Focus su Innogames: Intervista con il colosso dei browser games, atteso a una nuova sfida

Scopriamo insieme la compagnia di Grepolis e Forge of Empires Scritto da Matteo "Scanna" ScannaviniMail@ mattscannail 22 agosto 2015
Focus su Innogames: Intervista con il colosso dei browser games, atteso a una nuova sfida Speciale

Avete presente quelle pubblicità di quei videogame strategici-storici che imperversano in TV, specialmente su televisioni come Italia1 o MTV, quelle più “indirizzate” verso un pubblico giovanile? Beh, sinceramente, essendo un giocatore di quelli “hardcore” - ok, potete dire che me la tiro, ve lo concedo – non mi sono mai particolarmente interessato a titoli come Forge of Empires e Grepolis e altrettanto sicuramente sono produzioni videoludiche che conosco davvero poco e delle quali non riesco a quantificare la popolarità.

È stato con grande curiosità e una mente molto aperta verso mondi videogiocosi che magari non frequento solitamente, che mi sono approcciato al mio incontro con Innogames, la compagnia tedesca – onnipresente tra GDC Europe e Gamescom 2015 – responsabile di suddetti giochi, facendo una bella chiacchierata con Christopher Zurheiden, PR Manager della società, nel loro booth alla kermesse teutonica.


Una storia destinata a cambiare

Due fratelli, una passione, un PC. Sono tante le storie di successo nel nostro mondo nate così, praticamente dal nulla, e Innogames non fa eccezione. Nonostante la compagnia sia stata fondata solo nel 2007, è stato nel 2003 che i due fratelli Eike ed Henrik Klindworth hanno realizzato il primo prototipo di Tribal Wars, un titolo strategico online, giocabile su ogni computer tramite un semplice browser internet.

Scanna: Da lì in poi, l'esplosione. Christopher, parlaci di Innogames, 12 anni dopo.

CZ: La nostra compagnia è una delle leader a livello mondiale nei giochi online. Come accennato, è stata fondata nel 2007, con sede ad Amburgo, per permettere ai fratelli Klindworth, ormai dedicati anima e cuore al progetto, di gestire una player base centuplicata in pochissimi anni. Ad oggi siamo un'azienda che conta 350 dipendenti fissi – presto diventeranno 400 – provenienti da più di 30 nazioni e suddivisi tra il nostro ufficio principale ad Amburgo e il nuovissimo impianto di Dusseldorf, dedicato principalmente allo sviluppo. Innogames distribuisce i suoi giochi localizzati in 30 lingue e, ad oggi, conta più di 150 milioni di giocatori registrati e ricavi che, nel 2014, potevano quantificarsi intorno agli 80 milioni di euro.

Scanna: Non male. Puoi parlarci dei vostri giochi più nel dettaglio?

CZ: Certo. Innanzitutto voglio evidenziare una cosa: tutti i nostri prodotti sono disponibili come Free to Play su browser PC, ma ultimamente abbiamo iniziato a portarli anche su mobile, tablet e smartphones. Forge of Empires, per esempio, è il nostro titolo più di successo, grazie anche a grossi investimenti pubblicitari e in marketing, persino nel vostro paese. FOE sta avendo un forte impatto anche nella recentemente lanciata versione iOS, la quale permette il gioco cross platform con un unico account per hardware fisso o mobile. A parte Forge of Empires, dedicato più a un pubblico casual, abbiamo Tribal Wars 2 e Grepolis, dalle ambientazioni sicuramente differenti, ma abbastanza simili nel gameplay: strategici PvP più “hardcore”. Per esempio, in Tribal Wars 2, una sconfitta significherà perdere il proprio villaggio e ricominciare da capo, cosa che non avviene in Forge of Empires. Tribal Wars 2 ha esordito su iOS molto recentemente, a giugno. Infine, la novità del momento è sicuramente Elvenar, il nostro city builder più recente dallo stile fantasy: due razze, uomini ed elfi, si danno battaglia in questo titolo sviluppato per il momento solo per browser PC.


Due mondi differenti

Scanna: Quando avete deciso e perché di spostarvi verso il mercato mobile?

CZ: Lo sviluppo è iniziato circa 3 anni fa. Le motivazioni per questa scelta sono state parecchie, a partire dall'hardware. Smartphones e tablets sono diventati sempre più potenti, in grado di gestire le nostre richieste in quanto a RAM. È vero, i nostri giochi non sono dei miracoli grafici, ma fanno succedere tante cose nello stesso momento. Inoltre, volevamo dare ai nostri giocatori la possibilità di continuare le loro partite anche al di fuori di casa e, ovviamente, sfruttare le chance economiche date dall'espansione di questa fetta del mercato.

