Hitman: la storia dell'agente 47 - Ultima parte

La conclusione dello speciale a tema HitmanScritto da Federico "Kikorin" GiacobinoMail@ FedeGiacoil 22 agosto 2012
Hitman: la storia dell'agente 47 - Ultima parte Speciale

Hitman: Blood Money è l'ultimo capitolo della serie ad essere giunto nei negozi. Il titolo vide la luce nel 2006, mantenendo la tradizione biennale di tutti i precedenti episodi. La storia alla base di Blood Money è senza dubbio la più complessa e ricercata di tutta la saga ed assieme agli avvenimenti di Codename 47 è indispensabile per capire lo svolgersi degli eventi.

Il gioco si apre con l'attenzione puntata su Leland "Jack" Alexander, ex-direttore dell'FBI, il quale ha un incontro con un reporter famoso che vorrebbe scrivere un pezzo sull'attentato alla casa bianca appena verificatosi. La storia, similarmente a quanto successo in Contracts, viene narrata tramite dei flashback che prendono vita in seguito alle parole di Alexander, ovvero quando egli inizia a raccontare al giornalista tutti gli avvenimenti che riguardano l'agente 47 nei due anni precedenti, fino ad arrivare al presente. Ad ogni racconto, corrisponde la missione che puntualmente smentisce le parole del capo dell'FBI e mostra il reale svolgimento dei fatti.Si viene a sapere che Leland "Jack" Alexander, nei due anni che hanno anticipato l'intervista, ha pedinato 47 ed è oramai molto vicino alla sua cattura. Un altro dettaglio che scaturisce dall'incontro tra i due è la presenza di una controparte occidentale della ICA (l'agenzia per la quale lavora 47) che si fa chiamare "La Coalizione" e tramite un clone albino super addestrato sta progressivamente eliminando tutti i componenti della concorrente. La situazione si fa critica e l'agente 47 viene contattato da Diana, la quale lo informa che loro due sono gli unici superstiti rimasti.Costretta dagli eventi, Diana prende la decisione drastica di chiudere l'agenzia ed è proprio in quel frangente che 47 viene avvicinato da una sua vecchia conoscenza, l'agente della CIA Smith, il quale propone al killer un'ultima missione tanto pericolosa, quanto ben retribuita.Gli obbiettivi sono il clone albino de "La Coalizione", Mark Parchezzi III, e il Vicepresidente degli Stati Uniti Daniel Morris. Il motivo di questi omicidi è presto detto, infatti essi hanno intenzione di togliere di mezzo il presidente e prenderne il posto, prima che l'attuale governatore degli Stati Uniti possa rendere legale la clonazione e togliere così il monopolio del procedimento, in mano all'agenzia de "La Coalizione".

L'agente 47 riesce a portare a termine l'incarico, ma a quel punto la sua situazione è diventata piuttosto compromettente e si ritrova braccato dall'agenzia e dalla polizia, entrambe intenzionate a liberarsi di lui una volta per tutte.Non avendo più incarichi da svolgere ed essendo molto vicino a far saltare la sua copertura, 47 decide di rintanarsi a tempo indeterminato nel suo nascondiglio segreto del quale in pochissimi sono a conoscenza. Mentre si trova nascosto, viene raggiunto di persona da Diana - fatto particolarmente sospetto - la quale lo informa di aver escogitato un metodo per togliere di mezzo l'agenzia concorrente. 47 non è per nulla convinto che questo sia possibile e mentre rimugina sulla notizia appena appresa, Diana lo sorprende e gli inietta un siero che lo getta in uno stato di morte apparente. A questo punto il nascondiglio viene accerchiato dagli agenti della SWAT e Diana, come ricompensa per il suo "tradimento", ottiene di poter entrare a far parte de "La Coalizione".La storia prosegue e ci ritroviamo direttamente al funerale di 47, dove si sono riuniti tutti i membri dell'agenzia, compresa la storica socia dell'agente. L'intenzione è quella di cremare il killer, così che il suo DNA non possa mai più essere utilizzato da altri per creare un clone perfetto. Così Diana si avvicina al corpo esanime di 47, gli adagia sul petto le sue amate pistole Silverballers e lo bacia sulle labbra.A questo punto esistono due diverse possibilità di terminare la trama, la prima vede l'agente 47 scendere nel forno e morire senza lasciare nessuna traccia, mentre la seconda, cioè il vero finale, vede 47 risvegliarsi in seguito al bacio di Diana, la quale si era precedentemente messa un rossetto contenente l'antidoto per il siero iniettatogli nel rifugio.Il killer si risveglia così dal suo sonno e - grazie alle pistole che ha posate sul corpo - compie una strage e stermina tutti i componenti de "La Clonazione", compreso il suo fondatore Leland Alexander.Diana decide di rifondare la ICA ed un filmato ce la fa vedere impegnata a prendere accordi telefonici con un misterioso signore che si fa chiamare "sua maestà". Da questa chiamata veniamo anche a conoscenza del fatto che essa ha perso le tracce di 47 e non sa dove sia finito dopo la sparatoria.Infine, però, la scena si sposta ancora e ci mostra l'agente 47 alle prese con un asiatico, presumibilmente nel posto dove tutto ebbe inizio nel corso del primo incarico di Codename 47. L'incontro tra i due ci fa scoprire che 47 si fa nuovamente chiamare Signor Johnson, come agli esordi e dopo un po' egli afferma di essere interessato a "qualcosa nel retro". I due si spostano nella stanza, ma la telecamera rimane ferma e non ci fa vedere di cosa si tratta. A questo punto una tenda rossa si chiude alle loro spalle e partono i titolo di coda.

