Satoru Iwata, un ricordo

Grazie. Solo Grazie.Scritto da Matteo "Scanna" ScannaviniMail@ mattscannail 13 luglio 2015
Satoru Iwata, un ricordo Speciale

Sì, la copertina di questo articolo è nera. Non si tratta di uno sbaglio, è inutile che controlliate la barra in alto o premiate F5. Un’immagine spenta, completamente oscura, che rappresenta almeno in parte il cordoglio di chi vi scrive e quello della redazione intera. Un pezzo di storia, passata e presente, dei videogiochi che tanto amiamo ci ha lasciato.

La mia solita infornata di Twitter e Plumcakes a colazione è stata ovviamente funestata dalla notizia: Satoru Iwata, CEO e presidente di Nintendo, si è spento nella notte, alla prematura età di 55 anni, a causa di un tumore. Lo shock è stato di quelli che non si dimenticano e che cambiano tutto. Il primo pensiero è sicuramente agli amici, ai familiari e alla fortissima comunità Nintendo, la quale oggi si chiude nel dolore, un improvviso trauma tuttavia non completamente inatteso. Il compianto Satoru infatti stava combattendo con la malattia almeno dalla scorsa estate, nella quale fu costretto a saltare il consueto appuntamento con l’E3 2014 e non presenziare a qualche altro evento importante. Il sorriso ci era tornato, vedendolo riapparire in apparente buona forma in quello che era il suo show, il suo palcoscenico preferito, quello che ci ha fatto innamorare di lui: la Nintendo Direct. Brutte avvisaglie poi avevano tempestato anche questo 2015, dal meeting con gli investitori rimandato, alla seconda assenza consecutiva dalla kermesse angelena, oltre a una quasi completa assenza dalla trasmissione dedicata appunto dell’E3 2015. E tuttavia la notizia mi ha travolto come un fiume in piena, vedendo a sorpresa apparire, dopo qualche minuto, in aggiunta al cordoglio, un timido sorriso sul mio volto, ripensando a cosa Mr. Iwata è riuscito a regalarmi nella vita.

Oggi e nelle ore che seguiranno, certo quasi tutti cercheranno di ricordare Satoru nella loro maniera; io volevo aggiungere, nel mio piccolo, qualcosa della personale esperienza con un uomo che ha ereditato il bastone del comando della compagnia che di fatto ha – diciamolo – inventato i videogiochi così come li conosciamo oggi e portato tutte le innovazioni, anche e soprattutto tecnologiche, che oggi prendiamo per scontate. Nintendo ha persino "inventato" PlayStation, argomento del quale abbiamo recentemente ricevuto una prova tangibile. Succedere a Yamauchi non è stato un compito facile, ma Iwata, ex-sviluppatore al lavoro su titoli come Kirby nella sua esperienza con Hal Labs. e Balloon Fight, ha preso le redini del colosso nipponico col sorriso, puntando a cambiare il mondo e rendere il nostro passatempo preferito anche il passatempo preferito di milioni di altre persone, cercando e riuscendo ad avvicinare il videogioco a settori demografici che prima non avevano neanche mai sentito parlare di un joypad.


Memorie indelebili

Il mio primo pensiero va all’11 marzo del 2005, sulla suburbana Bologna – Vignola, con affianco un amico fidato. Fa caldo, molto caldo, ed è uno di quei pomeriggi dove proprio di fare i compiti non si ha mezza intenzione. E poi è una giornata importante. Nei negozi italiani esce Nintendo DS, una console rivoluzionaria e incredibile: grafica 3D su una portatile? Schermo a tocco? Wi-Fi? Due schermi? Fantascienza. Quell’oretta sul treno, tornando dal centro commerciale, passata a portare in vita piccoli Pac-Man in Pac Pix e sbalordirsi di fronte a Metroid Prime Hunters: First Hunt, spendendo anche una buona mezz’ora a disegnare triforze e funghi in Pictochat, resta uno dei ricordi più puri della mia vita, almeno in campo videoludico.

Ed era stato proprio Mr. Iwata, qualche mese prima, a estrarre dalla sua tasca, nel delirio generale, il primo DS, quella che diventerà poi non solo la console che considero migliore di tutti i tempi personalmente, ma anche quella più venduta di sempre (oltre 150 milioni di unità in tutto il mondo).

