Le Recenzate - Resident Evil: Revelations 2 (Seconda Puntata)

I videogiochi come non li avete mai visti!Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 25 gennaio 2016
Le Recenzate - Resident Evil: Revelations 2 (Seconda Puntata) Speciale

Eccoci qui, per il secondo appuntamento con la rubrica più pazza che ci sia!

Nella prima puntata, abbiamo cominciato il viaggio alla (ri)scoperta di Resident Evil: Revelations 2: chi si fosse perso la prima parte del racconto, può comodamente recuperarla QUI.

Noi, intanto, riprendiamo da dove avevamo interrotto!


Capitolo 2: Pensiamoci meglio

Il capitolo 2 si apre con dei generici NPC che corrono a perdifiato in mezzo ad una foresta. Sono inseguiti da dei mutanti, ma per fortuna il più coraggioso di loro decide di restare indietro per coprire la fuga agli altri. “Ma potresti morire” gridano questi ultimi. “Tutto pur di porre fine a questo tormento” Pensa l'uomo con ovvio riferimento alla trama del gioco. I due rimasti proseguono fino a raggiungere un pub situato nel bel mezzo di un villaggio di pescatori abbandonato (seh, come no....). Qui incontrano Claire e Moira, e il gruppetto inizia a confrontare i cadaveri di altri inutili NPC che si sono persi durante l'avventura: “A me è morta Gina” dice Claire; “Io ho perso Thompson” ribatte il tizio con la pelle scura che in quanto tale è destinato alla morte. “Ah, e il Napoli ha segnato?” chiede Moira. Questo per darvi l'idea del tono della conversazione. 

Ricompare la guardiana (beh, non fisicamente; si sente la sua voce da un altoparlante) che a questo punto spiega la trama: “vi ho inoculato un terribile virus che si attiva quando l'ospite prova paura, il braccialetto che avete al polso segnala il vostro livello di terrore: verde tutto ok, giallo avete la strizza, rosso ve state a cacà in mano. Giallo lampeggiante attenti a chi vi arriva da destra.... “ e così via. A questo punto due piccole considerazioni. Numero uno: non è mai ben specificato cosa intenda per “paura” la guardiana. Si riferisce forse ad uno stato di ansia crescente? Al panico? A quella sensazione di spavento momentanea che proviamo recependo un suono o un movimento improvvisi? Se mi mettessi dietro un cespuglio e piombassi su un infetto gridando “BU!” quello si trasformerebbe subito in un mostro? Non è dato saperlo. Seconda cosa: qual'è lo scopo di questo esperimento? Lo sapremo successivamente, quando scopriremo che si è trattato comunque di fatica completamente sprecata e che la guardiana altri non è se non una simpatica buontempona che ama perdere tempo giusto per aumentare la longevità dei titoli Capcom

“Fortuna” vuole che nei paraggi sia stato lasciato incustodito un vecchio elicottero. Mancano però il carburante e una batteria. Moira, in un raro guizzo di intelligenza, fa notare quanto sia improbabile trovare il necessario proprio lì attorno, ma Claire ribatte che SECONDO LA SUA ESPERIENZA è invece l'esatto contrario. Ora, cosa intende con questa affermazione? E scusate se mi impunto, ma è una di quelle linee di dialogo che proprio mi affascinano. Posso capire il combustibile, ma trovare la batteria di un elicottero nel bel mezzo di quella che sembra la scenografia di una fiction RAI sui paeselli italiani di inizio 900 pare difficile. Che la ragazza si riferisca alla sua esperienza di survival horror post anni 2000? Che abbia voluto velatamente infrangere la quarta parete? Che gli sviluppatori abbiano inconsciamente lasciato intendere che il level design è un'arte in via di estinzione? Domande, domande.... Intanto Pedro, uno degli NPC, trova una gigantesca trivella portatile e la utilizza per sfondare i muri più fragili, che poi sono quelli con una grossa X rossa dipinta sopra. Molto credibile: quelle pareti probabilmente sono rimaste li dai tempi in cui l'angelo del signore si portò via i primogeniti degli Egiziani (questa è una battuta colta, segnatevela). Inutile dire che questo strumento servirà per recuperare gli oggetti necessari per far ripartire l'elicottero; ancora più inutile dire che Pedro si trasformerà in un orribile mostro armato proprio di Trivella. E' utile però far notare che i nostri eroi, invece di scappare con l'elicottero, tornano indietro a combattere le orde di creature orripilanti che la guardiana gli scaglia contro. Potrebbero partire in tutta fretta ma no; devono abbandonare un'area completamente sicura per andare a spegnere un allarme che avrebbe attirato i mostri in tutt'altra direzione. Vabbè.