Scanna: Questa vostra espansione verso mobile è certamente una bella sfida. Come pensate di trasporre i vostri giochi verso un mercato così diverso, dove la gente gioca in maniera decisamente differente, sia come input che come tempistiche?

CZ: Non è un compito semplice, certo, ma per ora le cose stanno andando bene. Il lancio di Forge of Empires per esempio, ha superato tutte le nostre aspettative, grazie anche al suo essere stato “Featured Title” da Apple in 60 mercati. FOE si adatta infatti benissimo anche alle sessioni di gioco mobile, più veloci e “casual”. Per esempio: un giocatore può usare qualche risorsa, produrre qualche truppa, mettere qualche attività in coda e poi fermarsi e riprendere a giocare dopo un'oretta, in perfetto stile mobile. Altri strategici come Tribal Wars 2, benché adattabili certamente, sono meno costruiti per l'esperienza smartphone, viste le lunghissime sessioni di gioco al PC che solitamente richiedono. Qui il grosso dell'esperienza viene ancora svolto al computer, con il gioco mobile visto un po' come una Companion App dove portare avanti qualche lavoro secondario. Certamente questo cambiamento sta modificando le nostre priorità anche in sede di sviluppo: il nostro approccio sta mutando e stiamo cercando di realizzare titoli più bilanciati tra mobile e browser, per accontentare tutti.


Mobile is the way?

Scanna: Chiaramente il successo che state avendo su cellulare vi sta cambiando. Abbandonerete mai la vostra fan base su browser?

CZ: Ovviamente no. Nel nostro DNA ci sono i PC e i browser games, ai quali le versioni mobile andranno solo affiancate. Continueremo a sviluppare giochi solo browser-based, altri cross play – nonostante sia molto difficile, specialmente con Android – e abbiamo persino qualche progetto in cantiere dedicato solo a smartphone e tablet, ma non cambieremo così tanto.

Scanna: Al giorno d'oggi, com'è ripartita in termini di piattaforme la vostra utenza? Pensate che le cose cambieranno nel prossimo futuro?

CZ: Al momento, i browser games rimangono il fulcro della nostra utenza. Non ho a disposizione numeri precisi, ma vi posso anche dire che i mobile games sono in continua crescita e, potrebbero, un giorno, superare i giocatori PC. Riguardo alle diverse piattaforme mobile invece, vista la install base decisamente più alta, non ci ha stupito vedere Android superare iOS; è invece più interessante rimarcare come ogni appassionato Innogames investa pro-capite, più soldi su dispositivi Apple, sintomo forse di una clientela con un budget più elevato a disposizione.

Scanna: Innogames è popolare in Italia? Avete un approccio particolare per il Bel Paese?

CZ: Localizziamo e distribuiamo i nostri giochi in Italia da tantissimi anni e il vostro risulta certo uno dei mercati più importanti per noi. Tuttavia, abbiamo provato in passato ad adattare i prodotti a seconda della nazione di destinazione (in Asia, per esempio), ma la cosa non ha raggiunto i risultati sperati. Indi per cui, l'approccio tenuto in Italia è molto simile a quello di altri paesi europei.


Cosa riserva il futuro

Scanna: Innogames sembra dedicarsi completamente al mercato free to play. Esiste la possibilità per voi di seguire l'esempio di Wargaming con Master of Orion e seguire modelli di business più classici, magari su piattaforme diverse?

CZ: Sinceramente, non ci sono piani al momento per deviare da quello che stiamo facendo. La nostra strategia rimane puntata sui F2P, un mondo che conosciamo benissimo e nel quale sappiamo come muoverci, pensando sia a monetizzare che a mantenere la nostra clientela felice.

Scanna: Abbiamo fatto proprio una bella chiacchierata, vorrei chiudere con un tuo parere personale sul futuro di questa tipologia di giochi e sul mobile. Cosa pensi che succederà nei prossimi anni? Pensi che vedremo magari più giochi simili a quelli console su cellulari?

CZ: Mmm, no. Penso che i Free to Play siano qui per restare e, anzi, per crescere ancora nel futuro. Le esperienze premium a pagamento su dispositivi mobili faticano ad imporsi e tantissime case – inclusa Nintendo – si stanno spostando più e più verso il F2P. I giocatori casual che solitamente usano un cellulare o un tablet per passare del tempo videogiocando non sono abituati a spendere soldi per acquistare un gioco e non penso che questo sia un trend destinato a cambiare nell'immediato futuro.

Beh, è stato proprio un appuntamento interessante devo dire, per una società multimilionaria che non sembra pronta a fermarsi. Date una chance ai loro giochi, alla fine... Sono gratis.

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