Le Recenzate - Tomb Raider

Reboot? No, ReboobsScritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 30 aprile 2013
Le Recenzate - Tomb Raider Speciale

PREMESSA 1: L'articolo contiene spoiler, ANCHE SUL FINALE. Per evitare l'insorgere di istinti omicidi, vi consiglio di completare il gioco prima di proseguire con la lettura o di seguire un corso di meditazione. In caso contrario, non rompete le palle, io vi ho avvertito.

PREMESSA 2: Questa non è una recensione seria; il suo scopo è puramente ironico e non rappresenta un giudizio obbiettivo sul titolo che andremo a esaminare. Certo, magari su qualche scemenza è difficile sorvolare...

Rieccoci al nostro consueto (?) appuntamento con le recinsioni (da oggi “Recenzate”. Perché? Perché l’ho deciso io). Si lo so, è passata una vita dall’ultima volta che ne ho pubblicata una, ma sapete com’è… così tante cose da fare e così poco tempo... Vari impegni mi hanno tenuto lontano dal mio passatempo preferito, prendere per il culo  dare un giudizio onesto e ponderato sui titoli più caldi del periodo. Adesso però è giunto il momento di ricominciare: nella puntata di oggi daremo uno sguardo all’ultimo Tomb Raider, action-adventure osannato da pubblico e critica, uscito poco più di un mese fa. Ne varrà la pena? Oh si…


Il Tramone

All’inizio del gioco facciamo la conoscenza della nuova Lara Croft, quella con meno latte e più cacao (da leggersi, meno tette e più fuliggine. La ragazza infatti, per tutto il resto dell’avventura, non farà altro che rotolarsi nella terra e nel fango, e no, non nel modo divertente che immaginate voi). In seguito a un naufragio, la nostra eroina e tutto il suo equipaggio vengono catapultati su una misteriosa isola avvolta dalle tempeste. Lara si ritrova però separata dal gruppo e dopo manco 2 minuti di Cutscene viene accoppata da un tizio non bene identificato. Il che è un’ottima rappresentazione di quello che i giocatori avrebbero voluto fare a Square Enix dopo le sue dichiarazioni sui dati di vendita del titolo. Ma vabbè, non divaghiamo. 

Trascinata in una caverna. La protagonista viene appesa a testa in giù e avvolta in un saccone bianco. Poi, forse per protestare contro lo sfruttamento dell’immagine femminile all’interno dei videogiochi, decide di DARSI FUOCO. Si, mica pizza e fichi. Solo che, data la natura probabilmente ignifuga dei suoi abiti (i quali non si anneriscono nemmeno un po’), ella non rimane neanche a seno nudo come una FEMEN (magari). A dire il vero non si ustiona neppure, figurati… in realtà era tutta una strategia per liberarsi dal saccone che la teneva prigioniera. Peccato che subito dopo precipiti proprio sopra un chiodo arrugginito (o quel che è). Il malefico spunzone si pianta nello stomaco di Lara, come un qualsiasi grissino farebbe di fronte a un tonno pregiato. Fortuna per lei che sull’isola non hanno ancora inventato né le infezioni né le lesioni interne, cosa che le permetterà di trotterellare allegramente per tutto il giorno con un buco sanguinante in corpo (no, non sto parlando di QUEL buco, brutti arrapati…).

Uscita dalla grotta, l’archeologa accende un bel fuocherello e si mette a vedere dei filmati girati con una videocamera digitale nei momenti precedenti al naufragio. Le varie sequenze mostrano i membri dell’equipaggio che interagiscono tra di loro, e dall’amica asiatica di Lara veniamo a sapere che il gioco si svolge a Yamatai, terra natia della Regina Himiko. Siccome però la protagonista era presente durante le riprese, ne deduciamo che l’unico motivo per cui decida di riguardare tutte le scenette sia perché soffre della stessa patologia di Leonard Shelby, eroe del film “Memento”.

