Le colonne sonore dei videogiochi: un ingrediente necessario

Come suona un videogioco?Scritto da Claudio "ZLC" Caramadreil 27 maggio 2016
Le colonne sonore dei videogiochi: un ingrediente necessario Speciale

Qui su VGN sappiamo bene quanto siano importanti tutti i comparti di un videogioco per la creazione di un capolavoro che resterà nelle memoria di ogni giocatore per anni e anni. I videogiochi, come i sogni, tornano nella nostra memoria a più riprese. Spesso, se avevano una fitta trama, a distanza di anni possono ancora commuoverci e le loro colonne sonore possono tornarci in mente. Ecco, oggi parleremo proprio del potere che la musica ha di tornarci in mente e plasmare le nostre emozioni. Prenderemo in esame tre videogiochi, due di BioWare ed uno di Ubisoft, che a parer mio sono i migliori dal punto di vista della composizione e che si sono avvalsi di professionisti affermati nel campo. Ovviamente sulla scelta incide il fatto che essendo umano non ho potuto giocare ogni videogioco uscito, aggiungeteci il mio gusto per il melodramma e le storie disperate ed ecco fatto, avrete Dragon Age Origins, Mass Effect 3 e Assassin’s: Creed Black Flag. Partiamo con lo spiegare tali scelte. 

Dragon Age Origins è stata una piccola e riuscitissima rivoluzione nel genere gdr grazie alle sue ambientazioni ed alle musiche che si sposavano perfettamente con esso. Mass Effect 3, con la sua colonna sonora, ci ha trasportati verso l’estinzione della razza umana e ci ha incitati alla resistenza. La colonna sonora di Assassin’s Creed: Black Flag ci ha fatti letteralmente cantare ed ondeggiare con la nostra imbarcazione alla conquista dei caraibi. Chi è stato preso in considerazione per questa analisi ma è stato scartato? Beh, prima di tutto Skyrim. Sì, perché nonostante avesse una traccia opening da urlo, capace di far impallidire i tre già citati, va detto che essa è l’unico pezzo di grande spessore in una colonna sonora di immensa monotonia. Sono state lasciate fuori, in generale, le musiche di tutti i Metal Gear poiché, seppur molto suggestive, lo erano solo in punti cruciali del videogioco.


Dragon Age: Origins

Sono in molti a definire questo genere “epico”. Personalmente non sono d’accordo e forse chi lo afferma non ha mai letto opere epiche come l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, L’anello dei Nibelunghi, Il Romanzo dei Tre Regni o Viaggio ad Occidente. Il punto è che le opere epiche sono talmente colme d’oscurità che chiunque abbia provato a musicarle ha dovuto riversare dentro di sé un mare di oscurità per rendere l’idea dell’azione drammatico-epica. Se volete sentire musica epica scrivete su YouTube “Siegfried Funeral March” e capirete di cosa sto parlando. Dragon Age: Origins si avvalse delle musiche di Inon Zur (non nuovo alla composizione di musica per videogiochi), compositore israeliano che annovera fra i suoi successi Fallout, Crysis e tanti altri titoli interessanti e ben riusciti forse proprio grazie alle sue composizioni. Ma non solo, ad aiutare una musica che dà così tanta speranza ad un giocatore che si avventura nell’oscurità più profonda e nella disperazione più assoluta vi è l’angelica voce di Aubrey Ashburn, anche lei non un nome nuovo al mondo dei videogiochi ma con meno fortuna del compositore. Di cosa parliamo? Ecco un esempio: 

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La “Canzone di Leliana”, come i giocatori ricorderanno, è una canzone in elfico che viene cantata al campo prima della battaglia decisiva, è colma di speranza, piena di voglia di vivere e piena di perdono.Per la verità, l’intera colonna sonora di Dragon Age: Origins è costruita in modo tale da fare da contrasto all’immagine. Se con gli occhi vediamo morte, distruzione, disperazione, profughi, ladri, usurpatori, insomma una umanità in profondo e rapido declino, dall’altra ascoltiamo una musica che ci spinge oltre noi stessi, ci spinge a sperare e a combattere più forte, più velocemente, con più coraggio e chissenefrega delle pozioni, all’attacco!!! Ecco, mi sono fatto prendere la mano...