Blood money

La serie di Hitman, al contrario di quanto spesso accade con i giochi per l'appunto "seriali", non ha imboccato una strada in discesa che l'ha portata ad una qualità sempre più scadente, ma al contrario ha - fortunatamente - percorso una parabola ascendente.Parlando di gameplay nudo e crudo, infatti, Blood Money è senza ombra di dubbio il miglior Hitman mai creato, ma vediamo il perché. Il quarto capitolo della saga dell'assassino mantiene tutte le caratteristiche che hanno reso grandi i suoi predecessori, ma ne amplia le meccaniche all'inverosimile, tanto da rasentare la perfezione ed essere un maestro tuttora irraggiungibile nel campo degli stealth games.La prima novità degna di nota la si può riscontrare nel sistema di salvataggio, nuovamente cambiato e rifatto per l'occasione. Se nel secondo e terzo capitolo gli sviluppatori permettevano un numero di salvataggi limitato, ma in diversi slot, nel quarto capitolo i salvataggi divennero individuali. Il concetto è difficile da rendere a parole, quindi occorrerà utilizzare un esempio pratico: nei predecessori era permesso salvare la partita in uno slot, avanzare finché non si sentiva la necessità di salvare nuovamente ed a quel punto utilizzarne un altro nel secondo slot, si erano così consumati 2 salvataggi. Nel caso però ci si accorgesse di avere sprecato il secondo, era sufficiente caricare la prima partita ed in quel caso sarebbe stato come se non si fosse mai utilizzato il secondo salvataggio. Con Blood Money, invece, rimaneva la possibilità di salvare un certo numero di volte (a seconda della difficoltà), ma ogni volta che si occupava uno slot con un salvataggio, questo veniva scalato in maniera permanente, indifferentemente che si decidesse di ricaricarne uno precedente e l'unico modo per liberare gli slot era quello di riavviare totalmente la missione.Se a prima vista questa potrebbe sembrare una diversificazione di poco conto, in realtà influiva pesantemente sul gameplay e costringeva i giocatori a salvare una partita solo quando si era davvero convinti delle proprie azioni, in caso contrario non si poteva tornare indietro ed occorreva ricominciare dall'inizio.Altra novità importante fu quella della possibilità di personalizzare l'agente 47 ed il suo arsenale. Fin dal primo Hitman, prima di una missione ci veniva data la possibilità di selezionare le armi di nostro interesse e più consone al compito da svolgere, ma con Blood Money si arrivò ad una gestione simil-gdr. Certo, non vennero aggiunti i punti esperienza per il nostro assassino, ma un lavoro simile lo facevano i soldi guadagnati dai diversi incarichi. Alla fine di ogni missione si veniva ricompensati con una somma di denaro, variabile a seconda di come si era raggiunto l'obbiettivo e questo gruzzolo era possibile spenderlo per personalizzare le nostre armi preferite (ad esempio comprando silenziatori migliori, proiettili con maggiore potere di penetrazione, staffe per diminuire il rinculo, ecc.), oppure per migliorare le abilità dell'agente 47, rendendolo ancora più letale di quanto non fosse già.