Piccolo appunto: è una mia impressione, o la faccia di Lara ricorda moltissimo quelle bambole erotiche modello “Real Doll”? giuro! andate a controllare e fate il paragone voi stessi. 

Comunque sia, nel filmato successivo scopriamo come ha fatto la nostra eroina a trovare la leggendaria Yamatai. Il gioco vorrebbe farci credere che ella sia incredibilmente dotata e geniale, mentre in verità sono tutti i restanti esploratori del mondo ad essere incapaci. Perché mai? E’ presto detto. Ecco la brillante soluzione ideata da Lara per raggiungere la meta: dirigersi ad Est invece che ad Ovest, in quanto i precedenti viaggiatori che hanno navigato verso occidente, e cioè fuori dal così detto Triangolo del Drago, non sono mai riusciti a trovare nulla. Ci voleva dunque il lungimirante intelletto di una teenager per arrivare alla soluzione più ovvia, cioè che se non c’è niente a destra bisogna andare a sinistra. Poi si chiedono perché i riadattamenti cinematografici dei videogiochi vengano male…


Lara: la sorprendente eroina

Tornati al presente, succedono varie piccole cose: Lara trova un arco (ma senza nanotuta), si da un po’ alla caccia, scorrazza qua e là e così via. Questo finché non raggiunge un accampamento occupato dall’amica asiatica (si, so che ha un nome, ma lo dimentico sempre…) e da uno strano personaggio che si presenta come Mathias. Per passare il tempo, i tre si raccontano la storia di Himiko, l’antica regina del luogo che secondo la leggenda possedeva incredibili poteri meteorologici (far piovere, alzare i venti, le tempeste e robe del genere). Una specie di Mario Giuliacci incazzato e al femminile, insomma. O, visto che si parla di personaggi del passato, diciamo una sorta di Bernacca.

La storia è così interessante che Lara si addormenta, dando luogo così ad uno dei migliori esempi di immedesimazione tra giocatore e personaggio giocabile. Quando si risveglia però... Sorpresa! I due simpaticoni se la sono svignata (forse offesi dalla sua reazione al racconto). L'affascinante avventuriera inizia a cercarli, ma durante l'escursione, per sbaglio, mette il piede sopra una tagliola. Ovviamente questo inconveniente non è un problema per Lara: le basta sciogliersi un po' le articolazioni ed è subito pronta per correre la cento metri con ostacoli. In effetti la ragazza dimostra di possedere una capacità di recupero invidiabile: durante tutto l'arco del gioco non fa altro che prendere botte in testa e coltellate sullo sterno, ma alla fine riesce sempre a rimettersi in sesto come se nulla fosse. Al massimo le capita occasionalmente di lamentarsi dei lievi dolori all'anca o di quel fastidioso prurito intimo che affligge le donne della nostra epoca.

Superato quest'ostacolo, Lara finisce per incontrarsi coi restanti membri dell'equipaggio che si erano dispersi. E cosa fare in una situazione del genere, quando ci si ritrova persi nel bel mezzo di un ambiente ostile, senza provviste e nessuna possibilità di comunicare col mondo esterno? Esatto, ci si divide. Coda di cavallo Jones si ritrova così a fare coppia col suo professore, Whitman, e insieme vanno alla ricerca di Sam (l'asiatica. Visto che mi sono ricordato il nome, alla fine?). Gli altri invece... boh... si fanno catturare fuori campo dai cattivoni presenti sul posto. Già, i cattivoni: tutti coloro che nel corso degli anni sono naufragati sull'isola e che a causa delle tempeste sono rimasti intrappolati al suo interno. Bella fregatura, ma su questo torneremo alla fine, voi tenetelo a mente.

