quando non dalla mitologia e dal folklore. In questa serie di speciali tenteremo di inquadrare dunque le personalità, realmente esistite o fantastiche, che hanno ispirato e punzecchiato la fantasia di innumerevoli designer per la creazione di personaggi, divenuti magari oggi essi stessi iconici, o dimenticati come i titoli cui presero parte. Inauguriamo dunque la rubrica con una serie di characters che vedono la loro origine in artisti marziali e combattenti che realmente hanno calpestato ring e tatami, e nella cui vita le arti marziali hanno significato più che un mero infrasettimanale.


Mas Ōyama 

(Ryu, Takuma Sakazaki)

Uno dei più famosi Karateka nella storia della disciplina di Okinawa e delle arti marziali in generale, Masutatsu Ōyama, è servito molto probabilmente quale fonte di ispirazione per due altrettanto famosi paladini del Karate in pixel, Ryu (Street Fighter) e Takuma Sakazaki (Art of Fighting \ The King of Fighters). Ōyama, nato Choi Yeong-eui in Corea, si trasferì in Giappone dove cominciò ad interessarsi al Karate dopo aver praticato Judo e Pugilato, attratto dalla forte componente spirituale della disciplina. Ōyama eseguiva intense sessioni di allenamento in solitudine, un'abitudine che prese inizialmente per via dell'emarginazione di cui era vittima in quanto coreano in terra nipponica, e che potevano durare fino alle dodici ore al giorno. Era inoltre solito provare colpi e meditare a lungo sotto gelide cascate.

E' interessante notare inoltre come Ōyama e la sua vita servirono come fonte d'ispirazione per un famoso manga degli anni settanta, Karata Baka Ichidai, nel quale il protagonista, il giovane karateka ispirato ad Ōyama, fronteggia un minaccioso combattente thailandese di Muai Thai con un occhio solo. Vi ricorda qualcuno?

Se nella descrizione di un profilo estremamente schivo ed a tratti ascetico, totalmente dedito all'allentamento ed al perfezionamento della tecnica marziale come unico scopo di vita, Masutatsu ci ricorda molto da vicino Ryu di Street Fighter, è nella fisicità e, soprattutto, nell'eredità tramandata come fondatore e promotore di uno stile di combattimento, che i parallelismi con Takuma Sakazaki si fanno evidenti.

Ōyama è infatti noto come il fondatore di uno degli stili di Karate più estremi, il Kyokushin Karate. Il Kyokushin Karate, il cui nome è traducibile come “via della mano vuota per l'estrema verità”, è caratterizzato da colpi estremamente potenti e precisi, e molte delle mosse fondamentali dello stile vengono eseguite in maniera pressochè identica dagli Shoto in Street Fighter ma soprattutto dai praticanti dello stile Kyokugen, fondato da Takuma Sakazaki, all'interno dell'universo SNK.

Masutatsu Ōyama era inoltre noto per le spettacolari esibizioni atte a mettere in mostra le potenzialità dello stile Kyokushin; tra le più memorabili, la lotta a mani nude contro tori e la brutalizzazione di inermi bottiglie di birra piene (che spreco!).


Li Xiaolong 

(Kim Dragon, Fei Long, Law)

Nato negli Stati Uniti da migranti Cinesi, cresciuto tra Hong Kong e San Francisco, Bruce Lee, al secolo Li Xiaolong, è una delle icone della cultura popolare cinese e mondiale la cui riconoscibilità sopravvive trasversalmente a latitudini, classi sociali e generazioni differenti. Fondatore del Jeet Kune Do, nonchè uno dei primi attori orientali ad avere grande successo negli Stati Uniti ed in tutto l'Occidente, Bruce Lee ha ispirato innumerevoli personaggi nella storia dei picchiaduro, tanto che contarli tutti meriterebbe forse uno speciale a parte. Per questo ci focalizzeremo su quelle che sono forse le incarnazioni videoludiche più importanti del Piccolo Drago di Hong Kong. A bruciare sullo scatto innumerevoli concorrente, spianando la strada ad una sterminata serie di cloni digitali del campione cinese di Kung Fu fu ADK, che nel 1992 con Kim Dragon, nella bizzarra serie World Heroes, ha per prima saputo intravedere il potenziale videoludico di un personaggio come Bruce Lee. Kim Dragon è un campione di arti marziali nonchè attore di successo, ed il suo aspetto ricalca fedelmente quello di Chen, il campione di Kung Fu cinese interpretato da Lee in Dalla Cina con furore. Dall'outfit pantalone e slippers da TaiChi, agli acuti urletti emessi portando feroci colpi all'avversario, ogni singolo elemento di design di Kim Dragon, incluso naturalmente il nome, rende omaggio al celebre Hong Konger.

A seguire a ruota l'omaggio\citazione di ADK verranno poi Capcom con Fei Long, introdotto per la prima volta in Super Street Fighter II nel 1993, ed i Law della serie Tekken firmata Namco, nel 1994. Entrambi i personaggi manterranno i tratti tipici di Bruce Lee già utilizzati da ADK nella progettazione di Kim Dragon, ma Namco in particolare renderà Law padre e figlio un continuo di omaggi e citazioni non più soltanto all'attore\artista marziale ma anche ai personaggi interpretati, con una serie di costumi ed accorgimenti estetici per richiamare protagonisti di film più o meno noti della sterminata filmografia di Lee.


