Hitman: la storia dell'agente 47 - Terza parte

I ricordi dell'assassinoScritto da Federico "Kikorin" GiacobinoMail@ FedeGiacoil 16 agosto 2012
Hitman: la storia dell'agente 47 - Terza parte Speciale

Il terzo capitolo della serie, Hitman: Contracts, si presenta puntualmente circa 2 anni dopo l'uscita del suo predecessore, Silent Assassin.Contracts esce nel corso del 2004 e va a "tappare" una serie di buchi presenti nella trama dei primi due episodi. L'incipit della storia vede l'agente 47 ferito e strascicante, in quanto raggiunto da un colpo d'arma da fuoco al fianco durante una missione (che vivremo nel corso di Blood Money).47 riesce comunque a portare a termine l'incarico ed a raggiungere un misterioso dottore che opera in uno stanzino tetro ed isolato. Questi inizia a curarlo e nel frattempo il nostro assassino avrà una serie di flashback, ognuno tradotto in una missione, che lo porteranno a rivivere una serie di momenti del suo passato in un arco che va dal 2000 al 2004.I vari incarichi che andremo ad eseguire si divideranno tra inediti e remake di missioni dei precedenti capitoli, comunque riviste e riadattate, oltre che cambiate nello stile e negli obbiettivi.Il primo ricordo, ad esempio, ci spiegherà cosa successe a 47 in seguito all'uccisione del dottor. Otto Wolfgang Ort-Meyer - ovvero il proprio creatore - e per farlo verremo trasportati nuovamente all'interno del laboratorio in Romania dove tutto ebbe inizio. Successivamente, ci ritroveremo a viaggiare per diversi luoghi del globo e rivivremo alcuni classici come la famosa serie di missioni della triade o l'omicidio di Lee Hong.La trama, infine, si chiude quando 47, sottoposto a varie cure, riesce a riprendersi ed a fuggire dalla polizia che l'ha accerchiato e lo tiene in pugno. Questa situazione si scoprirà poi essere il seguito della missione "Giù il sipario" di Hitman: Blood Money ed il tutto finirà con l'immagine di 47 in volo su un aereo di linea, di nuovo in forma e pronto a "lavorare".ContractsDopo 2 lunghi anni di attesa, i fan di 47 non stavano più nella pelle ed a ragione, vista l'altissima qualità di Hitman: Silent Assassin. A riprova di questo, le vendite del terzo capitolo fecero registrate dati di vendita davvero notevoli, superando in circa sei mesi i 3 milioni di copie vendute.Ma il successo fu davvero meritato? A malincuore, occorre dire che Contracts è un po' la pecora nera della "famiglia", infatti si discosta dai precedenti Hitman sotto diversi aspetti e, sebbene mantenga inalterato il gameplay, propone uno stile inedito per la serie.La prima cosa che salta all'occhio, giocando il terzo capitolo della saga, è l'evidente cambio di rotta per quanto concerne i toni della produzione, resi decisamente più cupi e sotto un certo punto di vista, realistici. A far storcere il naso, però, non fu il cambio della paletta cromatica, ma il fatto che la produzione sembrava poco rifinita e terminata in fretta, ponendo meno cura ai dettagli rispetto alle due precedenti.

Il gameplay, come anticipato, rimase praticamente invariato all'atto pratico, ma subì delle sostanziali modifiche che puntavano a rendere il gioco fruibile ad una più ampia fetta di giocatori. La cosa che saltava all'occhio era la semplificazione generale del titolo, che a differenza del primo e del secondo Hitman, proponeva delle misure meno restrittive e lasciava più respiro ai videogiocatori. In particolare, l'IA delle guardie venne rivista in modo che, travestendosi e poi correndo e comportandosi in modo strano, la copertura reggeva comunque. Mentre in Silent Assassin i travestimenti erano davvero sempre al limite e le guardie potevano smascherarti notando anche solo un comportamento inconsueto, in Contracts prima di venire additati come intrusi, occorreva davvero farsi notare in maniera palese.Inoltre, a parte in un paio di eccezioni, le missioni scorrevano via in maniera molto più rapida del solito, non facendoci penare anche per interi giorni prima di riuscire a portare a casa la vittoria. Proprio la lista delle missioni, comunque, fu la vera delusione del terzo episodio della saga e questo perché, oltre ad essere in numero abbastanza ridotto, quasi la metà delle stesse erano dei remake degli incarichi di Codname 47.Una volta "assorbito il colpo", però, si poteva constatare che - nonostante tutto - di passi avanti ne erano stati compiuti parecchi. Una delle migliorie più evidenti era la libertà nel risolvere gli obbiettivi, ancora maggiore rispetto al passato, infatti ogni missione aveva una moltitudine di possibilità per essere portata a termine e le trovate degli sviluppatori, anche nei rifacimenti dei vecchi incarichi, erano del tutto inedite e quindi i fan potevano sbizzarrirsi nel provare diverse strade per arrivare alla fine col miglior risultato possibile. Tornava quindi il sistema a punteggi del secondo capitolo, così che la rigiocabilità rimanesse incredibilmente alta ed adeguata agli standard della serie.Alla fine dei conti, Contracts, rimane tutt'oggi un Hitman riuscito ed estremamente divertente, penalizzato dal fatto di essersi fatto carico della pesante eredità lasciata dal Silent Assassin che è considerato da molti il miglior capitolo della serie, alla pari di Blood Money. Tolto questo, le nuove trovate di gameplay e lo stile particolare e più tetro del solito, con un 47 ancora più spietato e dei toni maggiormente maturi, rendono il terzo capitolo della serie l'Hitman che più si distacca dai canoni "classici" e proprio per questo meritevole di essere giocato, anche perché la qualità rimane, nel complesso, altissima.

SCHEDAGIOCO
Cover Hitman 3: Contracts

Hitman 3: Contracts

  • data d'uscita: 30 aprile 2004
  • produttore: Eidos Interactive
  • sviluppatore: IO Interactive
  • Genere: Azione
  • Pegi: 16+
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