Dicevamo, Lara se ne va a spasso con Whitman fino a che non si trovano di fronte ad un enorme portone decorato. L'esimio dottore, che come ricorda lui stesso è in possesso di un imprecisato numero di lauree e di una specializzazione in storia asiatica, dimostra tutta la sua competenza lanciandosi in commenti del tipo "E' incredibile" oppure "E' davvero incredibile", "E' eccezionale", "Questo dipinto della regina del sole, dovrebbe rappresentare la regina del sole" e così via... Tra l'altro il tipo, accerchiato dai cattivoni, lascerà catturare se stesso e Lara VOLONTARIAMENTE mantenendo comunque la certezza di avere tutto sotto controllo. Ah, ma questa mossa fa parte di una strategia le cui conseguenze finali sapranno ricompensare gli sforzi... credici.


Continua a crederci Lara!

Una volta in balia dei cattivoni, Lara assiste alla fuga dei suoi amici (tranne uno che viene sforacchiato sul posto). Il brutto ceffo che la tiene prigioniera si allontana LASCIANDOLA SOLA IN CAMPO APERTO, ma intimandole di non fuggire. E infatti la ragazza... ciccia! Se la svigna immediatamente. Tuttavia, forse perché allevata da una famiglia di struzzi, si nasconde nell'unico posto in cui chiunque avrebbe potuto trovarla: un mucchietto di macerie con al centro un buco grande come Vice City. E infatti, il brutto ceffo di prima la riacchiappa. Ma Lara non ci sta, e dopo una breve colluttazione fa saltare le cervella del suo avversario con una pistolettata. E qui, per un breve momento, si ricorda di essere una ragazzina indifesa, di animo gentile e del tutto incapace di uccidere. Dopo pochi secondi però, si rende conto che stappare come un crodino il cranio dei cattivoni non è poi tanto male e dunque... apriti cielo: la ragazzina che non ha mai preso un'arma in mano si trasforma di botto in John Matrix, il colonnello interpretato da Schwarzenegger nel film commando. E a cadere non sono soltanto i corpi di migliaia di naufraghi, ma anche quel briciolo di credibilità rimasta in piedi. Addirittura, in una delle scene più ridicolmente epiche di tutto il gioco, Lara se la vede DA SOLA, contro un intero esercito di samurai zombie.

Qualche sterminio più tardi, la nostra femme fatale si imbatte in Roth, il capitano della nave affondata nonché figura paterna della ragazza. Egli le fa sapere che i lupi hanno preso il suo zaino. Dentro c'era forse del cibo? No, c'erano medicinali... it make sense. Sapete quante volte si è letto sul giornale di ospedali saccheggiati dai lupi? Quelle belve divorano kili di penicillina, altroché. Fatto sta che Roth, per sfuggire alla sceneggiatura, finge uno svenimento, lasciando alla povera Lara il compito di recuperare lo zaino. Ella ci riesce, torna dal vecchio e lo medica. Poi i due parlano di ripristinare un'antenna, ma anche di altre cosucce. Il dialogo si svolge più o meno così:

  • Lara, ho la prostata gonfia, e non sta bene arrampicarsi in queste condizioni. Mi sa che tocca farlo a te, che anche se cadi da 20 metri rimbalzi.
  • Ecco, lo sapevo
  • Suvvia sei una Croft, comportati da Croft. A proposito di Croft, come stanno i tuoi?
  • Sono morti.
  • Ah... Senti, meglio se non fai la Croft. Continua a fare Schwarzenegger che ti riesce bene.

Ci sei quasi non mollare!

Dopo varie arrampicate, Lara si ferma per fare una pausa. Riaccende la videocamera e si riguarda qualche altro filmatino. Niente di importante ai fini della trama, ma in una delle sequenze si vede il Professor Whitman intento a tagliare un pesce con un coltellaccio affilato. Lo scopo dovrebbe essere quello di offrire al pubblico televisivo, che vedrà il documentario completo, un po' di sano intrattenimento (e sai che spasso assistere allo sventramento di un salmone, o quel che è), ma l'azione non va a buon fine e l'esimio si infuria. Ora, posso capire tutto, ma che un pluri-laureato non sappia che attraverso la magia del montaggio si possa far credere che perfino tuo nonno sia in grado di vincere una competizione di ginnastica artistica, questo no. E infatti, la ragazza asiatica glielo deve spiegare mentre lui se ne sta rannicchiato in un angolo a bofonchiare. A quel punto mi sarebbe venuto qualche dubbio circa la sua salute mentale, ma ok.