Mike Tyson

(M.Bison \ Balrog)

Direi che qui non c'è bisogno di introduzioni: Mike Tyson è probabilmente il pugile più famoso della storia insieme a Muhammad Alì ed a pochi altri nomi. Una personalità talmente particolare e controversa da rappresentare materiale perfetto per un personaggio da picchiaduro. In Street Fighter II del 1991 fa la sua prima apparizione Mike Bison, un violento pugile bandito dalle competizioni sportive per la sua eccessiva ferocia, riciclatosi lottatore mercenario e guardia del corpo del perfido boss di Shadaloo, Vega. La somiglianza è talmente evidente che la leggenda vuole che il macchinoso scambio di nomi tra i Quattro Re di Shadaloo operata per il mercato occidentale da parte di Capcom, avvenne proprio per evitare incidenti di natura legale con il pugile ed il suo entourage, o forse, più semplicemente, per evitare possibili danni all'immagine della società visto che proprio in quegli anni Tyson fu condannato per violenza sessuale.


Ryoko Tamura

 

(Ryoko Izumo – Ryoko Kano)

Scommetto che qui, invece, più di qualcuno di voi starà alzando un sopracciglio. Chi è Ryoko Tamura? Ryoko Tamura è una campionessa giapponese di Judo, vincitrice di sette titoli mondiali e di ben cinque medaglie olimpiche, di cui due d'oro. Ancora una volta è ADK con il suo World Heroes, caratterizzato da un cast di personaggi ispirati a personaggi storici e mitologici della storia mondiale, ad intuire per prima le potenzialità carismatiche del personaggio che ben si adattano ad un combattente da videogame. Nel 1994 Tamura ha appena diciotto anni ed ha già vinto numerosi titoli nazionali ed internazionali quando, in World Heroes 2, fa il suo debutto Ryoko Izumo. Proprio come la Tamura, Izumo è una giovanissima e minuta judoka, combatte con un Gi azzurro con la bandiera giapponese cucita sul petto indossato sopra una t shirt, e porta una adorabile capigliatura con la frangia legata in alto. L'unica cosa che le due non hanno in comune sembrerebbe essere il prosperoso seno antigravitazionale della controparte digitale.

Nel 1994 è invece Data East in Fighters History Dynamite, noto anche come Karnov's Revenge, a pagare il suo tributo alla più grande judoka della storia, con il personaggio Ryoko Kano. Per la progettazione del look e del background del personaggio, i designer Data East sintetizzarono in Ryoko Kano la Tamura e Yawara, la giovane judoka protagonista dell'omonimo manga firmato da Naoki Urasawa, alla quale la stessa Tamura fu più volte paragonata, tanto da guadagnarsi presso fan e media dell'epoca il soprannome Tawara (Tamura + Yawara)


Chan Kong-Sang

 

(Hon Fu / Lei Wulong)

Terminiamo questa carrellata con un altro famosissimo artista marziale ed attore hongkonghese, Jackie Chan. Noto in patria con il suo vero nome Chan Kong-Sang o con il nome d'arte Cheng Long, Chan è stato interprete di quasi cento film, e la sua vena spiccatamente comica, assieme ad una approfondita conoscenza delle arti marziali, in particolare il Kung Fu e lo Shaolinquan, ne hanno decretato l'enorme successo in Cina come all'estero. In Fatal Fury 3: Road to final victory del 1995, tra i nuovi personaggi introdotti da SNK nella serie Garou fa la sua comparsa Hon Fu, detective di Hong Kong esperto di Kung Fu, che combatte utilizzando un paio di letali Nunchaku. Il personaggio è un evidente omaggio alle pellicole prodotte a partire dagli anni ottanta della serie Police Story, in cui Chan interpreta proprio un detective hongkonghese, che ebbe un enorme successo in Asia. Hon Fu oltre a ricalcare una somiglianza fisica evidente con un giovane Chan, mantiene inoltre il tipico tratto ironico dell'attore, fungendo spesso da linea comica all'interno del gioco.

È all'incirca nello stesso periodo che Namco rilascia Tekken 2 per Arcade e PlayStation. All'interno del roster, tra le new entries, c'è Lei Wulong, ancora un volta un detective nativo di Hong Kong, vagamente ironico e soprattutto abilissimo in cinque diversi stili di combattimento del Kung Fu. In questo caso persiste l'ispirazione estetica nei tratti del personaggio, così come il richiamo alle pellicole della serie Police Story, ma per il suo Chan-clone Namco aggiunge alla ricetta un pizzico di Drunken Master, altra serie di film molto noti con protagonista Jackie Chan, da cui viene mutuato il particolare stile di combattimento dell'ubriaco basato su diversi stili di Kung Fu dai nomi animaleschi.

Per il momento ci fermiamo quì e ci salutiamo con un appuntamento al prossimo speciale per andare invece a conoscere una serie di personaggi mutuati dal fumetto e dall'animazione giapponese che furono d'ispirazione nella creazione di altrettanti combattenti di pixel e poligoni.

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