Assassin’s Creed IV: Black Flag

Spezziamo un po’ l’apparente clima di serietà e solennità alzato da Dragon Age: Origins parlando di un videogioco del tutto diverso in cui grande è la vena comica dei personaggi, della storia e quindi di conseguenza della musica. Composte da Brian Tyler (compositore molto americano e un po’ piacione a cui piace più il contorno della vita da compositore che la musica stessa; e no, non vi dico altro perché avete già capito) le musiche di Assassin’s Creed IV: Black Flag si sono avvalse di una miriade di altri partecipanti tra cui cantanti e piccoli gruppi folk irlandesi, gallesi ed inglesi per creare una colonna sonora di tutto rispetto. Ascoltando il violoncello, il clavicembalo, i violini e le trombe del tema principale del videogioco abbiamo tutti immaginato “Pirati dei Caraibi”, la celebre serie di film sui pirati prodotta dalla Disney e che vede la partecipazione di Johnny Depp, ma qualcosa di diverso c’è. Essendo stata creata per un videogioco questa colonna sonora è altamente più dinamica e ci spinge ad andare sempre più, ad inseguire le onde, a scovare tesori, a scoprire nuovi porti e a contrabbandare tutto il contrabbandabile. Una vera vita da pirati insomma, in cui non mancano i richiami musicali alle rovine azteche e maya nell’entroterra. Esempio? Eccovelo: 

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Come non parlare, poi, dei canti marinareschi? In fondo sono essi la chicca del videogioco. Creano un’atmosfera davvero particolare, tanto da farci cantare da soli come imbecilli mentre manovriamo il timone come dei pappagalli ubriachi! Sto esagerando? No! I vari gruppi folk hanno fatto un lavoro encomiabile davvero.Ma se credete che tutti i canti parlino di sonore sbronze e prostitute vi sbagliate. Ricalcando le canzoni reali che venivano intonate sulle navi nei momenti di lavoro intenso sul ponte per tenere il ritmo spesso queste parlavano di casa e degli affetti che attendevano questi smargiassi. Della serie: anche i pirati hanno un cuore, spesso più grande di quello dell’autorità.

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Mass Effect 3

Torniamo in casa BioWare per il terzo videogioco preso in considerazione. Sinceramente credo che la colonna sonora di Mass Effect 3 sia insuperata e probabilmente lo resterà per molto. Il segreto forse risiede nell’aver ingaggiato diversi compositori come Clint Mansell (tanta roba), Christopher Lennertz e il duo Sascha Dikiciyan & Cris Velasco, che ha realizzato il grosso della colonna sonora. Questo poteva essere un limite perché mettere insieme diversi compositori su uno stesso progetto rischiava di avere una colonna profondamente diversa che, seppur puntasse allo stesso scopo, veniva interpretata diversamente da compositore a compositore. Così non è stato, complice probabilmente la buona organizzazione di tale manodopera, ed ora abbiamo una colonna sonora ufficiale pazzesca: 

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Che voglio dire con questo? Immaginate (mentre magari ascoltate la traccia sopra) la distruzione dell’umanità, l’annientamento di ogni essere vivente nella galassia ad opera di macchine create per questo scopo, mosse dall’intenzione di rinnovare ogni volta la vita nello spazio (tema interessantissimo). Ora immaginate di essere l’ultimo (non l’unico) argine contro tale distruzione. Che farete? Quale direzione sceglierete? Davanti a voi la Terra giace in rovina, non siete riusciti a salvarla, non eravate lì quando è successo ma ora ci siete:

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Ora combatterete per ogni millimetro insieme a tanti, tantissimi altri di ogni razza ed opinione per la vita, la conservazione di ciò che è bello, magari non esattamente buono, ma che ha comunque diritto d’esistere per migliorarsi. Siamo davanti ad una colonna sonora che ci mette di fronte alle nostre più grandi paure. Ci spinge verso il baratro col pianoforte solitario e ci tira su con percussioni marziali e squilli di tromba che ci risveglino e ci inducano a salvare ogni piccolo filo d’erba della galassia. Da lacrime. Capolavoro assoluto.

Con questo si conclude questo speciale sulle colonne sonore dei videogiochi. Molto altro e molti altri sarebbero dovuti entrare in questa trattazione ma prendete questo articolo come uno spunto di riflessione su altri titoli. La musica non è mai qualcosa di superfluo. La musica crea l’atmosfera giusta, modifica i nostri pensieri, ci fa cambiare direzione, ci fa premere più forte i tasti e battere più forte il cuore.

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