La prossima missione di Lara, consiste nel raggiungere un torre radio e lanciare un SOS. Peccato che il segnalatore si trovi in cima a un’antenna tanto alta da arrivare a toccare il cielo. Oh beh, per lo meno la giovane potrà sintonizzarsi sull’emittente di SKY (l’avete capita? “cielo”, “SKY” AHAHAHAHAH… ahah… hem… ). I soccorsi rispondono all’SOS precisando che, nonostante essi sappiano dove si trovi l’isola, non conoscono ancora le coordinate precise relative alla posizione di Lara e amici… no, un attimo: sanno dove si trova l’isola? SANNO DOVE SI TROVA L’ISOLA? E nessuno ha mai pensato di andare a cercare laggiù i poveri cristi che da oltre 30 anni naufragano nel Triangolo del Drago? E i vari esploratori? A nessuno è mai venuto in mente che Yamatai potesse trovarsi proprio lì, visto che a Ovest non c’era un cazzaccio di nulla? Si lo so, avvicinarsi troppo all’isola è pericoloso per via delle tempeste che distruggono i vari mezzi di trasporto. Ma se vedi che, a forza di inviare soccorsi, tutti quelli che si avventurano da quelle parti finiscono in panne, arriverai alla conclusione che, forse, è necessario fare affidamento su di un velivolo speciale in grado di resistere a un colpetto di fulmine…

Per salvare i nostri eroi, viene inviato un aeroplanino che immediatamente finisce distrutto (regola numero 7 dell’adventure for dummies). Al quartier generale ovviamente se ne sbattono:

  • Oh, abbiamo perso i contatti con la squadra alpha, che si fa?
  • Ma no, vedrai che stanno benissimo.
  • Forse è meglio inviare altri uomini per indagare sull’accaduto…
  • Seee, e con quali soldi? Il comune non ha più fondi.
  • Vabbè, tanto mi stavano sulle palle.

Nonostante il parere contrario di Roth, Lara decide di andare a salvare il pilota dell'aeroplano precipitato. Ovviamente, da buona comparsa, quello muore qualche scena dopo, quindi perché preoccuparcene? Tuttavia, durante il viaggio, l’archeologa finisce dentro una specie di sepolcro dove sono custodite le spoglie della regina Himiko. Il suo primo commento è “odio le tombe” (ah, ironia portami via). Si ok, hai scelto il mestiere giusto, piccola. Qui scopriamo anche che Sam è stata rapita; Lara, che col pilota dell’aeroplano ha dimostrato perfettamente quanto sia brava coi salvataggi, decide di accollarsi pure questa missione. Go to the rescue, my dear!

Seguono sparatorie, azione, massacri ecc… fino a che la nostra promettente avventuriera non arriva a una sorta di baraccopoli. Qui incontra Grim, il marinaio del suo equipaggio. Il vecchio, che è stato preso in ostaggio dai cattivoni, riesce a liberarsi e a far precipitare in un burrone i malintenzionati. Peccato che nel processo finisca anche lui per volare di sotto, lasciando la povera Lara ad osservare straziata la scena. Ora, il tipo avrebbe potuto semplicemente spingere via il suo rapitore, ma decide che è più saggio lanciarsi egli stesso contro il nemico e finire insieme ad esso giù nel baratro. Una scelta che lascia perplessi i suoi stessi compagni, che quando sentiranno la storia commenteranno con frasi del tipo “Però, che buontempone” oppure “ho sempre pensato che fosse immortale” (vorrebbero dire che è un povero stronzo, ma per esigenze di copione devono trattenersi). Ora, la morte di Grim dovrebbe rappresentare un momento drammatico; peccato che sia difficile provare empatia per un personaggio che, su 10 ore di gioco, si vede a malapena per 5 minuti. In effetti, però, il suo gesto “eroico” può essere visto come un tentativo disperato di tirarsi fuori da questa sequela di minchiate. E allora tanto di cappello.