Perché è questo che dispiace immensamente a proposito della straziante dipartita del CEO di Nintendo: vederlo lasciare in quello che forse è il momento meno fulgido della sua carriera, davvero un’immagine che non rappresenta giustamente quello che non solo è stato una grande persona, ma anche un grande dirigente, in grado di portare la sua società – sebbene sacrificando parte di quello che la aveva resa grande in passato – ad altezze forse mai raggiunte. È stato il presidente del cambiamento, del passaggio al digitale, dell’HD, dell’online, passi portati a termine con successo, anche se certo sempre alla maniera della società giapponese, sempre nel loro stile da tre passi avanti e due passi indietro, quello stile che però genera un amore incondizionato dalla fan base più dedicata di tutto il mondo dell’intrattenimento.

Non posso negare di non essere stato d’accordo, negli ultimi anni, con moltissime scelte e non posso altrettanto negare che parte della colpa nell’avermi allontanato da Nintendo forse irrimediabilmente possa essere dipesa da decisioni prese da lui e il suo staff, ma questo non cambia nulla su quello che è stato e non cancella le incredibili emozioni che mi ha donato, anche recentemente.

Per ogni Wii Music e mancanza di un sistema di account credibile, ci sono stati i Mario Galaxy e il Wii-Mote, per ogni paddone sub-HD di Wii U c’è stato uno Zelda: Skyward Sword o un Kid Icarus: Uprising.

Non posso sinceramente quantificare quella che fu la mia emozione nel provare un Wii per la prima volta. Giocare a Wii Sports nel mio negozietto di fiducia è stato qualcosa che difficilmente proverò ancora, da videogiocatore disilluso degli anni ’10, nei quali un calo di due frame al secondo è già una cosa che mi fa storcere il naso.


Una vita per farci sorridere insieme

Nintendo, e Satoru Iwata di conseguenza, restano un po’ come il vostro migliore amico del liceo: magari non vi vedete così spesso e qualche volta potreste anche aver discusso, ma si sa che quando c’è bisogno di divertirsi o di un appoggio, loro ci sono. Anche recentemente, partite a Mario Kart 8 e Super Smash mi hanno ricordato che non c’è bisogno di sparare a qualcosa per divertirsi.

E, di divertimento, Satoru ne ha regalato a iosa, a tantissimi, in tutto il mondo.

Per questo ci troviamo qui oggi, a rendere omaggio a quello che non era solo un dirigente, ma una splendida persona, un appassionato, un personaggio come pochi ne esistono nel mondo, figurarsi nei videogame, da sempre alla ricerca di personalità importanti e di spicco. Non dimenticherò mai la sua incredibile simpatia e quello stile molto nipponico, abbastanza folle se vogliamo, dimostrato in quello che era il suo cantuccio lirico, il suo palco, il suo ring, le Nintendo Direct. Queste pillole Nintendo non producevano solo GIF per Reddit, ma anche e soprattutto davano voce a una passione, ad un'azienda che mi – e ci – ha cambiato la vita, e in meglio.

Per chiudere, voglio tornare alla nostra immagine di copertina, quell’immagine nera, apparentemente senza tonalità, che nel nostro lutto il sottoscritto e il team di VGNetwork.it ha dedicato a questo memento. E voglio, ora, dopo aver ricordato Satoru, farvela vedere con occhi diversi. Nero non è solo lutto e tristezza. Per chi non lo sapesse, nero non è assenza di colore, ma la presenza di TUTTI i colori insieme.

Un arcobaleno di emozioni e sentimenti, quello che Iwata ha rappresentato per me e penso anche per molti altri di voi, un arcobaleno alla fine del quale si può trovare un tesoro, come nelle leggende gaeliche. Un tesoro che è la legacy che il presidente ci ha lasciato, un’eredità tangibile che lo renderà immortale.

In fondo, nei videogiochi, perdere una vita significa iniziarne subito un’altra.

SCHEDA
Cover

  • data d'uscita:
  • produttore:
  • sviluppatore:
Scheda completa...