La Line-up Microïds @ Gamescom 2015

Alla scoperta di una leggendaScritto da Mathieu Renaudatil 19 agosto 2015
La Line-up Microïds @ Gamescom 2015 Speciale

Dio è morto.

Microïds è morta.

Dio è risorto.

Microïds è risorta.

Microïds è Dio.

In occasione della Gamescom 2015, Microïds, risorta dalle sue ceneri e tornata in mano al suo fondatore originale, come una meravigliosa fenice festeggia in grande stile i 30 anni che la separano dalla sua nascita proprio in questo 2015. E, di tutto punto, si presenta alla cerimonia accompagnata da alcuni titoli che ci hanno sorpreso, altri meravigliato. Un altro invece, è arrivato dopo tempo che si faceva desiderare dai fan. Ma andiamo insieme a vedere che cosa ci hanno mostrato.


The A.B.C. Murders

Un classico del giallo. I soggetti di Agatha Christie e Sherlock Holmes sono ormai stra abusati all'interno dei vari media (libri, film, fumetti, videogiochi). Un classico tra tanti è The A.B.C. Murders, che, però, avevamo visto nei videogiochi solamente su Nintendo DS in una buffa versione puzzle mischiata a quei giochi tipo hidden objects. Insomma, bisogna ridare giustizia alla povera scrittrice che nella tomba cercava una meritata pace. E così, Microïds ha aperto le danze proprio con questo gioco, realizzato con un engine nuovo, con texture dipinte a mano su modeli 3D, creando un bellissimo mix di poligoni e disegni a metà strada tra il dipinto ed il cel shading.

La storia, per chi non lo sapesse, ruota attorno ad un misterioso assassino che, dopo aver tolto la vita alla proprio vittime, lascia come traccia del proprio passaggio un libro. Certo, per chi conosce già la storia sarà più semplice proseguire, ma alcune meccaniche uniche del videogame potranno certamente regalare momenti di divertimento anche a chi sa già come finisce il tutto. Per chi invece non conosce la storia, la trama andrà via via evolvendosi come nel più classico dei punta e clicca, riuscendo a dimostrare che, anche se virtualmente morto, questo genere riesce sempre ad essere uno dei modi migliori per racontare una storia.


Yesterday Origins

Sebbene il titolo possa rimandare al gruppo di Liverpool, non è a loro che il gioco è dedicato (nel caso c'è già il beneamato Rock Band Beatles). Qui si parla di avventure, e che diamine! Seguito diretto di Yesterday, il punta e clicca di Pendulo Studios, Origins inaugura un (si spera) sodalizio tra la casa di sviluppo latineggiante e il publisher/sviluppatore francofono. Riprendendo da dove finisce il primo Yesterday, qui ci si trova in un continuo alternarsi tra presente e passato dei protagonisti, in quanto nel Medioevo in cui ci troveremo a giocare in alcune sezioni si nasconde un antico segreto. La meccanica, per quanto possa sembrare non originale, si dimostra adattissima a questo titolo, in quanto la storia si evolve in maniere uniche e ricche di colpi di scena. Ovviamente, non vogliamo rovinarvi il piacere di scoprire per quale motivo affermiamo quanto detto poco sopra, quindi lasceremo a voi il piacere di scoprirlo. Sappiate solo che in alcuni casi dovremmo fingere la nostra morte, ed in altri ucciderci volontariamente.

Lo stile grafico è una diretta evoluzione di quello Pendulo che, partendo dal bidimensionale Hollywood Monsters, passando per i vari Runaway, è arrivata a Yesterday Origins sfruttando un nuovo motore 3D, tutto caratterizzato da uno stile che, parola di lupetto, facevamo fatica a credere che non fosse disegnato a mano. A voi l'ardua sentenza.

Per chi ama questo genere di giochi, sappiate che gli enigmi non mancheranno e che passerete diverse ore a crucciarvi. Altra novità del titolo è che non dovrete preoccuparvi di combinare insieme ogni oggetto con un altro per trovare un'assurda chiave di Volta ma, grazie ad un sistema ingegnoso di indizi (che non rovinerà il piacere di giocare), riuscirete a capire come utilizzare gli strumenti a disposizione, senza però essere facilitati. Insomma, Yesterday Origins pare uno di quei titoli che non possono mancare nella libreria (anche digitale) di ogni avventuriero che si rispetti.


Syberia 3

Eccolo! Finalmente! Erano anni che aspettavamo questo momento! Syberia 3 si è mostrato, prima a spizzichi e bocconi, poi in maniera trasversale alla biennale di Venezia con una mostra sul Belgio e poi, giubilo, in tutta la sua gloria.

Kate è bella e fascinosa come sempre e la vediamo in perfetta forma: l'ultima volta l'avevamo lasciata nelle abili mani delle tribù siberiane raggiunte al termine del secondo episodio e, adesso, è pronta per partire per nuove avventure. E noi con lei. Graficamente impeccabile, il gioco presenta uno straordinario engine completamente 3D che, a differenza di altre avventure (Fuga da Monkey Island, coff coff) riesce a gestire perfettamente il gioco, alternando in maniera inusuale quanto funzionale momenti in prima persona (pochi) a fasi in terza. E poi la trama: ammettiamolo, ogni volta che viene annunciato un seguito di qualcosa, temiamo sempre di trovarci di fronte ad un flop. Bene! Non è questo il caso. Kate Walker, dicevamo, è ormai pronta per partire e, ovviamente, di cose da fare ce ne sono. Per esempio riuscire a portare degli strambi struzzi delle nevi nella loro terra natale, in modo che possano produrre uova e prolificare. Ovviamente, Kate è pronta a ricambiare le attenzioni che le sono state date e, così, prende le redini della situazione. Certo, non sarà facile come potete pensare, ma il bello di Syberia 3 è che riprendere comunque le tematiche del viaggio e della ricerca ben care a Sokal (Amerzone, Syberia e seguito), in maniera mai banale e di sicura efficacia. Anche perché, è d'obbligo dirlo, le visionarie ambientazioni dell'illustratore ed autore belga regalano emozioni ben rare all'interno del mondo dei videogiochi. E ad accompagnare il viaggio ci saranno anche tanti personaggi buffi o inquietanti, che aiuteranno od ostacoleranno la bella Kate. E gli automi! Come dimenticare i cari vecchi automi tanto cari alla tradizione syberiana e che sono dediti alle più disparate funzioni. Ecco, sì, lo so. Forse ho fatto confusione, ho scritto male delle cose e ne avrà sicuramente omesse altre. Nota dolente, al momento non è previsto un doppiaggio in italiano (quindi, mi raccomando, cari appassionati scrivete a Microïds!), ma solo dei meri sottotitoli.

Per festeggiare i suoi trent'anni, Microïds non poteva scegliere modo migliore di tornare alla ribalta. E noi siamo qui, come abbiamo fatto in tutti questi anni, ad attendere trepidanti l'uscita e, nel frattempo, giocheremo ai primi due episodi per arrivare preparati, un po' come agli esami di maturità, sul mondo di Syberia.

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