E se si trattasse tutto di un bluff?

Partono un paio di sequenze fighe, in cui Roth cecchina i cattivoni e Lara salva i suoi amici sopravvissuti dalla loro prigione. Poi comincia a esplodere tutto. Così, a random, come se le pareti, invece che col cemento, fossero tenute su col cherosene. L’archeologa si mette a correre tra le fiamme, fino a che, colpo di scena, non incontra Whitman. Ve lo ricordate? E’ ancora in questa storia: il vecchio Grim ha voluto farla finita prima dei titoli di coda, il pluri-laureato, invece, ha deciso di restare. Il bello è che è ancora tutto intero, senza nemmeno un graffio o un livido, e non appena vede la sua allieva, mentre sta venendo giù il mondo, le chiede in tono cordiale: “Oh ciao Lara, anche tu qui? Come va?”. Lei, che non è fessa, capisce che qualcosa non va, ma l’esimio la distrae con questa perla: “I cattivoni sono un eccezionale caso antropologico, andrebbero studiati”. Si, degli esseri umani costretti a vivere allo stato selvaggio, e che per via della loro condizione hanno subito serie ripercussioni psicologiche, sono interessanti da un punto di vista scientifico. Non si era mai vista prima una cosa del genere, vero professore?

Vabbè passiamo oltre. Si scopre che Mathias è il super villain della storia e che vuole far diventare Sam la nuova regina dell’isola: in lei infatti scorre il sangue di Himiko, elemento che la rende ideale per la successione al trono. Scopo del piano dovrebbe essere quello di aprirsi una via di fuga (poi vedremo come), ma giunti a questo punto mi ritrovo costretto a ripetere ciò che vi ho detto qualche riga addietro: tenete a mente la scena.

Altre esplosioni, poi spunta un elicottero (non mi ricordo da dove, ma tanto precipiterà nella scena successiva). Dopo la morte dell’ennesimo soccorritore (probabilmente la famiglia di uno degli sceneggiatori è stata sterminata da un aviatore, fatto che lo ha portato a riversare la sua ira su tutta la categoria, non saprei) è il turno di Roth, che ci rimette la pellaccia prendendosi un’asciata sulla schiena al posto di Lara. Qualcuno piange, qualcuno rimprovera la nostra eroina per il fatto di aver condotto i suoi amici in quel posto tanto brutto. Peccato che Reyes (la tizia più incazzata) si dimentichi che 1) non le ha ordinato il dottore di imbarcarsi in questa impresa e 2) Lara le ha salvato il suo bel culetto già un paio di volte.


Dai che ci siamo quasi...

Il gruppo raggiunge una spiaggia su cui sono arenate delle navi. Sperano di riparare una barchetta e poter salpare, ma mancano gli attrezzi per il lavoro. E chi chiamerai? Esatto, mandano la più giovane di loro (Lara) a recuperare su di un relitto pericolante una chiave inglese e un cacciavite. Quando parli di PNG inutili… Portato a termine questo incarico ricompare Whitman, che era rimasto indietro durante la fuga. Lui dice di aver seminato da solo i cattivoni, e tutti ci credono. Tutti a parte la protagonista, che ricordiamo essere l’unica normodotata. Ma… oh oh! Alex, il nerd della compagnia, è andato a prendere un “non so che, non so dove” e non è più tornato. Inutile dire che questo è un lavoro che solo super Croft può risolvere. Anche perché agli altri, con ogni probabilità, manca il pollice opponibile.

