La Line-up Daedalic Entertainment @ Gamescom 2015

Tutta la line-up Daedalic mostrata alla GamescomScritto da Mathieu Renaudatil 22 agosto 2015
La Line-up Daedalic Entertainment @ Gamescom 2015 Speciale

Daedalic Entertainmentè un publisher ormai sinonimo di giochi indipendenti e di qualità, originali sia dal punto di vista del gameplay che della direzione artistica. In occasione della Gamescom 2015, sono stati mostrati i nuovi titoli che, prossimamente, arriveranno sui nostri PC (e non solo).


Silence

Daedalic si è resa nota al grande pubblico riportando in auge le avventure grafiche, genere (ormai) troppo spesso messo in ombra da titolini tripla A e blockbuster: non molto tempo fa, Daedalic ha rilasciato The Whispered Word, un punta e clicca molto interessante dal punto di vista narrativo e stilistico. Qui, ci hanno proposto il seguito diretto, Silence che introduce diverse novità e riprende esattamente dalla fine del primo capitolo: vediamo i due protagonisti alle prese con una partenza su una nave, e con alcuni "enigmi" da risolvere per riuscire a partire alla volta di nuove mete. L'engine è più fresco grazie all'introduzione del 3D che, sebbene possa risultare poco appetibile per i puristi, con le texture interamente dipinte a mano, è davvero una gioia per gli occhi. I puzzle sono impegnativi ma mai fastidiosi. Le possibilità di scelta negli alberi dei dialoghi sono svariate, ed ogni scelta avrà una sua conseguenza. Giocandolo, viene facile pensare alla rivoluzione introdotta da Telltale con i proprio giochi ad episodi, dove tutto viene ridotto all'osso in termini di comandi ma, non per questo motivo, la scelta di semplificare il gameplay sarà un contro. Per il piacere di alcuni di voi, sappiate anche che Spot, il simpatico bruco del primo gioco, farà la sua ricomparsa e, potendo modificare la propria forma corporea, sarà utile in molte situazioni per darvi una mano.

In uscita su PC, PS4, Xbox One e Mac nel 2016, Silence sarà interamente doppiato in inglese, con sottotitoli in italiano per coloro che non masticano la lingua d'oltremanica (o d'oltreoceano).


AER

Tanti sono i titoli che ormai cercano di trasmettere sensazioni attraverso un'atmosfera più o meno magica, etichettandosi (o facendosi etichettare) come "esperienze": AER è uno di questi titoli che vuole trasmettere al giocatore l'emozione di volare, senza però diventare un simulatore e senza essere banale come tanti altri sanno fare.

In un mondo in cui ci sono delle isole fluttuanti (Super Mario 64?) impersoneremo una ragazza che, come anche gli altri abitanti del suo mondo, può trasformarsi in uno splendido volatile libero di muoversi nel cielo: lo stile grafico che con i suoi pochi poligoni e le tinte pastello sembra voler strizzare l'occhio a Journey e, perché no, anche Wind Waker, permettono di sentirsi davvero parte di un mondo che, più di un gioco, ricorda un sogno. Le musiche accompagnano i movimenti del giocatore, con un ritmo lento ed archi e fiati che aggiungono quella "nota" in più, perfetta per definire appieno questa idilliaca realtà. A rendere tutto meno giocoso, è la totale assenza di intefaccia che ci lascia percepire che i punti e vincere non sono importanti. Per dare profodità a questo magico mix che è AER, è anche presente una trama, seppur quasi non la si senta se non all'inizio, e che non risulta mai invasiva: il nostro ruolo sarà quello di spostarci nel mondo per recuperare delle anime di esseri ormai non più in vita. Banale? Forse. Ma dopo che avrete buttato un occhio su AER, non potrete fare a meno di metterci le mani sopra.


The Long Journey Home

Spaziale! Così mi verrebbe da pensare dopo che a questa Gamescom ho avuto modo di visionare una quantità di giochi ambientati nello spazio, davvero inusuale. Così, anche Daedalic si lancia nell'esperienza galattica con The Long Journey Home dove, nei panni di un astronauta lontano da casa, il nostro ruolo sarà quello di esplorare ogni angolo di universo per cercare dei pianeti abitabili. Se non ci saremo schiantati sui vari planetoidi che ci attrarranno coi loro campi gravitazionali, potremmo atterrare anche su quelli che riterremo più validi a diventare la nostra nuova Terra, così da poter donare nuovamente speranza nella solitudine ormai infusa di default nel nostro protagonista.

Un gioco forse non originalissimo nell'ambientazione e nel gameplay, ma che fa leva sul bisogno di trovare un luogo sicuro per sè stessi e che possa renderci felici. Un po' come nella vita.


