La Gamescom di Bethesda

Bethesda all’attacco della GamescomScritto da Matteo "Scanna" ScannaviniMail@ mattscannail 18 agosto 2016
La Gamescom di Bethesda Speciale

Negli anni, la fermata allo stand di Bethesda alla Gamescom è sempre una delle più attese e soddisfacenti. Nonostante, sfortunatamente, una certa mancanza di possibilità di hands-on, la casa che ci ha regalato capolavori come Skyrim e Fallout non manca mai di stupire. 

Questa edizione 2016 della kermesse di Colonia centra di nuovo l’obbiettivo, dopo averci mostrato nuove demo dei due titoli più attesi, oltre al remaster di Skyrim, sempre in uscita a fine anno. Si tratta tutto di farina del sacco di Arkane Studios, team di sviluppo francese con sede a Lione e decisamente con le mani impegnate al giorno d’oggi. Dishonored 2, sequel del nostro Gioco dell’Anno del 2012, arriverà infatti a novembre nei negozi della nostra penisola, mentre Prey, ennesimo reboot del bizzarro sparatutto che accompagnò i primi momenti di vita di Xbox 360, è atteso invece per il 2017.


Dishonored 2: torniamo a far danni

Dietro le porte chiuse dello stand non abbiamo quindi potuto mettere mano direttamente sui giochi, ma le demo mostrate sono state altrettanto interessanti. Partiamo da Dishonored 2, il seguito dello stealth/first person game che tanto aveva colpito il cuore e i polpastrelli dei giocatori quattro anni fa, con il suo mix di gameplay esilarante basato sui poteri e le abilità soprannaturali del suo protagonista: Corvo. In Dishonored 2 il mondo di Dunwall ritorna, anche se ambientato nella più calda Karnaca e Corvo è affiancato come personaggio giocabile dalla ormai cresciuta Emily Kaldwin, la figlia della ex imperatrice. 

E proprio Emily è stata la protagonista della nostra prima demo, nella quale, abbastanza classicamente, toccherà al giocatore salvare un personaggio non meglio indentificato dalla magione di uno scienziato pazzo. Emily è in grado di utilizzare terribili poteri come Domino, il quale lega il destino immediato di più nemici (possibile tagliare la testa a uno e vedere anche quelle degli altri infetti distruggersi allo stesso momento). Nel suo arsenale non manca persino l’inedita abilità Doppelganger (permette la creazione di un sosia in grado di attaccare il nemico o quantomeno distrarlo). Dishonored 2, ormai a ridosso dell’uscita, sembra già bello completo e funzionante, sebbene non proprio sexy graficamente (pur con la dovuta ammirazione verso le strutture e lo stile simil steam-punk realizzato da Sokolov, il designer russo responsabile della famosissima City 17 di Half-Life 2).

I nuovi poteri, il nuovo personaggio giocabile e anche una storia più cupa saranno le armi di questo sequel, una mela che pare non cadere tanto lontano dall’albero al momento.


Nello spazio nessuno può sentirti trasformarti in una tazza

Arkane non si è poi limitata a mostrarci il suo atteso progetto per il 2016, ma anche quello che, dopo una storia travagliata, dovrebbe essere il suo cavallo di battaglia previsto per l’anno prossimo: Prey. Dopo la reveal gameplay di Quakecon, la curiosità sul conoscere il tono di quest’opera spaziale è forse un po’ saziata, ma qui a Gamescom abbiamo potuto assistere a una dimostrazione longeva e più approfondita delle possibilità del nostro protagonista, Morgan YuMorgan è la vittima di un esperimento sulla base spaziale di Talos I, in orbita intorno alla Luna; tutto ad un tratto, la sua vita da cavia di laboratorio prende una piega inaspettata, quando una razza di alieni aggressiva prende il controllo della stazione e Yu rimane da solo a fronteggiare la minaccia. 

Non è inerme tuttavia, nell’affrontare queste bestiacce nere dalle dimensioni variabili, in quanto l’esperimento che lo ha visto vittima, lo ha reso una sorta di spugna vivente, in grado di assorbire qualsiasi potere e abilità dagli elementi che lo circondano, inclusi, appunto, gli invasori. Dotato di uno stile reminiscente del primo Bioshock in alcuni elementi, Prey non troverà quasi sicuramente il suo punto di forza nel gunplay come un Gears of War qualsiasi, ma piuttosto nell’uso e combinazione di questi poteri, che renderanno Morgan non solo un provetto fuciliere, ma anche un mini-supereroe. 

Alcune trovate di Prey sono davvero geniali: prendiamo per esempio l’abilità Mimic, che gli alieni useranno per trasformarsi letteralmente in oggetti comuni del circondario per poi sorprenderci al nostro passaggio. Possiamo immaginare momenti nei quali spareremo a qualsiasi cestino o colonna per essere sicuri della nostra incolumità. La particolarità di Prey qui sta nel fatto che qualsiasi skill usata dagli extraterrestri può essere sfruttata anche da Morgan. Geniale il momento in cui, per sfuggire ai nemici, il protagonista si è trasformato in una tazza da tè! Abilità come questa o altre più “normali”, come il teletrasporto o la superforza possono essere poi combinate per effetti particolari e per donare un livello strategico aggiuntivo ai già intricati scontri a fuoco del gioco. Persino l’arsenale a nostra disposizione regalerà sorprese: la Gloo Gun per esempio ha molteplici usi, sparando la sua “colla” in grado di non solo bloccare i movimenti dei nemici, ma anche spegnere gli incendi o creare piattaforme per l’esplorazione verticale. Mi sento di citare anche la Recycling Gun, utile per letteralmente “riciclare”, ossia trasformare in materiale utile per craftare nuovi oggetti e armi, qualsiasi elemento che si trovi davanti a noi, siano esse casse o cadaveri. 

La sfida di Prey sarà non annoiare e non sembrare fin troppo generico, al di là delle idee simpatiche riguardo ai poteri e non diventare solo l’ennesimo FPS sci-fi che si crede più figo di quanto non sia in realtà.

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