​Ricompare provvidenzialmente Neil (il tizio che all'inizio del capitolo si era frapposto tra il team e gli infetti). Grazie al suo aiuto Claire e Moira sfuggono alla mattanza, lasciandosi però Gabe (il tizio di colore) alle spalle. E qui Neil, forse per far sentire Moira a suo agio, ti spara una frase che citerò testualmente: “Gabe mangia pericolo a colazione e lo caca prima di cena”. Tutti questi riferimenti scatologici mi fanno pensare che il pubblico di riferimento per questa grande opera di intrattenimento non abbia superato, per quanto concerne lo sviluppo, la fase anale di freudiana memoria. Tra una sparatoria e l'altra, Neil finisce per separarsi dalle ragazze, le quali si ritrovano a trotterellare tra edifici abbandonati e stradine deserte (eccezion fatta per gli infetti). Poco dopo, sorpresona, si imbattono in Natalia. Claire si approccia alla bambina tempestandola di domande senza neanche darle il tempo di rispondere; “Chi sei? Che fai qui? Da dove vieni? Quanti anni hai? Qual'è il tuo colore preferito? Ti piace vincere facile? ponzi ponzi po po po". Sorprendentemente è Moira che prende in mano la situazione riuscendo a rasserenare la piccola. Il che è strano se ci pensate: Claire in Resident Evil 2 aveva dimostrato nei confronti di Sherry una dolcezza e una premura simili a quelle di una sorella maggiore, arrivando a rischiare la vita per la pargoletta. Che poi quest'ultima avrebbe reso vano ogni sforzo diventando un agente ben poco speciale in Resident Evil 6 è un'altra storia. In Revelations 2 invece la signorina Redfield se ne sbatte il cazzo altamente in più di una occasione, tant'è vero che pure Moira ogni tanto la riprende per questo suo atteggiamento. Ovviamente però il dinamico duo in rosa finirà per perdersi anche la bambina. In compenso riusciranno ad arrivare nei pressi di un'altissima torre dove Neil sembra aver lasciato loro un messaggio.... Oh, e il nero muore. 

TAN TAN TAAAN!

Si ritorna al presente, a 6 mesi di distanza dagli eventi appena vissuti dal punto vista di Claire. Devo dire che Barry prende benino la notizia della morte di Moira. Sarà che ci crede poco anche lui a questi plot twist da “du spicci” ma, in ogni caso, decide di proseguire verso la famigerata torre dove la ragazza è stata vista per l'ultima volta da Natalia, come la piccola conferma. Quindi, adesso è chiaro al 100% che quel “Moira è morta” piagnucolato dalla bambina serviva solo a far prendere un colpaccio al vecchio. Simpatica bastardella. Il rapporto tra i due sembra intensificarsi. Barry dice a Natalia che Moira ha rivisto in lei la sua sorellina, Polly. Il che, leggendo tra le righe, potrebbe voler dire che Moira voleva far fuori Natalia, visto che più avanti viene rivelato che la ragazza ha accidentalmente sparato alla sorella. Oh, la teoria dell'inconscio non l'ho mica inventata io.... ma non bruciamo le tappe. 

Sarà voluto, ma anche in questo sotto-capitolo non succede un accidenti fino al finale. Ogni tanto il nostro eroe fa qualche commento sugli infetti; affermazioni che parafrasate suonano più o meno così: “Le creature presentano i segni tipici di Uroboros” (il virus usato in RE5); “Uro che?” chiede Natalia quasi in modo retorico, come se in quelle due sole parole avesse colto che dopo Mikami (ma anche un po' prima, ammettiamolo) la trama del brand è andata leggerissimamente inguaiandosi. “Uroboros” ripete Barry, “un virus che fagocita le idee originali e le sostituisce con copie riciclate degli stessi giochi”. Ridendo e scherzando, Barry e Natalia raggiungono finalmente la torre. Entrano nella struttura e scoprono che il luogo è abbandonato da tempo, o comunque in uno stato disastroso. Gira e rigira, in una stanza trovano un dipinto raffigurante Albert Wesker in compagnia di una donna bionda vestita di bianco. Si tratta della guardiana, nonché sorella del villanzone in persona: Alex Wesker. Sarebbe il momento del TAN TAN TAAN, se non fosse che immediatamente compare proprio Alex (da “storytelling for dummies” mannaggia), anche se in una forma mostruosa; a vederla bene ricorda una versione femminile del Generale Grievous di Star Wars. Il mostro si avvicina a Natalia e... La chiama per nome. Un avvenimento che sconvolge a tal punto la bimba da farle avere un sussulto.

TAN TAN TAAAN...?

Si conclude così questo secondo episodio del nostro speciale Le Recenzate. Curiosi di sapere come andranno a finire le drammatiche storie dei nostri protagonisti di Resident Evil: Revelations 2? Beh, non perdetevi, la settimana prossima, la terza puntata, come al solito carica di pathos e note dall'altissimo contenuto di ignoranza videoludica!

SCHEDAGIOCO
Cover Resident Evil: Revelations 2

Resident Evil: Revelations 2

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