Come da copione, Alex muore, ma non prima di aver ricevuto un tenero bacetto sulla guancia da Lara… Quanta gratitudine, ragazza... Ora, siccome questa recenzata sta andando un po’ troppo per le lunghe, vi riassumo in breve cosa succede alla fine: si scopre che Himiko, per garantirsi l’immortalità, prese l’abitudine di reincarnarsi nel corpo delle sue giovani sacerdotesse attraverso uno rito finalizzato allo scambio di anime. Un po’ come fanno i politici italiani, insomma. Solo che durante l’ultimo rito di passaggio, si verificò un bel problema: la prescelta per il ruolo di regina si suicidò, lasciando Himiko intrappolata dentro il suo stesso cadavere. Il suo spirito, infuriato, divenne così all’origine delle tempeste che imperversano tutt’ora sull’isola. Il piano di Mathias è dunque quello di spostare l’anima da questo cadavere nel corpo di Sam, nella speranza di placare la furia della sovrana e di riuscire così a guadagnarsi la libertà. Per l’ultima volta, tenete a mente questo particolare, mi raccomando.

Nelle ultime scene Whitman rapisce l’asiatica e la riconsegna a Mathias. Sorpresa! Chi si aspettava il suo tradimento? Peccato che il professore sia l’unico a non rendersi conto che il capoccia dei cattivi sia un bugiardo doppiogiochista pronto a pugnalarti alle spalle alla prima occasione. E infatti, non appena ne ha l'opportunità, Mathias si libera dell’esimio con uno stratagemma semplicissimo: vedete, sull’isola scorrazzano gli zombie di antichi samurai (la guardia tonante della regina, se non ricordo male). Il professore, che smania dalla voglia di studiare queste creature, incentivato anche dalle parole del capoccia, decide di avvicinarle e di parlarci. Ovviamente, non tenta di comunicare con loro nella lingua locale, no; dall’alto della sua cultura, si comporta come faresti tu quando ti trovi a dover dare indicazioni a un turista straniero, “mio nome essere Whitman, io venire in pace, per Colosseo proseguire dritto e poi girare a destra”. Gli zombie, per grazia divina, lo affettano sul posto.


Il finale con i fiocchi

A questo punto c’è la famosa battaglia Lara vs Esercito della regina Himiko, lo stesso che, a detta dei documenti reperiti sull’isola, ha saputo mettere in scacco le maggiori potenze militari della sua epoca. Si, peccato che vengano sterminati da una ragazzina armata di arco e frecce in meno di 10 minuti. Videogame logic. Ci manca solo Bruce Campbell, con tanto di motosega, che grida “dammi un po’ di zucchero baby” per completare questo serissimo quadretto. Oh, comunque la sparatoria diverte “abbestia”, quindi chissene.

Arriva finalmente il momento della battaglia finale. Lara sale in cima a un palazzo coperto di neve, decima i cattivoni rimasti e si confronta con Mathias. Armatasi con due pistole (quelle che probabilmente diventeranno LE due pistole), crivella il vecchiaccio e lo scaraventa giù nel vuoto. Tutto bello, bellissimo anzi. Se non fosse per quello che è forse il più grande plot hole a memoria d’uomo. Ricordate cosa vi avevo detto? Di tenere a mente tutte quelle scene? Ecco, adesso capirete perché. Ci tengo a precisare che, nonostante sia convinto del contrario, forse sono io ad aver inteso male; magari il finale ha perfettamente senso, e avranno ragione i nerd di tutto il mondo a darmi torto. In caso contrario, però, questo è l'incredibile epilogo di Tomb Raider:

Stando ai vari documenti sparsi un po' ovunque, e alle varie cutscene di cui il gioco è pieno, Mathias ha passato anni come naufrago sull'isola maledetta. Durante tutto questo tempo ha avuto modo di istruirsi sulla storia del luogo e dei suoi abitanti, riuscendo a trovare finalmente una soluzione al problema delle tempeste; trasferire lo spirito di Himiko dal cadavere dove è intrappolato in un corpo giovane e predisposto allo scopo. E questo lo avevamo già detto. Ecco, morto Mathias, come fa Lara a far cessare la maledizione? Ovviamente non può sacrificare la sua amica quindi... prende la decisione più semplice: distruggere la salma rinsecchita della regina. E non lo fa perché in possesso di chissà quali poteri da prescelta di sta minchia, no, semplicemente si arma di fiaccola a le da fuoco. Ora, quel birbone di Mathias, colto e intelligente com'era, non ha mai pensato di carbonizzare lui stesso quella vecchia svitata della regina Himiko? Possibile che dopo decenni di studi non sia mai arrivato a capire che il vecchio calcio nel culo era la soluzione migliore? Mah...