Valhalla Hills

La cara vecchia mitologia nordica offre sempre spunti creativi: in questo simpatico strategico/god game, ci troveremo a gestire dei vichinghi che, purtroppo, non potranno raggiungere il Valhalla, in quanto Odino ha chiuso i cancelli per evitare che le forze del male potessero entrarvici. Starà quindi a voi, tramite i vichinghi, riuscire a sopravvivere nel limbo vichingo: in una sorta di oceano, dovrete dimostrare di potervela cavare su un isola generata casualmente, in modo che il livello dei vostri vichinghi (così come le loro capacità) e poter accedere poi al cotanto desiderato equivalente del paradiso. Ogni vichingo, uomo o donna che sia, avrà una barra dell'orgoglio che indicherà quanto un/una vichingo/a siano adatti alla pace eterna. Proprio come un god game che si rispetti, lavorando duramente e giustamente, potremmo assistere alla nascita di un proprio sistema economico, che andrà avanti da sé.

L'uscita è prevista per il 24 agosto su Steam, in Early Access.


Bounty Train

Quando vidi ASD Movie alla sua uscita, risi a crepapelle alla frase "I Love Traaaainssss". Bene, alla Gamescom ho conosciuto l'equivalente reale di quel simpatico e buffo personaggetto: il creatore di Bounty Train. Amante dei treni in tutte le loro forme ed ossessionato dalla storia di essi, il piccolo omino barbuto dell'est Europa che ha dato vita a Bounty Train ha creato un gioco che è sì un divertimento, ma anche una perspicace lezione di storia moderna.

Il preambolo narrativo è che in questo strategico siamo a capo di un'azienda costruttrice di ferrovie e treni e, col fine di ottenere ancora più potere per riuscire ad evolvere il sistema ferroviario americano nel periodo della guerra civile, dobbiamo recuperare le azioni e convincere i nostri parenti o amici a darcele. Per questo toccherà viaggiare proprio sulle nostre ferrovie! Nostro obiettivo, oltre a scovare i famigliari, sarà quello di difendere i treni dai banditi o assalti con diligenze, coinvolgere altre persone a tempo indeterminato (nuovi macchinisti, camerieri sui treni, operai), oppure passeggeri utili su quel viaggio (una donna che viaggia con noi potrebbe diventare una spia). Con i soldi dei biglietti venduti si potrà pagare il personale, migliorare i treni, aggiornarne i servizi e tutta quela serie di cose utili a rendere il titolo appetibile per i fan dei gestionali. Il plus di questo titolo è però sicuramente il periodo storico, con ricostruzioni, semplicistiche è vero, delle città che toccheremo e con un livello di fedeltà dei treni nel gioco rispetto agli originali, da far impallidire qualsiasi simulatore. Per quanto sembri banale, il titolo racchiude un'originalità davvero non da poco e, per questo, ci sentiamo di consigliarvelo non appena sarà disponibile prossimamente.


Skyhill

L'uomo più ricco della città, con tutti i soldi che si possano desiderare, decide di passare la notte nell'hotel più costoso della città, per rilassarsi: l'hotel Skyhill. Decide di prendere la suite più costosa, quella all'ultimo piano, dalla quale si vede tutta la città. Ma al suo arrivo in camera i suoi occhi notano dei quotidiani con notizie apocalittiche che, in realtà, non riportano fatti accaduti. Sorridendo, accende la TV e nota, con suo grande stupore, che anche qui le notizie riportano olocausti nucleari dappertutto. Perfino il personale dell'hotel, tramite interfono, gli comunicano di NON USCIRE dalla camera per nessun motivo. Ovviamente, il nostro aitante e belloccio protagonista, decide di scappare dal'hotel e di tentare la sorte per sopravvivere.

Nei panni del figone di turno, in un gioco a scorrimento laterale che ricorda vagamente Elevator Action, sarà nostra premura riuscire ad arrivare al piano più basso senza farci uccidere dai nemici che, nell'oscurità, si nascondono. A questo si aggiunge però l'interessante variante della fame: non nutrirsi per un tot di tempo equivarrà a morte certa. Per nutrirsi e difendersi sarà assoluta priorità del giocatore esplorare ogni stanza per riuscire ad ottenere i giusti oggetti per uscirne vivi. Purtroppo, anche un grande publisher come Daedalic ha le sue pecore nere: Skyhill è un titolo che, sebbene la premessa faccia ben intuire, non lascia vedere niente di nuovo o interessante, partendo dall'aspetto estetico, per arrivare al gameplay stesso.

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