L'importanza di svolgere i vari incarichi in maniera silenziosa, poi, nel quarto episodio della saga ottenne un significato tutto nuovo. Se precedentemente il fatto di finire una missione con metodi troppo violenti non portava a particolari penalità, se non una diminuzione del compenso finale, in Blood Money il nostro killer doveva fare occhio a come si muoveva, infatti finire una missione facendosi sorprendere da qualche telecamera o testimone, significava aumentare la popolarità di 47, così che nei livelli successivi si finiva per iniziare avendo già una certa soglia di sospetto, sia da parte dei civili, sia da parte delle guardie. Fortunatamente, investendo una certa quantità di denaro a seconda della gravità delle proprie azioni "scoperte", era possibile corrompere polizia e cittadini, così da ritornare del tutto impopolare.Un'aggiunta particolarmente divertente era la possibilità di vedere - una volta finito l'incarico - un giornale locale, per scoprire se le notizie riportavano l'omicidio appena commesso, se i poliziotti avevano una qualche idea di come fosse successo e soprattutto chi fosse il colpevole, oppure se brancolavano nel buio.Oltre a queste novità di "contorno", che comunque già contribuivano ad elevare l'esperienza ludica, un grandissimo lavoro fu svolto anche a livello di gioco vero e proprio. Rimase la possibilità di portare a termine ogni incarico in tantissimi modi diversi, ma in più il level design venne studiato in maniera così magistrale da permettere, ai giocatori più esperti, di finire tutte le missioni senza neppure il bisogno di travestirsi e senza dover uccidere nessuno, se non appunto l'obbiettivo. Per rendere tutto questo possibile, all'agente 47 vennero aggiunte alcune abilità atletiche, come la possibilità di utilizzare le grondaie per arrampicarsi, muoversi sui tetti, lanciare delle monetine per distrarre le guardie e creare dei diversivi o anche la possibilità di compiere esecuzioni "dall'alto", ovvero nascondendosi in piani sopraelevati, così da sorprendere i malcapitati e mandarli all'altro mondo senza che questi riuscissero ad accorgersene. Grazie al maggiore dinamismo dell'assassino, muoversi per i livelli era ancora più divertente e pieno di sorprese, tanto che è praticamente impossibile rendere l'idea di quanto fosse aperta ogni missione se non si è mai provato il titolo in questione.

Come abbiamo detto in precedenza, l'episodio meno riuscito di tutta la serie - sebbene rimanga comunque un ottimo gioco - è senza dubbio Contracts. Quello che mancò al terzo capitolo di Hitman, oltre ad una trama di spessore, fu soprattutto la personalità. Giocandoci, infatti, sembrava che lo stile tanto amato nei primi due episodi fosse andato un po' perduto, in favore di un design più cupo, grezzo e non molto espressivo. Fortunatamente, però, Blood Money non mancò l'obbiettivo ed anzi, divenne certamente il capitolo più ispirato di tutti a livello grafico e stilistico. Il susseguirsi di ambientazioni che il giocatore si trovava e visitare erano veramente stupende e lasciavano a bocca aperta per lo splendore. Certe strutture architettoniche, poi, erano progettate così bene che veniva voglia di esplorarle anche solo per il puro piacere di fare il turista, senza preoccuparsi della missione.Anche a livello di situazioni non c'era davvero nulla di cui lamentarsi e ci si trovava immischiati in certi eventi veramente grandiosi, riprodotti con una fedeltà ed una cura per i particolari che aveva davvero dell'incredibile.In definitiva, Hitman: Blood Money è riuscito a migliorare ancora rispetto ai suoi già ottimi predecessori, raggiungendo praticamente la perfezione in molti campi come ad esempio il level design, tanto da essere considerato ancora oggi - quasi all'unanimità - il re degli stealth games. Se per qualche strano motivo non avete mai sentito parlare della serie di Hitman o comunque non avete mai avuto modo di giocare ad un episodio della saga, è sicuramente giunto il momento di rimediare, magari iniziando proprio dal quarto capitolo che, oltre ad essere il più facilmente reperibile, è anche la vera punta di diamante.Conclusioni

E così siamo arrivati alla fine di questo speciale su una delle saghe videoludiche più riuscite di sempre, ma sappiate che la storia di Hitman non è affatto finita, anzi. Dopo la bellezza di 6 lunghissimi anni, sta per arrivare - finalmente - il nuovo episodio della serie, ovvero Hitman: Absolution. In questo quinto capitolo, com'è ovvio aspettarsi, potremmo finalmente rivedere l'agente 47 in azione, di nuovo per conto della ICA, questa volta impegnato a sbaragliare le agenzie concorrenti che non vogliono di certo lasciare l'assassino ad una vita tranquilla.Il nuovo capitolo è atteso per il 20 di novembre su console e PC, ma è inoltre in arrivo una collection HD contenente il secondo, il terzo ed il quarto episodio della saga (inspiegabilmente è stato escluso il primo). Ora, quindi, non avete davvero più scuse per non giocarvi per intero la fantastica saga dell'assassino.

SCHEDAGIOCO
Cover Hitman: Blood Money

Hitman: Blood Money

  • data d'uscita: 26 maggio 2006
  • produttore: Eidos Interactive
  • sviluppatore: IO Interactive
  • Genere: Azione
  • Pegi: 18+
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