Il gioco comunque termina con la solita scenetta in cui i sopravvissuti, capeggiati da Lara, abbandonano l'isola in cerca di nuove avventure. E a quel punto compare la scritta “A survivor is born”. Se Square-Enix però non troverà il modo di gestire un po' meglio il suo budget, mi sa che questo survivor sarà dead molto presto.


Il Giocone

Sappiamo già che questo è a tutti gli effetti Uncharted 4, si? Bene. Allora possiamo...

  • Fermo Leandro! E' stato Uncharted a prendere per primo ispirazione da Tomb Raider.

Ecco, lo sapevo, ogni volta mi rifilano questa tiritera. Va bene, che Nathan Drake vada a caccia di reliquie e templi nascosti è assolutissimamente vero, ma oh, per il resto non è che tra le due serie ci sia mai stata tutta sta grande somiglianza. Ma questi sono pareri, anche se io ho ragione e voi torto. Gne gne.

Allora, la prima cosa che ci verrà chiesto di fare sarà di dare la caccia a un tenero cerbiatto (o era un'alce? Boh) e di sfamarci con le sue carni. "Ah, dunque durante il gioco dovremo preoccuparci della nostra sopravvivenza, magari recuperando scorte alimentari e mediche, dormendo quando saremo stanchi e rinfrescandoci con dell'acqua se avremo sete". No. Manco per il piffero. La componente survival si esaurisce dopo quella sequenza di due secondi. Deal with it.

Lara potrà però esplorare l'ambiente circostante in cerca di collezionabili, attività inutile dato che gran parte dell'esperienza ci verrà assegnata tramite gli headshot, ma questo è un dettaglio. I veri punti di interesse saranno le tombe disseminate un po' ovunque, contenenti tesori inestimabili e altre leccornie. Si, tombe... Stanzette due metri per due in cui dovremo risolvere enigmi del tipo "sfrutta il principio della leva per raggiungere quella piattaforma". Roba che Gordon Freeman, giocando al titolo, abbasserebbe la testa sdegnato.    

Poi c'è il "platforming": ricordate quando era richiesta un minimo di precisione nei salti o nelle arrampicate? Ecco, il gioco è settato, in questo senso, sulla modalità "easy automatic", quindi non dovrete preoccuparvi di quell'inutile coordinazione mano-cervello. Sono contento che gli sviluppatori si preoccupino del deterioramento delle nostre cellule cerebrali. Semplici semplici anche le sparatorie, ma quelle sono fighe, quindi non ne parlerò male.

Infine, lo "stealth". E' qui che viene mostrato uno dei migliori esempi di IA che si siano mai visti: per distrarre i nemici, Lara potrà scoccare una freccia contro un muro posto nelle vicinanze dei cattivoni. Nella realtà, tutti noi, dopo uno spavento che te lo raccomando, ci volteremmo per cercare di individuare l'origine del colpo. Ma non in Tomb Raider, dove i pirloni si avvicinano tranquillamente sul luogo dell'impatto dando il tempo alla protagonista di spaccargli il cranio.


CONCLUSIONI

Villain completamente stupidi, massacri indiscriminati, enigmi da giornaletto della domenica, esplosioni senza motivo, ragazzine capaci di abbattere eserciti invincibili, morti prive di senso, plot hole giganteschi, piagnistei da telenovelas e frecce capaci di infrangere l'adamantio... in una parola, capolavoro.

VOTO 10/10

SCHEDAGIOCO
Cover Tomb Raider

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